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R Recensione

9/10

Pink Floyd

Animals

Incastonato fra i ben conosciuti e diversissimi “Wish You Were Here” (1975) e “The Wall” (1979), quest’album assume un ruolo cruciale nell’evoluzione dei Pink Floyd da gruppo coeso e pluri-ispirato ad espressione pressoché univoca e radicale delle ossessioni e delle voglie di Roger Waters.

Il bassista, già dal 1971 (album “Meddle”) unico liricista della formazione, prende qui l’esclusiva anche della voce solista, compone da solo tre pezzi su quattro e progetta pure l’inquietante copertina della confezione. I contributi dei due solisti David Gilmour e Rick Wright sono ancora importanti in fase di arrangiamento ed esecuzione, l’album per questo suona sufficientemente musicale e progressive, ma l’universo sonoro sognante e “spaziale”, rotondo e felpato, che tanto aveva contribuito a rendere i precedenti dischi floydiani così accattivanti pur nella tragicità degli argomenti trattati, va in sostanziale dissolvenza, picconato dalla rabbiosa voce del leader, dalle Orwelliane similitudini descritte nei suoi testi, dai claustrofobici effetti speciali inseriti per sostenerli.

Il disgusto di Roger Waters per come va il mondo (e siamo nei settanta, decade certo molto migliore di questa) ha qualcosa di profetico: la sua divisione dell’umanità in tre specie animali (cani, maiali e pecore) si addice in tal maniera al degrado politico, morale, sociale, mediatico, sanitario, architettonico, territoriale, meteorologico, linguistico attualmente in furioso e omertoso incremento, dal costringermi (purtroppo) a dargli ragione su tutta la linea e considerarlo anche per questo fra le menti più intelligenti, lucide ed immaginifiche del rock.

Il disco è come noto costituito da tre lunghe composizioni, intitolate e descriventi le tre sunnominate “specie” umane, più una quarta a fare da involucro al tutto, costituendo il prologo e l’epilogo dell’opera, nonché l’unico spiraglio di luce fra tanto pessimismo.

Dogs” descrive la specie umana oggi facilmente riassumibile con il termine “berlusconiana”: rampante, aggressiva, avida, impaziente, stressata, incontentabile, bugiardissima, sempre di corsa e pronta a tutto pur di svettare, primeggiare, farsi notare, elevare la propria posizione, arraffare, vincere.

I “Pigs”, i maiali, sono invece oggi sintetizzabili come “prodiani” (o “veltroniani” che fa lo stesso): ipocriti, doppiogiochisti, vili, benpensanti, finti progressivi, finti laici, freddi, statici, preoccupati della propria ombra, razzisti ma con vergogna, ugualmente avidi e bugiardi ma solo con meno coraggio e più ipocrisia.

Pecore (“Sheep”) sono tutti gli altri, ignavi e sottomessi, vili e remissivi, in genere solo attenti a subire il meno possibile, a far si che il peggio non li coinvolga direttamente, ma che ogni tanto si ribellano ai cani (che sono un nemico più evidente e definito dei maiali), li attaccano, li sconfiggono. Purtroppo invano, perché vi sono sempre i maiali, apparentemente meno pericolosi ma ugualmente tirannici e disonesti e prevaricanti.

Questa allegra descrizione delle cose piomba quindi nell’album della più famosa formazione rock al mondo in quegli anni, e stavolta le musiche fanno fatica a celare (agli ascoltatori occasionali e/o superficiali) la plumbea rabbia che le ha ispirate. “Dogs” è la canzone che se la cava meglio, non a caso essendo a firma di David Gilmour per quanto riguarda le musiche. Resta un momento magico del repertorio floydiano l’assolvenza iniziale della chitarra dodici corde, col progressivo arretramento del riverbero che la fa magicamente “avvicinare” alle orecchie dell’ascoltatore, per poi essere raggiunta dal cantato. Un altro passaggio emozionante è costituito a metà brano dall’autenticamente lugubre latrato di cani, ottenuto facendo passare l’organo di Wright dentro un vocoder e poi un ampli Leslie. In cuffia fa realmente accapponare la pelle.

Tastierista e chitarrista si fanno valere anche in altri passaggi dell’album, segnalatamente in Sheep, introdotta da un bel piano elettrico e finalizzata da una bella schitarrata del buon Dave, ma insomma la sensazione di diminuito coinvolgimento dei tre compagni di Waters nella produzione del gruppo è in, seppur latente, evidenza.

