R Classifica 2008 di Marco Biasio

Netti Netti

10. Fuzz Against Junk
Netti Netti (Invada 2008)

Un disco del 2008 che suona come se fosse stato inciso nel 1967. Possibile? Certo che sì: kraut-rock vs. Jethro Tull, la psichedelia che si transustanzia nel jazzcore. Intenso ed abbondante.
Amen

9. Baustelle
Amen (Warner Atlantic 2008)

Idolum

8. Ufomammut
Idolum (Supernaturalcat 2008)

Se avete perso qualche demone di troppo per strada, questo disco ve li ripresenterà tutti davanti. Doom metal con potenti distorsioni psichedeliche e suite finale di quasi trenta minuti. Voi lo cercavate, anche se non lo sapete.
Glorytellers

7. Glorytellers
Glorytellers (Southern 2008)

Nuovo gruppo per l\'ex Karate Geoff Farina. Canzoni sobrie ed eleganti, per sola voce, batteria e chitarra acustica. Vi lasceranno un profondo segno dentro.
Nude With Boots

6. Melvins
Nude With Boots (Ipecac 2008)

I grandi vecchi di Seattle hanno ancora cartucce da sparare nel loro pirotecnico arsenale. Hard rock con tracce glam e stoner, una doppia batteria che vi trancerà via le orecchie, una tamarraggine che, francamente, il nostro King Buzzo, in perenne pigiama da notte e chioma fil-di-ferro grigia, si può tranquillamente permettere. A Kurt Cobain sarebbe piaciuto un sacco.
Street Horrrsing

5. Fuck Buttons
Street Horrrsing (ATP Recordings 2008)

Probabilmente il debutto straniero dell\'anno. Una catarsi rumoristica decisamente impensabile: pesantissimi drone elettronici che girano su sè stessi, voci filtrate e brutalizzate, un senso di angoscia permanente che, tuttavia, porta con sè anche una certa dose di serenità interiore. Lo yin e il yang. Vi stupirà.
Third

4. Portishead
Third (Mercury 2008)

Memory Drawings

3. The Drift
Memory Drawings (Temporary Residence 2008)

Chitarra, batteria, tromba e contrabbasso. I Drift, quartetto californiano, sa cosa esprimere e come farlo. Quasi un\'ora di cool jazz che si scompone e si frattura in mille riverberi rock, per un album semplice, lineare ed emozionante.
Paperwork

2. Volcano!
Paperwork (Leaf 2008)

Lowest Shared Descent

1. Dead Elephant
Lowest Shared Descent (Donna Bavosa / Robot Radio 2008)

Post-core che suona come space rock, gli Oxbow che incontrano gli Zu, pezzi di dieci minuti che a metà si bloccano per aria e poi cominciano a ricadere progressivamente al suolo in un crescendo di droni e chitarre. Non è fantascienza, è l\'esordio dei Dead Elephant. Ed è bellissimo.