R Recensione

9/10

Port-Royal

Afraid To Dance

Che i Port-Royal fossero una delle più promettenti formazioni italiane degli ultimi tempi abbiamo avuto modo di vederlo nel 2005 con il loro bellissimo esordio Flares, ma di fronte ad Afraid to Dance c’è da rimanere comunque stupiti, visto il significativo, anche se non radicale, cambiamento ed evoluzione delle sonorità della band.

Anche stavolta l’etichetta è l’inglese Resonant, specializzata in territori che si muovono fra il post-rock e l’ambient, che sicuramente ha giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo del disco, supportando al meglio il gruppo genovese.

In questi due anni i Port-Royal non sembrano essersi per niente adagiati dopo i meritati riconoscimenti dell’esordio, ma anzi, l’impressione è che l’attenzione e la cura nella costruzione dei brani sia notevolmente aumentata, mantenendo e addirittura superando le aspettative create.

Fin dalla traccia d’apertura Bahnhof Zoo, in cui un sinuoso intreccio chitarristico va a braccetto con un battito disturbato da glitch intermittenti, si avverte un maggiore utilizzo della componente elettronica, ma è con Pauline Bokour e subito dopo con Anya: Sehnsucht che diventa palese il grande utilizzo di synth, filtraggi e distorsioni. Se in Flares le influenze post-rock, e in alcuni casi shoegaze, erano predominanti, in quest’ultimo lavoro a farla da padrone è la techno ambient più ispirata di Aphex Twin, Boards Of Canada e Global Communication, come nel pezzo più riuscito del lotto, la stupenda ed estatica Deca-Dance. La parte finale del disco si fa più astratta e dilatata, i beat rallentano e prende il sopravvento un’atmosfera ambientale più classica, in particolare nel brano conclusivo Attorney Very Bad (aka The Worst).

Sorprendono la freschezza e la fantasia compositiva insieme alla classe e alla sicurezza con cui si muovono i Port-Royal, che centrano perfettamente il bersaglio sfornando uno dei migliori album di quest’anno, sognante ed etereo, ricchissimo dal punto di vista emozionale.

Li aspettiamo impazienti al prossimo traguardo, sicuri che abbiano ancora molto da dire e senza più alcuna paura di ballare.

V Voti

Voto degli utenti: 7,2/10 in media su 9 voti.
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rubens 7/10
Cas 8/10
londra 5/10
gogol 4/10

C Commenti

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Utente non più registrato alle 13:00 del 11 dicembre 2009 ha scritto:

Cavolo, nessuno s'è cagato quest'album?

Cmq, gran bel disco, perfetta evoluzione di Flares (con cui si gioca lo scettro del capolavoro). Facciamoci onore.

Filippo Maradei (ha votato 8 questo disco) alle 13:39 del 12 luglio 2010 ha scritto:

Bello bello, il made in Italy che vale.

superPOP girl (ha votato 8 questo disco) alle 15:25 del 30 gennaio 2011 ha scritto:

davvero eccellente!