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R Recensione

5/10

Ben Harper

Give Till It's Gone

Pochi giorni fa mi imbatto nella performance live di Ben Harper all'Ed Sullivan Theater - il Late Show per intenderci. Ben entra con passo lento e sale sul palco. Ancora silenzio. Prepara lo strumento. Non vola una mosca. Comincia a suonare. Esegue il primo pezzo da solo e il gruppo è fermo alle sue spalle. Il pezzo termina, Ben dice qualcosa che non capisco (vuoi perché l'inglese non è proprio il mio forte, vuoi perché più che parlare Ben sussurra) e partono gli applausi. Cambio di strumento. Problemi col jack. Silenzio. Passa quasi un minuto prima del nuovo pezzo e penso: "Cavolo, la presenza scenica non è proprio il punto forte di Ben". Il resto del concerto confermerà la mia tesi, ma la verità è che Harper dà l'impressione di avere sempre tutto sotto controllo: nessuna esagerazione, nessuna sbavatura, nessun effetto speciale, solo esecuzione e sentimento.

Per "Give Till It's Gone", la sua ultima fatica, si può fare lo stesso discorso. Dopo aver fatto centro coi Relentless7 (si ascolti "White Lies For Dark Times" per credere) Ben Harper non cambia rotta ma usa all'incirca gli stessi ingredienti: poco soul, chitarre graffianti, basso corposo e il folk che lascia spazio al rock più spensierato.

Si inizia con "Don't Give Up On Me Now", singolo di lancio alla Pearl Jam, centrato in pieno e da alta rotazione radiofonica. "I Will Not Be Broken", uno dei pezzi più intensi dell'album, esordisce ricordando l'Harper meno recente tant'è che il brano potrebbe benissimo uscire dal suo "Burn to Shine" (1999) ma le strade percorse sono in realtà totalmente diverse. "Clearly Severely" conferma infatti che il ragazzo di Claremont (41 anni e non sentirli!) vuole alzare il volume per sputare tutta l'energia - positiva o negativa fa lo stesso - che ha immagazzinato in questi ultimi due anni. "Non avrei potuto realizzare una ammissione musicale più sincera", dichiarerà l'artista stesso. Basti pensare che "Rock N' Roll Is Free" venne partorita in un camerino, praticamente di getto, subito dopo una collaborazione sul palco con Neil Young. La canzone, è inutile dirlo, risulta come un chiaro omaggio alla celebre "Rockin' In The Free World". La pichedelica "Spilling Faith" e la strumentale "Get There from Here" (musicalmente collegate) vedono perfino la collaborazione, alla batteria, di Ringo Starr, che registrando la prima traccia appena sopracitata era talmente preso dalla musica e dall'atmosfera che ha continuato a suonare ininterrottamente per altri sei minuti e Harper, contento come un bambino, ha diviso il pezzo originale in due parti inserendole benvolentieri nel disco. Solo una leggenda metropolitana? Poco importa se l'aneddoto serve a spiegare meglio di qualunque altra cosa lo spirito che permea l'intero "Give Till It's Gone".

Ma tra le onde elettriche delle undici tracce c'è spazio anche per qualche rara ballata ("Feel Love" ne è un esempio) e quando Harper rallenta l'ascoltatore non può far altro che distinguere il marchio di fabbrica e restare catturato dall'atmosfera, come quella che Ben riesce a creare magnificamente in "Pray That Our Love Sees The Dawn", non a caso il punto più alto dell'intero disco. E allora dov'è il problema, verrebbe da chiedersi? Nessun problema se quello che si cerca è un disco scorrevole e senza particolari pretese, qualche piccolo problema invece si presenta se quello che l'ascoltatore andava cercando era un prodotto nuovo e fresco che potesse aggiungersi alla (tra l'altro affatto lineare) discografia di Harper, perché più che un tassello ulteriore alla carriera dell'Harper-artista, questo sembra più un tassello da aggiungere all'Harper-uomo.

Insomma, l'attuale vita di Ben, se la si traduce in musica, suona così: prendere o lasciare. Ma si sa, a volte la vita è anche piatta e a tratti banale, come appare "Give Till It's Gone" dopo ripetuti ascolti e una finale visione d'insieme. L'impatto è buono ma il disco non tiene tutti i cinqunta minuti e non fa mai sobbalzare sulla sedia. Ecco dunque il dubbio che inevitabilmente sorge: raggiunta una certa fase non è meglio fermare tutto e farsi da parte, invece che dire per forza qualcosa? Noi siamo sicuri della risposta che Harper ci darebbe se lo domandassimo a lui: "Give and you give and you give till it's gone" ci direbbe... Ma, caro Ben, siamo proprio sicuri che sia la cosa migliore da fare?

 

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ilbosio alle 21:29 del primo giugno 2011 ha scritto:

5 ??????????????????????

