R Recensione

5/10

Deerhunter

Microcastle

Non c’è delusione senza aspettativa. Perché se è vero, come si dice, che il secondo album sia il più difficile nella carriera di un artista, e altresì vero, aggiungiamo, che dipende molto dalla qualità dell’opera prima.

Prendete questi Deerhunter, ad esempio. Dopo i commenti positivi (e il relativo quarto d’ora di notorietà) ottenuti l’anno scorso con “Cryptograms”, tornano quest’anno con “Microcastle”. In realtà si tratta del loro terzo album, ma poco importa, perché le aspettative erano nate immediatamente dopo l’ascolto di “Cryptograms”. Il nuovo album vira decisamente verso quel pop sognante e psichedelico che costituiva solo uno degli aspetti presenti nell’album precedente. Laddove “Cryptograms” era capace di fondere il pop con elementi noise, ambient e space-rock, “Microcastle” si limita a tratteggiare atmosfere “easy” piuttosto vicine all’altra band di Bradford Cox, gli Atlas Sound.

Non parliamo di un ascolto spiacevole, che si tratti del pop-noise di “Agoraphobia”, “Never Stops” e “Nothing ever happened” (vicine ai Sonic Youth di fine anni ’90, giusto per capirci), del blues di “Saved by the old times” o dei tentativi shoegaze di “These hands”. Il vero problema è che per godere di questi attimi di soddisfazione bisogna subire una sezione centrale (“Little Kids”, “Microcastle”, “Calvary scars”, “Green Jacket”, “Activa”) che è noia pura. E quando la stessa noia riaffiora sul finale (“Twilight at carbon lake”), non si può far altro che fermare tutto e riascoltare i Deerhunter di “Cryptograms”. E magari accorgersi di aver affidato loro aspettative eccessive.

V Voti

Voto degli utenti: 7,9/10 in media su 14 voti.
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Cas 8/10
loson 9/10
target 6/10
zanmat 8/10

C Commenti

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Cas (ha votato 8 questo disco) alle 15:58 del 26 settembre 2008 ha scritto:

non sono d'accordo, lo trovo un album incredibilmente vario e suggestivo. un esempio su tutti: nothing ever happened...per quanto mi riguarda il disco è premiato!

fabfabfab, autore, alle 18:00 del 26 settembre 2008 ha scritto:

...eh eh eh lo sapevo...

TheManMachine (ha votato 8 questo disco) alle 7:57 del 27 settembre 2008 ha scritto:

Eh sì Fabio, mi sa che questa volta hai cannato! No, dài, sto scherzando, se non ti è piaciuto questo disco rispetto la valutazione che hai voluto darne. Però sei stato mi sembra un po' sbrigativo in questa recensione, senza neanche quella frizzante ironia che metti di solito nel tuo stile. O mi sbaglio? In ogni caso, per me disco notevole, vorrei dire quasi disco dell'anno se non fossi scettico di fronte a queste classificazioni e se non lo stessi ascoltando che da qualche giorno. Atlas Sound non è una band ma il moniker dietro cui sta il progetto solista di Bradford Cox e con il quale finora ha realizzato un disco dove ha fatto letteralmente tutto da solo, l'unico intervento non suo sono dei loop di chitarra elettrica in un brano, ad opera del suo amico e chitarrista dei Deerhunter, Lockett Pundt.

fabfabfab, autore, alle 22:57 del 27 settembre 2008 ha scritto:

RE:

Mah, difficile stabilire se io abbia "cannato" o meno. E non perchè io sia infallibile, ma semplicemente perchè neanche l'ultimo degli idioti potrebbe "cannare" la propria opinione.

Mi sembra ovvio.

