C Capitolo 57 - Dalla deep alla microhouse - pagina 2 di 7

57 - Dalla deep alla microhouse (2/7)

Gli ultimi anni '80 vedono anche l'ascesa di New York, e in particolare del New Jersey, come polo fondamentale di crescita della house: è qui che si sviluppa il cosiddetto New Jersey Sound, appunto, stile definito, in contrapposizione con quello di Chicago, da un suono che eredita le raffinatezze vocali e strumentali del philly soul passando ovviamente attraverso la lezione della disco di cui è il più diretto discendente: un suono che si sviluppa grazie al talento di produttori come Todd Terry, Blaze e Little Louie Vega che di lì a poco farà società con Kenny Dope Gonzales fondando i Masters At Work vocalist come Jocelyn Brown, Barbara Tucker e una veterana della disco come Loleatta Holloway. Fondamentale si rivela anche Tony Humpries, resident allo Zanzibar ( locale situato, appunto, in New Jersey), che più di ogni altro si rivela centrale per la nascita di quel suono, definito da singoli come “Take Some Time” di Arnold Jarvis e “If I should Need a Friend” di Blaze e che, una volta arrivato alle avide orecchie del pubblico inglese, comincia ad essere definito garage (cosa che creerà l'equivoco secondo cui l'origine di quel suono risalirebbe allo storico Paradise Garage di Larry Levan ).

Un suono che fin da subito nel Regno Unito è fatto oggetto di un culto smodato: emblematica è la nascita, nel 1988, della Republic di Joey Negro, importante etichetta inglese che pubblica una compilation seminale come “The Garage Sound Of Deepest New York” oltre a svariati dischi di Blaze e del suo discepolo Phase II; non solo, la label inglese e le prime produzioni di Negro divengono anche il centro gravitazionale del fenomeno underground inglese definito neodisco che, come suggerisce il nome, ricongiunge definitivamente i suoni della house con quelli originari della disco anni '70,specie quello della fase iniziale più underground, legato a etichette come la Salsoul Records e a figure seminali come Francois Kevornian e Walter Gibbons. Nella neodisco troviamo un primo esempio di quella disco house che si affermerà definitivamente nella seconda metà degli anni '90 col boom della house francese di Daft Punk e Dimitri From Paris.

Sempre nel 1988, dall’altra parte dell’oceano, Todd Terry, uno dei pionieri del suono garage, oltre che delle tecniche di sampling applicate alla house, collabora con i Jungle Brothers del collettivo Native Tongues nel pezzo “I'll House You”, prima fusione tra house e hip hop, che segna la nascita di un genere minore come la hip-house, suono ripreso da produttori come Tony Scott e Two In A Room e portato al successo dai Technotronics. Ancora nel 1988 viene fondata a Bologna la Irma Records, etichetta italiana che si rivela centrale per la diffusione della house italiana, fenomeno musicale di rilievo internazionale,che porta un generale ammorbidimento nelle sonorità e comincia ad inserire raffinati campioni di piano, inaugurando una tradizione che proseguirà negli anni con produttori come Jestofunk e LTJ X-perience.

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