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R Recensione

8/10

David Bowie

Diamond Dogs

Diamond Dogs è un concept album, realizzato dopo i fasti di Ziggy Sturdust. David Bowie narra di un mondo dove i cani diamante controllano il mondo seminando terrore e morte. L’album è ispirato al romanzo di Orwell1984”, e anche se Bowie non ricevette i diritti per la pubblicazione sono stati conservati riferimenti evidenti sia nei testi che e nei titoli dei brani.

La trama del romanzo si intreccia ad una visione futuristica apocalittica in cui il personaggio principale questa volta è un gatto che vive nella città Hunger City. Il soggetto cambia, ma il modo di narrare la sceneggiatura è ormai quella tipica di Bowie che costruisce un’ambientazione ricca di particolari e personalissima in cui far vivere i suoi personaggi. Si evince subito dalla copertina di Guy Peelaert che il regista e l’attore principale è lo stesso di Ziggy, ma questa volta il glam viene sostituito da un diffuso senso d'inquietudine. Ciò che cambia è anche la band che lo accompagna, non ci sono più gli spiders from mars ma lo spirito con cui l’artista ci proietta nel suo mondo è lo stesso.

Future Legend è un breve prologo che introduce la title track Diamond Dogs: una rockeggiante ballata che narra della venuta dei cani diamante. Da essi non si può scappare e l’unico rimedio per sottrarsi alla fine imminente sembra essere trovata nel brano successivo Sweet Thing che si costruisce sulla poliedrica voce di Bowie e sulla indimenticabile trama melodica che crea quell’atmosfera “dark” che segnerà il disco.

L’album Diamond Dogs si può reputare, sia per il tema trattato che per la crudezza dei testi con cui viene narrato e per le sue atmosfere cupe, uno dei lavori tra i precursori del movimento punk e addirittura di quello dark che lo seguirà dopo qualche anno.

Sweet Thing evidenzia egregiamente il paesaggio apocalittico in cui si muovono i personaggi di questa nuova opera di Bowie ed è talmente bella che viene ripresa dopo Candidate: intramezzo che crea una sequenza di tre brani che segnano l'album e il primo lato. Il ritmo si fa incalzante, i testi diventano più crudi e amari. Ecco introdotta, da un prodigioso pianoforte e da una chitarra stridente, la batteria veloce ed ansiosa ed il basso che segna il ritmo, che ci lasciano immaginare i cani diamante che corrono per sbranare. Rebel Rebel è l'hit di Diamond Dogs,Tu tu du du du, du du du” il ritornello trascinante che chiude il primo lato.

La seconda facciata si apre con una bella ballata bowniana Rock 'N' Roll With Me. Una canzone utile a mettere in risalto le strabilianti corde vocali dell’autore. Toccante, altro che commerciale. La cadenza si trasforma, diventa lenta, grave. We are the Dead è riflessiva e la voce di Bowie è come al solito magnifica. 1984 è anche titolo del romanzo di Orwell a cui l’intero soggetto del disco si ispira, ed inizia con un piano che da vita al ritornello sul quale si basa, ma più di una volta la canzone cambia traiettoria per poi riproporsi sulle stesse trame. Il ritmo incalzante esprime al meglio il senso d'ignoto che si deve trasmettere all’ascoltatore che, attraverso le atmosfere di fiati ed archi create da Bowie e Visconti, viene proiettato nella terra dei cani diamante in cui c’è un grande fratello che ci osserva ed a cui non si può disobbedire.

Grande Fratello di cui molti, purtroppo, ne cantano le lodi: “someone to claim us, someone to follow, someone to shame us, some brave Apollo, someone to fool us, someone like you” è l'intramontabile ritornello che segna il secondo lato del dell'album. Big Brother è un altro brano che la critica ha accusato di essere commerciale, di essere banale, ma bisogna prendere atto che ascoltato a tutto volume non può non stregare l'ascoltatore. Il disco si chiude con un ritmo frenetico, veloce, il ripetitivo: " Bro bro bro bro bro bro". Idea soprafina che lascia stupefatti e che quasi non fa rendere conto che il disco è terminato, che invoglia a ricominciare da capo, per capire cosa è successo e riprovare le stesse sensazioni.

Bowie spiazzò la critica attribuendosi, in quest’album per la prima volta, il ruolo di primo chitarrista che era di Mick Ronson. L’album segna, inoltre, un nuovo e fondamentale tassello nella discografia di Bowie, in quanto lo condusse all’incontro con Tony Visconti, che avrebbe prodotto quasi tutti i suoi lavori per il resto della decade.

