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R Recensione

9/10

David Bowie

Hunky Dory

Hunky Dory” sta per “Tutto OK” ed è il quarto album di un allora ventitreenne David Robert Jones, in arte Bowie, in cerca di celebrazione, ma anche di primo affrancamento, dalla Swinging London ed i suoi eroi vicini e lontani (Syd Barrett, Bob Dylan, Iggy Pop, Velvet Underground…), nonché ancora alle prese con giovanili sfoggi di ambiguità sessuale (lui che è già padre di famiglia e futuro, ben corrisposto donnaiolo, altro che la posa da bionda Greta Garbo che ci ammannisce in copertina…). Vi riuscirà compiutamente nell’album successivo, il suo capolavoro “Ziggy Stardust”, sdoganando appieno un nuovo genere di rock, il glam, pregno di tutte le influenze di cui sopra, eppure brillantemente nuovo di zecca.

Ma se quest’opera non gode ancora della compattezza, della personalità, dell’alchimia perfetta di quella che seguirà, risulta essere per certo un’esimia raccolta di canzoni molto varie, quasi uniche nella loro incisiva profondità, talvolta imbellettata di lustrini e talvolta no, coniuganti il pop più esuberante e scintillante ad alcune tematiche urticanti e drammatiche, omaggianti Dylan, Reed, Warhol in una forma che brilla di luce propria e di sostanza musicale che travalicano gli stessi ispiratori, ancora senza un vero approdo autonomo, ma in ogni caso pregna di sostanza musicale e lirica.

La deviazione dal precedente lavoro “The Man Who Sold The World” è decisa. Le stesse tematiche, spesso e volentieri claustrofobiche ed oscure in quel disco, gli stessi disagi allora resi attraverso un chitarrismo elettroacustico asciutto e violento, qui vengono rivestiti di una irresistibile ed intelligente patina poppettara, che ha nel pianoforte di un versatile e agile Rick Wakeman lo strumento base. Il chitarrista di Bowie Mick Ronson, dominante e massimamente rumoroso nel precedente disco, è qui “retrocesso” ad interventi misurati e secondari, ma si rifà ampiamente grazie alla sua versatilità e preparazione musicale, curando i magniloquenti arrangiamenti orchestrali che forniscono un tocco unico e fondamentale all’opera. Un grande musicista, il compianto e mai abbastanza riconosciuto Ronson, in grado qui di scrivere partiture di intensità wagneriana e caricare il disco di decadente e intensa musicalità.

Il nascente gusto glam si avverte già nel timbro alterato della voce di David (filtri equalizzatori…o magari il nastro rallentato in fase di incisione…), assai più acuta e chioccia che nella realtà. E’ già la voce del futuro Ziggy Stardust, alle prese con una scaletta quasi tutta di ballate, per lo più pianistiche, di grande e variegata ispirazione, talché agli episodi molto spumeggianti e teatrali (“Oh You Pretty Things”, “Changes”, però sempre con testi tutt’altro che leggeri, e la cover “Fill Your Heart”) vengono intercalati a rancorose tiritere iperdylaniane (“Song For Bob Dylan” un vero e proprio omaggio, al di là della critica alle ultime cose del menestrello americano) oppure ad abissali sprofondamenti nel malessere personale (“The Bewlay Brothers”, riferita al fratello di Bowie ed ai suoi problemi psichici e allora magari anche a Syd Barrett, tesa e drammatica, vera superstite delle atmosfere del disco precedente… e bellissima).

Ci si stupisce ancora con tante altre e diverse cose, a cominciare da una bella presa in giro di Andy Warhol, con una ballata a lui intitolata e solcata dalla potente chitarra acustica a 12 corde del fido Ronson, e poi lo schizzo newyorkese di “Queen Bitch”, assolutamente a’la Velvet Underground, ma con a stretto seguito la tenerissima “Kooks”, una ninnananna dedicata al figlioletto, nella quale la fantastica voce di David assume convincenti toni paterni e protettivi.

