V Video

R Recensione

7/10

Patterns

Waking Lines

Anche quest'anno ne sentiremo parlare: la nuova scena di Manchester. Dopo WU LYF, Lowline, Airship, Egyptian Hip Hop e Money l'ultima rivelazione è quella dei Patterns.

Nata negli ambienti universitari mancusiani nel corso del 2010, la band, dopo un paio di singoli, esce nel gennaio del 2014 con l'esordio Waking Lines. La formula è la stessa che sta caratterizzando, più o meno contaminata, l'indie britannico contemporaneo: si mescolano shoegaze, dream pop e neo-psichedelia per una serie di brani immersi in atmosfere nebulose e rigonfie. Un suono che sta diventando un distintivo marchio di fabbrica, con tanto di etichette specializzate (si pensi alla Sways Records).

This Haze apre le danze scoprendo immediatamente le carte: una fitta matrice sonora fatta di addensamenti chitarristici che si espandono in un continuo gioco di riflessi cangianti, con la voce di McAuley che si libra efebica sulle contorsioni psych del brano. Il processo compositivo ricorda a tratti (come in Street Fires) degli Zulu Winter meno danzerecci e meno compromessi con le sofisticherie Wild Beasts. C'è più immediatezza ed attenzione al mood, una predilezione per l'effettistica d'insieme, per le linee droniche che si avventano sui pezzi dall'inizio alla fine: si prenda Blood, tutta incentrata sulla definizione delle textures, rese intricatissime dai moduli shoegaze delle chitarre, o la splendida Broken Trains, indie-pop compresso in una ritmica serrata che a malapena contiene l'espansione di un magma sonoro interessato da dinamiche vaporose e fluttuanti, dove è impossibile districare le parti (chitarre e tastiere formano un'unica materia). Ed è questo particolare trattamento che fa da ripieno di una serie di pezzi dall'incontenibile verve melodica (Face Marks, Our Ego, Induction) e altri che non mancano di lavorare di fino concentrandosi sulle stratificazioni progressive e su intarsi di elegante rifinitezza, tra layers melliflui di chitarre e samples scintillanti (Waking Lines, Wrong Two Words).

Un lavoro che, se non aggiunge chissà quali elementi innovativi alla scena, aiuta sicuramente a consolidarne i tratti stilistici, dipingendo una sorta di “Abc” elementare dell'estetica di questa nuova onda. Un'onda che non si arresta e che continuerà a regalarne delle belle.

V Voti

Voto degli utenti: 6,5/10 in media su 1 voto.
10
9,5
9
8,5
8
7,5
7
6,5
6
5,5
5
4,5
4
3,5
3
2,5
2
1,5
1
0,5
hiperwlt 6,5/10

C Commenti

C'è un commento. Partecipa anche tu alla discussione!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.

hiperwlt (ha votato 6,5 questo disco) alle 10:16 del 7 marzo 2014 ha scritto:

Sì, abc e lavoro di integrazione di questi suoni, come dici benissimo tu Matteo. Che sono appunto il meriti maggiori di "Walking Lines". Pochi sussulti, belle davvero "Blood", "This Haze" e la title track. Il resto scorre.