R Recensione

10/10

New York Dolls

New York Dolls

Molto probabilmente uno dei complessi rock più sottovalutati  di sempre, se non dalla critica certamente dal grande pubblico, i New York Dolls si sono formati agli inizi degli anni ’70 con una line up originale composta da Arthur Kane (basso), Billy Murcia (batteria), Syl Sylvain (chitarra), Johnny Thunders (chitarra) e David Johansen (voce). La storia dei Dolls è stata caratterizzata da continui eccessi e Billy Murcia morì ancora prima di aver inciso il primo album. Il sostituto fu presto trovato nella persona di Jerry Nolan.

Il gruppo incise due album datati rispettivamente 1973 e 1974 e, tra questi, in realtà solamente il primo episodio, omonimo, risulta essere un vero e proprio capolavoro della musica rock.

Degni eredi (anche se mille volte più infuocati) della tradizione rock posta dai Rolling Stones almeno dieci anni prima e imparentati per genere, carica e energia a gruppi del calibro di Stooges e MC5, i Dolls presentano un importanza musicale non trascurabile.

Furono infatti, insieme ai due gruppi citati, chiari precursori della musica punk in un epoca nella quale questo genere non era ancora esploso ufficialmente.

Apparsi nel periodo del glam–rock in realtà la loro proposta musicale aveva poco a che fare con il genere appena menzionato che si ritiene espresso in maniera pura nella sua essenza da artisti quali David Bowie, Lou Reed, e T – Rex, per citare i più conosciuti.

Il loro primo lavoro si apre con un brano che diventerà uno dei loro classici, Personality Crisis, travolgente e furioso e che denota in maniera efficace quella che sarà la linea musicale dell’opera. Frankenstein, Bad Girl , Jet Boy costituiscono di fatto  ottimi esempi di rock elettrizzante e veemente, chiaramente anticipatori del punk–rock. Non meno intensa e vibrante risulta essere Lookin’ for A Kiss, con un inizio in sostanza composto per poi progredire successivamente in un culmine di quella carica e potenza che è in maniera evidente iscritta nel codice genetico del gruppo.

Altrettanto degni di nota gli altri brani, Vietnamese Baby, Trash, Pills e Subway Train, con le loro furiose progressioni contrassegnate da un altissimo livello di  rabbia ed energia.

Unico vero pezzo lento è Lonely Planet Boy, per certi versi forse il brano più propriamente glam nel contesto dell’intera opera.

L’album nella sua totalità, ad ogni modo, è marchiato a fuoco e pregno di carica, energia, rabbia e aggressività sonora tali da lasciare, in certi frangenti, senza fiato.

Carico e sfacciato, con la presenza di vere e proprie deflagrazioni sonore il disco si pone come uno dei massimi esempi di rock n’ roll straccione e irriverente di strada con autentici momenti di esistenzialismo metropolitano e disadattamento sociale, ben evidenti nel brano Private World.

Il loro secondo lavoro, Too Much Too soon (1974), pone fine alla loro carriera, perlomeno al frammento più autentico e musicalmente valido e importante.

Dopo lo scioglimento il chitarrista Johnny Thunders, autore e vero responsabile del suono e della musicalità del gruppo di origine, formò gli Heartbreakers i quali sforneranno nel 1977 un grandissimo album di rock n’ roll – punk, LAMF, presenziato da galoppate sonore quali Chinese Rocks, Born To Lose e Pirate Love.

I New York Dolls costituiscono di fatto l’anello di congiunzione tra il rock–blues di tipo tradizionale e il punk–rock, pur non rientrando, in sostanza e in maniera stretta, in nessuno di questi due generi. Il loro suono è diverso dai Rolling Stones così come dai Sex Pistols; è un suono che rifacendosi al passato, pone le basi, concettuali e musicali, di quel genere che verrà poi definito, per l’appunto, punk.  

V Voti

Voto degli utenti: 8,5/10 in media su 15 voti.
10
9,5
9
8,5
8
7,5
7
6,5
6
5,5
5
4,5
4
3,5
3
2,5
2
1,5
1
0,5
IcnarF 8/10
rael 7/10
loson 7,5/10
REBBY 8/10
leax 9,5/10
tecla 7/10

C Commenti

Ci sono 7 commenti. Partecipa anche tu alla discussione!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.

SanteCaserio (ha votato 9 questo disco) alle 11:02 del 27 gennaio 2009 ha scritto:

Sottovalutato il disco

che il gruppo in sè è riuscito a fare poco altro!

Non mi ricordo dove la trovai, ma circola una definizione che trovo perfetta per questo disco; troppo e troppo presto.

Certo che tra Johnson e i NYD potresti iniziare una collana di musica "maledetta" !

IcnarF (ha votato 8 questo disco) alle 14:49 del 27 gennaio 2009 ha scritto:

Storia!

..già..

otherdaysothereyes (ha votato 10 questo disco) alle 19:53 del 27 gennaio 2009 ha scritto:

RE: Sottovalutato il disco

Un disco monumentale è meglio di 10 dischi ottimi, un disco monumentale cambia la storia della musica, averlo realizzato, rende i NYD un gruppo monumentale. Il pilastro portante di un ponte che collega Velvet underground e Stooges a Sex pistols e Clash. Capolavoro. Bravo Samuele.

gigolohunt alle 21:15 del 29 gennaio 2009 ha scritto:

cunnu

bravo samu

SamJack, autore, alle 22:00 del 29 gennaio 2009 ha scritto:

thanks...un album che ancora oggi non sfigura, per carica ed energia e in contesti musicali simili, ad altri lavori usciti successivamente.....

simone coacci (ha votato 9 questo disco) alle 21:58 del primo febbraio 2009 ha scritto:

Un punto di riferimento imprescindibile per tutto quello che, a venire, si collocherà fra punk e glam. Valore storico ed estetico si rubano la scena a vicenda. Nul Plus Ultra e punto di non ritorno. Thunders e Johansen gli unici a sopravvivergli, in modi diversi, ugualmente eroici.

gigolohunt alle 15:39 del 3 febbraio 2009 ha scritto:

hey ma qui abbiamo un poeta