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R Recensione

8/10

Verdena

Wow

Ho sempre considerato il percorso dei Verdena come un ottimo esempio di maturazione progressiva, lineare e costante. Una carriera impeccabile, in una parola. In breve, con il primo album prevaleva un approccio alternative che univa la rabbia grunge al nervosismo dei primi Placebo. Con Solo un Grande Sasso si faceva un netto passo avanti dilatando ed irrobustendo le architetture sonore. La summa di questa ricerca trovava l'apice nello splendido e definitivo (con il pregio della sintesi) Il Suicidio dei Samurai: un gioiellino di alternative rock in grado di stare a fianco di mostri sacri della recente scena italiana come Marlene Kuntz e Afterhours. La conferma definitiva dunque, la chiave di accesso al sacrario rock di noi altri. Ed ecco che però i Verdena non si siedono sugli allori, anzi, fanno uscire dopo tre anni Requiem, un'altra prova di coraggio e sperimentazione, dove prevale l'attitudine psichedelica e dove si allarga sensibilmente lo spettro sonoro.

Ed eccoci al 2011: dopo quattro anni i nostri dimostrano di essere vivi più che mai e di avere un mare di idee da sviluppare. E questa volta si tratta di una messa in discussione radicale del sound cui eravamo abituati. Certo, le origini più prossime si trovano nel già citato Requiem, come è vero che l'anima della band è sempre la stessa... Ma questa volta c'è da rimanere spiazzati dallo strabordare di materiale, dall'esplorazione dei più disparati ambiti sonori: dal pop alla psichedelia, dallo stoner al rock alternativo, dagli anni '70 all'elettronica. Si è parlato di un Mellon Collie nostrano e la cosa non è poi così azzardata: Wow, con i suoi 27 pezzi (si tratta di un doppio album) e la sua enciclopedica onnicomprensività pare avere tutte le carte in regola per meritarsi questo paragone.

Generato da un isolamento forzato (segno ulteriore della validità artistica di un gruppo che non si è mai appiattito o adagiato nell'autocitazionismo), registrato nel loro Henhouse Studio, Wow ci si presenta come una creatura curatissima e scalciante, caleidoscopica e intrisa delle sensibilità ed esigenze del tutto personali di tre musicisti che sono maturati abbastanza ed ora...fermentano.

Il pianoforte, il pop, una canzone dotata tanto della visionarietà barrettiana quanto della solidità melodica della migliore canzone italiana. Tutti elementi che troviamo in composizioni come Scegli Me (Un Mondo Che Tu Non Vuoi), ballata intensa e ricchissima, Le Scarpe Volanti, che sfodera un indimenticabile giro di basso e rimanda con genialità ad un'impostazione molto vicina a certi MGMT, Castelli in Aria, morbido brano adagiato su una linea di synth intrisa di umori acidi, E' Solo Lunedì, cadenzato dai rintocchi di piano e ancora la leggerissima eleganza di Nuova Luce. Il meglio però ci giunge dalla bipartita Sorriso in Spiaggia, vero e proprio alfiere nel rappresentare la conquistata padronanza di un pop incredibilmente fantasioso, mutevole ed assolutamente irrefrenabile nel suo saltellare da un tema all'altro.

Non si perde certo la carica rock che da sempre scuote la produzione del trio: lo dimostrano pezzi del calibro di Loniterp, gonfia di tutta la maestria verdeniana e impreziosita da un'aumentata profondità di vedute, da sviluppi strumentali mozzafiato, granitiche esplosioni rock e divagazioni sperimentali tutt'altro che superflue (il doo wop conclusivo è qualcosa di davvero straniante). Cosa dire poi del martellare pesantissimo, al limite dell'industrial, della roboante Mi Coltivo, stupenda nel suo intrecciare inserti di chitarra solista anni '70 (nelle sue varianti hard e psych) al classico stile febbrile del gruppo, sempre al massimo dell'espressività anche in Lui Gareggia, nell'heavy psych imponente di Attonito, nella baraonda di Rossella Roll Over, nell'irrefrenabile delirio stoner di Sul Ciglio.

