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R Recensione

7/10

The Cure

Wish

Dopo l'indiscussa affermazione a livello mondiale di Disintegration che aveva portato con se' anche strascichi legali a seguito della cacciate di Lol Tholrust (a causa del suo alcolismo cronico - non che gli altri membri fossero dei santi, anzi!), membro storico e amico d'infanzia di Robert Smith che porto' il suo vecchio compare in tribunale per l'utilizzo del nome della band e che tenne forzatamente congelate le registrazioni del nuovo attesissimo album dopo l'amaro antipasto di Mixed Up.

Il nuovo album Wish mostra un nuovo cambio di rotta verso sonorita' piu' rock mischiando i diversi umori della band come ai tempi di Kiss Me Kiss Me Kiss Me pur non raggiungendo tale estremismo sonoro. Un album da molti considerato positivo per il successo del singolo "Friday I’m in love" e per brani allegri come "High" e "Doing the unstuck" (la migliore delle composizioni pop dell'album), ma il disco, imperniato sulle chitarre di Porl Thompson, Perry Bamonte (che aveva sostituito il defezionario tastierista Roger O'Donnell) e dello stesso Smith svela anche risvolti inediti come le robuste cavalcate rock dell'opener "Open", di "Cut", dell'epica "From the edge of the deep green see" (il capolavoro del disco) e della monumentale "End". 

Non mancano classici episodi alla Cure anche se riveduti ed aggiornati: la stupenda "To wish impossible things" (invero poco considerata dalla band), "Apart", ls rindondante "Trust" e la malinconica "A letter to Elise" (il miglior singolo estratto dall'album), mentre e' meglio stendere un velo pietoso su "Wendy time", un pessimo esperimento di funk rock.

Album sicuramente piu' facile di Disintegration che sara' il preludio di un approdo su territori inequivocabilmente pop del disco seguente, che mostra una band con ancora qualcosa da dire. 

V Voti

Voto degli utenti: 7,7/10 in media su 20 voti.
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anam73 8/10
lev 7/10
giank 9/10
gramsci 6,5/10
GiuliaG 8,5/10
Luca_87 6,5/10

C Commenti

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Moonlight Love alle 16:53 del 4 settembre 2008 ha scritto:

Album delizioso!

tramblogy (ha votato 9 questo disco) alle 19:29 del 26 gennaio 2009 ha scritto:

si!!

anam73 (ha votato 8 questo disco) alle 15:02 del 25 febbraio 2009 ha scritto:

wish

non sarà ai livelli di disintegration ma è uno splendido disco che invecchia anche bene....

tramblogy (ha votato 9 questo disco) alle 20:53 del 3 luglio 2018 ha scritto:

si invecchia bene....riascoltarlo è troppo bello.

lev (ha votato 7 questo disco) alle 23:36 del 16 febbraio 2010 ha scritto:

bei ricordi...

Bellerofonte (ha votato 9 questo disco) alle 16:38 del 9 agosto 2010 ha scritto:

che che se ne dica.. questo per me è solo un po sotto disintegration. Album sognante

ThirdEye (ha votato 7 questo disco) alle 16:52 del 12 maggio 2012 ha scritto:

L'ultimo album degno del loro nome..poi, il baratro.

bbjmm alle 17:27 del 21 ottobre 2012 ha scritto:

Nulla di più completo! Perfetto dal dark gothic al pop alla leggerezza all'amore ! la prima volta che lo ascoltai non mi piacque oggi è uno dei miei CD preferiti!

Utente non più registrato alle 14:33 del 14 dicembre 2012 ha scritto:

Ho imparato tardi ad apprezzarli (devo ringraziare la mia donna...), ma questo è sicuramente un signor album, quello che ho apprezzato di più.

fefffe05 alle 23:28 del 10 luglio 2013 ha scritto:

album fantastico!!!come disintegration ma con il risveglio delle piccole cose!!!!lo adoro!!!grande robert smith!!!!

pinKCrimson (ha votato 8,5 questo disco) alle 11:47 del 20 marzo 2015 ha scritto:

Ecco un'altra delle mie band preferite. Tra gli anni '80 e '90 li ho inseguiti per mezza europa per vederli dal vivo !! "Wish" è il loro colpo di coda, l'ultimo grande album di Smith & Co. Non raggiunge le vette di "Disintegration" ma ci va molto vicino. Eppure si tratta di 2 album molto differenti tra loro. Se con "Disintegration" era venuto fuori lo spirito dark della famosa trilogia 17''/Faith/Pornography ibridato con una certa attitudine all'art rock, che fecero di "Disintegration" il perfetto ibrido tra faith/Pornography ed opere come "Brilliant Trees"/"Gone to Earth"/"Secrets of the Beehive" di Sylvianana memoria, con "Wish" l'attitudine dark si stempera in una forte vena shoegaze (figlia dei tempi) e trova un energico sfogo in un attitudine rock, un po alla U2 ed un po indy (d'altra parte queste nuove sonorità sono più congeniali ad una band che dopo aver fatto il botto con "Disintegration" si ritrova a suonare in enormi stadi, rispetto alle più intime melodie di "Disintegration").