Cavoli,5 a un album del genere? piatto e banale? per me ben harper e' sempre stato spiritualita' e preghiera e non credo che chi lo ascolti voglia sobbalzare sulla sedia...personalmente trovo il lavoro toccante e pure fresco nel suo complesso. anche se non tiene i 50 minuti ne tiene almeno 40. puo' dirsi lo stesso di qualcos'altro in questo 2011? Ecco dunque il dubbio che inevitabilmente sorge: raggiunta una certa fase non è meglio fermare tutto e farsi da parte, invece che dire per forza qualcosa? (e scusate la citazione)

synth_charmer alle 23:17 del primo giugno 2011 ha scritto:

'puo' dirsi lo stesso di qualcos'altro in questo 2011?'

avoja!

Lezabeth Scott alle 11:09 del 2 giugno 2011 ha scritto:

per me ben harper e' sempre stato spiritualita' e preghiera

Per me, invece, Ben Harper è sempre stato: non ho niente da dire ma scopiazzo un po' da Marley, che piace alle ragazze, un po' da Hendrix, che non si sa mai, un po' da Dylan che tanto lo citano tutti, qualche feat famoso, un po' Mtv, un po' No-Global ma non troppo, e faccio un culo di soldi!

rdegioann452 (ha votato 8 questo disco) alle 14:44 del 2 giugno 2011 ha scritto:

ma va' va'

piatto e banale?? a parte il valore della sua musica e della passione che mette in quello che fa, ben harper è in continua evoluzione. se si considera che questo è un disco "solo" di ben harper è persino più rock dell'ultimo con i relentless7.

@scott: è tipico dei detrattori rosiconi blaterare a vanvera e buttarla sui soldi.

Lezabeth Scott alle 16:34 del 2 giugno 2011 ha scritto:

RE: ma va' va'

No, consentimi, semmai è tipico dei "fun" dietrologi sentirsi chiamati in causa, a difesa dei loro beniamini, anche quando la situazione non lo richiede. Io e Ben Harper non abbiamo questioni personali in sospeso: non faccio la musicista, non faccio nemmeno il tifo per nessuno, coltivo il mio orticello, carina carina, quindi non mi manca nulla e non ho niente da rosicare. PS: il punto di vista di Piccioni mi pare assolutamente ponderato ed esposto con la dovuta chiarezza. I miei complimenti a lui in questo caso.

rdegioann452 (ha votato 8 questo disco) alle 18:16 del 2 giugno 2011 ha scritto:

a me sembra l'applicazione del "metodo boffo" alla musica: non ho nulla da argomentare ergo do colpi bassi. dire "ben harper mi fa schifo perché odio la sua voce" già sarebbe un passo avanti. infine credo che piccioni debba ascoltare qualcos'altro se vuole sobbalzare dalla sedia: non ha capito una mazza di ben harper.

treno, autore, alle 22:14 del 2 giugno 2011 ha scritto:

questione di parole (a volte è solo)

@ilbosio e @rdegioann452

credo che questo album, se vogliamo prendere il significato più stretto dell'espressione (!), fa "sobbalzare sulla sedia" più di quanto voi crediate a mio modesto parere. Perchè, per il modo in cui suona, questo disco non dovrebbe produrre questo effetto? Avete sentito "Do It For You, Do It For Us", "Clearly Severely", "Rock N' Roll Is Free" (per citarne tre)?

Il punto è che come autore della recensione specifico che con quella espressione intendevo qualificare l'album in questione come qualcosa che non fa rizzare le orecchie, che non sorprende, che non cambia mai marcia. Non si tratta di "spiritualità e preghiera" (termini peraltro ben accostabili a Ben Harper) piuttosto che di atmosfera "rave party".

Perchè dovrei smettere di ascoltare Ben dunque? Sono balzato sulla sedia più di una volta ascoltando Cat Stevens, Damien Rice, Joanna Newsom perchè non dovrei farlo con un album di Ben Harper?

rdegioann452 (ha votato 8 questo disco) alle 14:35 del 3 giugno 2011 ha scritto:

non capisco: prima si dice che fa sobbalzare sulla sedia per come suona, poi che non sorprende, che non fa rizzare le orecchie... bah. detto ciò, chi ascolta ben harper non cerca quello che troverebbe nei led zeppelin e viceversa. infine definire l'atmosfera da rave party è pura eresia.

treno, autore, alle 15:15 del 3 giugno 2011 ha scritto:

in effetti da quello che dici deduco che tu non abbia capito una sola parola del mio intervento...

Considerando che farmi capire da te non è la mia prerogativa posso solo invitarti a rileggere.

Mi interesserebbe piuttosto conoscere la tua opinione sul disco in questione considerando che la tua unica argomentazione è stata "alto valore della musica" e "passione"(punti tra le altre cose evidenziati anche nella recensione).

