R Classifica 2014 di Mauro Molinaro

Luminous

10. The Horrors
Luminous (XL Recordings 2014)

Il disco più compiuto, finora, degli inglesi: Space Pop d'incanto, maestosità sensoriale.
You're Dead!

9. Flying Lotus
You're Dead! (Warp 2014)

Il filtro della dipartita, partendo dall'iperattivismo sinestetico di un Prog Jazz confusuonario, via la riflessione dell'Hip Hop più dicotomico, per poi approdare ad un misticismo electro soul che si fa fuoco onirico. Prima che giunga una morte, serena, che coglie nel sonno.
Faith In Strangers

8. Andy Stott
Faith In Strangers (Modern Love 2014)

Tra i resti e le macerie esistenziali, la proiezione di un decadimento ambient techno senza eguali. Grande conferma, dopo il capolavoro "Luxury Problems".
Gist Is

7. Adult Jazz
Gist Is (Spare Thought 2014)

Come idea concettuale, curvare e parcellizzare, attraverso mezzi jazz, tutto lo scibile estetico dell'Art Pop: frantumarlo nei suoi elementi primari, portandolo al massimo della forma avant per condurlo a piccoli e intensi insight pop. Il risultato è "Gist Is", tra le gemme di quest'anno.
Songs

6. Deptford Goth
Songs (Rough Trade 2014)

"Songs" é il compimento del percorso Art Pop cantautoriale di Daniel Woolhouse; in vetrina: composizioni minimali, loop cromatici e synth di spazi nebulosi, tribalismo sparso e linee di piano prosciugate nei vuoti. E una voce in linea col meglio del Soul Pop '00.
Jungle

5. Jungle
Jungle (Xl Recordings 2014)

Disco easy listening dell'anno: electro pop-funk di matrice '70, che pesca dal nu soul e da certo indie rock patinato. Ogni pezzo una hit, praticamente: per essere all'esordio, la cosa è sconvolgente.
Lost In The Dream

4. The War on Drugs
Lost In The Dream (Secretly Canadian 2014)

Epicità eterea; rock americano dai contorni, però, dreamy e psichedelici non di quella terra. Non di questo mondo.
Ruins

3. Grouper
Ruins (Kranky 2014)

D'una purezza sconfinata, "Ruins". Catarsi nello scorrere di un disco che gronda lacrime ad ogni nota; un disco composto da embrioni melodici, catture ambientali, e da una voce, quella di Liz Harris, in bilico tra la resilienza del proprio sé e l'abisso del tormento.
Familiars

2. The Antlers
Familiars (Transgressive / Anti 2014)

Dal claustrofobico dolore di "Hospice", "Familiars" è normalizzazione emotiva ed estetica del sound, che non perde della solita profondità e degli ampi spazi. Metafisica affettiva.
Present Tense

1. Wild Beasts
Present Tense (Domino 2014)

Apice Art Pop, anche quest'anno. Art Pop che del labor limae di "Smother" conserva l'attitudine, sì, però in funzione di una resa estetica differente - ottenendola attraverso l'addizione di strato elettronico. E i pezzi, dal primo all'ultimo, sono insight di una bellezza cristallina; pezzi, che nella gestalt divengono synth pop di celestiale tensione. In breve: pop sensuale dalla grazia superiore. Sicché, apice del 2014.