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R Recensione

7/10

Steeplejack

Dream Market Radio

Gli Steeplejack - una delle migliori formazioni italiane dell’ondata della neopsichedelia degli ’80 - tornano con un nuovo doppio album intitolato “Dream Market Radio” pubblicato in collaborazione da tre piccole e valide etichette underground come Area Pirata, Psych Out e Rock Bottom.

Sono stati uno dei pochi gruppi di quella stagione creativa a potersi definire realmente psichedelici. L’album è diviso in quattri parti tematiche ed è un autentico viaggio allucinato e psichedelico che vi proietterà verso antiche e sconosciute costellazioni. Le influenze sono sempre le stesse: primi Pink Floyd, Syd Barrett, 13Th Floor Elevators, Captain Beefhart, il blues sporco e il folk americano acido. Il tutto viene rivisitato in maniera personale con grande originalità e talento visionario. L’iniziale “Matter Of Dreams” è una cavalcata lisergica che spalanca orizzonti fantmagorici .

Sembra di ritornare alle atmosfere della mitica “No One’s Land” di “Pow Wow” (l’album capolavoro del 1988) come se il tempo non fosse mai trascors. Bella anche la successiva “There Was A Time” mentre “(The Horse Of The) Knight Errant” è una lunga traccia blues acida – dove incontriamo il fantasma di Captain Beefheart - che diventa astratta creando paesaggi allucinati. “Gallows Pole” è una ruvida rivisitazione di un traditional blues. “Longitudes And Latitudes” è una traccia molto “barrettiana”: si tratta di un piccolo gioello psichedelico.

L’album nel suo insieme non ha cadute di tono e mantiene sempre la giusta tensione. “Behind The Sun” è un’altra cavalcata stellare che ricorda “Under A Thumb Of Stars” sempre dall’immenso “Pow Wow”. “Ladybird” è invece una stupenda composizione acustica e folk. E’ una musica che fa risuonare gli echi della natura come in “Song For The Last Level” dove siamo accompagnati dal frinire delle cicale e ricca di momenti intimisti e mitici come nell’acustica “Wild Oat And Stones”.  Con “All The Time All The Time All The Time” entriamo in territori lisergici improvvisati con la chitarra di Curadi che richiama le mitiche improvvisazioni acide dei Quicksiver Messenger Service e dei Grateful Dead. Chiudono il disco una cover stravolta di “Kandy Korn” di Captain Beefhart e “Dam”, un’altra traccia  liquida e astratta.

 Il cd allegato contiene anche una ghost track ovvero la versione dal vivo di “All The Time All The Time All The Time”. “Dream Market Radio” è un album monumentale, un grande affresco di psichedelia che conferma tutto il valore dei geniali Steeplejack.

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