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R Recensione

5/10

F.

Energy Distortion

Nonostante il voto espresso, cominciamo col dire che Energy Distortion non è un cattivo disco (se è per questo, qualcuno ha anche gridato al capolavoro). Al contrario, chi ama il dubstep non potrà che apprezzare quest'opera, proprio per ciò che rappresenta: una ideale summa del percorso compiuto da questo genere fino al giorno d'oggi.

Dietro l'asintoto di ermetismo F. si nasconde Florent Aupetit, un dj francese da poco alla ribalta, con una serie di uscite singole a partire dal 2008. Energy Distortion è il suo primo full-length e include i suoi lavori precedenti, accompagnati da brani inediti.

Il problema di questo disco è la sua stessa sostanza: 13 tracce tutte uguali, tutte recintate dentro i propri limiti stilistici. Una continua ripetizione della stessa formula, il dubstep che incontra la techno. Un'iniziativa che non va avanti di un centimetro rispetto ad oggi, giacché è la stessa forma consolidata esistente da quando questa interessante variante del 2step assurge al ruolo di genere a sé. Vale a dire, già da alcuni anni.

Il cliché è sempre lo stesso: rapidi ritmi sincopati che flirtano con il drum and bass, atmosfere cupe e bassi gutturali. Nessuna variazione sul tema, e nessun brano che emerge su gli altri, a parte qualche piccolo cenno di originalità in See The Light. Per il resto, una musica realizzata guardandosi alle spalle, invece che avanzando verso il futuro.

L'insufficienza quindi non va vista come gesto perfido, né come indice di un palato troppo esigente. E' invece un atto concreto di responsabilità artistica, una resistenza tenace, un invito a non accontentarsi di espressioni così tanto radicate al passato. Dietro alla musica, e ad ogni arte in genere, deve sempre esistere una spinta propulsiva orientata all'evoluzione, con scelte di campo coraggiose e iniziative originali. Altrimenti, stiamo parlando solo di un modo per far soldi.

Tornando al disco: se vi può interessare un esempio canonico di musica elettronica di tendenza oggi, provate questo Energy Distortion, del 2010. Fermo restando che i concetti quivi espressi sono tutti presenti, freschi ed originali, nell'Innovator di Derrick May e, più in generale, nella Detroit a cavallo tra gli anni '80 e i '90. A vostra discrezione.

V Voti

Voto degli utenti: 6/10 in media su 1 voto.
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Cas 6/10

C Commenti

Ci sono 2 commenti. Partecipa anche tu alla discussione!
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djsynth alle 18:59 del 27 giugno 2010 ha scritto:

semplicemente quello di F è una raccolta di tools per Dj e non un album da ascolto casalingo

Cas (ha votato 6 questo disco) alle 16:23 del 13 febbraio 2011 ha scritto:

concordo con il giudizio del recensore, disco troppo statico e monotono, anche se alzo il voto alla sufficienza.