R Recensione

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Mamas & Papas

Mamas & Papas

La stagione dei Flower Children” era fervida più che mai in quei roventi anni dal ’65 al ’67, quando nell’aere e nelle menti (espanse dall’LSD allora in voga), risuonava il sognante inno di una generazione lisergica ed illusa: San Francisco. Scritto in 20 minuti da John Phillips, membro dei “floreali” Mamas & Papas, in occasione del Festival di Monterey per Scott Mackenzie, riassumeva in maniera poetica e fiduciosa, l’utopia di un mondo di pace e amore identificato con la grande città della West Coast appunto: “…se vai a San Francisco,non dimenticare di metterti fiori fra i capelli..”.

San Francisco ribolliva, allora, di centinaia di artisti che celebravano il dilagante Flower Power coadiuvati da droghe psichedeliche e libertà di costumi e i Mamas & Papas  si annoverarono fra coloro che riuscirono a rompere l’anonimato.E questa è la storia di come personaggi diversi fra loro e con diverse aspirazioni, s’incontrarono nell’immenso crocevia che portava al Greenwich Village, pellegrinaggio obbligato per ogni hippy che si rispettasse. John Phillips che col suo gruppo folk The JourneyMen era un nome noto al Village, per puro caso incontrò nel 1962 la giovanissima Michelle Holly Gilliam, avvenente californiana di Long Beach diretta a New York come aspirante modella; se ne innamorò perdutamente ma due erano i problemi(non trascurabili)che si frapponevano.Michelle era minorenne(aveva appena 16 anni) e John a 25 anni era sposato con prole.

Presto fatto: la bionda “california girl” entrò nei Journeymen e John Phillips divorziò. Parallelamente Danny Doherty degli Halifax Three (band che avrebbe fornito,nella persona di Yanowsky un membro ai futuri Lovin’ Spoonful) incrociò la sua strada con Cass Elliott e consorte per unirsi con loro in un’altra formazione che non ottenne il successo sperato; Doherty allora se ne staccò per andare a confluire anch’egli nei Journeymen, mentre Cass Elliott intraprese la carriera di jazzista pur mantenendo i contatti con l’amico Danny. Sicuri che la fortuna avrebbe arriso loro altrove, i Journeymen emigrarono nelle Virgin Islands, raggiunti poco dopo da Cass segretamente(ma non troppo) innamorata di Danny Doherty.

Nonostante i dissapori che si vennero quasi immediatamente a creare per via dei continui e mal celati flirts fra Michelle Gilliam( fidanzata di Phillips) e Doherty, il gruppo si consolidò con l’entrata di Cass. Ma alle Virgin Island le finanze iniziarono a scarseggiare: Cass si fiondò allora a Los Angeles mentre i restanti tre, complici la luminosa bellezza della giovane Michelle ed una buona dose di fortuna, volarono a New York dopo aver stravinto al Casinò. Ma l’impatto col grigiore della metropoli del New Jersey fu duro per John e per la sua solare fidanzatina di Long Beach, tanto da ispirar loro le parole della futura, bellissima “California dreamin”. Con ancora le “casse” discretamente fornite delle vincite, il sogno fu prossimo ad avverarsi ed in breve tempo la nuova avventura losangelina ebbe inizio.

Introdotti da Barry MacGuire(  artista con all’attivo un singolo che stava scalando le classifiche)nonché  “fiamma” di Cass , al produttore della Dunhill records Lou Adler, la band lo strabiliò a tal punto, da essere messa sotto contratto seduta stante. Ribattezzati da Cass Elliott  Mamas & Papas in seguito ad una sua battuta dinnanzi ad un’intervista-tv di un Hell’s Angel, registrarono il loro primo singolo  “California Dreamin”e fu facile comprendere il perché dell’entusiasmo suscitato: la melodia accattivante, l’arrangiamento impeccabile seppur costruito in maniera semplice e il perfetto sincrono  delle vocals, racchiudevano tutta la spensierata magia di quel movimento hippy costantemente inondato dal sole dei cieli blu della California. A coronare il tutto, un flauto che sospirava nel suo a-solo tutta la nostalgia delle spiaggie della West Coast, quasi a voler catturare e trasportare con la sua armonia un po’ di quel sole lontano nella grigia New York. Rifatta anche in versione italiana dai Dik Dik (“Sognando la California ”), come la consuetudine dell’epoca voleva, ogni singolo tratto dal loro primo album “You can’t believe your eyes and ears”( 1966),  era destinato ad un successo sicuro, “Monday,Monday” ad esempio, che li portò in cima alle classifiche e li consacrò a diventare i maggiori esponenti di quella osannata “summer of love”.

