V Video

R Recensione

7/10

Free

Tons of Sobs

Paul Kossoff (classe 1950, chitarra), Paul Rodgers (classe 1949, voce), Simon Kirke (classe1949, batteria) e Andy Fraser (classe 1952, basso  danno vita nel 1968 ad una delle più significative band del rock blues inglese. Sotto l'ala protettiva di Alexis Korner quello stesso anno esordiscono con questo eclatante album che raccoglie una manciata di canzoni grintose come non riusciranno più ad essere in futuro. I Free sono certamente famosi per "All right now" ( contenuto in "Fire and water"), ma quel pezzo, nonostante sia un ottimo pezzo, non è rappresentativo del vero stile del gruppo. In questo album il suono è ben definito ed è difficile credere che sia stato realizzato da adolescenti (Fraser aveva solo 16 anni, ma gli altri non è che fossero tanto più vecchi…).

50 secondi di introduzione ci portano ad una rovente "Worry", dove la voce di Rodgers tocca subito vertici notevoli. Poi arriva l'accattivante riff di "Walking in my shadow" e qui Fraser ha modo di dimostrare che nonostante la giovane età non ha niente da invidiare a bassisti più blasonati. E' strano come questa canzone me ne ricordi una sull'album di esordio degli Uriah Heep, dal titolo quasi uguale, ma naturalmente se qualcuno ha copiato questi sono stati gli Uriah, visto che sono arrivati dopo.

"Goin' down slow" è un blues lento dei più tradizionali, ma che intensità! Anche questa ricorda un pezzo degli Uriah, "Lucy blues". Sulla stessa falsariga "Moonshine", dove la voce di Rodgers trasuda soul. Il riff di "I'm a mover" sarà di una semplicità disarmante, per chi suona la chitarra, ma a mio parere è questo il pezzo migliore dell'album. Notevole anche "The hunter", per molti vetta del disco. Le tonalità utilizzate nella stesura delle canzoni in totale sono tre: quella di MI, di LA e di SOL. Non è certamente un difetto ma una semplice curiosità.

Oltre ai quattro musicisti qui e là si può sentire il pianoforte suonato da Steve Miller, che dà un ulteriore tocco di blues. Prodotto da Guy Stevens e missato in studio da Andy Johns, questo album non può mancare nella discoteca di un appassionato di rock-blues. Poi potete andare sul sicuro anche acquistando "Fire and water", ma i Free più genuini sono qui.

V Voti

Voto degli utenti: 7,9/10 in media su 5 voti.
10
9,5
9
8,5
8
7,5
7
6,5
6
5,5
5
4,5
4
3,5
3
2,5
2
1,5
1
0,5

C Commenti

Ci sono 4 commenti. Partecipa anche tu alla discussione!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.

PetoMan 2.0 evolution (ha votato 9 questo disco) alle 17:27 del 21 ottobre 2010 ha scritto:

che bello questo, il mio preferito insieme a Fire and Water. Sono d'accordo con te, i free più genuini sono qui. Ci sono vere e proprie bombe blues rock, sporche, potenti, intense. Rodgers era un cantante favoloso, e si mantiene ancora bene. Kossof chitarrista di grande talento, sezione ritmica solida e per niente monotona. Insomma una vera band coi controcojones. The Hunter, I'm a Mover e Moonshine i pezzi migliori per me.

NathanAdler77 (ha votato 8 questo disco) alle 18:21 del 22 ottobre 2010 ha scritto:

"I was born by the river..."

Un discone, a malapena ventenni e già con un'anima blues da veterani...Rodgers tra le voci migliori dell'epoca, Paul Kossoff troppo spesso dimenticato, ma grande, grande chitarrista dotato di un tocco unico e personale. Anticiparono Page & co. di pochi mesi, avrebbero meritato maggior gloria (che arriverà qualche anno dopo con il riff stra-famoso di "All Right Now" e l'altrettanto imprescindibile "Fire And Water").

Bellissima la copertina freak-sepolcrale.

Emiliano (ha votato 8 questo disco) alle 15:42 del 25 ottobre 2010 ha scritto:

Non li conoscevo, lo ho appena sentito e sembra un disco coi controcazzi. Grazie per la segnalazione Claudio.

galassiagon (ha votato 6 questo disco) alle 17:57 del 24 novembre 2010 ha scritto:

bah

Non li sopporto molto superiori ad esempio i Savoy Brown, i Chicken Shack veri maestri dell'hard blues