R Recensione

9/10

Locanda delle Fate

Forse le Lucciole Non si Amano Più

La sorpresa della scoperta, il desiderio di possedere qualcosa di meraviglioso che nessuno conosce. Il sentimento contrastato di condividere il tesoro. Cedo.

"Quando il vento ancora si fermava un pò tra i miei capelli, inventavo favole, poi caddi giù, ma avevo già le mani in tasca...." Così si apre una delle opere più compiute del progressive italiano. Uscito nel 1977,  fuori tempo massimo, non ebbe alcun successo commerciale. Peraltro il potere evocativo di questo pugno di canzoni è enorme. I testi sono ispirati e l'interplay tra i musicisti è perfetto. Notevole la voce di Leonardo Sasso, gigante barbuto, via di mezzo tra Augusto e Francesco Di Giacomo. La produzione, appena un pò provinciale, è pulita e senza fronzoli ed il disco regge il confronto con i capolavori del preogressive italiano dei Museo Rosenbach, Alphataurus, Banco del Mutuo Soccorso e PFM.

La vena compositiva è alta per tutto l'album: Forse le Lucciole non si Amano Più, Profumo di Colla Bianca, Cercando un Nuovo Confine, Sogno di Eustunno, Vendesi Saggezza, sono perle da riscoprire. Il disco è naturalmente debitore dei gruppi di progressive inglese, della scena di Canterbury, ma il riferimento principale sono i Genesis di A Trick of the Tail (quelli post Gabriel ma con Hackett) ai quali i nostri si ispirano senza nasconderlo, soprattutto nelle parti strumentali.

Il pianoforte colpisce nel segno ogni volta, il mellotron è dolcissimo e tutto l'album è pervaso da una malinconia genuina che non fa mai male ma anzi induce al sogno.

La Locanda dell Fate si sciolse subito, dopo un solo disco, come gli amori più belli e passionali, ed ora Michele Conta, il tastierista ed co-autore delle musiche, esercita la professione di medico.

Siamo in buone mani.

V Voti

Voto degli utenti: 8,1/10 in media su 13 voti.
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bart 8/10
B-B-B 8/10

C Commenti

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swansong (ha votato 9 questo disco) alle 11:40 del 5 maggio 2009 ha scritto:

Capolavoro!

In un periodo storico in cui i grandi del prog italico anni 70 battevano allegramente la fiacca, questi sembrarono (almeno credo, io non c'ero ancora discograficamente parlando!) una ventata di aria fresca. Brani evocativi sia nelle melodie che nei testi e trame musicali struggenti (soprattutto negli arrangiamenti chitarristici). Molto debitori ad un certo sound vicino al Banco ed ai maestri Genesis, ma nel complesso mantennero una certa originalità. Pagarono, probabilmente, l'uscita discografica fuori tempo massimo, ma meritano comunque il massimo rispetto..

Mr. Wave (ha votato 8 questo disco) alle 12:26 del 5 maggio 2009 ha scritto:

Uno dei migliori esempi della scena nostrana "spaghetti-prog". Un disco che rientra a pieno diritto tra le più grandi e ispirate opere musicali di sempre, del Bel Paese. Formidabile l'interpretazione di Leonardo Sasso. [voto: 8.5]

Il Cantastorie (ha votato 8 questo disco) alle 19:41 del 10 maggio 2009 ha scritto:

Fantastico...

Recensione ineccepibile.

Disco ancora di più. Una di quelle cose che probabilmente gli inglesi ci invidiano.

Filippo Maradei (ha votato 9 questo disco) alle 11:51 del 12 agosto 2010 ha scritto:

Il miglior progressive "made in Italy" insieme al Banco, agli Area e al Balletto di Bronzo.

bart (ha votato 8 questo disco) alle 16:03 del 12 agosto 2010 ha scritto:

Fuori tempo massimo

Giusta affermazione. Il'77 non era proprio l'anno adatto per pubblicare un disco prog.

bart (ha votato 8 questo disco) alle 15:48 del 2 ottobre 2010 ha scritto:

Stupendo

Grazie Sandro. Mi ha fatto scoprire un disco davvero bellissimo. Un disco che ha avuto la disgrazia di uscire nell'"annus horribilis" del tanto celebrato movimento punk. Fosse stato pubblicato nei primi anni '70 forse la

Locanda delle Fate avrebbe avuto lo stesso riconoscimento di altri gruppi prog italiani come la PFM, il Banco, le Orme. Bella scoperta.

dalvans (ha votato 5 questo disco) alle 16:57 del 23 settembre 2011 ha scritto:

Tedioso

Stucchevole

Totalblamblam alle 16:38 del 13 ottobre 2013 ha scritto:

parole sante ! una noia mortale: tante note inutili

Utente non più registrato alle 21:57 del 5 marzo 2012 ha scritto:

Uno degli innumerevoli capolavori del prog nostrano, non li elenco tutti...