La recensione rispecchia la pochezza del disco. Ho semplicemente raccontato la delusione che ho provato nell'ascoltarlo, generata probabilmente dalle aspettative che riponevo in questa band (che poi, anche nei Deerhunter fa praticamente tutto Cox, eppure sono una band, o una one man band, o una ditta individuale, chiamala come vuoi ...). Nel finale, sono arrivato a sostenere che probabilmente non risiede in questo "Microcastle" il problema, ma nell'entusiasmo suscitato l'anno scorso da "Cryptograms". Entusiasmo che oggi, a conti fatti, era forse eccessivo. Tutto qui. Che il disco potesse piacere, e molto, lo sapevo benissimo. Per te sarà disco dell'anno? Ottimo, per me proprio no. Penso che il mio disco dell'anno a te farà ribrezzo. Questo è il bello della soggettività dell'arte. Che lo spettro sonoro di "Microcastle" sia ridotto rispetto a quello di "Criptograms" mi sembra comunque innegabile.

TheManMachine (ha votato 8 questo disco) alle 12:24 del 27 settembre 2008 ha scritto:

... anche se è vero che esiste pur sempre il concetto di one-man-band, quindi perdonami l'eccesso di zelo

TheManMachine (ha votato 8 questo disco) alle 0:25 del 28 settembre 2008 ha scritto:

No ma guarda che scherzavo, Fabio!! Aggiungo solo che è incredibile come uno stesso disco possa suscitare reazioni così difformi a seconda di chi lo ascolta. Ma sto scoprendo l'acqua calda, lo so... O magari il tuo disco dell'anno lo adorerò alla follia, tanto da farmi dimenticare completamente questo dei Deerhunter...

fabfabfab, autore, alle 13:25 del 29 settembre 2008 ha scritto:

RE:

Nessun astio da parte mia. Solo una precisazione. Magari tra tre mesi avrò rivalutato questo Deerhunter fino a votarlo come mio disco dell'anno ...

Peasyfloyd (ha votato 7 questo disco) alle 12:04 del 18 ottobre 2008 ha scritto:

in effetti mi aggiungo alla lista dei "rivalutatori", apprezzando un disco con buoni spunti e un capolavoro di canzone come è la finale Twilight at carbon lake. Forse qualche buco qua e là ma mi sembra comunque un disco più che discreto

loson (ha votato 9 questo disco) alle 16:49 del 26 novembre 2008 ha scritto:

L'edizione (definitiva?) che comprende il secondo cd "Weird Era Continued" è semplicemente splendida. Di sicuro nella mia top five di fine anno.

fabfabfab, autore, alle 9:37 del 27 novembre 2008 ha scritto:

Hmmmm!!! Va bene, va bene, bastardi, lo riascolterò. E se mi toccherà scusarmi pubblicamente, lo farò.

target (ha votato 6 questo disco) alle 12:57 del 26 dicembre 2008 ha scritto:

Ma sono solo io che su "Never stops" ci sento il ritornello di "Bandiera gialla" (che è una cover, vabbeh, di "The pied piper")? In ogni caso, il disco mi ha lasciato freddino. Tutti questi spunti io proprio 'un ce li vedo.

fabfabfab, autore, alle 21:31 del 19 marzo 2009 ha scritto:

Come promesso

fabfabfab, autore, alle 21:35 del 19 marzo 2009 ha scritto:

RE: Come promesso

L'ho riascoltato: il risultato non cambia di una virgola. Tra l'altro, ascoltato anche il nuovo Lotus Plaza (progetto solista di Lockett Pundt): peggio ancora. Probabilmente è un mio limite, quindi è meglio che con questi qui io lasci perdere.

ozzy(d) (ha votato 5 questo disco) alle 22:08 del 19 marzo 2009 ha scritto:

per me non c'è proprio nulla da rivalutare, è di una noia mortale...

zanmat (ha votato 8 questo disco) alle 14:34 del 21 agosto 2009 ha scritto:

a mio avviso un buon disco (o meglio 2 dischi e anche molto diversi tra loro) da ascoltare più volte per comprenderli pienamente... sopratutto weird era