Ed a proposito di voce, vi sono alfine in questo disco due fulgidi capolavori che dispiegano a tutta forza il grande talento esecutivo, oltre che compositivo, dell’artista. Il primo è celeberrimo e s’intitola “Life On Mars?”: molto di diverso che un episodio di fantascienza, è invece una straziante messa in scena di un’ordinaria fuga dalla realtà di una persona, che preferisce rifugiarsi in mondi paralleli e fittizi. La melodia è indimenticabile, Bowie la canta da padreterno, Ronson ci mette un’orchestra bella pesante, che comunque si ferma un attimo prima di risultare ridondante, ed insomma siamo al cospetto di quello che, per parecchia gente, è il suo capolavoro assoluto.

Il secondo gioiello è molto meno noto, ma ugualmente sfavillante. “Quicksand” possiede la perfezione formale e l’intensità ispirativa delle grandi e migliori ballate, con Bowie alle prese con le proprie incertezze e paure, con il suo/nostro inquietante lato oscuro.

Un’opera intensa e scorrevole, leggera e inquietante, ispirata, simbolo di un periodo in cui a Bowie riusciva proprio tutto, stava sbocciando compiutamente a livello artistico e si avviava a non avere rivali nel genere. Lo dimostrerà definitivamente col disco seguente, ma anche quest’album è fra gli indispensabili del rock, manifesto musicale di un artista fuoriclasse, in piena fase di messa a fuoco delle sue voglie e delle sue possibilità.

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Voto degli utenti: 8,8/10 in media su 58 voti.

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loson (ha votato 10 questo disco) alle 9:12 del 25 aprile 2008 ha scritto:

Mancava la giusta celebrazione di questo gioiello... Uno dei capolavori del glam, in sostanza. Perchè "Hunky Dory" è già glam in tutto e per tutto. Bravo PierPaolo!

Dr.Paul (ha votato 10 questo disco) alle 15:42 del 26 aprile 2008 ha scritto:

discone, be il bowie 69/80 è stato imbattibile, a ripensarci oggi...nn aveva rivali, quando nn era seminale era di alto livello, senza contare che i due migliori dischi di iggy pop piu transformer di reed sono per metà suoi, la rinascita di mott the hoople è stata opera sua...mostruoso, questo disco si glam, ma nn solo secondo me, era molto di piu...basta prendere oh you pretty things, changes, vabbe quicksand fenomenale "I'm not a prophet or a stoneage man, just a mortal with potential of a superman...."

PS. grande fiuto nel reclutare rick wakeman che allora era poco piu di uno sconosciuto, nn fu l'unica volta che seppe scegliere musicisti che sarebbero diventati nomi di spicco, un alieno!

Dr.Paul (ha votato 10 questo disco) alle 15:37 del 2 maggio 2008 ha scritto:

di camaleonte ce ne è uno, nn ci inventiamo i draghi eheh...

ozzy(d) (ha votato 8 questo disco) alle 21:09 del 2 maggio 2008 ha scritto:

Esagerato dr.paul! Diciamo pure che Bowie è il più grande artista di sempre è chiudiamo ogni discorso. E' stato certamente un grande, ma non è che ogni cosa che abbia fatto negli anni 70 fosse così geniale. E poi sul rapporto con Lou reed, e Iggy Pop: ne avrà pure rivitalizzato la carriera, ma non so se Iggy ad esempio abbia portato tanti benefici in senso squisitamente artistico: la produzione di "Raw power" ad esempio è oscena. David invece sì che ci ha guadagnato, trovandosi un'iguana assatanata tra le lenzuola.

Dr.Paul (ha votato 10 questo disco) alle 0:37 del 3 maggio 2008 ha scritto:

no be riguardo iggy pop non mi riferivo a raw power, li bowie ebbe ruolo molto marginale, bensi a the idiot e lust for life! iguana assatanata haah noooo tutto fumo e niente arrosto...

Gabs (ha votato 10 questo disco) alle 1:16 del 26 maggio 2008 ha scritto:

oh ragazzi, calma!

Bowie non ebbe un ruolo marginale in Raw Power.