La pregnanza acida aumenta a dismisura in pezzi come Per Sbaglio, ricolma di soluzioni stordenti, di intermittenze elettroniche, di sviluppi mutevoli e circolari, ma anche di una curiosa marca cantautoriale alla Bianconi (ascoltare l'intro per credere...). E' in brani come questo che pare decisiva la tappa di Requiem, capace di riuscire dove Solo un Grande Sasso non riusciva, ovvero nell'approfondimento delle parti strumentali e nel superamento dei confini della canonica forma canzone. Anche in ballate morbide e dense come Grattacielo si riesce comunque ad imprimere un forte mood psichedelico fatto di dilatazioni e riverberi, incedere ipnotici e trame levitanti. Ma quando si parla di spettro sonoro a 360° si dice sul serio: un brano come il singolo Razzi Arpia Inferno e Fiamme mette in gioco un curioso space folk che farà compagnia alla dolcissima e ariosa Il Nulla di O., all'altrettanto disarmante Tu e Me, allo splendido country folk (!?) di Canzone Ostinata (con tanto di steel guitar) e alla sopita e distesa Letto di Mosche e ai suoi preziosismi di chitarra acustica.

Gli intermezzi giocosi e distensivi di A Cappello e 12,5 mg contribuiscono a dare fluidità e leggerezza ad un doppio album dove le ripartizioni stilistiche non sono da intendersi come blocchi immobili, ma intenti a fondersi tra loro in un continuo dialogare, intrecciarsi e richiamarsi.

In conclusione siamo di fronte al vertice della produzione dei Verdena, un condensarsi della loro storia e della loro dirompente creatività. La loro capacità compositiva, le loro armonie, le loro trovate melodiche acquisiscono una stazza ed una magniloquenza mai raggiunta prima d'ora.

Salutiamo quindi Wow, quinto lavoro dei Verdena, come un trionfo non solo per la band, ma per il rock italiano tutto.

C Commenti

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ThirdEye (ha votato 6 questo disco) alle 17:15 del 19 gennaio 2011 ha scritto:

Wow?

Non ho mai amato i Verdena, davvero. Questo forse è il migliore che han mai prodotto, a mio avviso, anche se un solo album era meglio. Ha dalla sua belle canzoni ( Loniterp, Per Sbaglio, Tu e Me...) ma anche molti momenti pallosi. Comunque il loro primo album ad essermi piaciucchiato, per quanto derivativo (Lennon, Barrett ecc ecc) e troppo lungo..

Charisteas (ha votato 9 questo disco) alle 23:18 del 21 gennaio 2011 ha scritto:

Alcuni momenti di grandi Verdena (soprattutto nel primo disco: Loniterp, Miglioramento, Le Scarpe Volanti, Sorriso In Spiaggia 1-2) e un gran disco di rock alternativo italiano. Davvero una sorpresa il fatto che non ci siano momenti di noia lungo tutte le 27 canzoni. E poi chiamare il primo singolo Razzi Arpia Inferno e Fiamme è puro spettacolo.

fgodzilla (ha votato 9 questo disco) alle 14:33 del 24 gennaio 2011 ha scritto:

Mai titolo fu piu azzeccato

per ora non aggiungo altro

Filippo Maradei (ha votato 8 questo disco) alle 21:15 del 24 gennaio 2011 ha scritto:

Semplicemente quello di cui l'Italia avevo davvero bisogno da un po' di tempo: alternative-rock sincero, viscerale, creativo; bellissimi i testi, e il modo sottile e trasparente con cui sono esposti. E molto buona anche la recensione, che immagino per nulla facile.

Harlan1985 (ha votato 9 questo disco) alle 10:27 del 26 gennaio 2011 ha scritto:

Non mi hanno mai fatto impazzire...

