R Recensione

7/10

Weird Owl

Ever The Silver Cord Be Loosed

I Weird Owl sono una band di Brooklyn la quale si affianca, con questo suo Ever The Silver Cord Be Loosed, agli irriducibili del rock psichedelico, agli indomiti fedeli della classica formazione chitarra-batteria-basso, tuttalpiù arricchita da effetti stranianti di sottofondo (in questo caso le tastiere di Josh Weber).

Insieme a Black Mountain, Black Angels, Dead Meadows, Causa Sui e Wooden Shjips i nostri fanno tesoro delle innovazioni dello stoner per far rivivere i fantasmi di 13th Floor Elevators e compagni, cercando di portare avanti le loro divagazioni acide con rinnovato fervore mistico e visionario.

Il vocalist Trevor Tyrell insieme alla sua band dipinge così otto pezzi desertici ed ipnotici, dominati da riff di chitarra calcati ed incandescenti, da ritmi lenti e cadenzati e da un’atmosfera di fondo intensamente onirica e sospesa tra l’incursione cosmica e le cavalcate elettriche derivate dai Crazy Horse di Neil Young.

Insomma, gli appassionati del genere troveranno pane per i loro denti qui dentro, questo è certo. A partire dalla prima Mind Mountain ci si trova immersi in una serie di dense spire collose sconquassate da crescendo sferzati da assoli scottanti e riffoni imponenti. Tutto è però rallentato, come in una trance ipnotica, una selvaggia celebrazione di un flusso di percezioni ispirate da un sole scottante e da un clima torrido. La seguente Skeletelepathic si fa più dinamica e violenta, ma solo per prepararci all’elettrica psichedelia di 13 Arrows 13 Stars, solcata dallo splendido cantato di Tyrell, in grado di connotare e caratterizzare ulteriormente il sound del gruppo.

Si continua con Tobin’s Spirit Guide e Do What The Th’Owl Wilt, intrise fino all’osso di acido misticismo, capaci di mantenersi vive grazie ad un dinamico brulicare di corrente elettrica e assoli incastrati su basi rigide e massicce. Le estasi desertiche non finiscono, ma sono ulteriormente affinate attraverso lo studio di nuove affascinanti articolazioni di ritmi e melodie, attraverso brani dal forte potere immaginifico quali Phases Of The Moon, In The Secrecy Ocean e l’ultima Flying Low Through The Air After Thunder, dalla splendida e catartica sfuriata strumentale che si protrae da metà pezzo fino alla fine dell’album.

Finito il disco possiamo senza dubbio riconoscere nei Weird Owl una band di grande talento, capace di regalarci l’ennesimo gioiello di rivisitazione e rivitalizzazione psichedelica, tanto capace di non apparire rétro da farmi dubitare seriamente sul fatto che questo genere potrà mai risultare fuori moda.

V Voti

Voto degli utenti: 7/10 in media su 2 voti.
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C Commenti

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Peasyfloyd (ha votato 7 questo disco) alle 0:10 del 17 giugno 2009 ha scritto:

oh che caso li ascoltavo giusto l'altro giorno e mi chiedevo come mai nessuno li avesse ancora recensiti

Mi sono sembrati in effetti molto validi. Aspetto a votare ma così su due piedi direi che siamo tra il 7 e l'8. la rece cmq mi sembra azzeccata

bargeld alle 0:34 del 17 giugno 2009 ha scritto:

e auguri per la numero 100!

Peasyfloyd (ha votato 7 questo disco) alle 9:12 del 17 giugno 2009 ha scritto:

uh cas sei arrivato alla 100!!! Bisogna festeggiare ovviamente. Porto figa e birra per tutti!

fabfabfab alle 9:41 del 17 giugno 2009 ha scritto:

RE: uh cas sei arrivato alla 100!!! Bisogna festeggiare ovviamente. Porto figa e birra per tutti!

Era ora ...

Cas, autore, alle 10:14 del 17 giugno 2009 ha scritto:

Grazie ragazzi!!!

Grazie a tutti, di cuore

Ivor the engine driver (ha votato 7 questo disco) alle 10:46 del 17 giugno 2009 ha scritto:

boh non so sto disco mi ha convinto poco rispetto per dire ai nomi che citi, li trovo un po' scontati e un po' troppo sentiti. Di simili hai sentito gli Sleepy Sun? Anvche quelli non capisco se mi piacciono o mneo.

Cas, autore, alle 13:33 del 26 giugno 2009 ha scritto:

RE:

...per gli Sleepy Sun provvedo subito

Peasyfloyd (ha votato 7 questo disco) alle 13:20 del 26 giugno 2009 ha scritto:

molto interessante questo disco cmq. Voto sul 7,5. Cmq ci senti molto anche i Dream Syndicate, direttamente dal Paisley underground. insomma roba che fa sempre piacere di ritrovare se fatta bene come è qui.

Cas, autore, alle 13:32 del 26 giugno 2009 ha scritto:

RE:

si sicuramente ci sono riferimenti al Paisley, anche perché quello è stato il filtro attraverso cui è passata la psichedelia negli '80...però Dream Syndicate, Green On Red e compagnia bella prediligevano la forma canzone, seppur allungata. Qui invece siamo ad un ritorno prepotente della divagazione strumentale e della ricerca dell'incoscienza e dello "sballo".