Sul fatto che fare un album più rock dell'ultimo e da solista sia una evoluzione non mi trovi d'accordo...La differenza tra gli ultimi due album non è così consistente e poi sulla copertina appare "Ben Harper" ma in studio e sul palco è ancora accompagnato dai Relentless7

Dirty Frank alle 16:31 del 3 giugno 2011 ha scritto:

Chi come lui?

Mi verrebbe da dire che è tipico di chi non riconosce la qualità e l'onestà di un artista pronunciare "giudizi" come quelli di Lezabeth Scott, che nulla aggiungono al dibattito in termini di sana critica.

Vorrei ricordare che mr Harper ha fatto della coerenza, intesa coma valore umano, un punto fermo del suo percorso. Non ha sfuttato un canone perchè sentiva che con quello avrebbe rimorchiato o stupidate varie. Tutta la musica che ha creato è figlia di un retaggio culturale importante che ha alimentato il suo talento fin da piccolo, dentro il negozio di strumenti folk di famiglia. E non si tratta di scopiazzare a piacimento, predndete "Fight for your mind": Marvin Gaye, Hendrix, J. Brown, Dylan - non sono citati, sono rielaborati in chiave Harper con una sensibilità estremamente pesonale e originale. Ci sono stati lavori meno ispirati di questo, come magari "Diamonds..." ma che restano comunque un buon esempio di questa sua capacità di plasmare il passato con una sensibilità moderna; una qualifica importante: roba che se non ci fosse il talento sarebbe mero plagio.

Harper è un sintetizzatore della cultura popolare musicale americana sorretto da una spiritualità profonda. Se vogliamo criticarlo limitiamoci ai particolari della sua musica evitando sterili uscite.

Lezabeth Scott alle 16:43 del 3 giugno 2011 ha scritto:

Chi come lui?

Beh così su due piedi, da povera ignorante, qualche nomignolo di cantautore come lui (insignificante) o meglio di lui (non che ci voglia molto) mi viene in mente...però da miscredente quale sono non mi permetterei mai di turbare la vostra profonda spiritualità, sia chiaro.

rdegioann452 (ha votato 8 questo disco) alle 15:12 del 4 giugno 2011 ha scritto:

a parte la tua arroganza fin dal primo commento, io mi sforzo sempre, come è dovere di chiunque, di rispettare le opinioni di tutti. tuttavia nel tuo caso è diverso: non esprimi delle critiche a ben harper, ma degli insulti. e se ha dei preconcetti su ben harper (è un copione insignificante ricco sfondato...) perché andorla a commentare? una persona seria legge un recensione per confrontarsi, non per diffondere i propri dogmi.

infine perché non ci dici quali sono gli artisti pauperistici che ascolti?

Dirty Frank alle 17:18 del 4 giugno 2011 ha scritto:

Chi come lui?

@Lezabeth

"Perchè dire quest'uomo è "spirituale" è un parere, mentre essere fermamente convinti che è un mediocre non lo è?" Perchè non argomenti il discorso, o lo fai in maniera sterile e superficiale. Io ho usato la parola "spiritualità" soltanto per sottolineare un aspetto del suo dna musicale, senza definirlo fondamentale. Ho parlato di musica, di rielaborazione. Concentrati su questo la prossima volta.

ozzy(d) alle 17:59 del 4 giugno 2011 ha scritto:

ragazzi, be quiet. ma vi sembra il caso di scatenare un putiferio su ben harper, su. lezbeth, mi attizzi sempre più, ti immagino col frustino e il cappello da cowboy alla santanché ghghghgh

galassiagon alle 15:15 del 5 giugno 2011 ha scritto:

che bello che è il singolo!!!! quando va in pseudo falsetto la voce sembra quella di Marco Masini. Quindi si potrebbe dire che Masini aveva una bella voce mal sfruttata.

Leggendo i commenti noto una cattiveria tipica giovanilistica contro a priori.

Se Ben Harper è un mediocre buttate tutti i vostri cd o file degli ultimi 10 anni nel cesso

galassiagon alle 15:19 del 5 giugno 2011 ha scritto:

secondo me a Lezabeth piacciono i Radiohead...

ghghghgh

Lezabeth Scott alle 16:21 del 5 giugno 2011 ha scritto:

Si, mi piacciono. Mi piacciono anche i dischi della vostra Top 15, ad esempio. Quasi tutti, tranne i Verdena. Vi seguo molto attentamente, in genere siete piuttosto attendibili. E il 5 a "Mr Spiritualità", aldilà degli isterismi dei "fun", lo conferma. Niente di meglio nell'ultimo decennio? Ne dubito. In tal caso vi avrei fatto un grosso favore: mi sarei già sparata.

galassiagon alle 16:26 del 5 giugno 2011 ha scritto:

cara lezabeth come giudichi i 10 dati ai Radiohead?

