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R Recensione

7/10

Lera Lynn

Plays Well With Others

Lera Lynn, nota ai più per aver curato la colonna sonora della seconda stagione di True Detective (e avervi interpretato il ruolo della solitaria cantante nella bettola frequentata dal detective Velcoro), è una delle tante voci del rinascimento Americana degli ultimi anni. Giusto un paio d’anni fa la compilation “Southern Family” si prendeva l’impegno di scattare la foto di famiglia che fermasse per un attimo il tempo catturando le voci del momento, ed ecco che, con “Plays Well With Others”, Lera Lynn compie un’operazione simile, per quanto incentrata sul ruolo portante della sua voce: riunire un gruppo, testimoniare l’esistenza di una scena, o quantomeno di una bella sfilza di nomi in grado di rinvigorire quelle sonorità.

Same Old Song” è allora il perfetto incipit per un album del genere, col suo refrain (“This time I'm gonna hear / What has been said so clear / This time I'm gonna hear / The same old song”) declamato su un sontuoso fiorire di archi, in un’atmosfera madida di umori notturni, prima evidenza di un raffinato senso dell’arrangiamento, tra secchi arpeggi di chitarra e mandolino e rintocchi gravi di contrabbasso che preparano lievi il terreno per l’apertura del ritornello: una piccola ode dai tratti gotici condivisa con la voce e la penna di Peter Bradley Adams. Lo stesso spirito malinconico e inquieto è condiviso da brani come la sontuosa “Lose Myself”, scritta e arrangiata assieme a John Paul White tenendo bene in mente i grandi classici, il country acustico alla Neil Young di “What Is Love”, cantato con Dylan LeBlanc, e la ballata “Crimson Underground”, scritta in coppia con il veterano Rodney Crowell, immersa nel suggestivo tremolo della chitarra della Lynn.

I brani restanti sviluppano un’articolata e varia gamma di riferimenti, passando in rassegna i lidi indie di “Wolf Like Me”, cover dei TV on the Radio riarrangiata assieme al duo Shovels & Rope, le ibridazioni rhythm and blues di “Nothin to Do With Your Love”, inscenata con JD McPherson, il Nashville sound gonfio di “In Another Life”, frutto del sodalizio tra la Lynn e Nicole Atkins.

L’anno in cui Courtney Marie Andrews pubblica il suo acclamato omaggio alle sonorità country anni Settanta e le svedesi First Aid Kit si consacrano definitivamente, con ottimi risultati, a quello stesso sound, una come Lera Lynn non poteva mancare. Co-prodotto in compagnia di Ben Tanner (Alabama Shakes) e John Paul White, “Plays Well With Others” è un’accorata dichiarazione di presenza (collettiva) che merita di essere presa in considerazione.

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