...ma questo disco è uno spettacolo. Non si trovava tanta qualità (e quantità) da un bel po' di tempo, in un disco italiano.

vittorio (ha votato 8 questo disco) alle 20:37 del 7 febbraio 2011 ha scritto:

RE: Non mi hanno mai fatto impazzire...

assolutamente dalla tua parte

NathanAdler77 (ha votato 8 questo disco) alle 18:18 del 31 gennaio 2011 ha scritto:

Adoratorio

Gran doppio, finalmente una via credibile e personale alla psichedelia tricolore: testi acidi e musiche sulla scia del miglior Battisti anni Settanta, stavolta Alberto Ferrari & co. mettono buona parte degli "alternativi" italiani al tappeto (e non solo). Voto "Scegli Me", "Lei Disse", "Loniterp", l'hard granitico di "Attonito" e lo stupefacente dark-shoegaze "Mi Coltivo", ma è tutto l'intero mosaico di "Wow" a farne uno degli album dell'anno.

bill_carson (ha votato 5 questo disco) alle 23:30 del 2 febbraio 2011 ha scritto:

insomma...

a me non ha convinto tanto. la voce rimane troppo sotto e riesce a rendere noiosi anche i passaggi più stimolanti. mai piaciuti loro, ma il talento gliel'ho sempre riconosciuto e questo lavoro lo conferma. nel complesso mi annoia, ma gli spunti interessanti non mancano. 5/6

Marco_Biasio (ha votato 7 questo disco) alle 22:43 del 4 febbraio 2011 ha scritto:

Ho dovuto ascoltarlo parecchio per farmene un'idea. Apprezzo il tentativo (riuscito) di non fare per l'ennesimo disco la cover band italiana dei Motorpsycho. Così come apprezzo la svolta pop di alcuni brani in particolare ("Scegli me", "Nuova luce", la più rumorosa "Rossella Roll Over"). Resta il fatto che, con tutti i pregi di questo mondo, sento questo doppio più come uno zibaldone che omaggia i propri ascolti d'infanzia, piuttosto che come la reale evoluzione di una band finalmente matura e pienamente in possesso delle proprie facoltà. C'è sicuramente qualche momento di stanca, soprattutto in coda al primo disco, che ritengo nettamente inferiore al secondo (bellissimo il singolo, però) e, quello che mi urtica più di ogni altra cosa, i testi. Ora, quelli dei Verdena non hanno mai voluto dire niente, ma c'è nonsense e nonsense: queste sono proprio parole buttate a caso senza nemmeno senso logico al loro interno. Ad alcuni può affascinare... a me dà sinceramente fastidio. Che facciano tutto strumentale, a questo punto. Comunque buono. Ottime "Badea Blues", "Canzone Ostinata" e "Adoratorio".

paolo gazzola (ha votato 7 questo disco) alle 10:56 del 7 febbraio 2011 ha scritto:

Quoto Marco. Buon disco, con un sacco di ottime idee... ma in effetti pure troppe. Mi sembra spesso fuori fuoco, manca un'identità forte. Promettente per il futuro, però.

simone coacci alle 14:52 del 7 febbraio 2011 ha scritto:

Operina ambiziosa ma un po' caotica, ai primi ascolti. La piega acid/folkish e collagista che hanno impresso a quel loro ormai compassato rock psichedelico post alternative e post grunge non mi dispiace affatto. Anche se l'impressione è che ci sia troppa carne al fuoco. "Rossella Roll Over" è una prelibatezza, comunque.

NathanAdler77 (ha votato 8 questo disco) alle 18:22 del 12 febbraio 2011 ha scritto:

Ma poi vogliamo dirlo che Luca Ferrari è il miglior drummer italiano degli ultimi anni? Fenomeno. "Miglioramento" e "La Volta" in loop.

fabfabfab alle 19:03 del 12 febbraio 2011 ha scritto:

RE:

Stavo per dirlo io. Ho ascoltato solo il primo cd stamattina. Ottimi suoni ma sopratutto batterista mastondotico...

