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R Recensione

10/10

Can

Tago Mago

Il kraut rock è stato, grazie a figure come Faust, Amon Duul II, Popol Vuh e Can, uno dei fenomeni musicali più rivoluzionari del XX° secolo. Le influenze straniere del rock psichedelico, del progressive rock, del free jazz, dell’avanguardia, sono fuse dagli artisti tedeschi con elementi mistici ed esoterici per dar vita ad un’esperienza unica nel suo genere.

Se da una parte si cerca di intraprendere le vie dell’elettronica (Tangerine Dream e Klaus Schulze su tutti), dall’altra si ha il tentativo di esplorare fino in fondo i territori del rock “chitarristico” dell’epoca. Qui i Can con Tago Mago danno forse il meglio di sé: l’album in questione è un cocktail esplosivo di jam psichedeliche e pura avanguardia…tutto da gustare!

Paperhouse si apre tra rumori elettronici a cui segue un ritmo scomposto e lento di chitarra e di batteria impreziosito dalla voce allucinata di Damo Suzuki, intervallata da momenti più concreti e poi dal primo grande assolo, fluido e limpido, di Michael Karoli. Ecco che a due minuti esatti la batteria di Liebezeit stravolge il tema iniziale per dare il via ad una jam sensazionale in cui spicca in particolare la chitarra tagliente e diretta. È proprio l’uso sapiente di questo strumento, forse superiore ai connazionali Amon Duul II, e un abile padronanza delle sonorità del rock americano che caratterizza le prime tracce di Tago Mago. Certo, facendo venir meno l’aspetto mistico/evocativo proprio del rock teutonico… Dopo vari minuti sensazionali di divagazioni musicali ecco che il tutto finisce per esplodere in un rapido crescendo di intensità che apre la seconda traccia.

In Mushroom, la psichedelia viene portata ai massimi livelli, la voce sempre più stordita di Suzuki è sorretta da una batteria spastica e da cristalline pizzicate di chitarra. Come un fluido oleoso il brano scorre lento, accompagnato da un basso regolare e minimalista e da ripetute sfuriate acide e rumoriste: potrebbe andare avanti all’infinito, ma un boato ci porta violentemente a Oh Yeah.

La batteria si fa sempre più vicina con il suo ritmo regolare e ipnotico, immersa in un’atmosfera sempre più rarefatta e acida. La voce è qui totalmente fuori controllo, in preda ai più micidiali effetti di strane sostanze. Veniamo così avvolti in un’atmosfera pregnante, in cui i piatti delineano esplosioni cromatiche e le corde della chitarra e del basso vanno avanti regolari. Il tutto viene interrotto e reso più concreto dagli arpeggi di Karoli, degno di entrare nella hall of fame dei migliori chitarristi del rock, che arricchiscono la voce avvolgente di Suzuki per poi sovrastarla con un assolo psichedelico davvero corrosivo. Di nuovo la jam prende forma, con una totale armonia degli strumenti, per poi chiudersi e lasciare spazio alla coinvolgente Halleluhwah.

Impossibile non muoversi al battito delle percussioni, ai veloci accordi della chitarra e al melodioso ritornello. È proprio l’incedere anestetizzante e allo stesso tempo trascinante di Liebezeit a tenerci le cuffie incollate alle orecchie. Il basso sempre minimale sostiene magistralmente il pezzo fino a che tutto viene interrotto da un improvviso cambio di ritmo in cui spicca un piano vagamente jazz. È un istante, una brevissima boccata d’aria prima della seconda parte della jam. Il solito drumming attorniato da rumori vari e dall’onnipresente Karoli ritorna a farci sognare per innumerevoli minuti, riuscendo a non stancare mai grazie ad un ensemble di strumentisti davvero invidiabile.

Aumgn giunge dopo un finale scatenato memorabile, con aperture al funk e effetti elettronici che offrono un preludio di ciò che Tago Mago ha ancora da offrirci. Infatti ecco che nuovi effetti elettronici dominano incontrastati, avvolgendoci in un paesaggio surreale ed onirico, arricchiti dagli accordi sublimati della chitarra e dal basso di Czukay. L’avanguardia giunge così prepotentemente ponendo fine all’acid-rock che ci eravamo abituati a sentire. La vicinanza a gruppi come gli Amon Duul ora si fa più evidente, così come finalmente si materializzano gli aspetti esoterici del genere: un Aaauuummm scandito all’estremo stravolge regolarmente i “rumori” da cui è caratterizzato il brano, facendosi sempre più oscuro e minaccioso e avvolgendoci in uno stato di inquietudine ai limiti del sopportabile. L’elettronica pacata dei Tangerine Dream è resa dai nostri Can micidiale ed esplosiva: non è il suono dello spazio che si vuole riprodurre ma quello del ribollire delle viscere della terra. Con l’arrivo delle percussioni, nel segno dell’improvvisazione, giunge anche la seconda parte, quella conclusiva, di questo impressionante brano.