Pigs On The Wing” è infine la canzone che serve a Waters per dare la sua personale soluzione alla (dis)umana scelleratezza a lui (ed a noi) intorno: trovarsi un “buco dove sotterrare l’osso”, cioè qualcuno che ti ama e a cui tenere, qualcosa da fare e da avere, un posto dove stare, relativamente lontano da pecore, maiali e dagli altri cani. Si, perché Waters alla fine, dovendo coerentemente mettersi in una delle tre specie, sceglie correttamente quella dei cani, avendo energia, ambizione ed egocentrismo più che sufficienti (anzi, enormi…) per prendere le distanze dalle altre due specie animali.

È che… si era appena innamorato di una nuova compagna, dopo l’ancor recente divorzio dalla prima moglie, la fedifraga Judy, e le cose gli parevano allora personalmente sopportabili, anche se relativamente oscene. “Pigs On The Wing” lo vede quindi, da solo e con la chitarra acustica, intonare una canzone d’amore, e di rifugio, e di sollievo, ad attutire tutta la miseria umana descritta senza pietà per tutti gli altri nove decimi dell’album.

Come non possedere, ed ascoltare ogni tanto, queste musiche e queste liriche?      

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Voto degli utenti: 8,5/10 in media su 86 voti.

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loson (ha votato 10 questo disco) alle 16:55 del 15 ottobre 2008 ha scritto:

Ho già parlato altrve di questo disco, per cui non ha senso ribadire i motivi per cui e lo considero il più abbagliante e creativo lascito dei Floyd di Waters. Qui mi limito a fare i complimenti a Pier Paolo per la sua analisi ancora una volta preziosa e compenente. Bravo Pierpa! ;D

swansong (ha votato 10 questo disco) alle 0:47 del 16 ottobre 2008 ha scritto:

Stupendo!

Gruppo straordinario che, come pare sottolineare anche Pier Paolo nella sua ottima recensione (la solita ottima recensione!), è, probabilmente, all'apice della maturità artistica, della coesione e della creatività e sforna, quasi in controtendenza artistica e fuori tempo massimo rispetto agli umori ed alle novità musicali che in quegli anni si stavano formando, un'opera di una bellezza devastante. In realtà, si tratta del terzo capolavoro assoluto nell'arco di soli 4 anni che cambiarono ed influenzarono indelebilmente la storia del rock. Mancava solo la ciliegina sulla torta. Ma bisognava aspettare ancora 2 anni...e sì, lo sò, ad alcuni la ciliegina non piace e la scartano...io no: la mangio e poi mi lecco pure i baffi!

REBBY (ha votato 6 questo disco) alle 18:57 del 20 ottobre 2008 ha scritto:

Ricordo che quando uscì lo ascoltai a casa di Sandro, un mio compagno di ascolti di allora,

ancora per poco (RIP). Non mi piacque. Ero (e

sono) un fan dei Pink (il live di Ummagumma,

quello At Pompei, il Piper + Saucerful, le due

suites della Mucca e di Meddle, One of these days

e The Dark side), ma non mi piacque). In quel

periodo ero molto preso da Wyatt, Eno e le loro

innumerevoli ramificazioni (altrochè Lanegan,

questi erano dappertutto). Quell'anno uscirono

tra gli altri Before and after science (Eno), Marquee moon (Television) Low e Heroes (Bowie),

che monopolizzavano le mie giornate. Di li a

pochissimo arrivarono Pere Ubu, Suicide, Ultravox,

Joy division,...

Riascoltato ora, pur al di fuori di un contesto

sicuramente penalizzante, continua a non piacermi.

Per me disco minore nella storia dei Pink Floyd.

SanteCaserio (ha votato 9 questo disco) alle 15:55 del 24 ottobre 2008 ha scritto:

Stampata

la recensione, campeggia sotto al settore Pink Floyd. Quoto e risparmio parole. Non lo vedo come il mio preferito, ma ci si avvicina.

(aprofitto e ringrazio qui per il benvenuto ricevuto)

4AS (ha votato 8 questo disco) alle 16:56 del 24 ottobre 2008 ha scritto:

Apparentemente prolisso, ma in realtà ascoltandolo bene si capisce che le canzoni sono costruite in maniera impeccabile. Forse loro hanno fatto di meglio, ma rimane comunque un disco di grande livello

lev (ha votato 9 questo disco) alle 10:54 del 25 ottobre 2008 ha scritto:

bellissimo

il miglior disco dei pink floyd dopo the wall.

Paranoidguitar (ha votato 10 questo disco) alle 14:33 del 25 novembre 2008 ha scritto:

i floyd di waters al picco creativo. Sembra di entrare in un tunnel senza fine.

