V Video

R Recensione

9/10

Four Tet

There Is Love in You

Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”

Blaise Pascal

 

Difficile capire la logica semplice e meccanica del cuore. Pulsione di sentimenti, istinto primordiale, simbolo per eccellenza d’amore e passione.

Mettete da parte la mente, spegnete per 50 minuti il tasto della razionalità, e affidatevi alle mani sapienti di Kieran Hebden aka Four Tet, che con i suoi tasti fa vibrare le corde del cuore come pochi altri.

Sbatte in faccia alla ragione le ragioni del cuore, scarnificando il proprio sound cervellotico, e riducendolo all’essenziale battito cardiaco, a volte lento, a volte accelerato, e a volte regolare; rende logica l’irrazionalità del cuore.

Difficile trovare un senso alle tracce prese singolarmente, ma che acquisiscono una logica ben precisa se unite in un flusso ininterrotto di beat pulsanti e liquidi che scorrono come sangue denso nelle vene. Suoni semplici ed essenziali, così com’è semplice ed essenziale lo scorrere del sangue, il battito regolare del cuore.

Il tessuto striato delle partiture ritmiche detta il tempo di beat densi e stratificati, che sfiorano la techno di Detroit (i 9 minuti ipnotici di “Love Cry”) in cui convivono la muscolarità della techno e la raffinatezza del dubstep, rievocano le atmosfere oscure ed ovattate di Burial (“Angel Echoes”), pur mantenendo la propria cifra stilistica ben formata e fondata su solide basi che hanno creato un sound ormai caratteristico.

Gli intrecci d’arpa e beat crepuscolari di “Circling” hanno il calore tiepido del primo sole al mattino, quando gli occhi socchiusi faticano a reggere il peso lieve dei timidi raggi che scacciano il buio. Il sangue scorre veloce in “Pablo’s Heart”, pronto a ricevere in pasto i beat gommosi di “Sing” su cui s’innestano voci eteree e percussioni in loop infinito. “This Unfolds” è lenta e pigra come un risveglio post trip, e affonda nelle poltroncine con le gambe atrofizzate dall’acido lattico. Lo stato confusionale di “Reversing” lascia spazio alla magnifica “Plastic People”, vera gemma di musica elettronica posseduta da uno stato di pura trance in cui le funzioni vitali sono ridotte al semplice battito cardiaco. Il delicato finale “She Just Like To Fight” si snoda su semplici percussioni dai tratti infantili, fra penne che battono sconnesse su tavoli e bottiglie, e una melodia di chitarra sussurrata nelle orecchie che culla le membra stanche e nauseate dal dancefloor.

In concomitanza con l’uscita di “Untrue”, Burial definì la sua musica come “l’eco che rimbomba in testa quando esci stordito da una discoteca”. Nel caso di Four Tet invece, si può definire come “l’eco che ti rimbomba in testa quando sei in discoteca”. In entrambe in casi, e nell’ambito di tutto il dubstep, la definizione derivata è questa: “L’eco che ti rimbomba in testa quando il disco smette di girare, quando la testina si separa dal vinile, quando si staccano i jack e quel rumore sordo si dissolve in un istante. Musica che passa per la mente ed arriva dritta al cuore, appunto.

Capolavoro.

V Voti

Voto degli utenti: 7,1/10 in media su 95 voti.
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marten 9/10
djsynth 10/10
rael 6/10
Cas 8/10
gumbo 8/10
mutter 7/10
krikka 5/10
lev 8/10
gull 4/10
loson 6/10
nico83 4/10
4AS 7/10
REBBY 1/10
Lobo 3/10
gasmor 3/10
tttt 9/10
george 5/10
giank 7/10
mavsi 9/10
rubens 5/10
Fender 5/10
egon72 4/10
FeR 7/10
target 4/10
brian 9/10
crudele 10/10
zanmat 5/10
facco 7/10
creep 9/10
Kid_Ale 9,5/10

C Commenti

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REBBY (ha votato 1 questo disco) alle 9:16 del 3 febbraio 2010 ha scritto:

L'impressione è che uno dei contendenti per la

classifica finale sia già sceso nell'arena (eheh)

...

george (ha votato 5 questo disco) alle 17:45 del 3 febbraio 2010 ha scritto:

per la miseria....

io li ho un pò persi di vista...

me lo procurerò.

