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10/10

Soundgarden

Superunknown

Il grunge: genere simbolo della famigerata Generazione X, del ritorno alla purezza primigenia del rock, del diniego dell’edonismo che aveva pervaso gli anni ’80 e delle sonorità sintetiche. Il grunge, tutto questo e molto altro: sempre in bilico tra rivoluzione e controrivoluzione, mentalmente ribelle e spesso musicalmente conservatore. Una stagione volata via e bruciata in un attimo, eppure il capolavoro è arrivato dopo: Superunknown oltrepassa i confini di genere. Oltre la rabbia monocorde dei Nirvana, oltre la retorica seventies dei Pearl Jam, oltre la fisicità necessaria dei Mudhoney… Il grunge rimane solo un pretesto per esplorare l’hard, la psichedelia e tutto il rock pre e post-wave.

I Soundgarden sono uno dei primi gruppi di Seattle ad essere etichettati come grunge: duri e puri, lontani dal glam, sono contemporaneamente tra i primi a farsi notare e tra gli ultimi ad arrivare al grande pubblico. Fautori di un rock duro, crocevia di pesantezza da Sabba Nero e furia alla Stooges, sembrano ignorare il furore iconoclasta della prima generazione hardcore per restaurare i fasti innocenti del Martello Degli Dei. I Soundgarden saranno tra gli ultimi ad avvicinarsi al grande pubblico: dai suoni strafamosi di Superunknown prenderanno spunto generazioni stoner e nu metal, indie e punk.

Capolavoro esistenzialista di genere e contemporaneamente ariete che sfonda i confini del genere stesso, Superunknown si presenta come uno dei più monolitici e coerenti dischi di hard rock della storia.

Cornell, voce d’angelo e demone insieme. Tahil, chitarrista sonico tra i meno idolatrati e i più originali. Sheppard e Cameron, sezione ritmica di rara precisione ed unica intelligenza. Una delle formazioni più perfette che il rock abbia conosciuto: personalità introverse ed altre esibizioniste si fondono e si nascondono dietro questo epico wall of sound.

Innanzi tutto Black Hole Sun: singolo che sarà giustamente ricordato da consapevoli generazioni di rockers, innocenti generazioni di tv-addictes e maliziose generazioni inclassificabili. Un capolavoro come pochi, unico nel mischiare pop e psichedelica durezza.

Ma pur eccellendo questo pezzo per importanza storica, bellezza e stupefacente facilità compositiva, nulla in questo monumentale lavoro datato 1994 suona “minore”: tutto ha un suo senso ed il disco risulta all’ascolto magnificamente coeso. Fresco dopo più di un decennio e seminale tanto per l’underground quanto per il mainstream.

Straordinariamente vario negli spunti hard rock, a volte pressanti altre più lirici: declinati con larghezza e sapienza nelle prime sette tracce con registri che vanno dal violento al disperato, dal livido al cosmico. Perlomeno fino a Black Hole Sun, che da qui cotanto monumento post-grunge si tinge indelebilmente di psichedelia senza dimenticarsi comunque di suonare duro e soprattutto di sfornare quello che forse è il vero capolavoro heavy del disco: Spoonman.

Limo Wreck è dolorosa nel trattenersi dall’esplodere, suona doom venato di noise, un trionfo d’inquieta quiete. The Day I Tried To Live è capace di sposare felicemente acido lisergico e power pop. 4th Of July si immagina un universo post hardcore terribilmente scazzato, mentre Half si tinge d’oriente… La cifra stilistica rimane sempre coerente nel suo estremo livore, ma verso la fine il disco si fa più destrutturato, la chitarra prende il sopravvento, lancinante e cosmica sperimenta in un sensuosissimo flirtare con la voce sempre più angelica di Cornell.

Le parole si sono sprecate e poco rimane da dire, di fronte a tanta magnificenza, se non un semplice consiglio: (ri)ascoltatelo.

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Voto degli utenti: 8/10 in media su 51 voti.

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Peasyfloyd (ha votato 9 questo disco) alle 11:08 del 27 febbraio 2007 ha scritto:

Capolavoro

e poco altro da aggiungere.

DonJunio (ha votato 8 questo disco) alle 13:43 del 27 febbraio 2007 ha scritto:

perfetti sconosciuti

grande album certamente, anche se per me la loro miglior formazione era quella con yamamoto al basso...fino ai tempi di "louder than love" la loro commistione tra metal, post-punk e psichedelia costituì uno dei prodotti più pregiati sfornati da Seattle. "Superunknown" è tuttavia un album eccellente, ruffiano quanto basta per sfruttare il trend del grunge a quel punto dominante senza che ciò inficiasse la qualità complessiva. Avrei fatto una citazione per "Like suicide" e "fell on black days", ben più memorabile di "Black hole sun" nel bilanciare slanci anthemici e velleità llisergiche, mentre al posto di "spoonman" sono sicuramente più credibili le asperità di "my wave".

