R Recensione

8/10

The Flaming Lips

The Dark Side Of The Moon

Ma come si permettono questi? Solo perchè hanno sfornato il miglior disco di psichedelia del 2009 (ex-equo con gli Oneida ovviamente) adesso i Flaming Lips si ritengono talmente belli da poter prendere uno degli album più importanti della storia (il più venduto di sempre forse?), nonché il più rappresentativo dei Pink Floyd (no dico: i Pink Floyd! Mica il gruppetto garage sconosciuto che bazzicava in squllidi garage dell’Arizona), e risuonarlo interamente strapazzandolo da capo a coda. Ci manca solo che Beck risuoni Velvet Underground and Nico e poi abbiamo visto tutto…

Ma dico, come si permettono? E non pensano a tutti quei fan possibili-infastiditi come il sottoscritto che ormai come secondo nome si presenta da anni su internet con un nick la cui seconda parte è “floyd” (ovviamente non omaggiante il bluesman Floyd Council)? Certo che ci avranno pensato, e probabilmente si sono risposti che ce ne potevamo andare tutti affanculo, tanto per accodarsi agli inviti cordiali dei nostrani Zen Circus. E hanno fatto bene a pensare così diamine! Perché la loro fottuta rivisitazione (con la compagnia e il supporto di Peaches e soprattutto Henry Rollins, sì proprio lui) è quanto di più fico potesse essere fatto con il celebre lato oscuro della Luna.

Prendiamo l’iniziale Speak to me/Breathe che sconvolge la mansuetudine dell’originale Breathe portando alle estreme conseguenze il tremore appena accennato nell’originale apertura floydiana di Speak to me. Ne viene fuori un pezzo in cui sembra che i Pink Floyd siano stati investiti da un treno elettro-wave guidato di comune accordo da Oneida e Suicide. Una cavalcata metallica in cui tamburi krauti accompagnano un riff metallico asfissiante e una serie di chitarre acide che sciolgono, anzi liquefano letteralmente la dolcezza del cantato.

Il viaggio già all’epoca avveniristico  di On the run diventa qui completamente cibernetico, alienante e digitalizzato. Tra i due mondi l’informatizzazione di massa e la stagione dell’ecstasy, dei rave, dell’house. È il sacrilegio più grande che si potesse concepire quello di far muovere il culo con un pezzo dei Pink Floyd, eppure è stato fatto. Ed è una gran ficata. Irriconoscibile anche la partenza di Time/Breathe: lo scandire del tempo non è più affidato agli orologi squillanti ma ad una serie di colpi di tosse accompagnanti un sound vigoroso ed enfatico che eleva la tensione al massimo prima di ricondurre alla quiete con un intermezzo vocale classico e di terminare con la ripresa del solido groove di Breathe.

Poi arriva The great gig in the sky e rimani storido dall’arditezza con cui viene trasformato il sensuale canto di Clare Torry, qui talmente deformato da diventare quasi un inno alla tortura, all’orrore e alla schizofrenia. Solo nella prima parte però, con l’esperimento vocale accompagnato dalle solite basi sonore robuste ed invadenti, mentre nella seconda si torna all’originale, tra soavità e corposità soft. Money è uno stravagante vocoder sventrato e “spettralizzato” che porta avanti l’opera di desacralizzazione, anche se l’impressione è che stavolta si pecchi un po’ di incisività.

Us and them porta alle estreme conseguenze l’effluvio continuo di tastiere-synth aggiungendo una maggiore attenzione all’effettistica digitale (con l’innesto di un sibilo siderale di memoria Schulziana) e, stranamente, moderando il brano in versione più morbida rispetto all’originale, spogliandolo di inquietudini e ripartenze per precipitarlo in una vasca colma di tessuti sonori pregiatissimi e luccicanti. Il contraltare è Any colour you like, vivace svolta kraut-black con uno strumentale-calderone in cui diventa impossibile stabilire dove finisce un contorto elettro-funk e dove inizia una guitar-psichedelia acida destabilizzante.

Brain damage segue in parte l’originale classico ma è l’ultima quiete prima della tempesta, peraltro turbata dall’effettistica aspra e low-fi che in contrasto con la soavità del cantato sembra l’intrusione di Alien nel paese delle meraviglie di Alice. Eclipse è l’apoteosi finale: se già l’originale era un gioiello assoluto i Flaming riescono a spazzarlo via con con un groove ed una scarica eversiva geniale, grazie soprattutto ad un giro spettacolare di un basso funambolico.