Cas, autore, alle 9:39 del 13 febbraio 2011 ha scritto:

RE: Ma poi vogliamo dirlo che Luca Ferrari è il miglior drummer italiano degli ultimi anni?

Diciamolo, diciamolo!

Contento che vi sia piaciuto ragazzi

hiperwlt (ha votato 8 questo disco) alle 15:22 del 15 febbraio 2011 ha scritto:

l’isolamento (volontario) di questi tre anni ha sicuramente giovato ai verdena , in termini di ricerca, sperimentazione e ampliamento della loro identità musicale (percorso in parte cominciato con “requiem”): l’implementazione del synth e il ruolo centrale del pianoforte (soprattutto in fase di arrangiamento) sono solo alcune delle risultanti. ho percepito fisicamente l’estrema, maniacale, dedizione all’”arte” (auratica?) che ha portato alla realizzazione di wow. sui singoli brani: meravigliosa l’interdipendenza tra il lavoro percussivo e le linee di basso in brani come “miglioramento” e “per sbaglio”; notevole anche il substrato new wave della prima parte di “loniterp” (non a caso, l’anagramma è…) e (qualcosa) in “grattacielo”; estasianti le visioni in allucinosi sull’orlo di un disturbo tra l’istrionico e lo schizoaffettivo in “a capello”, “la volta” e nel finale di “loniterp”, così come le pillole di folk-pop lisergico (razzi arpia fiamme e inferno; letto di mosche). commovente lo slancio iniziale da ripescaggio di gioie latenti di “sorriso in spiaggia part. I”; esaltante, invece, la prepotenza (direi sfrontata) del basso, in “badea blues” e in “il nulla di o.”. c’è un filo conduttore (non così definito) tra il tratto oscuro di requiem/canos ep (“fluido”, cover “creepy smell” in particolare) e wow, sulla scia degli stili melvins/ motorpsycho, in particolare per quanto concerne le composizioni più roboanti come “lui gareggia”, “mi coltivo”, “sul ciglio” e “attonito”. in linea generale, seppur nella sua lunghezza (27 brani), il lavoro risulta compatto, con pochi momenti di stanca: il primo disco, messo meglio a fuoco ed il secondo, più variegato e “disturbato”. Sempre evidente l’amore per l’immediatezza melodica in stile beatles (ma anche beach boys) ed in misura nettamente maggiore, qui, per la psichedelia a cavallo tra 60-70 (penso agli 13th floor elevators). nessun palese aspetto negativo, solo il manierismo di “nuova luce” (testo migliore con “per sbaglio”) va a rovinare un brano potenzialmente “assoluto” entro il disco. in quanto a liriche, l’impostazione di base muta, secondo me, poco : però, onestamente, quelli di requiem li ho sentiti più miei. qui, il “focus” di analisi (da analizzare) è la musica in sé, dal mio punto di vista. pezzi preferiti: per sbaglio, rossella roll over, miglioramento, mi coltivo, le scarpe volanti, sorriso in spiaggia. ed ora, non aspetto altro che rivederli live.

hiperwlt (ha votato 8 questo disco) alle 16:00 del 15 febbraio 2011 ha scritto:

* cover "creepy smell" di "miami safari"

Dirty Frank alle 17:48 del primo marzo 2011 ha scritto:

Dopo la prova live dico...

...sto disco e sta band sono puro talento.

ammazzatartufi (ha votato 8 questo disco) alle 15:31 del 10 marzo 2011 ha scritto:

Ottimo

Per me è un ottimo disco.Diverso, ma perfettamente in stile Verdena.é stata un'ottima scelta anche perché (come dicono anche loro) fare un altro Reqiuem non era stimolante.Un album veramente completo dove non mancano pezzi psichedelici, la cattiveria firmata verdena o le due cose mischiate insieme.Tutto questo è condito dai classici testi di alberto XD.

