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R Recensione

7/10

September Malevolence

Our Withers Unwrung

Dalla Svezia con furore. Giunti al “difficile” terzo album, i September Malevolence dimostrano di saper gestire con grande abilità le doti sulle quali ha costruito la propria esperienza/esistenza musicale: l'ambito prescelto è quello legato all'interscambio culturale fra la new-wave del secondo lustro degli Anni ‘80 (in particolare i Cure più ariosi tra "Disintegration" e "Wish" e, talvolta, anche gli Smiths), lo shoegaze dei My Bloody Valentine ed in particolare i primi Slowdive e quindi il post-rock dei Mogwai delle canzoni felici per gente felice (ossia quelle contenute in uno dei capisaldi della loro discografia) degli Explosions In The Sky del debut album e dei grandi Red Sparowes. Un parallelo molto stretto corre con gli inglesi The Workhouse, ma nel trio di Gotheborg i risultati sono decisamente più alti e comunque tali da renderne i membri fra gli alchimisti più credibili nella fusione fra i tre generi citati.

Nelle parti melodicamente più marcate (King of High School, ma anche i perfetti singoli Absence e And For The Record, I Loved You) scatta più volte sia il rimando ai Notwist (in virtù della vicinanza nel timbro vocale dei due singer), quanto ai Giardini di Mirò di "Punk Not Diet". Altrove ricorre una certa dose di suggestione proveniente dal songwriting dei Piano Magic. Nelle composizioni strumentali l'attenzione si sposta sulle raffinatissime ritmiche e sugli arpeggi di chitarre dal suono davvero aperto: in tal senso è bello lasciarsi sospingere dagli irruenti marosi di Heathen, sobbalzare sui flutti della inquieta Lichens e poi abbandonarsi alle soffici acque sonore di Blizzard (e dai suoi celestiali cori conclusivi). Brani del calibro di End Of New Beginnings e Details Of Detours, posti rispettivamente ed appropriatamente in apertura e a metà del programma, sembrano sposare tutte e due le attitudini, fornendo con magniloquenza e con dovizia di particolari il livello di maturità raggiunto.

Senza ombra di dubbio "Our Withers Unwrung" è una delle uscite eccellenti di un anno comunque poco restio a lesinare buona musica e alcune autentiche sorprese. Ma fra le tante altre proposte questa è una di quelle che più mi ha catturato sul lato emozionale. Spero possa fare altrettanto con voi.

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Voto degli utenti: 7/10 in media su 1 voto.
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motek 7/10

C Commenti

Ci sono 2 commenti. Partecipa anche tu alla discussione!
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hiperwlt alle 8:26 del 8 dicembre 2011 ha scritto:

alla tendervision propongono sempre cose interessanti (gli yamon yamon, soprattutto; ma anche i solander ecc). in più con Stefano, sul post-rock, si va sempre sul sicuro: va da sé che il disco avrà di certo un chance

hiperwlt alle 8:30 del 8 dicembre 2011 ha scritto:

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