DucaViola (ha votato 8 questo disco) alle 19:57 del 28 luglio 2009 ha scritto:

la prima volta che ho ascoltatato questo disco avevo 12 anni... comprai la musicassetta in una botteguccia di elettrodomestici e lo ascoltavo in uno di quegli orridi mongiacassette in plastica fatti per rompresti presto. Lo mettevo e lo rimettevo... fino alla nausea... la prima cosa rock che ascoltai in vita mia. Non avevo nessun fratello maggiore da emulare, e nessuno dei miei genitori ascoltava musica in maniera approfondita... la musica fu una lenta scoperta, e piano piano mi sono fatto una mia idea di gusto. Questo album è un tenero vivo ricordo d'infanzia. Grande album

Totalblamblam (ha votato 7 questo disco) alle 17:05 del 6 agosto 2009 ha scritto:

non sono mai risucito a farmelo piacere

per me è fiacco ecco il motivo

anche la produzione difetta con un sound morto e scialbo

waters inizia a strolicare verbosità orwelliane inutili già dette meglio dal grande scrittore

9 alla copertina

6.7 al disco

Bellerofonte (ha votato 9 questo disco) alle 8:58 del 27 marzo 2010 ha scritto:

Irripetibile

Ribadisco quello che ho detto per "Meddle"!

A volte mi femo a pensare e mi chido come hanno fatto i Floyd, Waters in Particolare a mettere in fila 7 album come Ummagumma, Atom Heart Mother, Meddle, Dark side Of the moon, Wish you were hre, Animals e The Wall! è da mettere i brividi ai polsi. Una cosa irripetibile

E tra tutti questi Animals è sicuramente uno dei loro lavori che preferisco. Solo le suite di Sheep e soprattutto Dogs varrebbero l'intera discografia di molti gruppi dei giorni nostri

alby66 (ha votato 10 questo disco) alle 14:25 del 23 agosto 2010 ha scritto:

album bellissimo spesso sottovalutato

Animals è un'opera inquietante, visionaria e tuttora attuale. A mio parere il suo valore è stato automaticamente deprezzato a causa dell'uscita successiva di quel monumento rock che risponde al nome di "The Wall". Ci dimenticammo troppo in fretta di Animals perchè Waters e compagni ci stordirono con il materiale di The Wall.E' un album da riassaporare nella sua integrità e soprattutto nella sua concisione.Qui infatti troviamo già tutti gli incubi di The Wall, ma espressi con una sintesi più incisiva.

lev (ha votato 9 questo disco) alle 12:13 del 29 agosto 2010 ha scritto:

pure qui ci aggiungo la mezza stelletta.

PetoMan 2.0 evolution (ha votato 6 questo disco) alle 18:01 del 13 settembre 2010 ha scritto:

Sheep è ottima, ma il resto mi sembra decisamente inferiore. Trovo che musicalmente sia un po' piatto. Non lo ritengo uno dei loro dischi migliori.

Totalblamblam (ha votato 7 questo disco) alle 21:52 del 13 settembre 2010 ha scritto:

RE:

ah finalmente hai sganciato un bel peto

sandra12 (ha votato 8 questo disco) alle 18:31 del 2 aprile 2011 ha scritto:

un buon disco schiacciato da quelli precedenti e dal seguente the wall , disco che accusa molto la politica allora operante .l'ho rivalutato con il tempo.

DucaViola (ha votato 8 questo disco) alle 11:01 del 6 aprile 2011 ha scritto:

Probabilmente mi ripeto. Ma considero Animals l'ultimo album dei veri Pink Floyd. The Wall mi ha sempre irritato. Troppo saccente, pomposo, levigato, "perfetto". Oltre al fatto che con il film hanno tutti iniziato a parlare dei Pink Floyd. C'è gente che si riempie la bocca di The Wall e non sa neanche chi è stato Syd Barrett. Animals è sicuramente meno ammiccante, con meno effetti speciali, ma racchiude alla perfezione la sintesi di una delle più grandi band di tutti i tempi.

REBBY (ha votato 6 questo disco) alle 12:12 del 6 aprile 2011 ha scritto:

Capisco, i teneri ricordi d'infanzia sono giustamente indelebili e fanno forse percepire le cose meglio di quelle che sono...eheh. Comunque è con The dark side che tutti hanno iniziato a parlare dei Pink floyd!

DucaViola (ha votato 8 questo disco) alle 14:27 del 7 aprile 2011 ha scritto:

RE:

Non esattamente con dark side... con dark side la prima metà del mondo, con the wall la seconda. I miei ricordi d'infanzia non hanno nulla a che fare con la maestosità di questo lavoro, e percepisco la bellezza delle cose con odierna lucidità. Cos'è un delitto non amare the wall? E' qualcosa che ha a che fare col non capirci nulla di musica? A me the wall non piace o piace poco.