La critica, come accennato, accoglierà l’album in maniera molto disomogenea. Una parte lo accoglierà come l’ennesimo grande album del nostro, ma la gran parte accuserà l’autore di una volutamente ed esageratamente fastosa e pretenziosa produzione musicale, cercando di ripetere e ripercorrere i recenti fasti di Ziggy che venne da Marte. Il fatto è che ciò è proprio quello che Bowie desiderava fare, e che alla gente, al suo pubblico, l’album piacque tantissimo (no. 1 in Inghilterra). Diamond Dogs è l’ulteriore reincarnazione dell’artista che nonostante passino gli anni si traveste e si reincarna in un nuovo personaggio, per fare follie e suonare a modo suo il rock & roll che più gli piace. Riascoltandolo oggi Diamond Dogs è un saggio della potenza espressiva di Bowie che azzecca un brano dietro l’altro, che anche se non ricercati nell’estetica musicale esprimono una carica fortissima.

Tutto il lavoro sarà ispirato dalla droga, come egli stesso ci confiderà dopo qualche anno, e non è paragonabile all’innovazione e allo stato di grazia di Ziggy, ma tuttavia risulta per la sua espressività del tutto eccezionale. Molti dei brani sono semplici ma indimenticabili e alla fine l’ascoltatore si immedesima in questo mondo e si sente parte della scena fatta da creature mezz’umane, rimanendo colpito, a volte scioccato.

L’ascolto di Diamond Dogs ci sorprende ancora oggi a differenza di tanti capolavori che con il tempo sono stati smussati ed hanno perso vigore, tempra, piacere nell’ascolto. Molti dischi che un tempo furono considerati pietre miliari oggi sono dei fiori appassiti, quasi dimenticati, questo invece rimane freschissimo e più passa il tempo più diviene un mito per coloro ai quali è piaciuto già trent’anni fa. Il risultato è ottimo, altro che passo falso, altro che banale.

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Voto degli utenti: 7,8/10 in media su 28 voti.
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loson 7/10
ROX 9/10
B4DM4N 4/10
REBBY 8/10
Giuha 6/10
B-B-B 8/10
Lepo 8,5/10
Robio 6/10
gcicalese 7,5/10

C Commenti

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benoitbrisefer (ha votato 8 questo disco) alle 11:04 del 5 marzo 2009 ha scritto:

Gran bel disco, insieme a Ziggy e Hunky Dory il migliore della produzione di Bowie prima della svolta elettronica della seconda metà seventies.

Rebel Rebel è uno dei quei 4-5 capolavori che nel ritornello da 3-accordi-3 raggiungono l'essenza stessa del rock. Ottima recensione.

Dr.Paul (ha votato 9 questo disco) alle 15:46 del 5 marzo 2009 ha scritto:

io non sono d'accordo su alcune cose, l'album non è paragonabile a ziggy per lo stato di grazia ok, ma riguardo innovazione ce ne è di piu qui, anche sulla scarsa ricerca dell'estetica musicale dissento.

diamond dogs è il primo lavoro in cui bowie è il suo passato il suo presente il suo futuro, nel 74 il lavoro potrà anche essere stato archiviato come buono ma un po confusionario, oggi emerge come esempio illuminante di crossover, il rock è chiaramente la sua base di partenza, i rimasugli glam, la vena elettro fornita dal massiccio uso del moog, la teatralità del torch singer (quindi anche l'atmosfera dark a cui si fa riferimento nella rece) ma sopratutto andava sottolineata la discreta (nel senso di equilibrata) attitudine soul che permea l'intero album. tutti riferimenti che caratterizzeranno la sua opera a seguire, da young americans in poi, con risultati alterni, fino ad outside che 20 anni dopo verrà salutato come il nuovo diamond dogs alla faccia dei corvi che lo volevano ormai morto e sepolto!

un altro aspetto importante da sottolineare, e che segnerà una svolta, è il suo mutato approccio al microfono, qui il biondino inizia a sfoggiare degli inediti registri bassi e profondi (es. vedasi sweet thing), debitori del suo idolo scott walker...e che si porterà dietro per il resto dei suoi anni!

forse si poteva entrare piu nei dettagli stettamente musicali di brani manifesto come we are the dead, una delle cose piu drammatiche e caustiche mai scitte da bowie, la mini suite sweet thing/candidate/sweet thing, l'epica big brother, la formidabile 1984 in cui ritmica stax e cine soundtrack si fondono perfettamente....quel bridge assolutamente stralunato e fuori contesto (come see come see remembrer me), alla luce di tutto ciò rebel rebel rimane si una hit, ma è l'anello debole del disco!

PierPaolo (ha votato 7 questo disco) alle 8:20 del 7 marzo 2009 ha scritto:

Una precisazione

Gli "inediti registri bassi e profondi" della voce di Bowie, che cominciano ad imporsi in questo disco, si devono al fatto che nei dischi precedenti il suo timbro baritonale veniva tecnicamente alterato, registrandolo col nastro magnetico rallentato. Un escamotage di studio credo inaugurata dai soliti Beach Boys e Beatles. Il personaggio di Ziggy, specialmente, necessitava di una voce molto più straniante del magnifico, caldo timbro di Bowie.

