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R Recensione

8/10

Paolo Tofani & Claudio Rocchi

Un Gusto Superiore

Questo è un disco che in pochissimi conosceranno ma che poi tanto raro non è, visto che in alcuni mercatini del vinile è ancora possibile reperirlo spendendo una cifra più che decente. Io me lo trovai tra le mani molti anni or sono, dopo che mio padre aveva febbrilmente acquistato di tutto a Porta Portese. L’idea di base di questo lavoro sta nella veneranda istituzione dell’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna, punto di partenza di tanto induismo occidentale. Senza ombra di dubbio, per dirla alla Guccini, quelli erano gli anni in cui dalle proteste giovanili si passava «alle magie di moda delle religioni orientali che da noi nascondono soltanto vuoti di pensiero». Fatto sta che il disco è molto bello: merito di Paolo Tofani, grande chitarrista degli Area ai tempi di “Arbeit Macht Frei”, e di Claudio Rocchi, cavallo pazzo dello sperimentalismo italiano, con collaborazioni che spaziano dal beat degli Stormy Six de “Le idee di oggi per la musica di domani” al Battiato di “Juke Box”.

Tutto comincia con l’elegia di “Jaya Srila Gurudeva Bhagavan”, mentore della spiritualità karma, in cui i due musicisti si cimentano in una dolcissima ballata pop con contaminazioni orientaleggianti di flauto, con Mauro Spina che alla batteria compie un lavoro eccezionale. Ma è subito la volta del pezzo forte: “O sei parte del problema o sei parte della soluzione”, titolo più che esplicativo per un brano incentrato sul tema dell’equilibrio universale. Musicalmente ci troviamo di fronte ad una stupenda canzonetta dal sapore funky, merito del basso di Paolo Donnarumma, della batteria di Beppe Sciuto e di primordiali sintetizzatori dal suono immaturo ma deciso. I ritmi del mondo e della natura tornano in “Dio”, una poesia di assoluta pienezza spirituale, dove l’Uno è semplicemente accompagnato da una chitarra acustica che ne cadenza le fattispecie terrene. Il lato A termina con “La Macellazione”, esplicita condanna verso l’esagerato consumo di carne, figlia di un pensiero religioso che invita a provare empatia verso le bestie ma anche di una dottrina scientifica che prova la messa in circolo di tossine negli animali macellati, tossine che poi entrano in contatto col nostro organismo. Qui il sound è decisamente elettronico, col basso di Mark Harris che rende incalzante il ritmo e grazie al quale anche il testo diventa un arrabbiato anatema verso la negligenza dell’uomo moderno.

La seconda facciata del disco parte dalla title-track, movimentatissima ballata rock sulla ricerca di una terza via, di un più alto gusto della vita, ovvero di una ricerca tesa a discoprire il senso essenziale delle cose. I suoni messi in campo da Rocchi e Tofani vanno dal soft rock fino a certe rimembranze disco che fanno pensare al miglior Giorgio Moroder. Dopo una brevissima e psichedelica “Introduzione” riparte il discorso religioso, stavolta meno visionario, con una traccia socialmente impegnata sull’inutilità di tante morti cosiddette bianche. “Muoiono” si presenta musicalmente effervescente con un cantato piuttosto ricercato; il tappeto chitarristico si presta bene ai tetri inserti di synth. Qui i nostri condannano l’aborto, la violenza, la droga, la guerra, il nucleare, la carestia e tutto ciò che impunemente causa la morte e la distruzione del genere umano. Brano finale del disco è il lungo tunnel mentale di “Jiv Jago” (in italiano “Svegliatevi”), interamente performata da Srila Bhagavan Goswami che, tra l’altro, suona anche la tampoura.

Un Gusto Superiore” è una preziosissima gemma della musica italiana, una lente d’ingrandimento su come noi occidentali potremmo intendere, musicalmente e culturalmente, l’universo di Krishna, Shiva e Brahma.

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C Commenti

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REBBY alle 8:53 del 30 settembre 2011 ha scritto:

Non è poi tanto raro e si trova ancora nei mercatini del vinile usato ad una cifra decente perchè è stato stampato in tantissime copie (più di un milione eh), nonostante abbia avuto una distribuzione non attraverso canali ufficiali, ma mediante circoli culturali e macrobiotici, nelle piazze e nei porta a porta da parte da parte di volontari devoti a Krisna. Ancora più facile da trovare in questi mercatini , sempre della iskon, è Everything you see is me di/dei Rasa (197. Ne ho una copia anch'io, non ho mai capito quando, come e perchè è finita in casa mia, ma c'è. Ho cercato di venderla/scambiarla ad ogni bancarella, ma sempre senza successo. Tutti mi mostravano una loro copia, aggiungendo che ne avevano anche altre. Tornando al disco in questione ascoltato tanti anni fa, probabilmente quando uscì, nonostante la mia venerazione per Volo magico n. 1 di Rocchi e quella ancora più forte per gli Area (il mio gruppo italiano preferito all time) lo ricordo assai moscio. Dovrei forse riascoltarlo, ma il brano qui postato (pezzo forte tra l'altro, che ben ricordo) davvero non mi invoglia.

mendustry, autore, alle 11:56 del 30 settembre 2011 ha scritto:

Infatti ho detto che è sconosciuto ai più, non che sia raro trovarlo. E a mio avviso è un disco davvero intrigante, unico nel suo genere, nel senso che precede di moltissimi anni le mode banghra e asian-dub che negli anni 2000 hanno riempito i club/radio/store/tv...

REBBY alle 12:03 del 30 settembre 2011 ha scritto:

ma che poi tanto raro non è

Certo che l'hai detto, ho addirittura usato le tue parole

mendustry, autore, alle 12:17 del 30 settembre 2011 ha scritto:

Fatto sta che sei la prima persona che, in vita mia, conosce questo disco!!!

REBBY alle 14:56 del 30 settembre 2011 ha scritto:

Oltre a tuo padre eheh. Claudio Rocchi e Paolo Tofani sono due tra i musicisti rock italiani più valenti degli anni 70, non è stato strano aver avuto voglia di ascoltare questo disco per quelli della mia generazione ed anche un filino o due più vecchi. Oltrettutto la mole impressionante di copie prodotte dalla Iskcon, pur distribuite attraverso canali alternativi, ha reso non difficile questa possibilità. Certamente poi è probabile che i più giovani non lo abbiano fatto. Com'è probabile che non conoscano il mio preferito di Claudio Rocchi (Volo magico n. 1 - 1971)

Giuseppe Ienopoli alle 0:03 del primo ottobre 2011 ha scritto:

Occasionissima !!!

... cedo al miglior offerente l'album “Il vento ha cantato per ore tra i rami versi d’amore” del trio Franchi – Giorgetti - Talamo inciso nel 1972 per la Produttori Associati di Antonio Casetta ... vinile senza un graffio e copertina gadget in perfette condizioni ...