V Video

R Recensione

7,5/10

Aedi

Ha Ta Ka Pa

Cosa può venir fuori dall'incontro tra una label polacca (la Gusstaff Records), un produttore tedesco (Alexander Hacke degli Einstürzende Neubauten) e una band maceratese? La risposta sta tutta in Ha Ta Ka Pa, brillante secondo LP degli Aedi, capaci con i loro nove pezzi cangianti e sfrenati di licenziare un piccolo gioiellino art-punk.

La formula degli Aedi è fatta di innesti e mutazioni, in un incedere mai uguale a se stesso, votato allo straniamento e ai saliscendi irrispettosi e caustici. Si passa quindi dalla psichedelia misticheggiante (Yaca e la lunga suite di Prayer of Wind) al piglio post-punk (l'oscura e chirurgica Nero), scandagliando lo spettro sonoro tra attimi di (relativa) quiete (la ballad pianistica Tomasz) e catartiche sfuriate noise. Si prenda la prima Animale: il riff muscolare della chitarra è affiancato allo stridere del farfisa, mentre su tutto spicca la voce -oltremodo versatile- di Celeste Carboni, capace di dominare il brano fino al freak out conclusivo, orgia strumentale di dissonanze e feedback. È la successiva Idea però ad assestare il primo colpo da maestro. Dopo una lunga intro percussiva ecco uno strato di chitarroni noise ad arroventare l'atmosfera, per poi -in un attimo- mutare in un arabesco etno. La voce della Carboni è qui superba (una sorta di Lisa Gerrard in veste indie), come ottimi sono i fraseggi chitarristici che danno vita a trame fitte e sinuose che conducono al roboante esploit del finale. La placida elettroacustica di Rabbit On the Road è solo un pretesto per un'evoluzione al fulmicotone, mentre la spigliata (ed anthemica) Fohn è la definitiva prova di un songwriting più che maturo, equilibratissimo nel suo ondeggiare tra intermezzi ludici e addensamenti sonori mozzafiato.

Ha Ta Ka Pa ha il grande merito di dimostrare un grande coraggio nel lanciarsi in alchimie slegate da ogni categorizzazione netta, per un'impressionante calderone di intuizioni. Certo, un po' più di linearità non guasterebbe, ma abbiamo comunque di fronte uno dei lavori italiani più originali degli ultimi anni. Lunga vita agli Aedi, già una grande promessa del panorama indie contemporaneo.

V Voti

Nessuno ha ancora votato questo disco. Fallo tu per primo!

C Commenti

Non c'è ancora nessun commento. Scrivi tu il primo!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.