Peasyfloyd alle 18:56 del 5 giugno 2011 ha scritto:

DLIN DLON: la direzione avvisa che sono stati cancellati un paio di post andati un po' troppo oltre quella che riteniamo la civile e costruttiva dialettica. Si invita gli utenti a mantenere un linguaggio più pacato o quanto meno privo di insulti e "inviti a vattelapesca". La direzione ringrazia. DLIN DLON

rdegioann452 (ha votato 8 questo disco) alle 19:53 del 5 giugno 2011 ha scritto:

@la direzione

sottoscrivo: è opportuno non mai scaldarsi troppo, soprattutto con taluni.

bonnell alle 11:10 del 6 giugno 2011 ha scritto:

una guerriglia per ben harper non credevo potesse essere possibile! in fondo per cosa potrà essere ricordato? per nulla! è sempre stato fuori dal giro che conta, sia quello mainstream che alternative.

galassiagon alle 13:49 del 6 giugno 2011 ha scritto:

ma ancora?

nei 00 ci saranno si e no 10 cose che si ricorderanno....

IlGrenio alle 13:12 del 19 giugno 2011 ha scritto:

Chiarimento:

Ho sempre ritenuto che il voto in decimi sia uno dei modi di valutazione più difficili: si rischia o di essere troppo severi ( non concedendo al capolavoro il giusto merito ) o di essere l'opposto ( e dare sfilze di 10 anche a lavori minori).Vorrei chiedere al recensore se non crede di essere finito nel primo caso: trovi il disco davvero insufficiente?Credi quest'anno di aver ascoltato tutti lavori migliori nel genere? O forse,come credo, lo reputi insufficiente rispetto alla produzione precedente di Harper( vedi Fight for your mind )? Sarei curioso di sapere la tua risposta, perchè, se è vero che esiste una componente soggettiva ed una oggettiva in un giudizio,ritengo che il valore intrinseco dell'album sia ben lontano dall'insufficienza.

IlGrenio alle 13:14 del 19 giugno 2011 ha scritto:

Per la cronaca: visto Ben Harper a berlino anni fa...non penso proprio che la presenza scenica sia un suo punto debole ( chiedere a gli altri 30000 nel parco )

treno, autore, alle 21:53 del 19 giugno 2011 ha scritto:

Non vorrei che fosse dato al mio 5 un valore troppo alto rispetto a quello che ha, comunque...

Il 5 è decisamente più vicino al 6 che al 5, probabilmente sarebbe un 5,5 se fosse possibile darlo.

Al di là di questo credo che ogni giudizio vada dato in merito al prodotto che si sta ascoltando, ma non solo. Il giudizio complessivo è inevitabilmente formato da altri fattori, come il contesto in cui l'album si piazza (la carriera dell'artista, la sua discografia e quindi ciò che ha già detto e ciò che invece non ho mai sentito dirgli...).

Non so perchè ma mi viene meglio se prendo come esempio il cinema: Tizio vede il primo film del regista X e lo reputa un bel film da 7. Torna dopo pochi anni al cinema e vede il secondo film del regista X. Stessi temi, stessa trama, stessa ambientazione, stesse inquadrature, stessi personaggi, stesso modo di raccontare la storia... insomma è molto simile al primo film. Per Tizo è necessariamente un altro film da 7? Probabilmente no. TIzio ha già provato emozioni di fronte a certe immagini, conosce già il regista, sa cosa può aspettarsi da lui, sa come si svolge il film. Uscendo dal cinema ai suoi amici che giudizio darà? Semplice...dirà che cosa ha suscitato in lui il film, e non considerarà questo fantomatico "valore intrinseco", anche perchè dubito che questo concetto esista davvero. Ecco,anche io dopo aver ascoltato "Give till.." tre anni dopo "White Lies for Dark times" mi sono sentito un pò come Tizio..

IlGrenio alle 22:33 del 19 giugno 2011 ha scritto:

Capisco perfettamente il tuo punto di vista e in parte lo condivido:il fatto è che è proprio questo discorso che ha scatenato le polemiche da parte di chi ama harper.Rimanendo sul cinematografico: per chi ama Tarantino, Le iene e Pulp Fiction sono due capolavori assoluti.E' evidente che giudicare il terzo,Jackie Brown,alla luce dei primi due risulta essere difficile: se si fa il paragone con gli altri due, il terzo sfigurerà terribilmente e la valutazione sarà insufficiente.Il problema però è che jackie Brown non è per niente insufficiente,è un buon film, sono gli altri 2 ad essere dei capolavori.Da qui ritengo che questo disco non sia affatto il migliore di Harper, ma che 5 sia stato una stroncatura che non meritava affatto ( vedi spilling faith, Pray that..., Clearly severely);

anche perchè il voto-mi pare-non corrisponde appieno a quanto dici nella recensione