PandoFightSound (ha votato 9 questo disco) alle 20:36 del 3 febbraio 2010 ha scritto:

Sento aria di capolavoro, Four Tet con There Is Love in You sprigiona amore allo stato puro

FrancescoB (ha votato 9 questo disco) alle 20:21 del 5 febbraio 2010 ha scritto:

Disco per me ammaliante, capace di suonare fourtetiano al 100%, ma anche di guardare ad altri territori, come giustamente dice la bella recensione. Questo è un fenomeno vero, poco da discutere, per me non ha mai sbagliato una virgola, ma proprio neanche cercando con il lanternino.

modulo_c (ha votato 9 questo disco) alle 8:20 del 8 febbraio 2010 ha scritto:

Un viaggio fra ovatta e melassa, capace di addolcire i peggiori lunedi mattina. Il 2010 comincia all'insegna del miele. Preparate l'insulina!!

Utente non più registrato alle 20:33 del 10 febbraio 2010 ha scritto:

Lo so che ultimamente risulto il bastian contrario della situazione ma in questi primi album del 2010 (e siamo appena a metà febbraio!) non ci trovo nulla di che. 'Sti continui hype a scadenze settimanali sono un po' grotteschi e il clamore che intendono suscitare sembra più figlio di regole di marketing assodate che non una vera e propria manifestazione di qualità. Beach House, Four Tet, Vampire Weekend, Hot Chip, Spoon, Toro Y Moi e chi più ne ha più ne metta e non è nemmeno trascorsa la 6^ settimana dell'anno. Tutta questa ricerca spasmodica è eccessiva e non ne comprendo il movente. Non è questa una critica a SdM, ma al sistema webzine in generale le quali sono in grado sia di 'eccitare' il lettore/ascoltatore che frustrarlo a suon di continui hype. Mentre molti vivono più la prima condizione io insisto sulla seconda e quindi giù a dare mediocrità. Sperando in una epifania o in un bravo sofista.

Riguardo il Four Tet, non rappresentano proprio il mio ascolto-tipo, troppo prolissi, troppo lontani da me, troppa musica da sala d'attesa e per onestà intellettuale mi sento di esimermi dal valutarli. Sperando in un'annata quantomeno decente.

Marco_Biasio (ha votato 8 questo disco) alle 21:45 del 10 febbraio 2010 ha scritto:

A mio avviso, invece, Kieran è riuscito a fare un altro disco strepitoso. L'unico punto debole è, per me, "Love Cry", portatrice di un groove micidiale ma ahimè troppo vicina ad alcuni esperimenti percussivi ("And Then Patterns", "High Fives") del precedente, anch'esso splendido, "Everything Ecstatic". Ma, per il resto? Lo spezzettarsi di "This Unfold" è incredibile, la sinuosa apertura di "Angel Echoes" così com'è starebbe benissimo in mano a qualunque gruppo jazz (e geniale l'idea di basare il ritmo su un falsetto trattato e sofficemente messo in loop), le atmosfere più minimal di "Sing" sono quanto di più lontano si possa definire con "becero". E' sicuro, però, che qui ci siano almeno altri due pezzi da top ten 2010: uno è "Circling", un madrigale analogico di circolarità e musicalità devastanti (arpeggi di arpa che incontrano l'elettronica), l'altra è la "Hidden Track" che si sbilancia su territori folk con risultati entusiasmanti. Concordo con Francesco quando dice che, sulla genialità del personaggio, c'è poco da discutere: non un progetto o un disco sotto tono.

salvatore (ha votato 4 questo disco) alle 21:46 del 10 febbraio 2010 ha scritto:

Mah, non lo so Rockwell... questo tuo discorso sulle leggi di marketing, l'hype, le spinte delle webzines... mi lascia un po' perplesso. Io - come spero la maggior parte di quanti ascoltano musica e scrivono su questo sito - ho i miei gusti, i miei parmetri di giudizio e le mie opinioni. Tutto il resto, conta poco... Intendo dire che se un gruppo viene incensato e a me non piace(Vampire Weekend), non ho nessun problema a dirlo. Se un gruppo viene incensato e mi piace(Beach House. Trovo che Teen Dream sia un disco meraviglioso, di una purezza e una levità assolute. Ma possibile che non vi faccia impazzire tutti?), idem. Se un gruppo non viene incensato e mi piace(Seabear. Target perchè non ne fai la recensione? ), fa lo stesso. Insomma credo che questo tuo discorso e questa tua insofferenza verso questo meccanismo (d'accordo un po' perverso, ma solo per quanti non hanno idee proprie) rischino di farti perdere un po' di oggettività (l'album dei Beach House può non essere un capolavoro per alcuni, ma nemmeno un disco mediocre, credo). Il mio è un consiglio più che una polemica, ti assicuro.