Raw power fu prodotto grazie a Bowie, e dobbiamo (forse) ringraziarlo per questo. Primo, perchè raccolse letteralmente iggy dalla strada producendogli un improbabile e (al tempo, non oggi) invendibile disco. Secondo, perchè con questo definì un punto di svolta nella storia del r'n'r. Beppe Videtti (nel 77 o giù di lì) scrisse che raw power è il cima forum del r'n'r di ogni tempo. Si legge ancora vera questa frase dopo 30 anni! Search & Destroy fu la porta d'ingresso per il cosidetto fenomeno punk di lì a venire...

Scandalosa la produzione di Bowie? Raw power doveva far bruciare i tweeters delle casse acustiche; è così che doveva tuonare la chitarra di james williamson ed è così che suona porca putt... Ritmo e metallo, maniacale e violentissimo, praticamente imperfetto proprio perchè malsano. Ci sono due scuole di pensiero da sempre: una dice che qui Bowie fece un capolavoro alla consolle di regia con gli strumenti a picco, l'altra dice che addomesticò troppo iggy e quello che voleva fare con questo disco. Il mio pensiero è esattamente a metà!

Osceno?

Trovo tale il successivo remix di iggy con le sue equalizzazioni sparse a punti, giusto per.

Tutto fumo e niente arrosto?

Ditemi dov'è il fumo e dov'è l'arrosto!

The Idiot e Lust for Life?

Iggy canta come Bowie, o è Bowie che canta come Iggy?

Specialmente nel primo più che Bowie io trovo la magnifica contaminazione di Brian Eno.

Esiste in giro una session in studio con Bowie, Iggy, Eno...il triangolo perfetto, lenzuola a parte!

La carriera di Iggy? Si ferma artisticamente nel 1979 con New Values.

Tornando velocemente a Hunky Dory... sono in linea con loson79: capolavoro! Sparo anch'io un 5, ma ho maggiore inclinazione verso la magnificenza del Bowie berlinese.

Grazie a tutti per l'attenzione.

Mr. Wave (ha votato 10 questo disco) alle 13:20 del 8 giugno 2008 ha scritto:

Il rock'n'roll col rossetto

Lustrini e paillettes, trasgressione e ambiguità. La saga del glam che infiammò i 70s senza un capolavoro come ''Hunky Dory''???!!! Semplicemente impossibile e inimmaginabile. Questo capolavoro d'immane importanza, fu una boccata d’aria fresca per lo schema classico della canzone cantautorale. Una ridefinita estetica decadente che lega insieme melodie irresistibili, arrangiamenti pieni di mistero e testi su più livelli tra narrazione, filosofia e allegoria. Indispensabile

rael alle 11:55 del 11 giugno 2008 ha scritto:

pailletes e ambiguità qui ce ne sono poche, cmq grande album, anche se nn il mio preferito.

Mr. Wave (ha votato 10 questo disco) alle 15:47 del 11 giugno 2008 ha scritto:

RE: pailletes e ambiguità qui ce ne sono poche... mah

per rael: Già la copertina è alquanto ambigua, a mio parere. Non trovi?! Sguardo sognante, i biondi capelli lunghi raccolti tra le mani. Una posa da diva del cinema muto, direi... Per me c'è di ambiguo e sofisticato allo stesso tempo. Per non parlare della canzone ''Changes'', da sempre considerato un inno al trasformismo

Dr.Paul (ha votato 10 questo disco) alle 14:52 del 9 luglio 2008 ha scritto:

gabs per raw power nn ando' proprio cosi, bowie tento' di produrlo, iggy rifiuto', voleva fare da solo, ne usci fuori un pastrocchio, aveva a disposizione un 24 piste, ne usò solamente tre, si rese conto solo dopo di aver lavorato (male), chiamo' bowie per dargli una mano col missaggio, ma l'unica cosa che fecero fu giocare un pochino con il volume della voce, altro nn si poteva fare, era tutto compresso in una pista.

Gabs (ha votato 10 questo disco) alle 11:09 del 10 luglio 2008 ha scritto:

Raw Powwwer

Ciao Dr.Paul, piacere di conoscerti.

La storia è una brutta cosa, nel senso che spesso le notizie -storiche- per l'appunto vengono manipolate e filtrate a seconda della tesi a cui si vuole arrivare. Molto dipende anche da chi le scrive...dalla sua attendibilità per intenderci. Oggi tati, troppi, si improvvisano critici musicali; tanti sono bravi ma il difetto della mancanza di cultura storica a volte si manifesta impietosamente. La storia è storia, quindi c'è l'oggettività dei fatti o meglio della cronistoria che li accompagna.