Siamo finalmente giunti a Peking O, introdotto da una voce ubriaca alla Faust attorniata da un muro sonoro di effetti elettronici e da ripetuti rintocchi sui piatti, e destinato ad un estenuante crescendo di rumorosità corrosiva, che si affievolirà in seguito per lasciare spazio ad un pezzo di elettronica futurista disorientante. Le tastiere velocissime caratterizzano questo secondo momento fino a che un improvviso terzo cambio di ritmo mette nuovamente tutto in discussione. Le percussioni elettroniche si fanno deliranti, così come anche la voce, ora totalmente impazzita, libera di sfogarsi in un crescendo di non-sense dadaista: la musica è finalmente del tutto destrutturata per dare spazio solo ed esclusivamente alla sperimentazione.

12 minuti di pura follia ci portano così all’ultima traccia, Bring me Coffee or Tea, decisamente più convenzionale (ogni cosa lo sarebbe dopo la traccia appena sentita). Il sound psichedelico e le melodie attraenti e misteriose delle prime composizioni ritornano assieme ai tanto preziosi virtuosismi di chitarra e basso e ai ritmi anestetizzanti della batteria.

Possiamo finire questo viaggio in relativa pace.

Ringraziamo i Can.

V Voti

Voto degli utenti: 9,2/10 in media su 38 voti.
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ozzy(d) 10/10
Moon 9/10
cthulhu 10/10
rael 9/10
bart 10/10
unknown 10/10
Noi! 9/10
loson 7,5/10
REBBY 10/10
stefinia 10/10
tecla 5,5/10
gramsci 10/10
alekk 10/10
Mushu289 10/10
B-B-B 9,5/10
Lelling 9,5/10
ThirdEye 10/10

C Commenti

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Arnold Layne (ha votato 9 questo disco) alle 20:23 del 28 maggio 2007 ha scritto:

...

Bella recensione per un disco stupendo, il migliore dei Can insieme a Future Days. Pensi che gli Henry Cow possano definirsi kraut-rock? Io non direi..

ozzy(d) (ha votato 10 questo disco) alle 22:06 del 29 maggio 2007 ha scritto:

egebamyasi!!!!!

album strepitoso, tanto per dirne un anticipa eno-byrne di una decina d'anni.....

Moon (ha votato 9 questo disco) alle 14:40 del 6 giugno 2007 ha scritto:

bravissimo! il disco è splendido!

Cas, autore, alle 20:06 del 5 ottobre 2007 ha scritto:

risposta tardiva ad arnold layne

no gli henry cow non sono per niente da considerarsi kraut...erroraccio! comunque il mio voto per questo strepitoso viaggio nel cosmo sale a 10...

cthulhu (ha votato 10 questo disco) alle 14:31 del 4 settembre 2008 ha scritto:

Tago Mago!!

Questo disco non poteva mancare!! Molta musica che verrà prodotta in futuro nascerà da questi solchi.Citazione errata degli Henry Cow a parte complimenti per la rece!!

rael (ha votato 9 questo disco) alle 11:01 del 19 settembre 2008 ha scritto:

BELLISSIMO

Nucifeno (ha votato 8 questo disco) alle 13:03 del 4 agosto 2009 ha scritto:

Estremo in tutti i sensi.

Non ho gradito particolarmente le tracce più avanguardistiche ("Aumgn" e "Peking O"), ma è una questione di genere mi sa, il resto m'è piaciuto e non poco. Disco comunque molto bello.

bart (ha votato 10 questo disco) alle 3:49 del 22 marzo 2010 ha scritto:

Avanguardia pura

Che dire! Grandissimo album, il capolavoro di tutto il movimento kraut-rock e non solo. Halleluhwah va messa di diritto tra i brani fondamentali della musica tutta!

galassiagon (ha votato 10 questo disco) alle 20:10 del 4 aprile 2010 ha scritto:

gol

Micidiali....ma come facevano ad essere così avanti. Tago Mago è uscito oggi?

bart (ha votato 10 questo disco) alle 12:40 del 20 aprile 2010 ha scritto:

Analogamente ai Soft Machine, i Can piazzarono il loro capolavoro dopo due album non eccezionali. Questo monumentale lavoro, secondo me, sarebbe avanti anche se uscisse tra mille anni. Peccato che non riusciranno più a ripetersi agli stessi livelli; anche se Future Days ci si avvicina molto.

