V Video

R Recensione

7,5/10

The Replacements

Pleased to meet me

I Replacements maggiori sono finiti con "Tim"?

Ni.

Intendiamoci, la progressione "Let it Be" – "Tim" ha pochi eguali nella storia del rock alternativo, pregna com'è di vita, di idee, di pura energia creativa. Capace com'è di condensare dentro pochi accordi mille storie diverse senza appropriarsi di nessuna, capace com'è di mediare fra Big Star e Neil Young, folk e punk, il Boss e il rock anni '90. Il tutto compresso dentro melodie indimenticabili.

Reso il doveroso omaggio, non si può fingere che "Pleased to Meet Me" sia un disco mediocre, o anche solo normale. Il progressivo ammorbidirsi del sound, infatti, non porta ancora alla lacca patinata e un po' indigesta delle ultimissime creazioni.

Il rock mostra ancora i muscoli, e anzi l'ibrido-Replacements tocca forse qui i vertici più alti in termini di eclettismo e di fruibilità, pur senza lambire le vette celestiali dei lavori precedenti.

L'unica pecca è rappresentata da un paio di brani non particolarmente ispirati dal punto di vista compositivo, in cui la formula Westerberg inizia a mostrare la corda, riciclando all'infinito le stesse idee: chitarre fiammanti, da rock alternativo medio americano (del resto, l'hanno fondato loro), e ritornelli che vorrebbero farsi gridare a squarciagola e che invece si frantumano sul più bello. E' come se Paul provasse ancora a prederti a sberle, senza però più farti neanche il solletico.

Naturalmente, questo vale solo per alcuni pezzi, perchè altrove l'autore è in splendida forma e riesce a farci dimenticare per un momento che Bob Stinson non è più del giro (e dio solo sa quanto fossero importanti i suoi semplici giri di accordi, un concentrato di adrenalina e di poesia).

Eclettismo senza confini, dicevo, e "Alex Chilton", che omaggia uno fra i grandi ispiratori di Paul, è rock brado che non stanca mai. Una sequenza spezzata di accordi e la voce di Westerberg che cesella l'ennesima melodia memorabile.

"I'm in love..What's that song?" è un verso quasi profetico, perchè "Alex Chilton" è consigliatissimo come viatico per il mondo Replacements: bellissima e briosa, capace di coniugare la freschezza del pop seventies con un'irruenza punk mai del tutto sopita.

La musica nera si affaccia un po' ovunque e lascia il segno: "Night-Club Jitters" è marcata a fuoco da soul e jazz, ispirata dal celebre prodotture Jim Dickinson e dal sound di Memphis, e procede a tentoni, elegante e swingante, mentre un sassofono rende tutto più fumoso e notturno. Se cerchiamo il capolavoro del disco, forse l'abbiamo trovato in questa ballata atipica.

"The Ledge" cresce dentro chitarre taglienti, oscura nel suo passo wave, sapiente nella costruzione melodica.

"I Can't Hardly Wait" è un altro luogo imprescindibile: un giro di basso, con tanto di sezione di fiati, apre i gochi per l'ennesima, commovente prova di Westerberg, che libera una meloda in crecendo (anche di intensità) e poi un ritornello scolpito nella pietra.

Versi che sono Mats allo stato puro, perchè profumano di gioventù bruciata, di sogni probiti e di rapporti in mille pezzi: "I'll write you a letter tomorrow/ Tonight I can't hold a pen".

Merita un piccolo cenno anche "Skyway", folk limpido che ripercorre a grandi linee la via tracciata da "Here Comes a Regular", e che risulta calibrata e toccante pur senza avvicinare lo splendore del capolavoro di "Tim".

V Voti

Voto degli utenti: 7,5/10 in media su 5 voti.
10
9,5
9
8,5
8
7,5
7
6,5
6
5,5
5
4,5
4
3,5
3
2,5
2
1,5
1
0,5

C Commenti

Ci sono 4 commenti. Partecipa anche tu alla discussione!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.

nebraska82 (ha votato 8 questo disco) alle 19:18 del 7 aprile 2013 ha scritto:

gran bel disco, con sfumature soul in "valentine" e "i don't know" come grandi novità rispetto ai due precedenti e "red red wine" come ultimo inno trascinante. "skyway" una delle tante perle del canzoniere di westerberg.

FrancescoB, autore, (ha votato 8 questo disco) alle 11:41 del 8 aprile 2013 ha scritto:

Ti quoto, anche se "I don't know" è proprio fra i 2-3 pezzi che mi convincono meno. Non che sia brutto, però ecco il meglio sta altrove, per quanto mi riguarda ("Valentine" invece è ottima). Felice comunque che il disco ti piaccia.

nebraska82 (ha votato 8 questo disco) alle 21:32 del 13 aprile 2013 ha scritto:

"skyway" però è bellissima, forse la preferisco anche a "here comes a regular" perchè c'è una certa leggiadria di fondo, non ha l'abisso esistenziale di "HCAR", dipende dai momenti però.

FrancescoB, autore, (ha votato 8 questo disco) alle 11:13 del 14 aprile 2013 ha scritto:

Per me il pezzo di "Tim" resta inarrivabile, ma si tratta proprio di gusti personali. "Skyway" rimane tanta roba.