E luca fa veramente paura.

Ho votato 8 ma ho pensato seriamente anche al 9...

Graaanita (ha votato 9 questo disco) alle 20:02 del 15 marzo 2011 ha scritto:

Uhm partendo dal fatto che mi piacciono molto i Verdena, questo disco l'ho trovato un miglioramento su tutto, tralasciando i suoni che sono più alti della voce come sempre e come piace fare ad Alberto, hanno aggiunto suoni molto ma molto diversi dai dischi precedenti! Magari possono annoiare le tracce strumentali come La Volta... però penso che in questo CD doppio ci stiano bene. Una delle mie preferite è Sorriso In Spiaggia parte 1.

Voto 9, perchè in questo periodo sentivo l'esigenza di un CD come questo.

ammazzatartufi (ha votato 8 questo disco) alle 20:51 del 15 marzo 2011 ha scritto:

RE:

Infatti anch io ora come ora sentivo l'esigenza di un album come questo.Dovevo dare 9 anch'io...

casadivetro (ha votato 8 questo disco) alle 4:48 del 23 marzo 2011 ha scritto:

E' difficile essere imparziali quando si è legati affettivamente alla band. Questo Wow riconferma il suono verdeniano sviluppandolo verso lidi finora inesplorati dai tre.

Bella cura degli arrangiamenti, notevoli soluzioni nella composizione, linee vocali che si distinguono rimanendo aderenti (quasi impastate) al suono degli strumenti.

bargeld (ha votato 8 questo disco) alle 18:07 del 30 maggio 2011 ha scritto:

Bello e impossibile.

Alfredo Cota (ha votato 9 questo disco) alle 12:48 del 27 agosto 2011 ha scritto:

Questo è un album anagogico. Porta in una dimensione parallela se ci si lascia trasportare dal saliscendi di suoni ed armonie minimali. "Lei disse", soprattutto, è sublime.

REBBY (ha votato 6 questo disco) alle 10:31 del 13 febbraio 2012 ha scritto:

A parte l'ultima frase, devo dire che la recensione di Matteo mi trova pressochè concorde, questo doppio album nella sua enciclopedica omnicomprensività rappresenta il vertice della produzione dei Verdena. Ma ahimè, nonostante l'impegno profuso, il cantato è a mio giudizio punto debolissimo della proposta, sia per quanto riguarda l'aspetto testuale (e qui mi metto in scia a a quanto affermato piu sotto da Marco), sia soprattutto per l'aspetto vocale (e qui probabile lo sappiano anche loro, tant'è vero che, come dice poc'anzi Graaanita, i volumi degli strumenti sono al solito volutamente registrati più alti rispetto a quello della voce) e questo inficia il mio godimento di quest'opera.

Matteo Giobbi (ha votato 9 questo disco) alle 18:22 del 3 settembre 2013 ha scritto:

Capolavoro.

Lepo (ha votato 7,5 questo disco) alle 21:23 del 3 settembre 2013 ha scritto:

Album veramente pregevole: qui i Verdena, pur non inventandosi nulla di nuovo, sfornano un lavoro davvero originale e personale, musicalmente parlando (glissiamo sui testi, che non sono mai stati, per loro stessa ammissione, un punto nevralgico della loro operazione). L'ingente mole di materiale non penalizza Wow, al contrario lo rende estremamente variegato e piacevole all'ascolto, mostrando un eclettismo che fino ad oggi non era stato esplicitato dal trio bergamasco. Al solito gli elementi di spicco della formazione sono il drumming di Luca Ferrari (mai visto un pestone di tal livello tirar fuori certe soluzioni ritmiche, davvero peculiari) e l'ottima voce del fratello Alberto, che si dimostra autore più che valido, anche quando passa al pianoforte. Ad oggi, una delle band tricolori più valide.

zagor (ha votato 7 questo disco) alle 13:58 del 6 settembre 2013 ha scritto:

vabbè i testi dei gruppi italiani sono quasi sempre ridicoli ( o meglio ci appaiono tali, mentre quelli dei gruppi anglofoni hanno un'altra "impressione"perché suonano diversamente, anche grazie a una lingua che si adatta meglio al rock) .almeno nei verdena sono spudoratamente innocui, mentre in altri gruppi come i marlene sono davvero troppo pretenziosi. disco molto buono, il loro migliore assieme a "Il suicidio del samurai".