galassiagon (ha votato 10 questo disco) alle 15:17 del 20 aprile 2010 ha scritto:

RE:

no dai i primi 2 dei Soft sono bellissimi e unici nel loro genere. Per me sottovaluataissimi

bart (ha votato 10 questo disco) alle 18:26 del 21 aprile 2010 ha scritto:

RE: RE:

Infatti non ho detto che sono brutti, sono solo incompleti e frammentari, secondo me. E poi a confronto di Third scompaiono completamente.

unknown (ha votato 10 questo disco) alle 21:21 del 31 marzo 2011 ha scritto:

RE: RE: RE:

invece per me son meglio i primi due

mai riuscito a sentire interamente third

eppure amo il progressivo alla follia

ma third non mi entra

questo tago mago invece e micidiale ...capolavoro....

galassiagon (ha votato 10 questo disco) alle 15:45 del 22 aprile 2010 ha scritto:

Scompaiono?

Ma se dici che scompaiono al confronto, non è che forse ti fanno schifo?

secondo me sono parecchio diversi:

i primi 2 sono folli viaggi psichedelici con molto humor. Più rock underground che jazz.

Il terzo è jazz rock serioso tranne il pezzo di Wyatt. Comunque capolavoro sia chiaro.

bart (ha votato 10 questo disco) alle 16:03 del 22 aprile 2010 ha scritto:

RE: Scompaiono?

No, non mi fanno proprio schifo, è solo che non mi convincono. Forse dovrei ascoltarli meglio.

Totalblamblam (ha votato 10 questo disco) alle 19:39 del 22 aprile 2010 ha scritto:

RE: Scompaiono?

concordo e vanno letti in chiave dada pata(ta)fisica

con un pizzico di alea: fai girare la ruota e vedi dove vai a sfinire

bart (ha votato 10 questo disco) alle 22:15 del 22 aprile 2010 ha scritto:

RE: RE: Scompaiono?

Non ho capito un c..zo di quello che hai detto, comunque seguirò il tuo consiglio.

Totalblamblam (ha votato 10 questo disco) alle 11:24 del 23 aprile 2010 ha scritto:

RE: RE: RE: Scompaiono?

Plus Belle Qu'une Poubelle, Pataphysical Introduction - part I and II , Dada Was Here...capito mi hai?

bart (ha votato 10 questo disco) alle 23:23 del 24 aprile 2010 ha scritto:

RE: RE: RE: RE: Scompaiono?

Si ho capito, grazie tante.

Hexenductionhour (ha votato 10 questo disco) alle 18:15 del 20 gennaio 2011 ha scritto:

disco al di là del tempo e dello spazio...un album quasi d'avanguardia ma nel contempo stesso facilmente ascoltabile,sonorità venute fuori da una mente geniale,in quest'album si incontrano/scontrano diversi stili e generi,dal funk al jazz alla psichelia al rock in generale per creare fuori qualcosa di completamente originale e mai banale,musica che penetra dritta nel subconscio quasi a voler trasportare l'ascoltatore su un altra "dimensione" forse proprio la dimensione da cui sono venuti fuori questi geni della musica.

scimmiadigiada alle 14:34 del 21 aprile 2011 ha scritto:

Nucifeno, mi hai praticamente tolto le parole di bocca! Lavoro "inficiato" (a mio giudizio, ovviamente...)proprio dalle due tracce da te menzionate. Per il resto è e rimane un disco molto gradevole. Mi astengo dall'assegnare un "voto" perché vorrei riascoltarlo, prima...

dalvans (ha votato 5 questo disco) alle 17:01 del 23 settembre 2011 ha scritto:

Ostico

Mai piaciuto

Alfredo Cota (ha votato 9 questo disco) alle 11:17 del primo novembre 2011 ha scritto:

Avanti anni luce

skyreader alle 16:51 del 25 novembre 2011 ha scritto:

Auguri a Tago Mago!

Avete visto che da qualche giorno è uscita una ristampa arricchita con un secondo cd live?? Si tratta della celebrazione definitiva (?) di un album ancora enorme oggi che celebra i suoi 40 anni di vita. Chi non lo possiede fisicamente, DEVE possederlo ora... Uno fra i vari capolavori dei Can.

tonysoprano (ha votato 10 questo disco) alle 21:14 del 22 maggio 2016 ha scritto:

S-T-E-L-L-A-R-E...UN CAPOLAVORO SENZA EPOCA E SENZA DURATA.