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R Recensione

10/10

Devo

Q: Are We Not Men? A: We Are Devo!

Signore e Signori i Devo: la devoluzione è cominciata, a suon di chitarre irrefrenabili e voci nevrasteniche.

I Devo nel 1978 sono al loro esordio. Un esordio fortunato non solo per la scelta dell’identità del gruppo, che annuncia la devoluzione attraverso la trasformazione dell'uomo in mongoloide, ma anche e soprattutto attraverso la qualità del lavoro realizzato dalla band di Akron.

La maestria e il genio di Brian Eno che supervisiona e produce l'album rendono gli undici brani impeccabili.

Uncontrollable Urge è l'epilogo di un disco che si presenta subito con ritmi forsennati.

Segue l'incredibile cover di Satisfaction dei Rolling Stones: superba, imprevedibile, straripante.

Il suono dei Devo è formidabile, incontrollabile. I brani si susseguono uno dopo l'altro stupefacendo l'ascoltatore. in Praying Hands la voce assomiglia sempre di più a quella del miglior Byrne nelle sue piroette vocali, ma questa è una constatazione non è né un pregio, né un difetto. Il ritmo incalza e la voce lo sovrasta, perché va più forte e più veloce della stessa musica, ne detta il tempo.

Space Junk è la fotografia del gruppo che con quest’esordio stratosferico sarà per sempre considerato uno tra i più importanti esponenti della nascente (allora) sfera new wave.

L'uomo sta regredendo, la devoluzione è cominciata e i Devo lo sanno. Sta succedendo e Mongoloid è un asettica e cruda constatazione: un inno di battaglia per diffondere il loro credo e realizzare il loro progetto. Un uomo non è più un uomo ma un vegetale, un Devo il prodotto della devoluzione (Jocko Homo), questo dicono i testi dell'album . Le paranoie dei Devo sono incontenibili (Too Much Paranoias) il riff è una persecuzione, e anche quando si rallenta un attimo (Gut Feeling) si prende fiato solo per pochi secondi: il progetto va portato avanti e il messaggio viene portato al mondo intero a mille all'ora. In Come Back Jonee c'è la più chiara influenza del punk inglese. I Clash sembrano aver scritto questo brano per i Devo che oltreoceano ringraziano e lasciano i cugini londinesi senza parole.

Il suono molto spesso simile a quello dei Talking Heads non è un caso. C'è un parallelismo netto tra quest’album e quelli dei primi Talking Heads (More songs about buildings and food), e il mistero è presto svelato. Entrambi gli album sono stati prodotti dal geniale Brian Eno, la cui presenza non è mai innocua e discreta. La qualità del gruppo è indubbia e anche quella di quest’album, ma non appena Eno lascerà i 5 di Akron essi perderanno subito la loro strada. Eno risulta, quindi, essere non solo una presenza essenziale nel successo di quest’opera ma anche una presenza significante nel primo periodo della new wave.

Anche se i Devo assomigliano molto, troppo, ai Talking Heads (e viceversa) ciò non toglie che quest’album sia un capolavoro impedibile, una pietra miliare della storia del rock e della musica.

V Voti

Voto degli utenti: 9,2/10 in media su 21 voti.
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Cas 9/10
rael 10/10
Noi! 8/10
REBBY 10/10
D10S 10/10
loson 8/10
B-B-B 9/10
cripta 10/10

C Commenti

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Marco_Biasio (ha votato 10 questo disco) alle 22:39 del 24 novembre 2008 ha scritto:

10, assolutamente. "Uncontrollable Urge" e "Space Junk" sono manifesti di una nuova pagina nella musica. Bravo Nicola!

Mr. Wave (ha votato 9 questo disco) alle 23:11 del 24 novembre 2008 ha scritto:

E' l'album che fotografa tutto il folle mondo dei Devo: dai testi ironici alla musica ossessiva, dal canto isterico alle soverchianti tastiere. Un'aria di gelido funky alita sui brani, per altri versi segnati da uno stralunato ''humour'', con l'attenta produzione di Eno nel suo periodo più curioso e influente. Bellissimo ...complimenti Nicola

REBBY (ha votato 10 questo disco) alle 1:17 del 25 novembre 2008 ha scritto:

Un gruppo che è durato lo spazio di 2 dischi (i

primi 2 naturalmente) e poi si è perso. Questo

primo (di cui possiedo un divertentissimo vinile

colorato da una loro foto per lato)ha accompagnato

molte giornate dei miei 18 anni e lo ritengo anche

io uno dei capolavori della new wave. Ricordo un

concerto entusiasmante a Bologna, nonostante

l'acustica non proprio perfetta (palazzetto dello

sport) e ricordo soprattutto la carica energetica

incredibile che riusciva a trasmettermi questa band non appena la puntina del mio giradischi si

appoggiava su quei "faccioni stravolti". Irresistibili!

ps per Nicola

Io questa somiglianza così forte coi Talking Heads

di More songs non l'ho notata. Certo la mano di Eno c'è in entrambi i dischi (in quel periodo era dappertutto) ma a me pareva che I Devo suonassero

una miscela di punk e rock & roll più "grezza"

rispetto ai loro colleghi di NY, i quali erano senz'altro più eclettici e raffinati (già in More songs).

Paranoidguitar (ha votato 10 questo disco) alle 10:33 del 25 novembre 2008 ha scritto:

fantastico

lo dovrò riascoltare a breve

Ettore Derti (ha votato 9 questo disco) alle 11:13 del 3 dicembre 2008 ha scritto:

Album storicamente imprescindibile per l'evoluzione della new wave. Ottima scelta Nicola

Cas (ha votato 9 questo disco) alle 12:05 del 5 dicembre 2008 ha scritto:

un album irresistibile, non lascia un attimo di tregua! con la sua urgenza espressiva riesce a convertire lo slancio del rock'n'roll in qualcosa di piacevolmente modernista (pere ubu docet, sempre trovate molte affinità tra loro e i devo...)

Mr. Wave (ha votato 9 questo disco) alle 13:39 del 5 dicembre 2008 ha scritto:

RE: Cas

''...(pere ubu docet, sempre trovate molte affinità tra loro e i devo...)''

concordo con te, Matteo. Anch'io l'ho sempre considerata e riconosciuta una certa consanguineità e somiglianza fra i Devo e i Pere Ubu... così come ho sempre notato quell'irrefrenabile e convulsa urgenza di comunicare, che contraddistinse i ''padri fondatori'' di quella che fu la new wave (vedi; l'esordio ''77'', dell'anno omonimo dei Talking Heads, l'esordio omonimo dei Suicide, ''Marquee Moon'' dei Television, ''Horses'' di Patti Smith, ''Meet The Residents'' dei Residents e per l'appunto gli esordi dei Devo e dei Pere Ubu.

Hexenductionhour (ha votato 9 questo disco) alle 22:09 del 22 febbraio 2011 ha scritto:

Album genialoide,schizzato,irriverente,divertente si potrebbero trovare mille altri aggettivi per descriverlo...album nato sotto la supervisione di "tale" Brian Eno (che non è certo uno qualunque)...album instancabile e impassibile nonostante il passare del tempo,l'unica cosa da fare è mettere il disco e "sballarsi" al suono dei Devo.

D10S (ha votato 10 questo disco) alle 17:47 del 7 gennaio 2013 ha scritto:

Più che ai Talking Heads, io i Devo li ho sempre assimilati un pò ai Pere Ubu. Il disco è tra i miei preferiti in assoluto del genere e non solo.