R Recensione

7/10

Soulsavers

It’s Not The Way You Fall, It’s The Way You Land

Riesce ancora a stupire Mark Lanegan

Ditemi voi che bisogno aveva di andare a fare un album assieme a due semi-sconosciuti appassionati di trip hop ed elettronica e con un solo album alle spalle. Nessuno probabilmente. O forse uno si: la voglia di rimettersi sempre in discussione, di vedere sempre nuove mete ed obiettivi. Ed è un pregio che in giro non si vede molto spesso.

Dopo aver duettato con Isobel Campbell ed essere prima ancora tornato a mordaci rumorosità nell’album solista Bubblegum ecco allora che Mark Lanegan si butta a capofitto nelle atmosfere sonore create da Rich Machin e Ian Glover. E anche questa volta non si rimane traditi dalle attese.

Revival è un gospel condotto in maniera impeccabile da un piano funereo e da una stanca batteria. L’atmosfera religiosa è confermata da Spiritual, che nonostante un testo-preghiera non annoia trovando il suo punto di forza nel suono scarno e laconico.

Quello che davvero stupisce è la capacità di Lanegan di adattarsi a ritmi trip hop caldi e sensuali come quelli di Paper Money (brano che tra l’altro riporta apertamente alla mente i Massive Attack) e Jesus Of Nothing, riuscendo a non essere mai banale diventando una volta ipnotico un’altra aspro come ai tempi di Seattle.

Prima della fiabesca e incantevole No Expectations si trova il tempo per ammirare anche le doti dei Soulsavers “originali” negli strumentali Ask The Dust e Arizona Bay. La prima parte con una pigra downtempo vagamente à la Air e pur rimanendo in un’ottica trip hop si sviluppa con le dinamiche tipiche del brano post rock, con un’esplosione sonora notevole. La seconda mostra ancora somiglianze con il duo francese di Moon Safari, ma stavolta con l’aggiunta di sprazzi di jazz e un gusto per gli aromi morriconiani che renderebbero il pezzo una degna colonna sonora per un duello western di Leone.

Purtroppo non tutte le ciambelle vengono col buco: Ghosts Of You And Me, pur essendo più aggressiva della media del disco riesce anche più insipida e meno passionale. Kingdom Of Rain, brano ripreso da Whiskey For The Holy Ghost, non aggiunge niente alla versione originale oltre ad un piano appena più marcato. Through My Sails è un lento molto U2-periodo-Joshua Tree, forse pure troppo.

Rimane un disco comunque godibile e particolarmente consigliato per gli amanti della poliedricità di Lanegan. Menzione d’onore per ospiti di lusso come Will Oldham, PW Long e Jimi Goodwin. Ah, e il disco presenta in realtà numerose cover che saccheggiano tra gli altri nientepopodimenoche Rolling Stones e Neil Young. D’altronde scusate se non ci eravamo soffermati prima su questi dettagli, ma eravamo rimasti rapiti per un attimo dallo splendido gospel di Revival.

V Voti

Voto degli utenti: 7,7/10 in media su 10 voti.
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george 8/10
Moon 8/10
REBBY 8/10
target 8/10

C Commenti

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Marco_Biasio (ha votato 8 questo disco) alle 16:25 del 24 aprile 2007 ha scritto:

Wow!

Cippa, che discone!

Moon (ha votato 8 questo disco) alle 19:44 del 26 aprile 2007 ha scritto:

ottimo gruppo

per me è stata una bella sorpresa sentire quest'album e scoprire questa band. )

SteveRogers (ha votato 7 questo disco) alle 12:46 del 8 novembre 2007 ha scritto:

un solo grande Lanegan

Album interessante in cui Lanegan si conferma un grande interprete... ma alla fine rischia di essere solo questo. Il disco ha troppi alti e bassi. Migliori tracce senza dubbio sono "Revival" e "Paper Money".

george (ha votato 8 questo disco) alle 21:49 del 21 aprile 2009 ha scritto:

I nuovi massive attack con una voce da strappare l'anima.....