R Recensione

8/10

Coven

Witchcraft Destroys Mind and Reaps Soul

America,1969: l’era psichedelica era appena iniziata,e fautore di questa nuova alba dai lisergici colori era stato Rocky Ericson che con i 13th Floor Elevators aveva generato un concentrato esplosivo di” lsd sonoro”,dando alle stampe l’anno prima:”The psychedelic sound of 13th Floor Elevators”.

La macchina “acida”si era dunque messa in moto e in quel tempo,a Chicago,stava prendendo forma e vita una band che agli sgargianti colori dei “viaggi allucinogeni”preferiva il nero di una psichedelica diabolica ed esoterica;l’affascinante singer Jynx Dawson,nativa dell’Indiana, già da qualche anno al dentro di studi occultistici,decise,appunto,di creare insieme al bassista Oz Osbourne ( che non vada confuso con il quasi omonino dei Black Sabbath!)e il batterista Steve Ross,un gruppo che non fosse altro che una “summa” degli interessi per il Satanismo che la Dawson coltivava assiduamente:e i Coven furono la loro nera creatura.Coven è un termine che designa un accordo,un patto, o per esteso,una conventicola di streghe,e l’accordo intonato sui colori del porpora e del nero,fu sottoscritto,per l’appunto.

E la strega-sacerdotessa che ne espletò gli onori era Jynx:”Witchcraft,destoys mind and reaps soul”,nel 1969 fu ciò che da questo patto con la Mercury scaturì.“Black Sabbath”, marcatamente sixtees nell’andamento quasi beat e soprattutto nel timbro e nell’estensione vocale davvero considerevole della Dawson,è il brano d’apertura che introduce i “neofiti” al rito sabbatico;il basso, fluido e “psichedelicamente” prog ne scandisce i toni sempre più infervorati e via via che il sabba si protrae,le nere preci della Dawson,in un crescendo continuo, ne evidenziano una padronanza vocale e un’estensione che ben si accompagna alle rullate della batteria o ai “giochi” chitarristici che incarnano, nel loro ingenuo delirio,diavoli e spiriti tenebrosi;i cori dei tre musicisti, elevati al signore dal piede biforcuto e la risata stregonesca femminile concluderanno l’ottimo brano.

Un approccio meno scuro,a dispetto invece delle liriche e del cantato più aggressivo e roco,quello di “White Witch of Rose hall”,dedicata alla strega Annie Palmer,brano che scivola sopra un piano liquido,a tratti funky e percussioni protagoniste ,dal sapore esotico.Ma è la successiva ”Coven in Charing Cross”a delineare il tratto caratteristico del trio e a fissarne lo stile:beat quanto basta,simile per scelte melodiche al già menzionato pezzo d’apertura,la linea del basso di Osbourne condurrà le fila di quest’evocazione del maligno, nell’alternarsi di cantici recitati dai membri della conventicola,e di invocazioni canore femminili sopra slides e semplici effetti chitarristici .

Ancora un attacco di basso quasi prog contemporaneo al vocalizzo grintoso e sensuale di Jynx Dawson,”For unlawful carnal knowledge”ha solo inizialmente quelle caratteristiche melodiche sixtees ,e a tratti, proprio nella bass line, quasi freakbeat.

Mortifera e morbosa nei testi, l’improvvisa entrata di un nevrotico organo hammond debitore ai migliori Deep Purple, amalgamati ad arrangiamenti ipnotici di chitarra contribuirà,fino alla fine della canzone a rendere quasi hard-rock un’atmosfera fino a poco prima, tutta legata alle sonorità beat psichedeliche;stavolta è la male vocal del bassista ad avere maggior risonanza,a cui,d’obbligo,s’incrocierà quella femminile.”Pact with Lucifer”,pezzo proteso a mettere in evidenzia ancora una volta, le doti canore di miss Dawson,anticipa addirittura,nella struttura melodica e stilistica gli Who di Tommy! Stessa cosa si può affermare perChoke,Thirst,Die”,quasi totalmente hard-rock nell’uso tagliente della sezione ritmica,e persino nella voce volutamente aspra e urlata,che poco spazio lascia al suo naturale timbro sensuale e femminile;scelte armoniche che si estenderanno anche alla B-side del disco,come “Wicked woman”dimostra.

