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R Recensione

7/10

Memory Tapes

Player Piano

Prima delle ipotesi, dei "se" e dei "ma", partiamo dalle certezze: l'ultimo disco dei Memory Tapes di Dayve Hawk (chitarra e voce) non è "Seek Magic", esordio col botto dell'americano, e non gli si avvicina neanche lontamente; il capolavoro di due anni fa infatti, manifesto glo-fi per eccellenza, sintetizzava alla perfezione il synth-pop liquefatto dei New Order con una cascata di lacrimoni elettronici a 8-bit dall'incantevole gradazione retro-nostalgica (gli eighties, certo). "Player Piano", per nulla un back to the future, è invece il presente. E cosa dice il presente? Melodia.

Superata senza pensieri l'intro di "Musicbox(in)", appare chiaro fin dalla prima "Wait In The Dark" che la strada intrapresa da Hawk non sarà affatto quella delle lente progressioni chillwave a spasso nel tempo, quanto piuttosto un rapido giretto intorno al quartiere dei Deerhunter, seguendoli nel loro cammino di voci sospese e pop passato al filtro-delay ("Memory Boy" il punto di contatto). Dove però "Player Piano" svolta a destra e sinistra e si differenzia da quest'ultimi è nella pulizia dei suoni, conferma vivissima di quella patina traslucida che ben si adattava anche alle forme di "Seek Magic" e che caratterizzava proprio la particolarità dei Memory Tapes, paradossale per il genere, nel rifiuto più o meno totale della bassa fedeltà. E le basi? Quelle non mancano.

E' possibile, infatti, percepire almeno l'ombra (la classe è ben altra, purtroppo) di quelle digressioni ipnagogiche che tanta fortuna avevano portato a "Seek Magic": l'apertura sintetizzante l'oriente (il fiato che ricorda il nay arabo) e la chiusura leggiadra di "Offers", sulla scia della "Swimming Field" che fu, l'esplosione di wah digitali dopo metà "Wait In The Dark", le distorsioni tremule di "Humming", il finale malinconicissimo e magico di "Worries", così come l'andamento nerd velocissimo di "Trance Sisters" con tanto di coretti angelici per gradire (l'influsso di "Bicycle" presente eccome), sciolto poi in un acido psichedelico anestetizzante. E tocchiamo qui altri due punti importanti: velocità e psichedelia. Il dinamismo che si percepisce fin dall'inizio è sintomo di un'altra trasformazione rispetto al passato, questa volta nella struttura stessa dei brani, che richiama al tradizionale formato-canzone (con ritornello annesso), e che mira a coinvolgere altri strumenti (percussioni e chitarra in primis) e soprattutto la voce, vero e proprio bilancino per il piacere ("Yes I Know") e la noia ("Sun Hits", per vocalismi e ritmo, è una fastidiosa copia di "Today Is Our Life", senza peraltro le gradevoli sessioni chitarristiche della seconda). Tutto appare molto più veloce, conciso, immediato e fruibile, in un processo di scarnificazione del chill-out – che di fatto diventa chill-in, accogliendo una frescura quasi autunnale – e d'integrazione di derive psych-pop (tra MGMT e Avi Buffalo); a venire sacrificato, per contro, è lo spessore e l'inventiva delle basi stesse, che anche quando legate armonicamente bene al distendersi delle canzoni (lo splendido esempio di "Yes I Know", certo la migliore dell'album), mancano sempre di quel luccichìo di genio che faceva brillare "Seek Magic" da qualunque angolazione lo si ascoltasse. A completare l'opera, testi ombreggiati: contrapposti all'immediatezza del cantato, descrivono un profondo senso di isolazione e alienazione mentale, uno stato d'animo senza punti fermi e colori (la copertina uno specchio perfetto)... quasi a voler saltare in blocco, con un grande balzo, l'estate tutta per atterrare qualche metro più avanti, qualche mese più su, a Settembre o giù di lì.

Un disco discreto, dunque, che fa ombra all'estate e che suo malgrado ne riceve altrettanta dall'ingombrante fratello che l'ha preceduto; un peccato, perché senza avrebbe sicuramente potuto darsi qualche aria in più... ma avremmo un capolavoro in meno di cui parlare. E a noi, alla fine, sta bene così.

