R Recensione

7/10

Kelley Stoltz

Circular Sounds

Gli anni ’60 possono essere considerati come un immenso contenitore di idee e di spunti per i più disparati generi musicali. Il problema non è però tanto quello di attingere, e da chi, ma piuttosto di farlo bene, e anche molto, perché di anni ne sono passati, e gli anni si sa, aumentano immensamente la statura dei grandi musicisti fino ad elevarli a miti intoccabili.

Basta un semplicissimo ed eloquente esempio: i Beatles.

Al giorno d’oggi si potrebbe benissimo dire che chiunque faccia pop-rock (perdonate la vaghezza della definizione) prenda in qualche modo spunto dai Beatles .

Sta di fatto che dieci anni fa un giovane americano di San Francisco si è messo a scrivere canzoni amabili e deliziosamente intrise di psichedelia ispirandosi proprio ai quattro di Liverpool e ci ha regalato, in questo 2008, un nuovo bellissimo e solare lavoro, dal titolo programmatico di Circular Sounds. Il giovane in questione è Kelley Stoltz, ed è capace di metterci tra le mani un disco da giornate di sole limpide e spensierate, cosa non da poco se fatta bene come questo Circular Sounds è fatto.

Già al primo ascolto entriamo in un gorgo di melodie giocose e gonfie, caratterizzate da un costante rincorrersi e riprendersi, per iniziare il tutto da capo, rendendo appunto l’idea di uno svolgimento circolare dei pezzi. E non ci sono solo i Beatles qui dentro, bensì anche fragranze dei Kinks e dei Love. Insomma, in pieno flower power per dirla tutta.

Le filastrocche ilari dei primi tre pezzi (Everything Begins, Tintinnabulation e The Birmingham Eccentric) ci coinvolgono da subito in una genuina e spontanea gioia di vivere, caratterizzate come sono da ritornelli vivaci e sbarazzini, e da un’ingentilita vocazione psichedelica resa dai toni smaliziati e dalle chitarre fluide e scorrevoli. Il tutto si fa decisamente più dilatato con Gardenia, ballata beatlesiana dal fluire morbido, lento, denso e dolciastro, pregno di un mood contemplativo ed espanso che si incolla alla nostra mente soprattutto nella seconda parte del brano, dominato da una chitarra elastica e vibrante.

Proseguiamo con l’eleganza sommessa del piano e del sitar nella contemplativa Mother Nature, con il piglio acid-blues della west-coastiana To Speak The Girl, dove sono i Kinks ad essere i diretti ispiratori, con la ciondolante filastrocca spensierata di Put My Troubles To Sleep e con lo sprizzante incedere di When You Forget. Ci accorgiamo di essere nel bel mezzo di un freschissimo revival dall’incedere circolare e colorato che trova il suo maggiore punto di forza nel non apparire neanche per un istante desueto, grazie all’incredibile cromatismo e vitalità di ogni pezzo.

E allora proseguiamo con le seguenti tracce giungendo ad almeno due capolavori: I Nearly Lost My Mind, summa delle canzoni fin qui sentite, meritevole di fornire il massimo risultato di fusione tra raffinato songwriting e psychedelic-pop grazie a melodie senza tempo e per questo apprezzabilissime, e l'incantevole strumentale Reflecting, dalla vocazione psichedelica senza pretese intellettuali, ma forse per questo incredibilmente capace di rievocare in tutta la loro freschezza e autenticità quelle melodie sbarazzine e trasognanti che hanno fatto la fortuna dei sixties. E questo pezzo vale davvero tutto l’album, trascinandoci in un morbido viaggio "idealista" di quelli da godersi le sere d’estate dopo aver bevuto un tantino più del dovuto.

Le splendide Morning Sun e You Alone ci accompagnano al termine di un album che, sebbene non aggiunga molto alla storia del rock (e da qui il voto), hanno la sorprendente capacità di riportare alle nostre orecchie sonorità che credevamo non avremmo ascoltato più in una tale incorrotta solare originalità.

Per questo ringrazio Kelley Stoltz e consiglio a tutti i figli dei fiori presenti l’ascolto di Circular Sounds.

V Voti

Voto degli utenti: 6,9/10 in media su 5 voti.
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REBBY 7/10
ThirdEye 6,5/10

C Commenti

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REBBY (ha votato 7 questo disco) alle 19:09 del 10 marzo 2008 ha scritto:

Perfettamente d'accordo con Cas, musica di quaranta e passa anni fa, ben fatta!

Ora come per allora le mie preferite sono:

Gardenia; Something more; Mother Nature e

Birmingham eccentric.

6/7