R Recensione

8/10

Van Der Graaf Generator

Still Life

 Il 1976 è un anno difficile per il progressive-rock, il movimento punk sta infatti mettendo a dura prova quella che fino a qualche anno prima era stata la musica per eccellenza : è in questo contesto che i riformati Van Der Graaf Generator di Peter Hammill si trovano ad agire.Dopo un gioiello grezzo come "Godbluff" incidono "Still Life", disco che viene generalmente considerato dai fans come il migliore della seconda fase.Si nota subito il cambiamento del "sound" del gruppo che è diventato più diretto e immediato, quasi a  voler mostrare il lato "live" della loro musica.Non si ascoltano più quindi "cattedrali" sonore in forma di lunghe suite ( spesso piene di sovraincisioni come "A Plague of Lighthouse..."  ) ma viene privilegiato un "sound" più compatto e minimale anche se il loro "feeling" originale in ambito prog resta sempre riconoscibile.

La critica e i fans della prima ora si divisero, per molti la magia dei primi dischi era svanita, in realtà il gruppo stava coraggiosamente seguendo il proprio percorso artistico senza facili concessioni al pop ma calandosi in una dimensione più consona ai tempi.I VDGG si stavano quindi adeguando meglio di altri gruppi al cambiare delle mode musicali dimostrando la loro natura essenzialmente artistica.

Il disco inizia con la memorabile melodia di "Pilgrims" : Hammill inizia a recitare sommessamente sorretto dall'essenziale organo di Banton e dal sax di Jackson, poi l'organo si colora di tonalità  cupe  fino all'esplosione folgorante del sax e della voce di un Hammill in forma strepitosa al canto.Sicuramente uno dei pezzi migliori del loro repertorio.La title-track "Still Life" è uno dei loro brani più drammatici di sempre, l'organo chiesastico e gotico sorregge le liriche di un Hammill che non tarda a sfogare la propria rabbia con il suo consueto timbro vocale.

"La Rossa" è un altro "standard" del gruppo, un classico che si avvale di una forza trascinate e coinvolgente, impossibile rimanere impassibili di fronte alla forza d'urto di questo pezzo."My Room" inizia invece in modo tranquillo e pacato con un'ottima melodia sorretta dal sax  e dal piano e con un Hammill misurato al canto, i ricami di Jackson al sax impreziosiscono poi la parte finale.Chiude l'album la lunga "Childlike Faith in Childhood's End" : il testo è una lunga e amara riflessione filosofica che indaga sulla tematica della morte.Anche questo brano è fra i preferiti dai fans ed è stato di recente riproposto dal vivo nella data italiana del tour che ha presentato i pezzi del nuovo disco "Trisector".

La critica ha sempre sottovalutato la seconda fase del Generatore ma riascoltando dischi come "Godbluff" e questo "Still Life" non si può fare a meno di apprezzare la qualità della musica che forse non raggiunge i picchi i "Pawn Hearts" ma si rivela sorprendentemene viva e fresca a distanza di 30 anni.Urge quindi rivalutare questa seconda incarnazione dei VDGG, un gruppo che in realtà non ha mai cessato di esistere come dimostra la recente reunion che ha portato alla pubblicazione di "Present" ( 2005 ) e "Trisector" ( 2008 ).

V Voti

Voto degli utenti: 8,9/10 in media su 17 voti.
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swansong 10/10
Moon 8/10
VDGG 9/10
David 8,5/10
REBBY 7,5/10
theRaven 9,5/10
B-B-B 9,5/10
Lelling 9,5/10
GiuliaG 10/10
brogior 8,5/10

C Commenti

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swansong (ha votato 10 questo disco) alle 18:22 del 26 novembre 2008 ha scritto:

Sì, sì!

swansong (ha votato 10 questo disco) alle 19:06 del 26 novembre 2008 ha scritto:

Sì, sì!

