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R Recensione

6,5/10

23 and Beyond the Infinite

Dumbo Gets Drunk

Sulla buona strada. Questo si può dire ascoltando l'EP autoprodotto dalla band di Benevento 23 and Beyond the Infinite. Una proposta interessante a partire dal titolo, Dumbo Gets Drunk, che rimanda esplicitamente -a voi la libera interpretazione circa un motteggio polemico o un innocente gioco di parole- ai connazionali Dumbo Gets Mad. Ben più ricercati e arty, questi ultimi, mentre la proposta della band beneventana trae forza da una cruda espressività dominata da un chitarrismo abrasivo e dirompente.

Una proposta che, nel suo avere come influenze dirette band contemporanee come Black Angels e Dead Meadow, dimostra anche un'interessante connessione con gli anni Ottanta di Spacemen 3, Loop e compagnia, in bilico tra neo-psichedelia e fragori proto-shoegaze.

Si parte con l'incedere minaccioso di Return to the Stars, con quella chitarra solista tagliente che solca un fitto addensarsi elettrico destinato alla deflagrazione finale, continuando con lo splendido lavorio armonico di In Your Arms/Into My Ocean, dominata da un solido basso immerso in soluzioni chitarristiche sfumate e acide. Si procede con le fragorose espansioni shoegaze di Kicked in the Past, che mescola sapientemente dinamiche post-punk a sferzate neo-psych di marca Brian Jonestown Massacre, chiudendo le danze con l'ultima No Longer A Dream, impattante cavalcata heavy-psych.

Un lavoro dal respiro internazionale, che nonostante il formato ridotto (la scelta di uscire con un Ep restituisce una prova incompiuta) riesce ad intrigare e a creare ottime aspettative per un futuro album d'esordio. Antenne tese.

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Voto degli utenti: 7,5/10 in media su 1 voto.
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