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R Recensione

7,5/10

The Soft Moon

Deeper

Le coordinate per giungere ad un terzo disco così convincente erano già state settate dai Soft Moon nel loro secondo lavoro, quel “Zeros” che incanalava il synth punk dell'esordio in una più algida e serrata gestalt industrial-wave. Il terzo “Deeper” compie oggi un decisivo passo avanti nell'affermazione estetica della band, sviluppando in forma compiuta gli spunti offerti dai due lavori precedenti.

Si va più a fondo, appunto, scavando nelle possibilità offerte da un sound sempre più contaminato e coraggioso, che si reinventa perfezionando le proprie dinamiche di meccanismi automatizzati, di sibili sinistri, di battiti martellanti. Qui tutto è compatto e sbuffante, carico di energia compressa, solido marchingegno di nerissimo synthpop industriale.

E così non possono che venire in mente i Nine Inch Nails nell'attacco della prima “Black”, irregimentata in ossessivi pattern da rullo compressore, tra synth flangerizzati a riprodurre ora sirene di allarme, ora cupi ronzii acidi. Il post-punk mozzafiato di “Far”, invece, mette assieme Cold Cave e Blank Dogs, per una cavalcata a base di beats compressi e fraseggi chitarristici tremolanti, il tutto solcato da un sintetizzatore torturato e mischiato con gli strascichi noise della chitarra, mentre la successiva “Wasting” rallenta il passo, dipingendo un lugubre paesaggio infestato, tanto memore di realtà come Have a Nice Life (presenti anche in “Without”), quanto portatore di una rinnovata sensibilità pop (merito del canto mai così pulito di Luis Vasquez).

La scaletta alterna momenti di cupo decadentismo (oltre alle già citate “Wasting” e “Without”, la bella “Try”), a distopici paesaggi sci-fi, tra cui la rave music per robot di “Wrong”, o la paranoica distesa di modulazioni sintetiche di “Desertion”, o ancora la scorribanda sonica della strumentale “Deeper” (sorta di tribalismo post-catastrofe nucleare). A far da contrappunto il techno post-punk di brani come “Feel” e “Being”, concitate composizioni bass driven su cui si incupiscono minacciosi sintetizzatori, chitarre distorte e patterns ritmici austeri ed ossessivi.

Entro cadenze claustrofobiche e ripetitive, la musica dei Soft Moon riesce comunque a dar vita ad una spazialità riverberata, ovattata, espansa: l'uso di voci filtrate, l'effetto flanger su chitarre e synth, le pulsazioni elettroniche, tutto contribuisce ad un suono che fluttua rumorosamente nell'ambiente. La ricchezza di “Deeper” risulta proprio in questa costante ricerca di profondità, una profondità che si scontra costantemente con un richiamo a gelidi scenari di fabbriche sclerotizzate. Un gran bel passo avanti che segna la consacrazione di Luis Vasquez, riuscito finalmente a dare compiuta espressività alla sua creatura.

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Voto degli utenti: 7,8/10 in media su 3 voti.
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Sor90 7,5/10
Vatar 8/10

C Commenti

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Sor90 (ha votato 7,5 questo disco) alle 12:48 del 18 giugno 2015 ha scritto:

"Wasting", "Wrong", "Feel", "Try" pezzoni. La prima soprattutto, con quel filo di melodia malinconica che emerge dalle tenebre. "Wrong" e "Feel" dal vivo sono una cosa spettacolare. Ragazzi cagatevi questo disco!

Cas, autore, alle 14:38 del 18 giugno 2015 ha scritto:

grande! contento che ti piaccia. un lavoro solidissimo, forse il migliore album post-punk uscito quest'anno (finora)

Dr.Paul alle 14:09 del 18 giugno 2015 ha scritto:

forse l'ho ascoltato distrattamente ma rispetto al precedente Zeros mi sembra manchino un pochino le melodie....e sempre che di melodia si possa parlare per le produzioni Soft Moon....

Cas, autore, alle 14:50 del 18 giugno 2015 ha scritto:

tu dici? io invece sono stato colpito proprio dalla maggiore definizione melodica di questo "Deeper", anche se spesso saldata a componenti sperimentali. pezzi come "Far", "Wasting" e "Try" sono, secondo me, l'approdo definitivo di Vasquez alla forma canzone. detto ciò la discografia dei Soft Moon è rispettabilissima: Zeros e l'esordio sono album piacevolissimi.

Sor90 (ha votato 7,5 questo disco) alle 15:37 del 18 giugno 2015 ha scritto:

Paul dove ci sono io c'è melodia, su questo puoi contare

Dr.Paul alle 17:12 del 18 giugno 2015 ha scritto:

eheh vale anche x me, cmq il paragone era con il disco precedente, semplicemente questo mi sembra un filino più radicale, più spinto... ci tornerò....

AndreaKant (ha votato 8 questo disco) alle 22:45 del 18 giugno 2015 ha scritto:

Disco potentissimo...Far, Wasting, Try, Desertion, Feel roba assurda. Otto pieno!

Clabbio86 alle 13:40 del 19 giugno 2015 ha scritto:

Veramente un ottimo disco! Complimenti per la recensione