Per i Four Tet ripasserò. Ci devo ancora pensare su

target (ha votato 4 questo disco) alle 22:00 del 10 febbraio 2010 ha scritto:

Io dico solo una cosa: bisogna sempre ricordare che in una webzine scrivono in tanti, e ognuno porta i propri gusti e le proprie preferenze soggettive. Abbiamo tutti dei lavori (chi è fortunato viene anche pagato) e una vita sociale, e non ci importa nulla delle regole di marketing, anche perché scrivere qui non ci rende un soldo: scriviamo quando ci va, non di certo sotto le pressioni di qualcuno. Quasi sempre si scrive per parlare bene di un disco che ci è piaciuto, più raramente per parlare male di un disco che ci ha delusi e da cui ci aspettavamo di più. Quando ascoltiamo un disco nuovo che ci fa cacare, semplicemente non ne parliamo. Quindi, è statisticamente normale che i voti positivi siano molti di più di quelli negativi. Poi, il lettore saprà come orientarsi, imparando magari a seguire i recensori con i quali condivide più preferenze musicali. Ecco, questo direi a Rockwell: di non pensare a SdM come a una monade unica o a un 'monstrum' guidato dall'alto (come può essere pitchfork), ma come a un insieme di teste piuttosto schizofreniche tenute assieme dal maxi-contenitore della musica. Daniè: sui Seabear ci stiamo lavorando Sui Four Tet, ripasserò, ma non nutro un grande entusiasmo.

fabfabfab (ha votato 7 questo disco) alle 22:17 del 10 febbraio 2010 ha scritto:

... effettivamente parlare di marketing su queste pagine fa un po' ridere

loson (ha votato 6 questo disco) alle 22:23 del 10 febbraio 2010 ha scritto:

"Quando ascoltiamo un disco nuovo che ci fa cacare, semplicemente non ne parliamo. Quindi, è statisticamente normale che i voti positivi siano molti di più di quelli negativi." ---> Amen, fratello. Ai lettori: volete più voti negativi? convincere il nostro boss a scucire un po' di dindini e come per magia fioccheranno le stroncature! ;DDDDD

loson (ha votato 6 questo disco) alle 22:24 del 10 febbraio 2010 ha scritto:

RE:

O MEGLIO: "Convincete il nostro boss...". Cazzo, devo dormire...

synth_charmer (ha votato 6 questo disco) alle 22:54 del 10 febbraio 2010 ha scritto:

Rockwell, rielaboro il tuo pensiero aggiungendo una dose massiccia di diplomazia a guardare la home page di storiadellamusica.it, ad esempio, sembra che in un mese e mezzo siano venuti fuori decine di album di grande qualità. Il che non è in effetti la mia sensazione (la cosa vale anche per quest'album). Ok, ammetto di essere sempre stato diffidente verso il presente (quante volte mi avranno sentito dire "il grande rock è morto" oppure "il grande cinema è morto"). Infatti tornerò subito a concentrarmi su tesori del passato, lasciandovi il palcoscenico delle novità però qualcosa non mi torna lo stesso..

salvatore (ha votato 4 questo disco) alle 23:25 del 10 febbraio 2010 ha scritto:

RE:

oddio... e se poi dovessimo sentire la tua mancanza

Lezabeth Scott alle 23:33 del 10 febbraio 2010 ha scritto:

RE:

Ecco bravo rituffati. Ma occhio a non affatigarti.

djsynth (ha votato 10 questo disco) alle 23:39 del 10 febbraio 2010 ha scritto:

splendido, splendido e ancora splendido. Questo è un disco di sogni ed emozioni, serio candidato ad album dell'anno.

PS: tra l'altro io four tet l'ho visto live venerdì scorso al wmf club di berlino in cui hs suonato tutto il disco e signori dire che è stata una figata è davvero poco...

Utente non più registrato alle 23:47 del 10 febbraio 2010 ha scritto:

x Daniele83 e Target

@ Daniele: si lo so che qui su SdM ognuno scrive liberamente di musica dando credito ai propri gusti, infatti non mi riferivo a SdM in sè ma proprio al sistema delle webzine in generale e quando parlavo di marketing non mi riferivo al recensore di turno il quale è totalmente avulso da quella logica, ma proprio all'"ambiente", all'"atmosfera" che percepisco, non so spiegarmi meglio. Consulto molte webzine e molto spesso lo faccio in modo comparato e molto spesso mi ritrovo con un consenso su certi dischi che ha quasi dell'inverosimile, come se "tutto fosse già deciso". Ti ripeto che è una mia sensazione. Per quanto riguarda il discorso sull'oggettività, preferirei non intraprenderlo perchè per me l'oggettività, per ciò che concerne i giudizi di valore, non esiste. Questa situazione può provocare in me la nascita di pre-giudizi e non giudizi poco "obiettivi". E sui pre-giudizi posso dire che su essi posso cmq intervenire, così come è accaduto per Patrick Wolk di cui ho rivalutato il secondo disco e Lady Gaga.

