C Capitolo 48 - Dal postcore all'emo - pagina 2 di 5

48 - Dal postcore all'emo (2/5)

È un suono che ritroviamo anche nei dischi dei Rites Of Spring ( un vinile omonimo del 1985 e, anche qui, una raccolta postuma del 1991, “End on End”, sempre edita dalla Dischord): fattore emozionale altissimo e testi introspettivi che li rendono complici nell’invenzione del genere. Quando nel 1987 Mac Kaye e Picciotto si uniscono sotto la sigla Fugazi l’evoluzione del loro suono (e di quello dell’hardcore in generale) prosegue ulteriormente: i primi album a uscire a loro nome sono la raccolta dei due EP del gruppo (“13 Songs”) e l’album “Repeater”(1990): se è il gruppo nel complesso a brillare, l’attenzione viene catalizzata dalle invenzioni e dalle schermaglie ritmiche di Joe Lally e Brendan Canty( basso e batteria), che introducono nell’hardcore la complessità ritmica del post-punk più frenetico.

Il suono del gruppo non si cristallizzerà mai, andando ad avvicinarsi, almeno in parte, alla forma canzone, conciliando però tale passaggio con sperimentazioni sonore sempre nuove, tenendo sempre in primo piano il contrasto tra calcolo cerebrale e sfogo emozionale, tra momenti di quiete ed esplosioni soniche, in una formula che trova uno dei suoi momenti più felici in “Red Medicine”(1995), disco in cui il gruppo trova il suo equilibrio perfetto. Accanto ai gruppi di Chicago e Washington menzionati, un altro si rivelerà fondamentale per le evoluzioni future del postcore e del rock cosiddetto alternativo: sono gli Squirrel Bait, di Louisville, solo due album all’attivo ( un EP del 1985 e un album del 1987, “Skag Heaven”) ed un suono che se ricorda da vicino nelle sonorità i più famosi Husker Du, ingloba d’altra parte scorie progressive che germoglieranno nei gruppi che i due chitarristi del gruppo andranno a formare. Brian McMahan, infatti, fonderà gli Slint, mentre David Grubbs entrerà nei Bastro: non due gruppi qualsiasi, bensì i due pilastri su cui si costruiranno le fondamenta del cosiddetto post rock, di cui si parlerà più tardi.

Se questi gruppi spianano la strada a nuove possibilità, non tardano ad affacciarsi sulla scena gruppi intenzionati ad esplorarne le diverse sfaccettature: sulle orme dei Naked Raygun e dei Big Black si mettono formazioni come Helmet, Jesus Lizard, Shellac ( guidati sempre da Steve Albini), Chavez ed Unsane, giusto per citarne alcuni, gruppi accomunati da un noise-core dalle forti tendenze metal. Gli Helmet di Page Hamilton, debuttano nel 1991 con ” Strap It On”, un suono abrasivo che è una sorta di via di mezzo tra Black Flag, Big Black e Sonic Youth e arrivano col successivo “Meantime” ( ancora una volta Albini alla produzione) al successo commerciale e alla piena realizzazione musicale.

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