Particolarissimo,invece”Dignitaries of hell”si articola su un altalenarsi di stili differenti ma che ben si fondono senza appesantire o risultar inappropriati;è il prog sound di chitarra, di basso e drums ad amalgamarsi con l’hammond che scivola da reminescenze funky-soul a quelle più psichedeliche e hard,e gli eccessi(in senso positivo) vocali si armonizzano mirabilmente.Attraverso la più pacata e scevra da contaminazioni stilistiche”Portrait”,si arriva,attraverso uno scampanellio sommesso,alla celebrazione finale di una reale Messa Nera(così affermarono e si curarono di riportare all’interno dell’album,i Coven stessi):purtroppo,la cerimonia officiata dai tre “magister templi”(il trio di musicisti nella fattispecie)coadiuvati da una congerie di personaggi vari denominati secondo l’usanza esoterica con i termini di “ipsissimus,magus,philosophi,dominus limini ecc.” è davvero interminabile,procrastinandosi per più di 20 minuti,e occupando dunque buona parte del lato B.

Spazio,a mio avviso,rubato ad eventuali altre buone idee…Interessanti e bizzarri sono i fatti che seguirono l’uscita e la diffusione di “Witchcraft destroys minds and reaps soul”:un contenuto musicale e ideologico così deliberatamente volto alle forze del male,era piuttosto insolito all’epoca,tanto che,il disco,in un articolo uscito su una rivista sensazionalistica,l’”Esquire”,fu associato alla questione dell’omicidio di Sharon Tate-La Bianca,commesso da Charles Manson proprio in quel periodo.Ne derivò una pubblicità negativa che,come era da aspettarsi,molto dispiacque alla label Mercury,che ne ritirò immediatamente le copie dal commercio!

Ma la fortuna venne incontro a risollevare le sorti dei Coven,quando alla talentuosa Jynx,fu chiesto di registrare quella che divenne una delle più celebri canzoni di protesta:”One tin soldier”scritta originariamente da Potter and Lambert.La canzone balzò in vetta alle classifiche per rimanervi a lungo,e questo permise al gruppo di far dimenticare la pessima pubblicità subita dall’”Esquire”e poter,più tardi,dare alle stampe il secondo album”Blood on the snow”.

Una curiosità:le doti vocali della Dawson,pare eguagliassero quelle fisiche,come dimostra il nudo integrale nella foto(un po’ pacchiana a dire il vero) all’interno del primo disco,a cui si aggiunge il fatto che le fu chiesto di recitare,sebbene 20 anni dopo, in vari films.Tutt’ora la sua personale carriera di attrice minore sembra continuare.

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Voto degli utenti: 7,5/10 in media su 3 voti.
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REBBY 6,5/10

C Commenti

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Peasyfloyd alle 23:35 del 25 febbraio 2008 ha scritto:

le recensioni di Briona sono sempre una scoperta. Spuntano fuori dei gruppi e dischi sconosciuti e mai sentiti. Stimolante è dir poco

Solo una precisazione: psychedelic sound of 13th floor elevators non era del 1966 (invece che del 6?

Moonlight Love, autore, alle 19:44 del 26 febbraio 2008 ha scritto:

RE:

ciao!Grazie del commento,ne sono lusingata!Infatti il primo degli Elevators è del 1966,sono io che mi sono sbagliata!Sorry!

Moonlight Love, autore, alle 19:44 del 26 febbraio 2008 ha scritto:

RE:

ciao!Grazie del commento,ne sono lusingata!Infatti il primo degli Elevators è del 1966,sono io che mi sono sbagliata!Sorry!