R Recensione

7/10

Satan is my brother

Satan is My Brother

Suoni che arrivano da lontano.

Disorientanti nel buio.

Ci si guarda intorno, finché arrivano un basso ipnotico e scurissimo e una battera minimale.

Giungono anche sassofono e trombone e i suoni si fanno sempre più scuri.

Una spirale narcotica.

Il disco rappresenta un viaggio in cui si è guidati dagli strumenti, dai campionamenti, dai fruscii; la cui meta è pura illusione. Il ritmo rallenta per poi riprendere, sale e scende d’intensità, non sono crescendo epici, ma alterazioni lievi, si aspetta sempre che succeda qualcosa, è proprio questa tensione a mantenere alta l’attenzione.

Potrebbe sembrare ostico o noioso, ma in realtà se ci si lascia trasportare, chiudendo gli occhi, si arriva alla meta senza accorgersene, allora si scopre di volerne ancora e si preme il tasto play perchè si ha voglia di continuare la corsa.

Il viaggio continua.

L’ascoltatore non viene mai sommerso dai suoni, quando cresce l’intensità, i field recordings ed i campioni lasciano spazio agli strumenti elettroacustici, quando questi tornano a dissolversi ritornano gli effetti elettronici in un equilibrio precario ma proprio per questo poetico.

Un buon disco, ostico solo ad un ascolto superficiale. Già al secondo ascolto si può rispodere alla domanda dell’inlay: suffocate or to be suffocated?

Dal vivo i quattro musicisti suonano nell’ombra ed alle loro spalle viene proiettato la loro idea del viaggio che vogliono suonare: in auto, di notte, su strade poco trafficate dove l’asfalto attraversa una periferia campestre e non una movimentata città.

La proiezione è un’ottimo abbinamento alla musica, ma io sinceramente consiglio di chiudere gli occhi e lasciar viaggiare la mente.

L’importante è seguire le istruzioni per l’ascolto che si trovano all’interno.

This record is meant to be listened entirely and repeatedly.

Play it loud by the end of tonight.

V Voti

Voto degli utenti: 7/10 in media su 2 voti.
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REBBY 6/10

C Commenti

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Riccardo Bertan, autore, (ha votato 8 questo disco) alle 12:26 del 4 gennaio 2008 ha scritto:

in crescita

Dopo ascolti reiterati il disco è cresciuto ancora nella mia valutazione, per un bel po' non si riesce a staccare dal suo ascolto.

Bravi, ancora.