O la splendida ballata “Twelve Thirty (young girls are coming to the Canyon)”,il cui ritmo freakbeat è impreziosito da archi e pianoforte( ad opera di session-men di tutto rispetto che accompagneranno le “mamme e i papà”nel corso della loro carriera) che imprimono un accento raffinato alla nostalgica vena hippy-folk del brano, sbalorditivo nell’irreprensibile tessuto vocale. Ancora, lo scanzonato country-folk di “Creeque Alley”, sorta di ironica biografia dagli esordi della band fin lì: essenziale riff acustico di chitarra  e piano jazzato che gli emozionanti contrappunti vocali renderanno originali. Un vaudeville in stile Beatles (l’anno successivo uscì “Sgt.Pepper!) ma dalle sonorità più “freak” grazie all’apporto del consueto flauto lisergico; più di un omaggio gli sgargianti Mamas & Papas tributarono ai baronetti di Liverpool in verità.

Loro, la rallentatissima e sensuale versione di “Twist and shout,”o “I call your name”, originalissimo distillato fra un lento anni ’50 ed un cabarettistico jazz in cui la superba voce di Mama Cass s’impone per trionfare sotto le luci della ribaltà di questo varietà psichedelico. Ma la loro crescente fama era direttamente proprorzionale ai dissidi interni; più la gloria aumentava, più l’astro Mamas&Papas si andava offuscando per via della tresca mai cessata fra Danny e Michelle nel frattempo coniugatasi con John Phillips. E all’aumentare della ricchezza crebbe anche l’uso di droghe che di certo non aiutava una situazione già di per sé precaria; Cass, i cui sentimenti per Doherty erano pari alla sua stazza fisica, faticava a rimanere nel gruppo e lo stesso dicasi per John alle prese con la giovane moglie fedifraga. Fu appunto per ripicca nei confronti del rivale in amore, che John  scrisse “I saw her again last night”: fulgida della luce propria del northern soul e fresca come il beat con cui si mescolava, poco, i controcanti gioiosi avevano di innocente  alla realtà dei fatti , trattandosi di un brano che non si riferiva ad altro che ai notturni incontri fra i due amanti, costretti a cantarla sul palco ogni sera! E le parole d’amore di “Words of love”, collaudato West-Coast sound a volte vaudeville, altre romantico ma sempre incantevolmente hippy,  dominato dall’ugola di Cass, si frammischiavano in verità con parole d’odio e bugie: i Mamas&Papas erano un pomo d’oro che stava perdendo mano a mano la sua preziosa scorza.

Dal 1966 al 1969, ben 13 furono i  pezzi che scalarono i vertici delle charts, B-sides incluse, come quelle tratte dall’appena terminato secondo album: la straordinaria cover “Dancing in the street” di Marvin Gaye, dal trascinante e coinvolgente groove che conferma ulteriormente la padronanza vocale dei quattro, di Mama Cass Elliott in special modo, o la sognante “Look through my window”. Ovviamente ciò non bastò ad alleviare le crisi interne; John Phillips, esasperato dagli inveterati tradimenti di sua moglie si dedicò anima  e corpo alle droghe in cui stava sperperando un intero patrimonio mentre quest’ultima, aveva per l’appunto trovato in Gene Clark un nuovo amante. Contemporanemante, il suo “vecchio” amore Danny Doherty, nel tentativo di annegare la sua tempestosa passione per lei, era diventato amante cronico della bottiglia. Di conseguenza, per spegnere i suoi sentimenti verso Danny, Cass si isolò nel Laurel Canyon, attorniata da una cerchia di approfittatori vari. Presto, fu naturale che si arrivasse ad un out-out; qualcuno doveva, per il bene comune, lasciare la band ed il nome estratto, non a caso, fu quello di Michelle Gilliam Phillips. Rimpiazzata dal produttore Lou Adler con la sua fidanzata Jill Gibson che le somigliava, dopo 3 mesi di tour si resero conto che in verità avevano ancora bisogno di Michelle. Ma l’equilibrio generale era ormai irrimediabilmente compromesso ed ogni sforzo atto ad andare avanti si rivelò pressoché inutile.