Come già detto in sede di commento agli altri (capo)lavori di Hammill & C. (vero Cesare?), reputo questo disco uno dei migliori, in assoluto, della band inglese e quindi, per proprietà transitiva, di tutto il (prog)rock dei settanta e oltre! Preciso che, secondo me, il valore assoluto del disco in questione è ulteriormente valorizzato proprio dalle considerazioni che facevi all'inizio della rece in merito all re-union dei nostri dopo una (giusta, meritata e salubre) pausa di riflessione artistica (come gruppo) fra il 71 (Pawn Hearts) ed il 75 (Godbluff). In realtà i tempi sono sì cambiati, e Hammill lo sà bene, ma la voglia di stupire e di proporre (a suo modo) qualcosa di nuovo e di diverso rispetto al passato la si sente tutta in queste splendide composizioni, più ancora che nel precedente Godbluff, che a me pare più avere le sembianze di un ripescaggio di out-takes del passato, rilette "à la mode", che di un qualcosa di veramente sentito o di loro reale appartenenza. Tanto è vero che il risultato non pare aver soddisfatto nemmeno gli stessi protagonisti se, a distanza di un anno, sorprendendo anche i critici più scettici che non li ritenevano ormai più in grado di rinverdire i fasti del loro sublime passato, propongono appunto Still Life, sorta di best of e summa della loro splendida carriera: canzoni come la title-track, Pilgrims, La Rossa sono lì a dimostrarcelo...a futura memoria! E mai più sarà come prima...per me, purtroppo, il loro "swansong"

cthulhu, autore, alle 21:40 del 26 novembre 2008 ha scritto:

Still Life

Si sono sostanzialmente d'accordo con il tuo commento anche se in realtà "Pilgrims" e "La Rossa" erano state composte durante le sessions di "Godbluff" ma non furono inserire in quel disco per motivi di spazio.Comunque mi piace molto anche lo stesso "Godbluff" e il sottovalutato "The Quiet Zone".

Ettore Derti (ha votato 8 questo disco) alle 11:12 del 3 dicembre 2008 ha scritto:

Ottimo lavoro e bellissima rece complimenti Cesare

Moon (ha votato 8 questo disco) alle 15:31 del 11 dicembre 2008 ha scritto:

altro che anno difficile il 76, per me il prog era già morto e sepolto, tranne alcuni "guizzi" pregevoli, come questo bell'album. Ma d'altronde, sono i Van der Graaf...

VDGG (ha votato 9 questo disco) alle 14:33 del 22 febbraio 2012 ha scritto:

Mentre altri gruppi dell'epoca, non solo in ambito progressive, sono in grosse difficoltà creative e di identità, i VdGG escono tra il '75 e il '76 con il trittico Godbluff, Still Life e World Record. La distanza così ravvicinata è il frutto di un momento di speciale creazione e di registrazioni effettuate in meno di un anno, in totale autonomia e senza produttore. Sebbene non al livello dei picchi creativi del passato, regalano "nuovi classici" come: The Undercover Man, Scorched Earth e The Sleepwalkers (Godbluff), Pilgrims, Still Life, La Rossa, Childlike Faith in Childhood's End (Still Life), e almeno Meurglys III, (The Songwriter's Guild)(World Record).

Nel '78, con un organico diverso, registrano il coraggioso live "Vital", titolo quanto mai azzeccato...

Ancora oggi, secondo me, insieme ai King Crimson, restano la band che più di chiunque altra è rimasta credibile, ha saputo rimanere fedele a se stessa, senza copiare ciò che di grande ha prodotto in passato, senza sbandierare reunion di musicisti imbolsiti...e non è poco di questi tempi...

VDGG (ha votato 9 questo disco) alle 14:01 del 29 settembre 2014 ha scritto:

Voto sbagliato il mio, D I E C I (e oltre...) a tutti i dischi dei VDGG almeno fino a questo

ProgHardHeavy (ha votato 10 questo disco) alle 20:36 del 28 settembre 2014 ha scritto:

Il mio preferito, e credo sia il loro migliore, pure più bello di "Pawn hearts". delle canzoni così belle poche volte le ho sentite. Immensi!

VDGG (ha votato 9 questo disco) alle 17:08 del 29 marzo 2016 ha scritto:

Magnifico quarantino...

donquijotedoflamingo340 (ha votato 9 questo disco) alle 12:40 del 22 agosto 2016 ha scritto:

Discone dei Van Der Graaf Generator. Il cui unico difetto è che non può essere il migliore, a causa di un certo Pawn Hearts.

brogior (ha votato 8,5 questo disco) alle 17:37 del 10 gennaio ha scritto:

Qualche gradino sotto il suo immenso predecessore ma ancora un album fantastico, erano rimasti gli ultimi paladini del prog!