@Target: si, mi sono resa conto che SdM non è propriamente una "testata" visto e considerato che non vi sono vincoli troppo selettivi per la stesura della recensione . E riguardo il recensore-modello a trovarlo! Nella mia carriera da lettrice non ne ho mai avuto uno, son di gusti difficili ed alte aspettative. XD

salvatore (ha votato 4 questo disco) alle 23:59 del 10 febbraio 2010 ha scritto:

Certo! Ma attenzione che alla base di un giudizio poco obiettivo c'è molto spesso un pre-giudizio.. Poi io me ne fregherei dell'atmosfera che si viene a creare intorno ad un album. Se quello che molti fanno (e penso a pitchfork e simili) è uno sporco giochetto, io ne resto tranquillamente fuori e CONTINUO A FARMI PIACERE CIò CHE EFFETTIVAMENTE MI PIACE a prescindere da tutto e da tutti.

Luca Minutolo, autore, alle 8:32 del 11 febbraio 2010 ha scritto:

Parlare di leggi di mercato e marketing su di un sito come Sdm mi pare assolutamente assurdo e senza senso, nessuno paga nessuno per scrivere quì...Inoltre a mio modesto giudizio se un disco è bello o brutto lo valuto in base ai miei parametri cercando di adattarli il più possibile a quello che è il giudizio oggettivo (ma si sa, l'oggettività assoluta nemmeno Lester Bangs è riuscita ad ottenerla). E poi sinceramente c'è un filone piuttosto strano su questo sito; Quando si stronca un qualsiasi album avviene un vero e proprio linciaggio telematico, che molto spesso sfocia in offese personali e discussioni piuttosto accese. Con questo non voglio dire che tutti debbano essere compiacenti col recensore, ma almeno argomentare il proprio dissenso con motivazioni serie e pertinenti, e non offendendo gratuitamente. Il dibattito è sempre ben accetto, anzi sarebbe preoccupante se non ci fosse, ma almeno portarlo avanti con un minimo di serietà...Per quel che mi riguarda cerco di nonn scegliere sempre recensioni di album che mi piacciono o che ammiro, ma spesso vado anche alla ricerca di cose che non mi piacciono o che addirittura odio. Un metro di giudizio più oggettivo possibiile si raggiunge anche e soprattutto confrontandosi con ciò che non ci piace o che non conosciamo.

rael (ha votato 6 questo disco) alle 10:46 del 11 febbraio 2010 ha scritto:

luca quello che avviene su questo sito avviene su qualsiasi sito di recensioni musicali, italiano e non! credo faccia parte del gioco, i siti musicali non sono il collegio delle orsoline, forse qui c'è la giusta via di mezzo, al contrario leggere i salamelecchi di circostanza sarebbe avvilente. questo disco è carino, ma dopo due settimane già l'ho tolto dal lettore, di una bellezza passeggera_'

Luca Minutolo, autore, alle 11:09 del 11 febbraio 2010 ha scritto:

Quello che mi aspetto dalle altre persone è una discussione motivata, non il "tu non capisci un cazzo, sei solo un cretino"...Non so se riesco a farmi capire...

REBBY (ha votato 1 questo disco) alle 11:14 del 11 febbraio 2010 ha scritto:

No! eheh

Utente non più registrato alle 12:14 del 11 febbraio 2010 ha scritto:

X Luca Minutolo

Ragà quando parlavo di marketing non mi riferivo ad un recensore in particolare o ad una webzine in particolare, insisto nel precisarlo, mi riferivo a TUTTE, a tutto il sistema delle webzine. Non è un discorso a priori ("il recensore mette 4 stelline perchè l'etichetta tal dei tali gli fa pressioni etc. etc.") ma a posteriori ("uh mamma, tutti i recensori - di diverse webzine - son concordi sui Beach House, i Vampire Weeekend, i Four Tet, gli Spoon, uh, ma come mai sta cosa?").Quindi non dico che il recensore le faccia le regole (di marketing) ma che ne sia soggetto e molto spesso inconsapevolmente. Parlando di "influenze" è inutile tirare in ballo Packard o Kant ma nessuno è avulso dalle pressioni, anche morbide, che l'ambiente e la società imprimono sull'individuo, altrimenti non si parlerebbe mai nè di "moda", nè di "tendenza" e nè di "hype". E la "tendenza" che noto è una certa indifferenziazione di giudizi che attraversa trasversalmente il mondo delle webzine. Ed anzi SdM rispetto ad altri spezza un po' questo consenso unanime proponendo recensioni con voti bassissimi (vedi Medulla di Bjork con cui non sono assolutamente d'accordo ma di cui apprezzo il coraggio del recensore di essersi messo in discussione senza stare a sentire campane e campanacci).