REBBY (ha votato 6 questo disco) alle 15:20 del 7 aprile 2011 ha scritto:

The dark side è l'album più conosciuto e venduto in Italia e nel mondo. Questo sembrerebbe essere un dato oggettivo. Soggettivo invece è il capir di musica. Io amo i Pink floyd, non amo e non ho mai amato the Wall e non mi è mai piaciuto Animals. L'ultimo album che ho amato dei Pink floyd è stato, quando uscì, Wish you were here. Nonostante ciò penso che il meglio l'abbian dato prima.

FeR (ha votato 10 questo disco) alle 20:39 del 7 aprile 2011 ha scritto:

Il miglior disco dei Pink Floyd: Waters avrebbe dovuto schiacciare ben prima i comprimari per quel che mi riguarda, dati i risultati. Da qui a "The Final Cut" è una colata d'oro puro. Lunga vita a Roger.

countingcrow76 (ha votato 5 questo disco) alle 23:26 del 7 aprile 2011 ha scritto:

oh io lo trovo il peggior album dei floyd mentre the wall lo considero un grande album.spesso quando un album ha avuto un gran successo si tende (noi indie recensori o ascoltatori)a guardarlo con diffidenza ..sempre secondo me eh!

dalvans (ha votato 9 questo disco) alle 14:54 del 23 settembre 2011 ha scritto:

ottimo

Ottimo disco

Sidney (ha votato 10 questo disco) alle 23:54 del 27 settembre 2011 ha scritto:

Per me dopo The Wall il loro più grande disco.

Hey you, Whitehouse, Ha, ha, charade you are...

Utente non più registrato alle 14:32 del 28 settembre 2011 ha scritto:

musicalmente monotono, ripetitivo, e concettualmente un po' semplicistico. Se Waters la fa da padrone gli altri stanno a fare il compitino (con Wright relegato al ruolo di Session Man). insomma a parere mio un grave momento di stanca a livello compositivo per tutto il gruppo. Va ricordato che le canzoni qui presenti sono frutto del riciclaggio degli scarti di Wish you were here. Non c'è paragone tra questo album e Meedle per fare un esempio (Vogliamo paragonare una qualsiasi delle suite qui presenti con Echoes?), per non parlare di Wish you were here o Dark Side...semplicemente su un altro pianeta...

lev (ha votato 9 questo disco) alle 21:38 del 28 settembre 2011 ha scritto:

un quotone grande come una casa per sidney

Giuseppe Ienopoli (ha votato 7 questo disco) alle 16:14 del 29 settembre 2011 ha scritto:

Per Sidney

Puoi dire a dalvans di tornare ... so che lo conosci ... anche lev sente la mancanza e la sua mail è sconsolatamente vuota. Su Animals ... quasi convengo ...

scimmiadigiada (ha votato 4 questo disco) alle 17:58 del 29 settembre 2011 ha scritto:

Si salva solo "Sheep".

bart (ha votato 6 questo disco) alle 16:58 del 24 ottobre 2011 ha scritto:

Non male, ma sicuramente uno dei loro meno riusciti.

succino (ha votato 7 questo disco) alle 11:49 del 5 novembre 2012 ha scritto:

Un buon disco, musicalmente rispecchia la tendenza di quel 1977 comunque uno dei miei preferiti di quel periodo.

Per certi aspetti migliore anche del suo successore meno "teatrale" ma più compatto e coeso come bellezza delle canzoni.

nebraska82 (ha votato 8,5 questo disco) alle 22:54 del 5 novembre 2012 ha scritto:

dogs vale una carriera, disco tra i migliori del post barrett.

emuz (ha votato 10 questo disco) alle 21:03 del 22 novembre 2012 ha scritto:

Patrimonio del'Umanità!