Colpiscono subito le feroci chitarre di quest'album, e fin dalla prima traccia un Robert Smith in grandissima forma ci porta su un piano emotivo, nel quale si muoverà gran parte dell'album, particolarmente intenso...perchè anche nel tentativo di approcciare una sorta di Rock più "fisico" e "semplice", i Cure non rinunciano ai potentissimi gorghi emozionali con i quali avvolgono l'ascoltatore, trascinandolo tra le pieghe più nascoste del suo stesso essere. Sono emozionalmente micidiali brano come "Open" e "From the edge of the deep green see", "Apart" e "Trust",ma anche la bellissima ballata "A letter to Elise" (uno dei 3 singoli estratti dall'album). Glia ltri 2 singoli estratti da "Wish" offrono momenti di pausa rilassanti, solari,piacevoli: sono l'orecchiabile "Friday i'm in love" e la atipica (e gradevolissima) "Doing the Unstuck". Unica caduta di tono dell'album è "Wendy Time", pezzo orecchiabile che si muove su territori non congeniali ai nostri 4 e che viene soffocato da insensati ed eccessivi wah-wah e brillantini.

Come dicevo all'inizio: gran colpo di coda di una grandissima band. Non si può non averlo !!

pinKCrimson (ha votato 8,5 questo disco) alle 11:52 del 20 marzo 2015 ha scritto:

Purtroppo non c'è la possibilità di correggere eventuali errori, quindi scusate i piccoli errori di battitura (tipo "From the edge of the deep green see" che ovviamente è SEA

tramblogy (ha votato 9 questo disco) alle 14:47 del 20 marzo 2015 ha scritto:

l 'altro singolo è high....e nella confezione cd cartoncino, che ho ovviamente, più vinile trasparente di friday, contengono b side meravigliose.

pinKCrimson (ha votato 8,5 questo disco) alle 16:05 del 20 marzo 2015 ha scritto:

Hai ragione Trambology !

Dr.Paul alle 12:39 del 20 marzo 2015 ha scritto:

bah non sono molto d'accordo, non ho mai percepito in disintegration influenze sylvianiane, la produzione è completamente diversa, sylvian separa i suoni. i cure di quegli anni invece li impastano....non vedo assonanze particolari e nette. come non credo che l'attitudine indie sia congeniale agli stadi, semmai è il contrario. l'attitudine indie è congeniale ai piccoli spazi, le venue più intime. il discorso qui è un altro: i cure di wish giocano a fare cassa, giocano a fare gli U2 (qui hai ragione), sono affezionato anche io a questo album ma devo ammettere che a volte le soluzioni sono un po' goffe, a me gli effetti di chitarra abrasiva più che gli shoegazer ricordano il grunge, insomma sono i cure che cavalcano l'onda modaiola e non la determinano come avevano fatto in passato. il disco è buono nonostante vari riempitivi......però è già iniziata la fase calante...

pinKCrimson (ha votato 8,5 questo disco) alle 16:23 del 20 marzo 2015 ha scritto:

Dr. Paul credo di essermi espresso male, provo a chiarire: certamente "Disintegration" è molto diverso rispetto alle produzioni di Sylvian che ho citato e non intendevo dire che vedo somiglianze nella produzione. Voglio dire che, per come lo percepisco io, con "Disintegration" i cure hanno saputo riprendere alla grande gli stilemi della loro "trilogia" e non li hanno semplicemente riproposti ma li hanno portati verso nuovi territori, a mio avviso virando verso un certo "art-rock". E dico "un certo" perchè emozionalmente (oltre che per certe atmosfere) la prima cosa a cui mi fa pensare sono quei lavori di Sylvian. Non voglio dire nemmeno che "si sono ispirati a lui". Spero di essermi spiegato meglio

Dr.Paul alle 17:46 del 20 marzo 2015 ha scritto:

capisco capisco e sono d'accordo riguardo Disintegration e la sua "riproposizione verso nuovi territori".