Nell’intanto Cass aveva dato alla luce una bambina di cui non rivelò mai il padre, e dopo che al Festival di Monterey John la prese in girò davanti al suo idolo di sempre Mick Jagger, lasciò i Mamas&Papas ; ma Adler non poteva lasciarsi sfuggire un talento come lei e la fece debuttare come solista( seppur nel contesto di una inutile e forzata reunion del gruppo), con la bellissima “Dream a little dream of me”  ove la grande Cass diede ancora una volta prova delle sue eccellenti doti canore.

Ad una breve carriera di vocalist (in cui riscosse persino una standing ovation) , preferì quella di  star televisiva partecipando ad un film e a numerosissimi programmi e tentando persino la strada politica fino a che, nel 1974, fu trovata morta in una camera d’albergo per arresto cardiaco a soli 32 anni. Dopo un tira e molla durato per anni, John e Michelle divorziarono e il 1982 vide la rinascita dei nuovi Mamas&Papas, con solo due dei membri originari: Danny Doherty, John Phillips (la sua ex moglie nel frattempo aveva intrapreso con successo la carriera di attrice), sua figlia Mackenzie Phillips, Spanky McFarlane e quello Scott Mackenzie per cui John aveva scritto, nel lontano 1967, “San Franscisco”;  ma modesto fu il seguito del loro pubblico, avvezzo agli antichi splendori degli irripetibili Mamas & Papas che avevano scritto con le melodie di canzoni uniche una intensa stagione di pace e amore.

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DonJunio (ha votato 8 questo disco) alle 0:23 del 29 aprile 2008 ha scritto:

Hai ricostruito l'albero genealogico della weat coast....il mio pezzo preferito dei Mamas è "Dream a little dream of me", uno dei pezzi pop più perfetti mai scritti a dire il vero.

Giuseppe Ienopoli alle 9:00 del 30 marzo ha scritto:

... se in Italia l'orologio della Storia continuerà a girare al contrario ... presto riesploderà il Flower Power e la summer of love ci riporterà a sognare la California, bisognerà solo restaurare le immagini, munirsi di pop corn e abbassare le luci in sala ...

FrancescoB alle 19:03 del 30 marzo ha scritto:

Sarebbe bellissimo, ma temo che la retromarcia proceda su ritmi molto più veloci di quelli che immaginiamo Iena, in questi giorni stiamo già assistendo all'evento itagliano dell'anno milletrecento.

Giuseppe Ienopoli alle 18:49 del 31 marzo ha scritto:

... spero nella tua fallibilità, trecento e giù di lì mi sarebbe letale ... svegliarsi al canto del gallo, innamorarsi di una donzella con cintura di castità e non aver denari per il fabbro, scendere in campo per i bisogni e calpestare quella di Dudù perché il cavaliere è sceso prima di te, e poi gaudeamus igitur juvenes dum sumus e infine streghe. maghi e folletti ... no no fatemi scendere ... vado a piedi, vado altrove.

Giorgio_Gennari alle 8:17 del 2 aprile ha scritto:

La politica non c'entra nulla né con questo sito né con quest'album, ma voialtri sinistroidi siete proprio forti eh? Manifestazioni dell'Arcigay e cose del genere vanno bene e sono progresso e democrazia e altre belle cose, se si parla di famiglia (dalla quale anche voi, probabilmente, siete nati) tutti a dare dei retrogradi, dei medievali (ma la conoscete la storia? ma davvero conoscete i lati luminosi e quelli oscuri dell'epoca definita Medioevo, o siete convinti che esisteva davvero la cintura di castità), degli arretrati... bella democrazia! bella libertà di pensiero! Un bel vaffanculo ad entrambi, va là, siete i fascisti del nuovo millennio; si è capito eh, anche se qualcuno usa una falsa innocente ironia, per prendere in giro chi la pensa diversamente.

Il Flower Power è stata una truffa dell'umanità, ha lasciato una generazione sconquassata e malata (pace amore libertà... sesso libero, droghe varie, presunte filosofie superiori), e quest'album è nel complesso mediocre. Do comunque credito al periodo di averci lasciato una colonna sonora straordinaria (i vari J.Airplane, G.Dead, I.S.Band eccetera.

PehTer alle 10:19 del 2 aprile ha scritto:

Musica e politica sono spesso state direttamente connesse, essendo questo un sito di musica può anche essere presente la politica, ove pertinente.

