Soulsavers
Its Not The Way You Fall, Its The Way You Land
Riesce ancora a stupire Mark Lanegan
Ditemi voi che bisogno aveva di andare a fare un album assieme a due semi-sconosciuti appassionati di trip hop ed elettronica e con un solo album alle spalle. Nessuno probabilmente. O forse uno si: la voglia di rimettersi sempre in discussione, di vedere sempre nuove mete ed obiettivi. Ed è un pregio che in giro non si vede molto spesso.
Dopo aver duettato con Isobel Campbell ed essere prima ancora tornato a mordaci rumorosità nellalbum solista Bubblegum ecco allora che Mark Lanegan si butta a capofitto nelle atmosfere sonore create da Rich Machin e Ian Glover. E anche questa volta non si rimane traditi dalle attese.
Revival è un gospel condotto in maniera impeccabile da un piano funereo e da una stanca batteria. Latmosfera religiosa è confermata da Spiritual, che nonostante un testo-preghiera non annoia trovando il suo punto di forza nel suono scarno e laconico.
Quello che davvero stupisce è la capacità di Lanegan di adattarsi a ritmi trip hop caldi e sensuali come quelli di Paper Money (brano che tra laltro riporta apertamente alla mente i Massive Attack) e Jesus Of Nothing, riuscendo a non essere mai banale diventando una volta ipnotico unaltra aspro come ai tempi di Seattle.
Prima della fiabesca e incantevole No Expectations si trova il tempo per ammirare anche le doti dei Soulsavers originali negli strumentali Ask The Dust e Arizona Bay. La prima parte con una pigra downtempo vagamente à la Air e pur rimanendo in unottica trip hop si sviluppa con le dinamiche tipiche del brano post rock, con unesplosione sonora notevole. La seconda mostra ancora somiglianze con il duo francese di Moon Safari, ma stavolta con laggiunta di sprazzi di jazz e un gusto per gli aromi morriconiani che renderebbero il pezzo una degna colonna sonora per un duello western di Leone.
Purtroppo non tutte le ciambelle vengono col buco: Ghosts Of You And Me, pur essendo più aggressiva della media del disco riesce anche più insipida e meno passionale. Kingdom Of Rain, brano ripreso da Whiskey For The Holy Ghost, non aggiunge niente alla versione originale oltre ad un piano appena più marcato. Through My Sails è un lento molto U2-periodo-Joshua Tree, forse pure troppo.
Rimane un disco comunque godibile e particolarmente consigliato per gli amanti della poliedricità di Lanegan. Menzione donore per ospiti di lusso come Will Oldham, PW Long e Jimi Goodwin. Ah, e il disco presenta in realtà numerose cover che saccheggiano tra gli altri nientepopodimenoche Rolling Stones e Neil Young. Daltronde scusate se non ci eravamo soffermati prima su questi dettagli, ma eravamo rimasti rapiti per un attimo dallo splendido gospel di Revival.
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