R Recensione

8/10

Neil Young

Live at Massey Hall

Il concerto che Neil Young tenne alla Massey Hall di Toronto nel gennaio 1971 ha circolato per decenni in forma di bootleg, ricercato e amato dai fan del canadese e non da loro soltanto.

Se diamo anche solo un'occhiata ai 17 brani in scaletta non fatichiamo a capire il motivo di tanto entusiasmo; alcune di queste canzoni erano già dei classici, altre lo sarebbero diventate ben presto.

Questa incredibile performance vede finalmente la luce in veste ufficiale nell'ambito dell'operazione di apertura degli Archives di Young, partita lo scorso anno, come bene ha illustrato Andrea Belcastro nella sua recensione del Live at the Fillmore East.

Va premesso che la qualità audio del cd è eccellente, e la Musa della poesia siede al fianco di Neil Young per tutto il concerto.

Alla Massey Hall l'atmosfera è più intima e raccolta rispetto al Fillmore, il set è acustico, data l'assenza dei fidi Crazy Horse. Young si accompagna di volta in volta con la chitarra o con il piano e intrattiene il pubblico tra una canzone e l'altra, con il suo peculiare sense of humour, percorso da una vena di timidezza, che i presenti mostrano di gradire.

L'audience ascolta rapita, lasciandosi trascinare in un battito di mani di accompagnamento solo in Dance Dance Dance, che entrerà di lì a poco nell'album di esordio dei Crazy Horse.

Lo stesso raccoglimento viene spontaneo anche a chi ascolti il disco oggi, perché la disposizione d'animo del musicista, la passione con la quale interpreta tutte le canzoni, rendendole piccole gemme senza tempo, non ammette rumori che distolgano l'ascolto e che ci facciano uscire dal piccolo mondo nel quale Young ci consente di entrare.

In apertura e in chiusura troviamo due classici dal repertorio degli ultimi Buffalo Springfield (On the way home e I am a child).

Da Everybody Knows This is Nowhere sono tratte Down by the River e Cowgirl in the Sand, che producono un effetto strano in chi ha presente le versioni originali. Così nude, spogliate degli incroci di chitarre con Danny Whitten e rette dalla sola chitarra acustica, sono se possibile ancora più evocative, ci fanno capire che una canzone mostra la sua bellezza anche quando le si toglie l'abito da sera.

Altri brani noti quali Don't Let Bring You Down e Tell Me Why provengono da After the Gold Rush, pubblicato l'anno precedente (1970) e Helpless da Deja-Vu, il bellissimo secondo lavoro di Crosby, Stills, Nash con lo stesso Young.

Accanto a pezzi conosciuti compare quella che sarà l'ossatura del successivo Harvest: There's a world, A Man Needs a Maid, Heart of Gold (tutte al piano, le ultime due unite in un'unica suite), la meravigliosa Old Man, tra le mie preferite e The Needle and the Damage Done, qui eseguita per la prima volta e dedicata a Danny Whitten, l'amico e compagno artistico, che morirà per un'overdose nel 1972.

Il resto della tracklist, quindi Love in Mind, Journey Through the Past, See the Sky About to Rain troverà spazio anni dopo su Time Fades Away e On the Beach, mentre Bad Fog of Loneliness non comparirà più in release ufficiali.

Questo concerto racchiude al meglio la poetica dell'autore: malinconia, inquietudine, rabbia, anche gioia, ma sempre contenute da un senso della misura e del pudore rari da trovare.

Difficile scegliere le canzoni migliori di questo live, ciascuna presa da sola varrebbe l'acquisto di un cd, e farebbe la fortuna di ognuno degli epigoni che Neil Young ha figliato, soprattutto nell'ultimo decennio, nani sulle spalle di un gigante.

V Voti

Voto degli utenti: 8,2/10 in media su 10 voti.
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Mboma 10/10
rubens 4/10
Moon 9/10
inter1964 8,5/10
NDP 10/10

C Commenti

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Moon (ha votato 9 questo disco) alle 20:57 del 29 giugno 2007 ha scritto:

bellissimo.

ozzy(d) (ha votato 8 questo disco) alle 12:16 del 4 luglio 2007 ha scritto:

yes!

Ho preferito il primo live elettrico, con l'energia dirompente dei Crazy Horse....molto bella al versione solo pianoe voce di "there's a world"m davvero una chicca. Lunga vita a Neil!

Mboma (ha votato 10 questo disco) alle 10:27 del 31 ottobre 2007 ha scritto:

perfetto

il miglior neil di sempre

Paranoidguitar (ha votato 9 questo disco) alle 15:25 del 20 novembre 2008 ha scritto:

bellissimo, forse alla lunga preferirei ascoltare un Young più cattivo ed energico però. Troppe canzoni acustiche un po' stufano. Motivo per cui non gli do dieci