R Recensione

10/10

Magma

Udu Wudu

Con "Udu Wudu", Lp pubblicato dai Magma nel 1976, si chiude idealmente il periodo d'oro della saga fantascientifica progressive-rock "Kobaiana" concepita da Christian Vander ( storico batterista e leader del gruppo ) che aveva raggiunto il suo apice con gli straordinari "Mekanik Destruktiw Kommandoh" e "Kontarkosz".E' un disco diverso dai capolavori precedenti, dove si può apprezzare lo straordinario bassista Jannick Top : il talento di questo musicista è stupefacente, utilizza infatti il basso in modo innovativo e creativo e il suono che ne esce, quantomai distorto e "filtrato", si rivela essenziale nella delineazione delle composizioni sia in fase armonica che melodica.In "Udu Wudu" Jannick Top si cimenta anche alle tastiere, donando cosi' un tocco inedito al "sound" del gruppo francese, che già si contraddistingueva per un'originalità che ha pochi paragoni : il suono dei Magma infatti ha rinnovato il linguaggio rock attraverso una potenza devastante grazie alle influenze di Carl Orff e della musica contemporanea.

"Udu Wudu" si caratterizza per atmosfere molto cupe soprattutto nella lunga "suite" che occupa la seconda facciata ovvero "De Futura", uno dei brani più incredibili, evocativi, apocalittici e creativi di tutto il progressive  e non solo.La prima facciata è invece suddivisa in cinque brani dove si delineano atmosfere jazz-rock come nella title-track, brano incalzante caratterizzato dal canto di Vander o nell'altrettanto efficace "Weidorje" ( unica traccia in cui al basso c'è Bernard Paganotti ).Le atmosfere oscure delle tastiere caratterizzano invece "Troller Tanz" e "Zombies" avvicinando il suono del gruppo ad una sorta di prog da fine incombente del mondo."Soleil D'Ork" è invece dominata dal suono distorto del basso di Jannick Top qui in grande spolvero.

"De Futura" è difficilmente describibile : si tratta di una delle "suite" più innovative di tutta la musica prog, il basso "filtrato" da un synth di Jannick Top, accompagnato dalla potenza dirompente del "drumming" di Vander ci conduce attraverso un viaggio extra-dimensionale e apocalittico fra gli abissi al di fuori del tempo e dello spazio.Un brano lungo quasi 18 minuti che si pone fra i caposaldi del genere e pone "Udu Wudu" come uno dei dischi forse più sottovalutati dei Magma e del prog in generale.

In definitiva l'epopea filosofica-trascendente concepita da Christian Vander è fondamentale nell'ambito della musica francese e mondiale.Vander è un genio, un precursore di una "nuova musica" ( pur influenzato da compositori come John Coltrane, il suo mentore spirituale, Carl Orff e Bela Bartok ).Ha in pratica inventato lo ZEUHL, un nuovo sottogenere in ambito prog con tanto di idioma "esperanto" : Il KOBAIANO".La sua musica "fuori dal tempo" sarà forse vista, nei secoli futuri, come una delle poche possibilità di riscatto concepite dall'uomo in quest'epoca oscura.

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Voto degli utenti: 8,6/10 in media su 7 voti.
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loson 7/10
REBBY 7/10

C Commenti

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Mr. Wave alle 11:26 del 14 ottobre 2008 ha scritto:

che bella chicca! Complimenti Cesare

Marco_Biasio (ha votato 9 questo disco) alle 21:56 del 21 dicembre 2009 ha scritto:

Band incredibile, disco monumentale, "De Futura" devastante, 18 minuti che potrebbero essere tanto 3 quanto 44, per come scorre via che è un piacere. Uno dei momenti più cupi e violenti di tutto il prog settantiano, sicuramente. Molto bene!