Bearfluffy alle 19:11 del 10 aprile 2013 ha scritto:

Disco comprato a 11 anni su consiglio del cuginetto. Per me avvezzo alla disco si tratto' di fare i conti con la musica dei fratelli maggiori che sinceramente all'epoca odiavo abbastanza. Eppure al primo ascolto mi intrigo' non poco. Solevo metterlo su spesso. Purtroppo sullo stereo di Selezione.... Disco affascinante ed inquietante per la mia tenera eta'. Lo riascolto oggi su un impianto hi-end e a distanza di 36 l'effetto e' devastante. Sonorita' e arrangiamenti che si rivelano bellissimi e coinvolgenti. Per me il miglior disco dei Pink Floyd dopo The Dark Side...

loson (ha votato 10 questo disco) alle 19:18 del 10 aprile 2013 ha scritto:

Ti quoto assai... Per me è il loro migliore in assoluto, o al massimo spartisce il podio con The Piper.

rubenmarza (ha votato 9,5 questo disco) alle 10:22 del 15 aprile 2013 ha scritto:

musicalmente più ostico di classici quali The Wall o Dark Side, personalmente migliora di ascolto in ascolto. Dogs ha dei momenti davvero magnifici.

madcat (ha votato 10 questo disco) alle 14:42 del 15 aprile 2013 ha scritto:

da meddle a the wall (escludendo obscured by cloudes che per carità bello, ma non da 10) per me tutti da 10.

Lepo (ha votato 10 questo disco) alle 11:51 del 26 agosto 2014 ha scritto:

Splendido. Forse il migliore dei Floyd

galassiagon (ha votato 5 questo disco) alle 13:29 del 26 agosto 2014 ha scritto:

il peggiore disco dei Floyd anni 70

noia mortale fino a Sheep che un poco risolleva, suoni a parte il basso tra i più brutti mai sentiti (in particolare le tastiere)

zagor (ha votato 8 questo disco) alle 14:42 del 26 agosto 2014 ha scritto:

no dai, almeno "dogs" non si discute, pezzo clamoroso e uno dei migliori assoli di gilmour senza dubbio.

ProgHardHeavy (ha votato 10 questo disco) alle 11:05 del 8 settembre 2014 ha scritto:

Bellissimo. Il migliore dei Pink Floyd dopo Dark Side Of The Moon, a mio parere.

blaze94 (ha votato 8,5 questo disco) alle 15:48 del 5 novembre 2014 ha scritto:

Il top dei Pink Floyd post-Barrett. Un disco completo, senza sbavature, dai suoni a dir poco perfetti. Ogni membro della band dà vita alle creazioni di Waters con un feeling irraggiungibile con dietro un concept robusto e molto raffinato. Il vero capolavoro dei Pink Floyd di Roger Waters. Ha avuto solo la grandissima sfortuna di essere uscito prima di quell'aborto di The Wall, che di fatto l'ha oscurato anche troppo. Superiore anche a The Dark Side of the Moon che, lungi dall'essere un brutto disco (è anzi ottimo), rispetto ad Animals si perde a tratti un po' troppo in piacionerie beatlesiane nei suoni e non raggiunge l'equilibrio e la qualità di questo capolavoro

Pekisch (ha votato 9,5 questo disco) alle 7:34 del 25 novembre 2015 ha scritto:

Con tutto il rispetto ma ho la netta impressione che l'autore di questa recensione non abbia compreso appieno la tematica di questo assoluto capolavoro.

Mettere sullo stesso piano Pigs e Dogs, semplificare tutto con un duello tra "prodiani" e "berlusconiani" non è solo limitato ma è soprattutto completamente fuori tema!

Animals non è questo! Basta ascoltarlo e approfondirlo un po' per capire quanto la visione di Waters sia più "alta" e slegata da queste sfide da stadio!

I Pigs sono i potenti, tutti i potenti, indipendentemente dal colore politico, svolazzano nel cielo tranquillo (Pigs on the wings) mentre lì sotto cani e pecore se le danno di santa ragione.

I Dogs, cani da guardia appunto, vigilano perché tutto fli liscio, forze dell'ordine, rampante classe manageriale che si affanna a difendere gli interessi dei maiali con la speranza (inutile) di affiancarli un giorno nel loro volo beato.

Questo è Animals, una vera perla, un disco politico nel senso più nobile del termine.

Paolo Nuzzi (ha votato 9,5 questo disco) alle 14:47 del 6 aprile 2016 ha scritto:

Il mio disco preferito dei Pink Floyd. Un capolavoro senza tempo. La sola Dogs è un viaggio nell'iperspazio. "Just another sad old man, all alone, dying of cancer"...

Timeless (ha votato 9 questo disco) alle 12:24 del 23 agosto 2017 ha scritto:

Uno dei migliori lavori dei Pink Floyd, a parer mio.

Potente e spietato, il ponte perfetto tra la malinconia Di Wish You Were Here e la furia di the Wall. Mi piacciono tantissimo sia i testi che gli arrangiamenti, L'assolo di Dogs fa accapponare la pelle,peccato non poter ascoltare la prima registrazione di esso,cancellata per sbaglio da Waters. Disco con particolare e ben strutturato, capace di emozionare in molti momenti.