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R Recensione

7/10

Burial

Street Halo EP

Come lo descrivi un album di Burial? Innanzitutto dicendo che non è un album, ma nel caso un EP di tre tracce per una ventina di minuti scarsi. E fin qui ci siamo, la matematica c'è tornata utile. Ma a descrivere la musica, quantomeno presentarla, servono parole... e quando si parla della sua di musica, non è mai operazione facile. Certo, chi lo conosce sa già che dubstep aspettarsi, quali note dipingeranno la sua notte, ma per i pochi altri ascoltatori vergini il percorso si fa ad ostacoli.

Comunque sia, questo "Street Halo" presenta la stessa formula, ormai diventata un classico, dei precedenti "Burial" (2006) e "Untrue" (2007), per la quale s'intrecciano a uncinetto basse e ipnotiche frequenze deep house, coretti soul in sospensione (alterati nel timbro in forme androgine), e partiture sincopate per drum n' bass a notte fonda. Presa questa fittissima base di elementi e soluzioni, l'alchimista Burial (William Bevan per gli amici) riscostruisce un museo di sensazioni cupe assemblando fantasie para-gotiche e beat in controtempo ("Stolen Dog"), e si fa portavoce di un misticismo metropolitano che affonda il suo cemento in un fango di rimbombi cavernosi, drone spettrali, pause pluviali e improvvise ripartenze atomiche ("NYC"). E' il Burial di sempre, che ti stringe lo stomaco e lo paralizza con vibrazioni implosive ma che sa anche farlo muovere orizzontalmente seguendo il moto dinamico di un ballo solitario ("Street Halo").

Dopo quindi le tante collaborazioni con illustri colleghi più o meno del settore (quel "Moth/Wolf Club" a quattromani – separate – con Four Tet, il recentissimo "Ego/Mirror" con Thom Yorke), finalmente un lavoro esclusivo del groove-maker londinese, che pur senza proporre alcunché di nuovo, si presenta come un gustoso antipasto a un possibile piatto(ne) di portata.

V Voti

Voto degli utenti: 6,9/10 in media su 13 voti.
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Teo 7/10
JetBlack 7,5/10

C Commenti

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crisas (ha votato 8 questo disco) alle 0:11 del 4 aprile 2011 ha scritto:

Nyc è un pezzo notevole !

synth_charmer (ha votato 4 questo disco) alle 9:42 del 4 aprile 2011 ha scritto:

qualcuno spieghi all'amico William che in sua assenza le cose sono cambiate non poco. Che mentre lui continuava il suo silenzio, azzardando qualche collaborazione più per divertimento che per impegno, è stato praticamente rivoluzionato tutto. Se arriva adesso, in netto ritardo, senza essere in grado di proporre una visione autorevole ed originale all'interno della scena nonstante l'enorme visibilità, non c'è da essere clementi. Troppo facili e banali le infiltrazioni microhouse ereditate dall'altro maestro d'antiquaruatio Four tet. Magari 3 traccette spinte sicuramente dall'urgenza di far uscire qualcosa non sono pienamente rappresentative, ma in ogni caso: si dia una svegliata!

Filippo Maradei, autore, alle 12:45 del 4 aprile 2011 ha scritto:

Carle', proprio qui mi parli di banalità... te possino...

synth_charmer (ha votato 4 questo disco) alle 12:48 del 4 aprile 2011 ha scritto:

RE:

Filì.. lascia perdere!