Luca, riguardo le recensioni con voti bassi, anche io liquido in fretta e furia con due parole i dischi che non mi piacciono sulla mia bela paginetta su RYM, però da un recensore - chiunque esso sia - mi aspetto sempre un trattamento equo sia sui dischi "eccelsi" che quelli "penosi", così come si motivano le cose positive altrettanto bisogna farle con quelle negative poichè il presupposto "vizio di forma" può minare la credibilità del recensore di turno. E non comprendo quindi che a diversità di valutazione corrisponda un diverso trattamento. Semo in democrazia. Abituamoce.

fabfabfab (ha votato 7 questo disco) alle 14:11 del 11 febbraio 2010 ha scritto:

Diciamo che l'influenza, se c'è, è di tipo quantitativo. Mi spiego: se Pichfork, o il Mucchio Selvaggio, o Rumore, o il Bollettino di Biandrate recensiscono il disco dei Vampire Weekend, e magari lo sbattono in copertina o come disco del mese, allora molti lo compreranno-scaricheranno, farà il giro dei blog e arriverà alle orecchie di tutti coloro ai quali possa minimamente interessare (mia zia Delfina continuerà a fottersene beatamente dei Vampire Weekend). Allora è statisticamente probabile che qualcuno apprezzi il disco decida di scriverci due righe. Ed è assai più probabile che questa decisione sia presa da uno che il disco lo ha apprezzato e ascoltato più volte piuttosto che da un altro che lo ha ascoltato mezza volta, ha vomitato e lo ha rimesso sullo scaffale. Sarebbe masochismo-musicale volerlo riascoltare e recensire. Di contro, il disco dei Superminchiam Deflagratam non lo trovi da nessune parte, se lo vuoi te lo devi comprare, quindi lo devi già conoscere, o quasi. E il cerchio si restringe. Poi ci va anche qualcuno - possibilmente alfabetizzato - che lo apprezzi al punto da volerci scrivere due righe. E il cerchio praticamente non c'è più. Poi ancora, deve essere così appassionato da voler sottoporre il suo lavoro di ricercatore musicale ad un branco di saccenti scassapalle come noi, che troveremmo subito il modo di insultare e sfottere il povero masochista-giornalista, che nel frattempo si sarà già suicidato con Britney Spears in sottofondo.

Cas (ha votato 8 questo disco) alle 16:33 del 11 febbraio 2010 ha scritto:

Eh beh, che classe! Four Tet si conferma uno dei migliori scultori del suono degli ultimi 10 anni! La sua capacità di unire sperimentazione e melodia è impressionante,dai risultati incantevoli. Provateci voi a prendere microhouse, techno, dubstep, glitch (...) e amalgamarli come ha fatto mister Hebden in tutto questo tempo...

max.luglio71 alle 21:51 del 11 febbraio 2010 ha scritto:

la mia prima..

Un saluto a tutti e scusate l'invadenza. Nuovo di queste parti, ma già da qualche mese navigo in queste acque. Ascolterò i Four Tet ma mi interessava dare un'opinione circa il dibattito qui di sotto. Credo che il vero problema sia il contenitore e non di contenuto. la sovraesposizione delle produzioni musicali a cui siamo abituati cambia e "alleggerise" i parametri della nostra percezione e l'affermazione dei nostri gusti. Quanti dischi davvero si "consolidano" nel nostro emisfero emozionale? Io comincio a fare fatica, lo confesso. Ero abituato ad ascoltare spesso un disco per apprezzarlo. Ora no. O meglio, mi capita con pochi. Ascolto, magari mi diverto, forse lo compro e poi ne ascolto un altro ma poi esce l'ultimo di Callahan..Tutto ciò amplifica le disparità di vedute, esalta finti clamori e smorza in fretta fugaci bagliori. Bisognerebbe inventare un meccanismo che certifichi da parte di qualsiasi recensore l'ascolto di un disco di almeno 5 volte per poi poterlo recensire. Forse esiste già. E' il tempo che passa. Io ne ho sempre più bisogno per non farmi scivolare via ciò ascolto.

max.luglio71 alle 21:53 del 11 febbraio 2010 ha scritto:

..ciò che ascolto." La prossima volta rileggo.

gumbo (ha votato 8 questo disco) alle 11:20 del 12 febbraio 2010 ha scritto:

ammetto di non amare di dub. Mi sono dunque messo ad ascoltare l'ennesimo "disco dell'anno" (uscito a poche settimane dall'inizio dell'anno) molto prevenuto e spinto solo dal coro unanime che si è impegnato a elogiarlo. Ebbene, mi devo ricredere. Il lavoro è molto bello, ascoltabile, vario e raffinatissimo negli arrangiamenti. Non sarà il mio disco dell'anno ma, francamente, CHISSENEFREGA. Sono del parere che uno debba parlare soprattutto di ciò che ama, pure perché solo in quel caso è davvero "aperto" all'ascolto. Certo che l'amore spesso è cieco, e la ciecità critica andrebbe evitata, ma ricordate che ogni critico che si eserciti sul contemporaneo (così come lo storico) non può che essere presbite...

tramblogy (ha votato 4 questo disco) alle 13:28 del 12 febbraio 2010 ha scritto:

è brutto!!!

nico83 (ha votato 4 questo disco) alle 14:19 del 20 febbraio 2010 ha scritto:

RE: è brutto!!!

Quoto tramblogy: è brutto

Yanni Vampiro. alle 14:08 del 13 febbraio 2010 ha scritto:

È un disco Favoloso. Nel senso più Puro del Termine

Per quanto è vero che l'atmosfera indie, divagando in orizzontale/verticale per le sfere della Critica sia riuscita a deformare l'idea di Qualità, Musicale, su nuovi Standard pressappoco di Più che Illusori: ché l'Hype settimanale si scateni alla ricerca Spasmodica di Novità Rivelazioni e Prodigi di Tecnica... Questo permane un disco da Favola. La modulazione leggera e Manipolata delle valvole sentite. Grazia e tecnica indubbie, produzione Calibrata. Ma soprattutto Conoscenza del Sentimento, oltre che Sentimento della Conoscenza. Il sentimento della conoscenza è l'Errore degli intellettualismi, il dover ascoltare per obbligo di Genialità qualcosa di Pesante. Mi schiero con certo glo-fi contro i Bruce Peninsula (Che pure Stimo)

Lezabeth Scott alle 14:56 del 13 febbraio 2010 ha scritto:

RE: È un disco Favoloso. Nel senso più Puro del Termine

Che diamine vorrebbe dire, di grazia? Ce lo spieghi come lo spiegheresti ad un bambino di quinta elementare (qui abbiamo frequentato tutti le scuole basse)? Che ruolo hanno in tutto questo le lettere maiuscole? Cosa t'hanno fatto i Bruce Peninsula? E perchè per apprezzare un genere bisogna necessariamente sottovalutarne un altro?

Yanni Vampiro. alle 15:01 del 13 febbraio 2010 ha scritto:

RE: RE: È un disco Favoloso. Nel senso più Puro del Termine

E io, cosa ti ho fatto ?

Lezabeth Scott alle 15:39 del 13 febbraio 2010 ha scritto:

RE: RE: RE: È un disco Favoloso. Nel senso più Puro del Termine

Assolutamente nulla. Pura e ostinata curiosità femminile nel capire quello che stava scritto.

Yanni Vampiro. alle 15:50 del 13 febbraio 2010 ha scritto:

RE: RE: RE: RE: È un disco Favoloso. Nel senso più Puro del Termine

e S'è capito?

Le Maiuscole sono un Feticcio Metrico d'una Scrittura: un po'HipHop: e la Punteggiatura. E le rime, pure

Lezabeth Scott alle 16:02 del 13 febbraio 2010 ha scritto:

RE: RE: RE: RE: RE: È un disco Favoloso. Nel senso più Puro del Termine

Si ora si, tesoro, grazie.

Yanni Vampiro. alle 16:11 del 13 febbraio 2010 ha scritto:

RE: RE: RE: RE: RE: RE: È un disco Favoloso. Nel senso più Puro del Termine

[Lungi da me arrogarmi il diritto di non cedere ad un'Ostinata Curiosità Femminile.]

fabfabfab (ha votato 7 questo disco) alle 15:11 del 13 febbraio 2010 ha scritto:

RE: È un disco Favoloso. Nel senso più Puro del Termine

I Bruce Peninsula mi Chiedono di Dirti che - Cito Testualmente - "Formalizzando in Atto Pratico-Empirico la tua Manipolazione Intellettuale e rispettando la Calibrazione Enfatica della tua Conoscenza, se ne Battono il Culo"

Yanni Vampiro. alle 15:21 del 13 febbraio 2010 ha scritto:

RE: RE: È un disco Favoloso. Nel senso più Puro del Termine

Apprezzo molto il vostro zelo.