Lepo (ha votato 7,5 questo disco) alle 19:12 del 6 settembre 2013 ha scritto:

Beh, quelli dei Verdena ridicoli lo sono sul serio! (ogni due versi c'è un "te" o un "poi" a chiudere eheheh) Comunque cerco di non darci mai un gran peso, altrimenti troppi album sarebbero insufficienti (anche anglofoni, come fai giustamente notare): se il disco mi piace musicalmente tanto basta per ritenermi soddisfatto.

Lezabeth Scott alle 22:52 del 6 settembre 2013 ha scritto:

I Verdena scrivono i testi con piglio quasi da dadaisti. Scelgono cioè le parole non tanto in base al loro significato ma per come il suono si adatta alla melodia. E questo per loro stessa esplicita ammissione. Poi che possano sembrare ridicoli e incongruenti, se visti al di fuori di questa ottica, è un comprensibile riflesso condizionato. Per me sono divertenti. Spumeggianti.

Lepo (ha votato 7,5 questo disco) alle 12:29 del 7 settembre 2013 ha scritto:

Beh, il confine tra dadaismo e sciatteria è più labile di quanto sembri secondo me. Comunque sono fin troppo puntiglioso con i Verdena, considerando che c'è gente come Ministri o I Cani in giro!

Cas, autore, alle 14:08 del 7 settembre 2013 ha scritto:

perfettamente d'accordo con Lezabeth: ci sono miriadi di gruppi italiani che, con la pretesa di voler assolutamente dire qualcosa, finiscono per essere verbosi e supponenti. I Verdena invece usano le liriche come mero accessorio musicale, le parole come puri fonemi. e la cosa mi è sempre piaciuta

zagor (ha votato 7 questo disco) alle 14:11 del 7 settembre 2013 ha scritto:

occhio che ligabue ha detto che per i testi dell'ultimo album si è ispirato a philip roth....e ho visto che nella recensione dell'ultimo dei marlene su ondarock hanno scomodato dante e beatrice per descrivere i testi di godano.....il rock italiano, mainstream o alternativo, è in mano ai letterati!!!

Lepo (ha votato 7,5 questo disco) alle 14:17 del 7 settembre 2013 ha scritto:

Cas, guarda che sono d'accordo anche io con voi: diciamo che se per i verdena ho usato il termine ridicoli, per il 90% del restante alternative italiano uso imbarazzante (e non riferito esclusivamente alle "liriche")!! Semplicemente credo che potrebbero fare di meglio, pur mantenendo la loro cifra autoriale, tutto qui.

The musical box alle 1:50 del 14 maggio 2014 ha scritto:

Regge la prova del tempo..il miglior disco italiano degli ultimi anni..talento

robertuccione (ha votato 5,5 questo disco) alle 16:42 del 14 luglio 2015 ha scritto:

Personalmente non ritengo questo album all'altezza del precedente REQUIEM.... Requiem era catarsi allo stato puro !!! Questo WOW,invece,mi ha lasciato con molti dubbi in mente...... Mi è sembrato un disco che non riesce mai a "decollare" sul serio..... LIbero di potermi essere sbagliato,per carità,ma la sensazione è stata quella descritta prima.

robertuccione (ha votato 5,5 questo disco) alle 16:44 del 14 luglio 2015 ha scritto:

Questo disco non lo ritengo assolutamente all'altezza del precedente REQUIEM........ Assolutamente no !!!