Utente non più registrato alle 14:22 del 7 agosto 2013 ha scritto:

...aggiungo che personalmente non sono d'accordo sul concetto di fuori tempo massimo...non mi risulta che la Musica abbia una data di scadenza, come lo yogurt...

Non c'è dubbio che l'attenzione degli ascoltatori si stesse spostando altrove, ma questo valeva non solo per il progressive, ma anche per gli generi. Lo stesso discorso vale per quanto riguarda la qualità, l'originalità e l'innovazione delle proposte musicali. Se qualcuno ha tentato e tenta di far passare per morto il prog si accomodi pure, ma dischi di questa bellezza contraddicono questa tesi: se un fenomeno musicale decretato per defunto riesce ad esprimersi ancora a queste vette...beh! che dire...avercene...

Anche la solita storia sul punk (quanto è durato???!!!...) non regge, in Italia poi, dove semmai erano i cantautori a farla da padroni...o la dance...

Le motivazioni, secondo me, sono altre: il "fisiologico" calo di creatività dopo anni in cui se n'era prodotta tanta, ma tanta...(ma gli altri generi esistenti cosa hanno espresso alla fine degli anni '70???!!!...) ma anche il progressivo disimpegno socio-politico-culturale che ha investito anche la musica.

swansong (ha votato 9 questo disco) alle 14:53 del 7 agosto 2013 ha scritto:

ma appunto! Guarda VDGG che diciamo le stesse cose. Il concetto del "fuori tempo massimo" non era certo legato alle qualità (elevatissime) del disco, ma al fatto che, forse, discograficamente pagarono dazio ad un'epoca musicale che si stava trasformando (in peggio) anche in Italia. Ma lode imperitura alla proposta ed al loro coraggio! Ne parliamo stasera và...

Utente non più registrato alle 15:30 del 7 agosto 2013 ha scritto:

Ciao swansong, tranquillo...tengo a precisare che il mio intervento non era riferito a te, ma ad una frase contenuta nella rece, che riprende l'argomentazione di certa critica e che ricordano post a cui ho risposto recentemente, ma che probabilmente non hai seguito.

classicsor (ha votato 9 questo disco) alle 14:59 del 13 ottobre 2013 ha scritto:

Disco di rara bellezza... come già detto, gli inglesi ce lo invidiano

Totalblamblam alle 16:49 del 13 ottobre 2013 ha scritto:

LOL dal min 10.25 con apice al 10.32

Lezabeth Scott alle 21:22 del 13 ottobre 2013 ha scritto:

Sfarfalla le dita su due tastiere contemporaneamente!

Totalblamblam alle 21:42 del 13 ottobre 2013 ha scritto:

e si perché gli inglesi amano il progr rock incondizionatamente quando si sa è il genere che più detetestano . this appalling think called progr rock ghghgh richard strange poi I hated it then wilko too much light show too much people playing keyboards like this ( ci si piega in due) and all that business e compare wankerman merlino a suonare il nulla dio quanto lo odio pure io LOL

classicsor (ha votato 9 questo disco) alle 15:11 del 13 ottobre 2013 ha scritto:

' Vendesi Saggezza' di una bellezza vista mlte poche altre volte

Utente non più registrato alle 20:41 del 13 ottobre 2013 ha scritto:

Immagino ci sia consapevolezza del fatto che, al contrario, c'è chi pensa che un genere come il punk sia invece irritante, poche note inutili e pesanti...

Totalblamblam alle 21:03 del 13 ottobre 2013 ha scritto:

sei più coatto di un assolo di ricky portera...a me fa solo sbellicare wilco che sbeffeggia in quel modo il progressive e sadly ha ragione .

Utente non più registrato alle 22:56 del 13 ottobre 2013 ha scritto:

stammi bene gas gas...

P.S. lez ma il gentiluomo qui è un tuo compagno di classe?!...

B-B-B (ha votato 8 questo disco) alle 14:20 del 8 aprile 2015 ha scritto:

Disco molto bello, ma quella voce non la riesco proprio a reggere