Contro i Bruce Peninsula in sé non ho Nulla, solamente da dire che l'ascolto è tanto Difficile ed Intellettualoide-Folk da risultare subito Pesante. Eppure li ascolto, e mi piacciono; mi sa che s'è Trasfigurato il senso di quello che ho scritto.

Ci sono cose che anche senza sapere nulla di niente, della Storia della Musica o delle influenze gospel e gregoriane, risultano subito tanto Gradevoli quanto Profonde come questo disco, come lo zucchero ai neonati.

I prodotti musicali eruditi e fondati sulla ricerca, sulla speculazione intellettuale e simili, invece, godono di un altro tipo di beneficio che è il beneficio culturale dell'artefatto: che spesso, non risulta altrettanto immediato.

Magari così va bene.

loson (ha votato 6 questo disco) alle 17:18 del 13 febbraio 2010 ha scritto:

Siamo a "Scherzi A Parte", vero?

tramblogy (ha votato 4 questo disco) alle 10:39 del 14 febbraio 2010 ha scritto:

il sentimento della conoscenza

ti porta a conoscere anche cose spiacevoli...

lev (ha votato 8 questo disco) alle 10:59 del 14 febbraio 2010 ha scritto:

a mi el me pias, e tant!

gull (ha votato 4 questo disco) alle 17:43 del 14 febbraio 2010 ha scritto:

Mah!

Sarò io che non lo capisco, ma insomma, cosa ci trovate di così bello?

salvatore (ha votato 4 questo disco) alle 23:02 del 14 febbraio 2010 ha scritto:

No no non ci siamo... non mi piace proprio. Monotono, monocorde, furbetto e pretenzioso, a mio avviso. Magari per apprezzarlo bisogna essere dei patiti del genere, non so... il fatto è che più lo ascolto, più mi annoia. La mia traccia preferita è la ghost track... e questo la dice lunga...

loson (ha votato 6 questo disco) alle 10:23 del 15 febbraio 2010 ha scritto:

RE:

"Magari per apprezzarlo bisogna essere dei patiti del genere, non so..." ---> Veramente qui il disco è piaciuto anche a gente che è tutto fuorchè "patita" dell'elettronica. Anzi, una delle caratteristiche vincenti di Hebden è proprio la trasversalità, la sua capacità di farsi amare - proprio perchè il sottotesto del suo discorso è così potente e quasi universale - anche da coloro che di elettronica ne masticano pochina. Io non ci vado pazzo eh, però la realtà mi pare questa. Ad ogni modo, trattasi di un re-editing di "Rounds": nulla cambia a parte qualche sentore dubstep. Il disco conferma anzi la classicità del suono Four Tet, il suo scorrere immutabile. D'altra parte, il difetto più evidente di "There Is Love In You" è che non c'è un pezzo che spicca sugli altri (come poteva essere "My Angel Rocks Back And Forth", per dire). O almeno questo è il mio parere.

salvatore (ha votato 4 questo disco) alle 12:02 del 15 febbraio 2010 ha scritto:

RE: RE:

Probabilmente hai ragione. Il fatto è che l'elettronica, pur non essendo propriamente il genere più affine alla mia sensibilità, non mi dispiace. Quando ascolto questo cd, però, non saprei dire nemmeno a che traccia io sia arrivato. Le canzoni scorrono, così, come sottofondo, piacevole, ma pur sempre sottofondo. Dicevo che forse bisognava essere appassionati del genere, solo per essere più cauto. In effetti e in definitiva, lo trovo caruccio come sottofondo, chiccoso da ballare, ma piuttosto insulso

loson (ha votato 6 questo disco) alle 14:52 del 15 febbraio 2010 ha scritto:

RE: RE: RE:

Beh dai daniele, più che da ballare questa è elettronica da ascolto, meditativa. Cioè, il feeling è più quello pensoso e raccolto dell'IDM che quello danzereccio del "french touch". ;D Per il resto sì, anche a me il disco ha lasciato abbastanza freddino (REBBY, ti confermi in ottima forma eheh), ma confesso di non aver mai stravisto per l'artista in questione, pur rispettandolo assai.

salvatore (ha votato 4 questo disco) alle 15:26 del 15 febbraio 2010 ha scritto:

RE: RE: RE: RE:

Beh, dipende dal ballo...