Credo poi tu sappia bene che non si tratta di "parlare di famiglia", ma di esaltare una cultura che discrimina in base a sesso (donna stai al tuo posto che a mandare avanti la baracca ci pensano gli uomini) ed orientamento sessuale (parlare di omofobi è un eufemismo). Mi sembra che si siano abbastanza affinità col fascismo, no?

FrancescoB alle 15:30 del 2 aprile ha scritto:

Stia tranquillo amigo (e quando dico amigo non è un bel segno, per il mio interlocutore), noi malefici sinistroidi siamo una minoranza in via d'estinzione, state trionfando su ogni fronte. La libertà di pensiero e di parola implica anche che si possa contestare ciò che affermano gli altri, secondo me, ma forse sono in torto. Volete rivendicare con arroganza e violenza le vostre posizioni arroganti e violente ma piagnucolate se qualcuno replica o vi contraddice? Tranquilli, godetevi il vostro trionfo da maggioranza silenziosa, conformista, vigliacca, arrogante e violenta, noi non rappresentiamo nessun pericolo

PehTer alle 16:31 del 2 aprile ha scritto:

Ma invece il commento di Giorgio è una perla, in quelle sei righe c'è il perfetto stereotipo del salviniano medio, sembra un copia-incolla da un fan club a caso su Facebook. Perlomeno però, andando a rileggere il tono utilizzato dal nostro nei precedenti dibattiti musicali qui sul sito, ora tutto è molto più chiaro.

Ci tengo, infine, a sottolineare che gli insulti e le parolacce in tutto ciò sono usciti da una persona sola.

FrancescoB alle 16:39 del 2 aprile ha scritto:

In ogni caso, lui è libero di esprimere simpatia per certe posizioni e noi di prendere invece le distanze, non si capisce perché la libertà di parola che rivendicano valga a senso unico. Qualcuno poi aveva ipotizzato che situazioni come quella in oggetto diano luogo al cosiddetto paradosso della tolleranza: se io auspico che tutti i bambini d'Italia siano bruciati vivi e qualcuno mi replica che sono un criminale, io posso controbattere scocciato che si sta limitando la mia libertà di parola?

Giorgio_Gennari alle 16:57 del 2 aprile ha scritto:

PehTer, Francesco B, non sia mai che mi si dia dello stereotipo vivente eh? Tutti sono lo stereotipo di tutti, perché i nostri pensieri sono sempre la copia trasposta e magari in minima parte modificata di un pensiero già formulato in passato.

E poi DAIII non ce l'avrei mica ancora sulla storia dei Depeche Mode, ho già chiesto scusa e mi pare di ricordare che le scuse siano anche state accettate..

PehTer alle 17:12 del 2 aprile ha scritto:

Ma figurati se ce l'ho su per ste stronzate, il problema è che i toni continuano a rimanere gli stessi...

Giorgio_Gennari alle 18:29 del 3 aprile ha scritto:

Ragazzo, di proteste sempliciotte e tentativi (in parte pure riusciti) di censura nei confronti del Congresso ne ho sentite di tutti i colori ai telegiornali e per diversi giorni, e nella testa ho mandato affanculo tutti questa gente, che dimostra peraltro grande ignoranza nei confronti di cosa ha effettivamente rappresentato il Medioevo per la storia dell'umanità (per un bell'assaggio si guardi il piccolo documentario "Medioevo da non credere" che Rai Storia periodicamente trasmette). E se pure su questo sito mi tocca sorbirmi ste storiacce, come faccio a non mandare a fanculo tutti, come faccio a usare toni pacific,i se mi si usano per l'ennesima volta le solite sempliciotte frasi fatte per descrivere argomenti tanto seri? Io di certo non ci sto.

Marco_Biasio alle 12:55 del 4 aprile ha scritto:

Modera toni, linguaggio e argomenti. Questo è già il secondo avviso in pochi mesi. Non ce ne sarà un terzo. P.S. Qui non ci sono "sinistroidi": molti di noi, specie la vecchia guardia, sono comunisti. Sei libero di andare a fare spettacolo da un'altra parte.

