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R Recensione

6/10

Edison's Children

In The Last Waking Moments

"In The Last Waking Moments" è un disco che pur germinando da ambiti musicali strettamente riconducibili al new-prog inglese (uno dei due partner di questa ditta è Pete Trewavas, storico bassista dei Marillion e membro della band retrogressive Transatlantic), sa regalare suggestioni che travalicano alcune fra le soluzioni su cui il genere in questione tende ad indulgere. Il duo, che sviluppa e modella in modo autonomo la massa sonora di questo lungo lavoro, si dimostra sapiente nell'elaborare programmazioni elettroniche di notevole fattura, capaci di spostare altrove l'attenzione specialmente in situazioni in cui prevalgono panorami già conosciuti attraverso altre esplorazioni, più nobili e ben più ardite. La poderosa sferzata acid-hardrock di Outerspaced, la liquida psichedelia di Spiralling, l'ibrido synth-floydiano di Fallout (Of The 2nd Kind), le indisciplinate stranezze di The “Other” Other Dimension (avessero indugiato di più su questi lidi…), la suadente malinconia della title-track, mettono in luce un progetto che se opportunamente sostenuto da un "gruppo vero" potrebbe acquisire maggiore spessore e una dimensione più meritevole di essere percorsa. Per ora ai due poli abbiamo Pete Trewavas (molto versatile come strumentista e come compositore, troppo spesso sottovalutato dai refendeum “tecnici” dei migliori bass-player in circolazione) e Eric Blackwood (voci,chitarre, synths). Quest’ultimo ha avuto una carriera artistica decisamente più frammentaria, alternandosi fra varie band dagli esiti commerciali incerti, ruoli di session-man ed esperienze nel mondo del cinema come autore e come tecnico di effetti speciali: dopo circa dieci anni nei quali è stato lontano dalla vita attiva come musicista, ha deciso di tornare alle sue origini, ben radicate tanto nel progressive quanto nella psichedelia. Ma se nell’album le sue finezze chitarristiche appaiono ben evidenti, la sua prestazione vocale risulta soltanto adeguata alle atmosfere di fuggevole suggestione a cui essa rimanda, senza coinvolgere troppo dal punto di vista emozionale. In supporto accorrono gli amici del giro dei Marillion: Ian Mosley, Steve Rothery, Mark Kelly, Steve Hogarth – rispettivamente batteria, chitarra, tastiere, voci – contribuiscono non poco a edificare l’efficacia della lunghissima The Awakening.

Agli amanti del new-prog, “In The Last Waking Moments” saprà regalare paesaggi di dai colori ben definiti e strade sicure da percorrere. In questo viaggio rari sono i momenti in cui l'imprevisto sorge disattendendo i piani dell'escursionista in ascolto. Per alcuni questo è esattamente ciò che un viaggio siffatto deve garantire: nessun cambio in corsa delle prenotazioni effettuate, nessuna variazione di itinerario. Io la penso diversamente, considerando la serendipità come l’elemento chiave per dare significato ad un percorso di scoperta. E questo album è decisamente parco di sorprese e gli Edison’s Children risultano essere dei professionali promoter turistici la cui priorità, salvo qualche momento di intemperanza, è quella di assicurare il pieno rispetto del programma sottoscritto dai clienti più fedeli.

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