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R Recensione

9/10

Klaus Schulze

Cyborg

 Con "CyborgSchulze  compone una magniloquente "epopea" cosmica per organo, Synth VCS3 e orchestra.Questo doppio LP segna anche l'inizio dell'abbandono delle coraggiose intuizioni sperimentate in "Irrlicht" e darà inizio ad una serie infinita di dischi di elettronica quieta ed "easy" ma di grande impatto che segnerà la storia della musica elettronica.

All'uscita del disco la stampa parlo' di "musica cosmica" : in effetti questo doppio album rimane un "classico" senza tempo del genere dove la copertina ci mostra un Klaus Schultze che sembra perso in visoni extra-dimensionali.

Il disco viene introdotto da Synphara dove un organo siderale e le percussioni elettroniche fanno entrare lentamente  la musica nello spazio mentale dell'ascoltatore creando un'atmosfera dark-cosmica quieta e rilassante.Le pulsazioni elettroniche dominano poi la seguente Conphara, pezzo in cui si possono apprezzare le sonorità aliene dell'orchestra.

Chromengel inizia con dei cupi "drones" elettronici per poi lasciare spazio al suono decadente e "Wagneriano" dell'orchestra contrappuntato da ronzii cosmici : il senso di tristezza che suscita questa musica sfiora il sublime.Neuronengesang è un titolo quanto mai azzeccato : è proprio un "canto di neuroni" impazzito quello che si può ascoltare in questo "trip" elettronico senza apparente fine.

Da segnalare che la recente ristampa in cd della Revisited contiene un estratto di oltre 50 minuit tratto da uno storico concerto tenuto da Schultze nella cattedrale di San Michele a Bruxelles nel 1977.

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Voto degli utenti: 7,4/10 in media su 5 voti.
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plaster 10/10
loson 7/10
brogior 3,5/10

C Commenti

Ci sono 8 commenti. Partecipa anche tu alla discussione!
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brogior (ha votato 3,5 questo disco) alle 11:33 del 23 febbraio ha scritto:

ma è musica questa? una base "musicale" (eufemismo) con sopra tutti effetti di sintetizzatori per 1 ora 37 minuti e 15 secondi?? svilimento del concetto musica, quanto fatto dai Kraftwerk (pur non amando il genere) era poesia in confronto a questa paranoia, aridateme Brain Salad Surgery hahaha

Giorgio_Gennari alle 21:57 del 24 marzo ha scritto:

brogior, ancora tu a rompere le palle! Scherzi a parte è un piacere rivederti (dai tempi di TaleSchifo e superbi Soft Machine). Ma secondo me non hai compreso il modo di intendere questa musica, e ammetto che anch'io all'inizio non la capii; fà così (solo se hai voglia), prova a sentire Irrlicht la sera, da solo, al buio con le cuffie e vedi se ti trasmette qualcosa. Se così non dovesse essere, allora semplicemente non è musica adatta ai tuoi gusti, ma dire che è un insulto al concetto di musica è esagerato

brogior (ha votato 3,5 questo disco) alle 16:03 del 2 aprile ha scritto:

è vero, rompo proprio le palle ma sono di vecchio stampo, per me la musica è altro, qui al massimo è sperimentazione, atmosfera, per me il pentagramma rimane la cosa più importante, poi la sera con le cuffie ...... mai, ho paura ad isolarmi la sera e non sentire l'assassino che arriva alle mie spalle

Giorgio_Gennari alle 22:07 del 2 aprile ha scritto:

Potresti chiudere a chiave la porta..

Giorgio_Gennari alle 22:31 del 2 aprile ha scritto:

È un' esperienza da provare, parola mia! Come è da provare l'ascolto di L.A. Woman (Doors) mentre si corre in macchina, o i Grateful Dead mentre si è bloccati dal traffico

brogior (ha votato 3,5 questo disco) alle 11:42 del 3 aprile ha scritto:

ma perchè non mi piacciono mai i dischi che piacciono agli altri? Sarebbe molto più facile vivere

brogior (ha votato 3,5 questo disco) alle 11:41 del 3 aprile ha scritto:

allora devo dirti tutto, anche le cose che conservo gelosamente, ho paura del buio e non dell'assassino ma del buio in quanto tale, non riuscirò mai ad ascoltare una cosa in cuffia al buio perchè non riuscirei a concentrarmi dal terrore!!! Ecco, adesso sono sputtanato a vita

Giorgio_Gennari alle 21:58 del 24 marzo ha scritto:

Ah per inciso: questa rece è insipida