Dove hai letto queste informazioni? Io sinceramente non le ho mai lette da nessuna parte.

La storia (non io) dice che Bowie volle recuperare Iggy e Lou... una sorta di debito di riconoscenza e di affezione... diciamo così.

La Mainman inizialmente non era molto convinta, Iggy era bruciato, ma Bowie fece pressione; il compromesso fu che Bowie doveva produrre il disco. Il Mix originale di Iggy non era poi così scolarizzato, tant'è vero che Search & Destroy fu l'unica canzone che non venne ritoccata da Bowie. Il Mix di Iggy però non piaceva alla Mainman; più che altro loro volevano a tutti i costi Bowie alla consolle punto e stop... era quello il marchio di fabbrica. Così fu, e così Raw power è stato lanciato nella leggenda del rock'n'roll di tutti i tempi.

Tu dici che l'unica cosa che fecero fu di giocare col il livello della voce... ma sei sicuro?

E tutto il resto dove lo mettiamo, la chitarra e sezione ritmica dei fratelloni Asheton? Roba da paura, non credi? La sciacquatura di piatti del Rough Power della Bomp non avvalora la tua posizione, se non nella scritta di copertina che dice "Bowie free". Quelli sono demos prodotti a quattro mani e non dicono più di tanto.

Insomma, intorno a questo disco c'è stata (e c'è) un poco di speculazione; tant'è vero che poi Iggy ha fatto il suo infame remix per riappropriarsi di un disco che non è (fu) completamente suo.

Lì sì che ci sono le cosidette ritoccatine alla equalizzazione per punti nelle frequenze: lavoro inutile se non dannoso, una sorta di scempio proprio come lo sfregio al volto della pietà di Michelangelo. Iggy ha voluto dopo tanti anni ribadire che raw power è in toto una sua creatura, e che Bowie in un certo senso ha integrato con la sua ingombrante presenza. Io direi che Iggy deve solo baciare il cu.. a Bowie, non solo per questo magnifico e mai abbastanza celebrato disco. La storia è storia. Giusto per concludere dicendo che Iggy era piuttosto estraneo al progetto; tant'è vero che vide a sorpresa il disco in un negozio di dischi e si fece prestare i soldi da Kim Fowley per comprarlo (non aveva nemmeno quelli). Tante belle cose e spero di rileggerti presto.

Dr.Paul (ha votato 10 questo disco) alle 14:42 del 10 luglio 2008 ha scritto:

ciao gabs, si che bowie volle recuperare iggy e lou l'ho scritto anche io nel mio primo messaggio qui sotto!

ora parlavo esclusivamente delle session di raw power, e ti riporto cosa dice lo stesso bowie a pag 354 della sua enciclopedia edita in italia da arcana, ma gia si sapeva da tempo addietro!

lui ebbe un ruolo attivo solo per il missaggio, solo che iggy registrò batteria basso chitarra ritmica tutti su una pista (fu questo che impedì di fare un missaggio vero e proprio), su di un altra la chitarra solista, su una un altra ancora registrò la voce, quando aveva a disposizione un 24 piste (avrebeb potuto separare ogni strumento), se gli strumenti che registri nn li tieni separati, non puoi fare il missaggio altrimenti se alzi il basso contemporaneammente alzi anche tutti gli altri volumi, io sapevo questo ma alla fine nn è importante..ciao!

Gabs (ha votato 10 questo disco) alle 22:51 del 14 luglio 2008 ha scritto:

arcana?

Dr.Paul... le enciclopedie lasciamole stare per favore. Tempo fa ebbi qualche problemino (impuntature diciamo) con B.U. all'uscita del carino "Rock e altre contaminazioni"...in merito ad alcune recensioni... beh...c'erano delle inesattezze che... lasciamo stare che è meglio altrimenti qualcuno mi denuncia.

Ripeto, occhio alle fonti, a chi scrive, a chi interpreta rileggendo... poi ognuno creda a quello che vuole.

