R Classifica 2010 di Luca Minutolo

Wilderness Heart

10. Black Mountain
Wilderness Heart (jagjaguwar 2010)

I Black Mountain tornano prepotenti ed in forma smagliante, per dare un sonoro calcio in culo hard rock a tutti gli occhialuti blogger del pianeta terra, sputando fuori il lavoro più diretto, corposo e che centra senza indugi la bocca dello stomaco. si svestono di tutti i fronzoli prog/psichedelici di In The Future, e puntano dritto alla carne, virando la propria caratura sonora verso l’hard rock secco, trascinante, eppur maestoso nella sua eleganza. E’ grazie anche a loro, che oggi, il rock conserva ancora uno smalto invidiabile.
Plastic Beach

9. Gorillaz
Plastic Beach (Parlophone 2010)

Magari Damon, da buon Inglesefacciadaschiaffi che è, si è divertito per 10 anni a prenderci per il culo, magari fa sul serio, magari in tutti gli album dei Gorillaz si condensa tutto ciò che a noi poveri alternativi fa storcere il naso, magari tutto questo suona talmente bene da far gridare ogni volta al miracolo. Magari Plastic Beach è l’ennesima burla di un inglesotto annoiato fra un viaggio a Mali e una reunion che ha fatto tirare il collo a mezzo mondo, magari questo è solo l’ennesimo grande album dei Gorillaz.
Contra

8. Vampire Weekend
Contra (XL Recordings 2010)

Odiateli pure, criticate la loro puzzetta sotto il naso da indie-kids viziati. Intanto questi giovincelli sputati fuori dalla NewYork-Bene incastrano melodie pop leggere e d’impatto immediato come pochi oggi sanno (o non sanno più) fare. Caleidoscopio di colori cangianti ed obliqui, Contra è un bicchiere di “Horchata” bevuto d’un fiato sotto il sole torrido di mamma Africa.
True Love Cast Out All Evil

7. Roky Erickson & Okkervil River
True Love Cast Out All Evil (Anti 2010)

Questo è il compendio di un uomo che mette a nudo la propria coscienza, sublimandola in 12 tracce di folk-rock grezzo, levigato e dipinto dalle mani sapienti degli Okkervil River, che modellano la materia folk onesta, sincera e commovente di Roky senza invadenza e con eleganza da vendere. Una collezione di brani splendenti di eterna luce salvifica.
Innerspeaker

6. Tame Impala
Innerspeaker (Modular Records 2010)

Esordio fulmineo del trio di Perth, che a suon di psichedelia 70’s, riverberi shoegaze ed echi beatlesiani ci accompagna in viaggi lisergici ovattati di tempi lontani, eppure mai così vicini, attuali e freschi di furore giovanile. I Tame Impala sono una band da tenere sotto stretto controllo, che lo dica il sottoscritto, Simon Reynolds o Pippo Franco.
High Violet

5. The National
High Violet (4AD 2010)

I fratelli Dessner non cambieranno mai le nostre vite, non hanno grandi pretese. Ma hanno ben saldi nei loro obiettivi le costruzioni pop geometriche e venate di malinconia wave, che in High Violet raggiungono il loro picco formale, espressivo ed emozionale, arricchite da arrangiamenti orchestrali ricchi e sontuosi. Disco che non fa una piega come una t-shirt appena stirata e puzzolente di amido.
Cattive Abitudini

4. Massimo Volume
Cattive Abitudini (La Tempesta 2010)

Abbiamo atteso otto anni, ma come il sugo della nonna che sobbolle per ore ed ore, le cose buone necessitano di tempo e pazienza. Ci sediamo davanti le loro parole, che per osmosi diventano anche le nostre, e non rimane altro che ascoltare basiti come bambini di fronte lo stupore lieve della neve che scende fuori dalla finestra. Cattive Abitudini è il disco più completo dei Massimo Volume, e perfetto sotto ogni punto di vista.
The Suburbs

3. Arcade Fire
The Suburbs (Merge 2010)

Will Butler & soci in soli tre album sono già dei maestri, e The Suburbs suggella questo titolo con un concept sulla vita di periferia. Storie d’infanzia, adolescenza, spensieratezza e delusioni convergono in un sound pop corposo, sicuro e travolgente. In questo mare di finti indipendenti, abbiamo bisogno di un gruppo che ci emozioni come solo i “grandi” sanno fare, e questo ruolo, oggi, spetta agli Arcade Fire.
Distanti

2. Distanti
Distanti (Autoprodotto 2010)

I Distanti sono passionali, viscerali, punk nell’accezione più pura del termine. Un ep d’esordio fulminante, veloce ed inarrestabile come un pugno sferrato allo stomaco. E l’lp “Enciclopedia Della Vita Quotidiana”, non è da meno. Ed oltretutto è gratis, è bello, fa bene ed ascoltarlo è un dovere morale. Scaricate ed ascoltate la buona musica ita(g)liana, per “prendere lezioni di vita quotidiana”. (http://www.robatriste.com/d-i-s-t-a-n-t-i-enciclopedia-popolare-della-vita-quotidiana.html)
There Is Love in You

1. Four Tet
There Is Love in You (Domino 2010)

L’eco che ti rimbomba in testa quando il disco smette di girare, quando la testina si separa dal vinile, quando si staccano i jack e quel rumore sordo si dissolve in un istante. Musica che passa per la mente ed arriva dritta al cuore