Giorgio_Gennari alle 13:43 del 4 aprile ha scritto:

RE: "molti di noi, specie la vecchia guardia, sono comunisti"

Se è così, convengo sul fatto che non sia il caso di intervenire su discorsi del genere se non per approvarli, visto che il sito non è mio. Se così è, d'ora in poi mi atterrò solo a discussioni che vertono su altri argomenti e che viaggiano su tutt'altri binari; la mia esasperazione di certo permane, vorrà dire che la terrò per me soltanto. Lungi da me il voler dar spettacolo, sono abituato a esprimere indignazione su certe cose che mi stanno PARTICOLARMENTE a cuore - nella vita vera eh? mica su internet, quello lo fanno i "leoncini da tastiera" che tutti, me compreso, disprezzano; ed anzi mi ha sempre causato grande disagio il discutere via messaggio, preferisco generalmente troncare subito e recarmi direttamente dall' interlocutore (e quando arrivo a tal punto generalmente la cosa non è troppo felice per lui); chiaramente non è questo il caso, quello avviene quando ritengo ripetutamente offesa la mia intelligenza da un tizio. Quindi io mi zittisco di buon grado; perché con l'ultimo comunista con il quale ho discusso, più o meno una settimana fa, ci ho parlato faccia a faccia ed è stato un dispiacere con morale; continuando così, sarebbe un spiacevole, e basta.

zagor alle 13:11 del 4 aprile ha scritto:

"io di certo non ci sto". grande citazione!

Giorgio_Gennari alle 16:59 del 2 aprile ha scritto:

Ma poi, il mio ultimo capolavoro di discussione è stato con RobertS su Revolver dei Beatles, che è, te lo sei perso? (lol)

Giorgio_Gennari alle 16:51 del 2 aprile ha scritto:

Oibò che violenza!

A parte che qui non sta a piagnucolare proprio nessuno, che è mi fai il discorso che si può contestare il pensiero degli altri? Ma se l'ho fatto io per primo nei confronti vostri! Ma poi, che stai a dire che siete una minoranza in via d'estinzione, se nei telegiornali (tranne forse rete4 ma è un telegiornale tipo TANTO populista...) hanno parlato molto più delle contestazioni al congresso che del congresso stesso, ma di che stiamo a parlare? Le televisioni hanno mostrato le proteste in mille salse e da mille punti di vista, altro che egemonia della destra o cose del genere, congresso sulla famiglia naturale poi, mica sulla famiglia tra uomo e cane. Durante il fascismo c'era un'egemonia culturale della destra che è stata poi, dopo la caduta, rimpiazzata con l'egemonia di sinistra (mica santa neanche quella eh? Occultamento delle foibe, del regime Staliniano, fastidio nei confronti di testi "cristiani" o "non di sinistra" come i Promessi Sposi...), e adesso pian piano si sta tornando (un piccolo passo alla volta) alla normalità. E la cultura della sinistra non è più così potente come prima, ma è ancora potente, tanto che metà governo è pura sinistra, mascherata sotto il nome 5 stelle. Minoranza perseguitata un corno.

P.S. Sì PehTer, e si parlava anche di ripristinare il concubinaggio, la tradizione di palpare le cameriere e i roghi delle streghe... ma va lah

P.P.S. Amigo? Ma che, siamo in film di Sergio Leone adesso?

FrancescoB alle 18:34 del 4 aprile ha scritto:

Magari lo fossimo, sarebbe uno spettacolo, potremmo scorrazzare in giro per la prateria alla ricerca di inferiori da pestare a sangue! Uno spasso!

Giuseppe Ienopoli alle 21:21 del 3 aprile ha scritto:

... e se tutti ci mandassero solo te?

... di andarci molto più meritevole di tutti noi!

... oltretutto sarebbe più logico perché più sbrigativo e più pratico ... sarebbe oltremodo più democratico per un'azione di una larga maggioranza nei confronti, non di una minoranza, ma di una mera unità, unica nei suoi contorni e nelle sue esternazioni.

Un chiarimento finale ... io non interverrò più sulle tue elucubrazioni passate, presenti e future non fosse altro che per restare nel mio paese di residenza e non essere "invitato" ad andare altrove ... altrettanto devi fare tu e non intenderlo come un invito alla Clint in un film di Leone, piuttosto intendilo come un ultimo atto di cortesia da parte mia nei tuoi confronti ... non voglio che tu ti infastidisca più per quello che scrivo, voglio invece che tu ottimizzi il tuo tempo per tutte le cose che hai ancora da imparare oltre alle nozioni medievali.

Come regalo di commiato una canzone di spessore culturale che "naturalmente" contiene anche quella parolina che ti piace tanto e qualcos'altro ancora ... prova a capire ma non dirmi più che hai capito.