PierPaolo (ha votato 8 questo disco) alle 16:38 del 27 febbraio 2007 ha scritto:

Black Hole Sun

L'adoro, è devastante

Vikk (ha votato 9 questo disco) alle 0:56 del 29 maggio 2007 ha scritto:

album stupendo, ma il loro capolavoro rimane "badmotorfinger"; in questo album le canzoni sono fin troppo lavorate e levigate (a partire dalla produzione calda e raffinata, ma un po' troppo distante dalle asprezze dei Soundgarden del passato) e soprattutto non ci sono pezzi al livello di "Jesus Christ Pose", "Rusty Cage" o "Outshined" (il loro capolavoro)

pepper alle 19:19 del 8 luglio 2007 ha scritto:

immortale

un capolavoro senza tempo, sicuramente il miglior disco dei soundgarden e forse il meglio invecchiato di tutta la produzione seattleiana (insieme a in utero, direi). disco incredibile.

bella recensione!

thin man (ha votato 8 questo disco) alle 19:11 del 22 luglio 2007 ha scritto:

Mitico...

forse inferiore al solo Badmotorfinger

Mr. Wave (ha votato 10 questo disco) alle 12:48 del 7 giugno 2008 ha scritto:

Disco-manifesto del moderno hard-rock!

Fantastico! Travolgente e ambizioso, lirico e intenso, duro e psichedelico. L'unico difetto è l'eccessiva lunghezza (15 brani!) ma i Soundgarden, memorizzata la lezione degli anni 70, la riadattano e sfornano il disco-manifesto del moderno hard-rock.

fabfabfab (ha votato 7 questo disco) alle 12:58 del 11 giugno 2008 ha scritto:

Beh, adesso, in età pre-senile, questo disco mi sembra un pochino artificioso, la voce irrita il mio orecchio ormai rivestito di velluto e il tutto mi sembra un po pacchiano. The day I try to live e Fell on black days e 4th of july sono comunque ottime canzoni. Sono invecchiato? Beh, anche Cris Cornell ultimamente non mi sembra proprio in forma.

Cas (ha votato 7 questo disco) alle 22:50 del 13 agosto 2008 ha scritto:

No, il disco non mi ha mai preso, l'ho sempre trovato fin troppo disposto a scendere a compromessi. forse dovrei ascoltare badmotorfinger...

ThirdEye (ha votato 9 questo disco) alle 21:29 del 26 ottobre 2008 ha scritto:

Ottimo

Ma inferiore secondo me a quello che resta il loro VERO capolavoro,che risponde al nome di "Louder than love".....

swansong (ha votato 8 questo disco) alle 13:02 del 27 febbraio 2009 ha scritto:

Bello sì, bellissimo anzi...

ma un pelino sopravvalutato. Per me inferiore al precedente monolitico "Badmotorfinger" ed al successivo "Down on the upside", che rimane, a mio avviso, il meglio riuscito del lotto.

george (ha votato 6 questo disco) alle 18:22 del 17 aprile 2009 ha scritto:

non li ho mai digeriti e adesso cornell mi irrita

bart (ha votato 8 questo disco) alle 10:35 del 31 marzo 2010 ha scritto:

Grande disco! Alcuni brani memorabili e qualcuno meno ispirato. Se durasse un pò di meno sarebbe perfetto. Comunque è un piacere ascoltarlo.

Hexenductionhour (ha votato 8 questo disco) alle 21:48 del 19 gennaio 2011 ha scritto:

Garden of sound

ottimo album sul genere grunge,qui si risente maggiormente l'influenza dell'hard rock e del Blues a differenza delle altre band,la voce di Cornell è strepitosa riesce ad essere dolce quando o a graffiare potente quando serve...non lo definirei un capolavoro anche perchè ci sono alcuni brani poco "incisivi" ma sicuramente un ottimo album tra i migliori del genere...purtroppo non conosco gli altri album dei Soundgarden ma se questo mi è piaciuto,probabilmente anche gli altri promettono bene

Marco_Biasio (ha votato 8 questo disco) alle 14:01 del 10 aprile 2011 ha scritto:

E' un gran bel disco, che mette in luce l'incredibile versatilità chitarristica di Tahil, probabilmente il chitarrista grunge più completo e duttile dell'intera scena (se escludiamo King Buzzo o Tad Doyle, ma entrambi li vedo comunque già un po' fuori dal gruppo principale). L'unico suo, grande difetto, peraltro già notato in calce da qualcuno, è l'eccessiva lunghezza, che per i non amanti del genere potrebbe tagliare le gambe. Qualche brano evitabile ("Fresh Tendrils", "Mailman") si sarebbe anche potuto espungere dalla scaletta conclusiva. Rimane in ogni caso una foriera di grandissimi pezzi, a partire dal riff in contorsione di "Let Me Drown", sino ai toni pacati di "Fell On Black Days", le allucinazioni post-apocalittiche di "Black Hole Sun", le pure invenzioni della title-track e di "Spoonman" e l'agonizzare conclusivo di "Like Suicide". 8,5