Sono sicuro che Waters, Gilmour e Mason (e da lassù o da laggiù anche Wright) siano ben contenti di quello che i Flaming Lips abbiano fatto con il loro capolavoro. Dark side on the moon entra nel terzo millennio, e per i Flaming Lips non c’era modo migliore di condurlo per mano impregnandolo delle sonorità sperimentate del sublime Embryonic. Un sentito ringraziamento quindi ai campioni della psichedelia di ieri e a quelli di oggi.

Sito-Blog - http://www.flaminglips.com/  

Myspace - http://www.myspace.com/flaminglips  

Video   On the Run (live) - http://www.youtube.com/watch?v=P8oavkYHImc  

Breathe (live) - http://www.youtube.com/watch?v=GnP8-xofiz8&feature=related  

Time/Breathe (video) - http://www.youtube.com/watch?v=ZgchmhStv4I

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anes 7,5/10
ThirdEye 6,5/10

C Commenti

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icominto alle 0:38 del 13 gennaio 2010 ha scritto:

mah!!! lo ascolterò.....

REBBY (ha votato 6 questo disco) alle 9:58 del 13 gennaio 2010 ha scritto:

Eh si,sul sito di Beck è già iniziata la coverizzazione dei V.U.! Questo è un curioso

omaggio che ripropone all'attenzione l'album

più famoso dei P.F. (penso anch'io che loro

dovrebbero essere contenti) "sporcandolo" con

arrangiamenti in genere più "grezzi" e "cattivi".

Una curiosità appunto, ma non uno dei miei album

preferiti del 2009. Dal mio punto di vista avrei

trovato semmai più interessante la scelta di

trasformare e dilatare brani tratti da Piper... o da Saucerful..., magari alla stregua di quanto fatto dai P.F. stessi nel live di Ummagumma (e

magari non gli stessi). Forse in questo caso non

sarebbe stata una semplice curiosità, poichè ci

sarebbe stata più attinenza tra le due band. Ah,

Floyd, forse non ci crederai, ma quand'ero un

pischello, in alcune "festine", noi provavamo a

muovere il culo anche con i P.F. originali (per

fortuna non ci sono documentazioni, visto che non

c'erano ancora i videofonini eheh).

Luca Minutolo (ha votato 7 questo disco) alle 10:44 del 13 gennaio 2010 ha scritto:

Un buon esperimento. Ulteriore conferma della dote compositiva delle "Labbra Infuocate", che non si limitano alla banale emulazione, ma che fanno propri i pezzi di uno dei cardini assoluti della storia del rock e non solo....

bargeld alle 12:05 del 13 gennaio 2010 ha scritto:

Ci ritorno su anch'io! Ma il disco è in vendita? O a distribuzione carbonara?

salvatore (ha votato 6 questo disco) alle 16:08 del 13 gennaio 2010 ha scritto:

A far muovere il culo con un pezzo dei pink floyd ci avevano già provato gli scissor sisters. Con successo, secondo me. Poi ognuno lo muove sulle note che preferisce, ben inteso... Curioso, lo ascolterò, sebbene non ami particolarmente questi tributi.

Peasyfloyd, autore, alle 17:10 del 13 gennaio 2010 ha scritto:

i maledetti scissor sisters... non me li ricordare che mi viene male!

Il disco è uscito solo su itunes per natale, quindi non cercatelo nei negozi (per ora).

salvatore (ha votato 6 questo disco) alle 17:19 del 13 gennaio 2010 ha scritto:

Ok, mi rimangio quanto detto Non sapevo della tua avversione per gli SS (non li nomino nemmeno ). Però dai non era malaccio quella comfortably numb... Ok, dai, scusa, come non detto...

Peasyfloyd, autore, alle 17:49 del 13 gennaio 2010 ha scritto:

eheh

non so perchè ma li odio. Una delle calamità degli ultimi anni. Però boh sarà che ho qualche problema in generale con questo pop lustrato molto effemminato...

Utente non più registrato alle 22:00 del 13 gennaio 2010 ha scritto:

Per me Beck è libero anche di suonare Revolver e Hunky Dory di Bowie.

REBBY (ha votato 6 questo disco) alle 8:37 del 14 gennaio 2010 ha scritto:

Per il momento pare abbia coverizzato anche Songs

of Leonard Cohen, ma vista l'autorevole autorizzazione ...

Utente non più registrato alle 14:35 del 14 gennaio 2010 ha scritto:

RE: rebby

è libero, mica autorizzato. Basta con questo linguaggio da caserma XD.