Totalblamblam (ha votato 8 questo disco) alle 10:49 del 7 marzo 2009 ha scritto:

RE: Una precisazione

questo non avviene per hunky dory però a quanto ne so e sento: bastano changes eight line poem fill your heart quicksand ecc ecc sono tutte sui registri baritonali, lui quei registri li aveva già assimilati con il suo praticantato soul stax motown anni 60

credo che il tutto fosse dovuto più ad una necessaria scelta stilistica su quale voce adottare: per ziggy non andava di certo bene quella soul calda ma distaccata e alta , per DD che è un disco con venature black e soul si

Dr.Paul (ha votato 9 questo disco) alle 8:29 del 7 marzo 2009 ha scritto:

ma sai anche dal vivo la sua voce pre-diamond dogs era sempre quella un pochino stridula (motion picture 73 e santa monica 72)

Dr.Paul (ha votato 9 questo disco) alle 11:26 del 7 marzo 2009 ha scritto:

boh per me la voce in quicksand è stridula, anche changes forse eccetto la prima riga...qui lo stacco col passato è evidente...comunque sia...

Totalblamblam (ha votato 8 questo disco) alle 13:30 del 7 marzo 2009 ha scritto:

RE:

mah stridula andove?

quando canta knowledge comes with death release ohoohoooooh là ti pare stridula?

e in the belway brothers pure?

semmai più in queen bitch ma li deve fare la checca isterica che reed si fa spompinare da un altro e lui è invidioso LOL

per rispondere anche a franco come sai lui ha sempre detto che tutto dipendeva anche dai tassi di nicotina inspirati...nel periodo gitanes ne risentiva eccome visto che se ne sparava na quarantina ogni giorno e le gitanes non sono leggerine

poi lui secondo me ha sempre avuto una voce baritonale che in ziggy è stata alterata in studio

Franco alle 12:58 del 7 marzo 2009 ha scritto:

Ma non potrebbe semplicemente essere che con l'età la voce di Bowie abbia subito una fisiologica flessione sui registri più alti?

Mi sembra che la cosa sia diventata sempre più marcata album dopo album, già nella trilogia berlinese la differenza rispetto ai primi anni '70 è abbastanza evidente...

Dr.Paul (ha votato 9 questo disco) alle 14:21 del 7 marzo 2009 ha scritto:

tutta stridula, sin dal primo verso "I'm closer to the Golden Dawn", è la sua voce del periodo glam, metti su sweet thing sembra un altro!!

Totalblamblam (ha votato 8 questo disco) alle 19:57 del 7 marzo 2009 ha scritto:

RE:

dipende che intendi per stridula non ti seguo molto

in sweet thing parte basso ma poi va su

se per te andare su con la voce è stridulare OK allora stridula pure su sweet thing anzi sembra una voce androgina davvero non sapresti dire se di uomo o di donna in alcuni punti

PandoFightSound alle 14:34 del 24 settembre 2009 ha scritto:

Mai sopportato il Bowie glam. Grandiosi Low e Heroes, mai poi basta.

Totalblamblam (ha votato 8 questo disco) alle 15:42 del 24 settembre 2009 ha scritto:

RE:

eccallà solo low e heroes altro scarafone ma il bowie glam non esiste a livello musicale, è solo una invenzione di marketing, a livello estetico lo era ma come i vari eno roxy ecc ecc poi detta su DD mi fa ridere visto che è sempre stato visto come un disco che decreta la fine del supposto bowie glam. Il DD tour era tutto tranne che glam.

Bowie è art-rock. O rock-decadente che con il glam ha condiviso solo i lustrini del periodo ziggy null'altro.

Loson ti aspetto LOL

loson (ha votato 7 questo disco) alle 19:08 del 24 settembre 2009 ha scritto:

RE: RE:

Ma eccomi, tesoro! Dai che l'abbiamo già fatta questa discussione, inutile rivangare...

Totalblamblam (ha votato 8 questo disco) alle 20:00 del 24 settembre 2009 ha scritto:

RE: RE: RE:

infatti era to take the bowie piss ehheheh

SamJack (ha votato 7 questo disco) alle 7:10 del 11 dicembre 2009 ha scritto:

Bowie, un artista che mi piace molto ma che, in passato, non ha tralasciato di osservare e seguire scrupolosamente le mode musicali, peraltro riuscendoci, a parte qualche risultato imbarazzante. A modo suo influente...anche se qualche perplessità me la lascia...

ROX (ha votato 9 questo disco) alle 21:00 del 4 gennaio 2011 ha scritto:

Rebel rebel

Rebel rebel resta nel bene e nel male uno dei pezzi più conosciuti di Bowie... e anche tra i più utilizzati per varie pubblicità, quel riff di chitarra lo conoscono praticamente tutti... detto questo, è un album bellissimo!

Paolo Nuzzi (ha votato 9 questo disco) alle 16:54 del 22 giugno 2015 ha scritto:

Bellissima recensione, ma solo una piccola e doverosa precisazione. Quel "gatto che vive sui tetti di Hunger city" non si può leggere. "A real cool Cat" in inglese gergale vuol dire "tipo tosto, che sa il fatto suo". Vi prego, correggetelo. Grazie