Marco_Biasio (ha votato 8 questo disco) alle 14:04 del 10 aprile 2011 ha scritto:

Tra parentesi: non sono un fan del gruppo, ma non oso immaginare come i più fedeli abbiano accolto il crollo di Chris Cornell alla luce di episodi come questo. Se ha fatto - giustamente - gridare allo scandalo la maggioranza disinteressata, davvero non so dire quanto possa aver messo in imbarazzo gli adepti della prima ora.

dalvans (ha votato 5 questo disco) alle 17:04 del 23 settembre 2011 ha scritto:

Prolisso

Noioso

Hexenductionhour (ha votato 8 questo disco) alle 21:35 del 23 settembre 2011 ha scritto:

DALVANS ma che cazzo di musica ascolti?

tramblogy alle 8:40 del 24 settembre 2011 ha scritto:

10?...

dalvans (ha votato 5 questo disco) alle 11:44 del 25 settembre 2011 ha scritto:

Per Hexhenductionhour

Ascolto la musica che voglio, esprimo le opinioni che voglio e non vorrei confrontarmi con persone maleducate come te...

ROX alle 11:49 del 25 settembre 2011 ha scritto:

il maleducato sempre solo tu...

dalvans (ha votato 5 questo disco) alle 11:53 del 25 settembre 2011 ha scritto:

Per Rox

Ma qual'é il tuo problema nei miei confronti? La precedente critica non era indirizzata a te, come puoi ben vedere... io non voglio fare polemiche ma non mi sembri molto sereno

ROX alle 12:03 del 25 settembre 2011 ha scritto:

ma pensa alla tua di serenità... io non ho niente contro di te, ma solo sul modo che hai di interagire qui dentro...

dalvans (ha votato 5 questo disco) alle 12:08 del 25 settembre 2011 ha scritto:

per Rox

Io sono sereno e proporrei di chiudere questa sterile discussione...

Hexenductionhour (ha votato 8 questo disco) alle 14:33 del 26 settembre 2011 ha scritto:

per Dalvans

mi scuro per l'espressione un pò scurrile, sono stato piuttosto sgarbato nei tuoi confronti...comunque, leggendo i tuoi commenti sono rimasto un pò dubbioso, molti capolavori della musica li hai classificati come robaccia.

è vero ognuno è libero di esprimersi come vuole e ha le sue preferenze, ma almeno potresti spiegare un pò meglio il motivo di tale voto...tutto qui.

TheRock (ha votato 9 questo disco) alle 9:09 del 30 settembre 2011 ha scritto:

ragazzi questo è perdavvero un gran bel disco! tra questo e badmotorfinger è un bel sentire, tanta roba buona. che ne dite? non vorrei esaltarli troppo, ma forse sono stati la miglior band degli anni novanta, che ne pensate?

alekk (ha votato 9 questo disco) alle 21:08 del 17 aprile 2013 ha scritto:

Sicuramente tra i gruppi guida ma ho sempre preferito pearl jam smashing pumpkins e jesus lizard....comunque signora band i soundgarden

Mushu289 (ha votato 10 questo disco) alle 15:25 del 8 settembre 2015 ha scritto:

Sperimentale ed innovativo, i Soundgarden decidono di buttarsi su qualcosa di diverso dal loro solito Sound classico che pur essendo un grandissimo ha bene poco ha che vedere con quest'album, album emblematico del grunge, capolavoro assoluto

zagor (ha votato 10 questo disco) alle 20:44 del 24 maggio 2017 ha scritto:

Riascoltato a manetta in questi giorni. Un classico assoluto, non si discute. C'é dentro di tutto, dalla ballatona sofferta tipo "fell on black days" ai Melvins che flirtano con la psichedelia di " 4th of july", dal punk di "kickstand" agli AIC in moviola di 3Mailman3, dai consueti brani in stile led sabbath tipo "limo wreck" alla psichedelia sperimentale di "head down" e "half". I singoli uno piu' memorabile dell'altro. The day I tried to live, just like you. Ciao Chris.

Giorgio_Gennari alle 13:24 del 16 gennaio ha scritto:

Uno degli album Hard Rock più grandi di tutti i tempi. Dopo che l'hard rock sembrava aver detto di tutto e di più, ecco arrivare i Guns N' Roses di Appetite For Destruction a riaprire la partita! E poi i Jane's Addiction con Nothing's Shocking! E poi, incredibilmente, i Soundgarden di Superunknown. Comunque l'ugola di Chris Cornell è prodigiosa, spettacolare