REBBY (ha votato 6 questo disco) alle 15:33 del 14 gennaio 2010 ha scritto:

Ma si, libero od autorizzato che sia, di sicuro

coverizzerà quello che gli pare, non curandosi di me o di te. Per adesso le notizie (che io ho) sono

che ha cominciato con i 2 album che ho detto e

che, mi pare di aver capito, che continuerà con

altri ancora, magari anche con quelli che hai citato tu...

fabfabfab alle 17:39 del 14 gennaio 2010 ha scritto:

RE:

Oibò, e non si può proprio fare niente? Che ne so, un attentato...

REBBY (ha votato 6 questo disco) alle 17:56 del 14 gennaio 2010 ha scritto:

Ma no dai (eheh). Da quello che ho capito fa queste cose registrando tutto in presa diretta

in una giornata con altri musicisti amici (diversi

ogni volta) giusto per divertirsi. Poi mette il

risultato in ascolto sul suo sito senza chiedere grana. E poi se non piace l'idea basta non ascoltarle.

fabfabfab alle 18:13 del 14 gennaio 2010 ha scritto:

RE:

Beh (anzi, Beck) così, senza pretese, si può anche accettare...

Luca Minutolo (ha votato 7 questo disco) alle 10:06 del 15 gennaio 2010 ha scritto:

Attualmente si stà occupando di Skip Spence...

Dr.Paul (ha votato 6 questo disco) alle 21:03 del 15 gennaio 2010 ha scritto:

lol, simpatico, certo speriamo nn diventi una moda...

salvatore (ha votato 6 questo disco) alle 22:33 del 22 gennaio 2010 ha scritto:

So che non è questo il luogo adatto, ma non riesco a registrarmi e a lasciare commenti su "storia dei film" (qualcuno sa dirmi come ovviare?). PeasyFloyd dimmi che la recensione e il relativo voto (2 stelle e mezzo) a "Luci d'inverno" sono uno scherzo. Capisco il gusto soggettivo, la lentezza del film (che non necessariamente è un difetto, basti pensare alle filmografie di artisti quali Bresson o il nostro Antonioni), ma stiamo parlando di un capolavoro, una delle vette di Bergman. E non voglio fare l'intellettualoide, bene inteso... Ma una stroncatura del genere mi riesce veramente incomprensibile.

bargeld alle 22:37 del 22 gennaio 2010 ha scritto:

Ciao Daniele, non è necessario ri-registrarsi, puoi accedere con gli stessi dati che usi qui su SdM. Non riesci nemmeno così?

Peasyfloyd, autore, alle 23:02 del 22 gennaio 2010 ha scritto:

non intendo parlare di Bergman in coda ad una recensione dedicata ai Flaming Lips eheh

salvatore (ha votato 6 questo disco) alle 23:39 del 22 gennaio 2010 ha scritto:

Non sia mai, PeasyFloyd... eheheh. Puoi tranquillamente rispondere al mio messaggio (qualora lo volessi) in coda alla recensione del film o mandandomi un messaggio sul mio profilo. Io l'ho fatto solo perchè non sapevo come fare altrimenti... Per me è piuttosto indifferente il canale di comunicazione...

Bargeld, io provo a loggarmi con i miei dati di stm, ma o dice "errore di passaggio dati" oppure li accetta, ma quando clicco su commenta li perde nuovamente... insomma, non lo so... cmq ti ringrazio per l'interessamento ah, poi il disco l'ho sentito. Piacevole...

lev (ha votato 7 questo disco) alle 12:56 del 2 febbraio 2010 ha scritto:

buon diversivo, soprattutto per chi come me ormai "the dark side of the moon" lo conosce a memoria.

anes (ha votato 7,5 questo disco) alle 5:17 del 13 agosto 2012 ha scritto:

interessante rivitazione in chiave kraut, Alcuni pezzi sono forse un po' indigesti ma, nel complesso, fanno la loro bella figura.

pinKCrimson (ha votato 8 questo disco) alle 12:19 del 17 marzo 2015 ha scritto:

Grandi Flaming Lips !! Gli unici, secondo me (che amo i Pink Floyd sopra ogni altra cosa) ad essere riusciti a reinterpretare degnamente i pezzi dei PF. Un intero album poi... e che album !! D'altra parte i FL iniziarono così: rubando degli strumenti musicale in un negozio per poter suonare nel loro garage i pezzi dei Pink Floyd. Si vede che ce li hanno nel DNA. Bene...bravi...bravissimi.... BIS !!!!