Lester Bangs purtroppo non c'è più... e mi manca tremendamente... lui sì che avrebbe svelato la vera e cruda verità.

Ron Asheton...ehmmm... non ha detto propriamente le stesse cose che si leggono sull'enciclopedia... e Ron è...

Prima della reunion quando Ron era nel giro della Francese Revenge records ne ho sentite abbastanza... c'erano anche un poco di malanimo e ruggine, la scelta del chitarrista ecc ecc ecc...le imbeccate tra Ron e Iggy... insomma spesso si dice quello che fa più comodo, non credi?

Dai, non facciamo la gara su chi ce l'ha più lungo, non serve tra queste pagine così belle e pure... ascoltiamoci questo splendore di disco che è meglio.

Uno di questi giorni,prima di andare in pensione, il libro verità sugli Stooges lo scrivo io... eh eh eh... che ne dici?

Un saluto di simpatia... alla prox

Dr.Paul (ha votato 10 questo disco) alle 15:28 del 15 luglio 2008 ha scritto:

eh va bene ma prima mi chiedi la fonte e poi nn ci credi! se nn dobbiamo dar retta alle parole dei protagonisti allora nn se ne esce piu, ma per me è uguale raw power non mi è mai piaciuto eheh, buon proseguimento! ciao!

Gabs (ha votato 10 questo disco) alle 19:48 del 15 luglio 2008 ha scritto:

?

Dr.Paul. Io sono solo un anonimo musicofilo, non sono un giornalista musicale o uno studioso di musica. Quello che so l'ho sentito da uno dei protagonisti... e quindi lo ribadisco. Non dico che non ci credo a quello che hai letto, che è inconfutabile visto che lo riporti pari pari dal libro in questione. Ho solo qualche dubbio (più di uno) sulla veridicità, questo sì! Lungi da me fare polemiche che non servono a niente su queste pagine; non voglio fare nemmeno il professore (non ho ascoltato e recensito tutti i dischi di Scaruffi ahimè). Dico semplicemente che conosco personalmente uno dei personaggi che hanno girato intorno a questo disco, che ne ha avuto parte attiva. Non conosco Bowie, vero, non ho avuto la fortuna purtroppo, ma tantomeno voglio mettere in discussione quello che scrive... perchè non mi interessa più di tanto. Se permetti dico anch'io la mia libro o non libro. Il punto interrogativo su -Arcana?- ,quello che forse ti ha indispettito, è semplicemente dovuto a questo: ho molti libretti pubblicati da loro, specialmente verso fine anni 70, inizio 80... Eroi e canaglie della musica pop, piuttosto che la monografia su Lou Reed...ecc …ecc... quindi conosco perfettamente lo stile editoriale. Qui tiro in ballo Frank Meyer, che non è il Gabs di turno ma un famoso storico degli Stooges: nel marzo del 73 Iggy in persona consegnò i nastri finali di Raw Power a Bowie in quel di Los Angeles per il remixaggio e il mastering. Bowie ha quindi lavorato direttamente sui nastri di Iggy producendo un mix differente e non fece solo un piccolo ritocchino. Cosa ha fatto? Ha sepolto (così dice Meyer) batteria e basso, ha lavorato sul backup della voce , delle percussioni e delle tastiere nell'omonima raw power, e la chitarra a manetta. Una caotica (voluta?) confusione sempre secondo il buon Meyer. Sì, è vero che la registrazione forse era su un 4 piste, ma non è mai stata confermata questa cosa e le notizie sono contrastanti. La CBS? Era entusiasta, e ti pareva, del lavoro di Bowie... appunto perchè era Bowie a farlo. Resta il fatto che i vari mixaggi di Iggy, che risalgono all'ottobre/novembre 72 erano diversi e più crudi. Anch’io anni fa ho letto dichiarazioni di Iggy sulla minimalità della dotazione tecnica che aveva a disposizione per le registrazioni… e ancora pareri tra loro contrastanti. Forse più di così non si poteva fare. Chissà! Comunque sia, Bowie o non Bowie, anche se questo disco non ti piace è un capolavoro della musica. Ciao!