V Voti

Voto degli utenti: 6,1/10 in media su 7 voti.
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target 6/10
rael 7/10
Teo 7/10

C Commenti

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crisas (ha votato 6 questo disco) alle 1:12 del 6 luglio 2011 ha scritto:

L'album ha il suo perchè, non sono totalmente d'accordo sulla nuova strada intrapresa: va bene avvicinarsi a suoni più aperti e briosi ma hanno sacrificato troppo certe loro particolarità ed atmosfere per arrangiamenti, suoni e melodie quasi indie. Un errore che mi ricorda l'ultimo lavoro dei Mgmt.

target (ha votato 6 questo disco) alle 13:44 del 7 luglio 2011 ha scritto:

Confermo le mie prime impressioni. Non è cresciuto. Sembra che il ragazzo abbia già pronto un altro disco, stavolta più specificatamente electro, come se avesse deciso di scindere le due anime che coesistevano in modo spettacolare in "Seek magic". Qua il pop, persino sunshine-pop stile Captured Tracks ("Sun hits"), con pezzi cantati, ritornelli al loro posto, grande fruibilità melodica, là la ricerca nei suoni. Ripeto: peccato. Di "Player piano" non mi garba proprio la resa sonora, le basi insipide se non grossolane, la scarsità di trovate esplosive, anche a quel livello melodico dove Hawk si è focalizzato di più. Dove prova a sorprendere ("Trance sisters"), sbrocca. C'è qualche pezzo carino (3, 4, 5, 10, quest'ultima la più legata a "Seek magic"), ma è un disco che passa via, senza distinguersi dalla media delle produzioni del genere.

Filippo Maradei, autore, alle 15:35 del 7 luglio 2011 ha scritto:

Ricerca del suono, hai detto bene: la cosa che meno apprezzo in "Player Piano" è che non c'è un'evoluzione verticale delle basi... come se fossero tutte appiccicate all'ossatura melodica e da lì servissero solo da continuo (nel senso di lineare) accompagnamento. Di più, a parte "Trance Sisters" e "Offers", alcune basi mi sembrano pure abbastanza slegate tra loro, quasi scelte senza prestare molto l'orecchio al risultato totale. Peccato, perché per il resto è un dischetto psych-pop senza troppa infamia e con qualche lode.

bill_carson (ha votato 4 questo disco) alle 9:14 del 8 luglio 2011 ha scritto:

grosso passo indietro

e già il primo non era quel disco che si vuol raccontare

rael (ha votato 7 questo disco) alle 11:10 del 8 luglio 2011 ha scritto:

RE: grosso passo indietro

caspita ma a te non piace nulla? memory tapes, washed out, patrick wolf, king crimson il primo, josh pearson, pains of being pure at heart, mariposa, arctic monkeys, danger mouse, david bowie, nirvana, non ti piace niente e il bello è che ti senti anche in diritto di fare il saputello che sfotte? ti piacciono solo battles e benvegnu, e sì che ci sarebbe da parlare a riguardo queste solite zuppe riscaldate e ben impacchettate!

questo è un buon lavoro e non sopporto i soliti paragoni con il primo inarrivabile disco, qui cambiano solo le sfumature, non c'è nessuno stravolgimento epocale alla fine_'

target (ha votato 6 questo disco) alle 11:17 del 8 luglio 2011 ha scritto:

RE: non sopporto i soliti paragoni

Beh, scusa, ma se un artista esce col secondo disco, metterlo in relazione col primo mi sembra il minimo, no? Ecco, non sono d'accordo col finale delle recensione pitchforkiana, dove si dice, testualmente: "it's ultimately the comparison to Seek Magic that makes it such a letdown". Secondo me è un 'letdown' proprio di suo. Ma neanche 'letdown': è un disco modesto, ecco. Che "Seek magic" resti strepitoso non c'è dubbio.

rael (ha votato 7 questo disco) alle 11:13 del 11 luglio 2011 ha scritto:

target io sono (stranamente) d'accordo con pitchfork riguardo il letdown. E poi, cosa si pretende da questo ragazzo? Oramai, anzi direi da parecchi anni, girano solo gruppi che fanno un ottimo disco e puntualmente deludono con il successivo, questa di Player Piano è una Signora Delusione! Che non fosse nata una nuova stella io l'ho sempre saputo_'

bill_carson (ha votato 4 questo disco) alle 14:37 del 11 luglio 2011 ha scritto:

io veramente...

affermo che neanche il primo m'era piaciuto tanto. del resto, sono il primo a dire che tante volte gli esordi sono sopravvalutati...

salvatore (ha votato 7 questo disco) alle 12:32 del 11 settembre 2011 ha scritto:

Bell'album pop, con almeno quattro perle di valore: Wait in the dark, Today is our life, Offers e l'impagabile, meravigliosa Yes i know... Non un passo indietro, per quanto mi riguarda, ma di lato...