Dr.Paul (ha votato 10 questo disco) alle 21:09 del 15 luglio 2008 ha scritto:

rimango del mio parere sia su raw power come disco che sull'apporto marginale di bowie.

Totalblamblam (ha votato 9 questo disco) alle 18:34 del 15 novembre 2008 ha scritto:

il laminato

...la prima stampa laminata di questo disco vale 85 quid

sti cazzi

dopo decenni si accorgono che la prima stampa è uscita così

davidbowie_mangione (ha votato 10 questo disco) alle 17:56 del primo gennaio 2009 ha scritto:

Grande

Dio benedica Bowie per album del genere. Changes, Oh! You Pretty Things, Life On Mars? Andy Warhol, Queen Bitch, The Bewlay Brothers... un capolavoro senza tempo

Utente non più registrato alle 19:26 del 11 dicembre 2009 ha scritto:

si si

bart (ha votato 7 questo disco) alle 19:26 del 5 maggio 2010 ha scritto:

Bel disco, che trova il suo apice in Life on Mars? Belle anche Changes e Quicksand. Sul suo successore Ziggy Stardust, penso invece che sia uno dei dischi più sopravvalutati di sempre.

hiperwlt (ha votato 10 questo disco) alle 21:33 del 5 maggio 2010 ha scritto:

quando parte "oh!you pretty things" è un delirio! sì, capolavoro del glam!

Dr.Paul (ha votato 10 questo disco) alle 21:42 del 5 maggio 2010 ha scritto:

capolavoro sì! glam...molto poco, di glam c'è queenbitch, nel resto prevale altro: folk, chanson, vaudeville, teatro, ops mi sa che gia ne abbiamo parlato....ghgh

hiperwlt (ha votato 10 questo disco) alle 21:53 del 5 maggio 2010 ha scritto:

let me make it plain

vero: ad esempio "oh!you pretty things" è una delle più teatrali in questo senso; per glam, comunque, mi attenevo, diciamo (la russa), alla "categorizzazione" fatta anche qui e altrove...capolavoro, punto ; )

Dr.Paul (ha votato 10 questo disco) alle 22:47 del 5 maggio 2010 ha scritto:

sisi glam + o - poco importa!! be bowie 71-73 è catalogato nel glam anche se c'era molto altro!

bart (ha votato 7 questo disco) alle 19:29 del 10 ottobre 2010 ha scritto:

Dimenticavo

Anche oh!you pretty things è un gran bel pezzo.

dalvans (ha votato 9 questo disco) alle 15:35 del 23 settembre 2011 ha scritto:

Ottimo

Ottimo disco

SamJack (ha votato 8 questo disco) alle 11:09 del 20 febbraio 2012 ha scritto:

Ottimo, anche se personalmente preferisco il Bowie di Ziggy Stardust.

Zeman (ha votato 8 questo disco) alle 10:08 del 2 settembre 2012 ha scritto:

Vado controcorrente e dico che il meglio di David Bowie viene dopo la fase Glam e cioè da Station To Station a Low. Comunque, gran disco, con Ziggy il migliore pre-StationToStation.

alekk (ha votato 9 questo disco) alle 14:55 del 2 febbraio 2013 ha scritto:

un capolavoro. con heroes e low compone il trittico da favola del grande david. un disco seminale

ROX (ha votato 9 questo disco) alle 8:57 del 14 aprile 2013 ha scritto:

mi era sfuggita questa recensione... uno dei dischi che preferisco del Duca.... bello dall'inizio alla fine, con il finale stupendo di The Bewley Brothers

braian-ino (ha votato 9 questo disco) alle 12:09 del 27 gennaio 2016 ha scritto:

Lester Bangs: "Ho visto Bowie l'altra sera"

Lou Reed: "Buon per te. Io credo che sia una cosa penosa"

LB: "Ovviamente ti ha fregato tutti i riff"

LR: "Tutti fregano i riff. Anche tu li freghi. David ha scritto delle canzoni bellissime."

LB: "Ma daaaai... Sono capaci tutti di scrivere canzoni bellissime! David ha mai scritto niente di meglio di Wooly Bully?"

LR: "Hai mai sentito "The Bewlay Brothers" testa di cazzo?