REBBY (ha votato 1 questo disco) alle 11:00 del 15 febbraio 2010 ha scritto:

Concordo con quanto detto quì sotto dal Los,

nonostante io sia più ignorante e meno appassionato della "scena" elettronica. Questo mi

pare un disco trasversale e furbetto eheh Può

essere compreso tranqillamente anche da chi non è

propriamente un patito del genere. Poi che piaccia

o meno questo è un altro discorso.

lev (ha votato 8 questo disco) alle 12:39 del 15 febbraio 2010 ha scritto:

secondo me una canzone che si eleva sopra le altre c'è, ed è "the unfolds". di solito questo tipo di musica lo apprezzo come sottofondo, invece questo mi rapisce proprio.

lev (ha votato 8 questo disco) alle 17:02 del 15 febbraio 2010 ha scritto:

e te pareva che al los non piaceva sto disco!!! attento che il processo "coltrane" sta giungendo a termine!

loson (ha votato 6 questo disco) alle 18:06 del 15 febbraio 2010 ha scritto:

RE:

Coltrane chi? XD

fabfabfab (ha votato 7 questo disco) alle 22:36 del 17 febbraio 2010 ha scritto:

Alla fine lo preferivo folk(tronico). Solo buono, secondo me il pezzo migliore è "Sing", dove riprende alcune chincaglierie sullo stile di Cornelius.

synth_charmer (ha votato 6 questo disco) alle 21:25 del 19 febbraio 2010 ha scritto:

sopravvalutato

disco carino, ma niente di particolarmente stupefacente e/o emozionante. Ben confezionato, ma i contenuti sono tutti già sentiti (a me sembra che abbia pescato a piene mani dal repertorio dei Plaid). A proposito della questione "appassionati del genere": è più probabile che un disco del genere piaccia a chi non abbia una passione per l'elettronica, se si è già ambientati nel mondo elettronico è più facile che lo si trovi una noiosa ripetizione

fabfabfab (ha votato 7 questo disco) alle 21:27 del 19 febbraio 2010 ha scritto:

RE: sopravvalutato

Bravo Synth, sono totalmente d'accordo.

Marco_Biasio (ha votato 8 questo disco) alle 21:38 del 19 febbraio 2010 ha scritto:

RE: RE: sopravvalutato

Mm, io sono d'accordo a metà. Nel senso che forse è vero non ci sia niente di nuovo (anche se... "Circling"...), dischi del genere ne ho sicuramente sentiti un po', ma non per questo lo percepisco noioso. Sarà forse l'eleganza di Hebden che mi continua ad attrarre.

Dr.Paul (ha votato 5 questo disco) alle 22:48 del 19 febbraio 2010 ha scritto:

a me sembra un disco vecchio, di almeno 15 anni!

tramblogy (ha votato 4 questo disco) alle 11:21 del 20 febbraio 2010 ha scritto:

sinth condivido completamente...

fabfabfab (ha votato 7 questo disco) alle 16:49 del 20 febbraio 2010 ha scritto:

Questo disco sta precipitando

lev (ha votato 8 questo disco) alle 17:43 del 20 febbraio 2010 ha scritto:

da quando ho scritto che mi piace, tutti voti bassi. avrò portato sfiga. comunque ribadisco che per me è un bel disco. forse è vero che x chi come me mastica poco di sta musica è più facile rimanerne affascinato, mentre chi la conosce di più, probabilmente ne avrà ascoltati a decine di dischi così. una cosa però mi sfugge, e cioè che definite questa musica elettronica. io nella mia ignoranza la definisco musica da "discoteca x fighetti". musica elettronica è un termine un pò troppo vasto, anche gli yeasayer e gli editors hanno fatto la svolta elettronica, però mi sembra tutta un'altra cosa. ovviamente non voglio fare nessuna polemica, è solo x capire.

Dr.Paul (ha votato 5 questo disco) alle 17:55 del 20 febbraio 2010 ha scritto:

be quella piu che elettronica è synth, basso batteria e (poche) chitarre ci sono, qui è tutto elettro! tutto computer!

lev (ha votato 8 questo disco) alle 18:12 del 20 febbraio 2010 ha scritto:

ok, forse confondo questa musica con il synth pop. però questa mi pare musica elettronica da "ballo", penso però che a volte la musica elettronica sia anche qualcos'altro. x quello dico che "elettronica" mi pare un termine un pò vago. uno magari adora i kraftwerk, ma detesta questa.

synth_charmer (ha votato 6 questo disco) alle 18:19 del 20 febbraio 2010 ha scritto:

RE:

L'elettronica è un universo variegato almeno quanto il rock. Questo disco in generale si colloca nel filone ambient (vedi tracce come Angel Echoes, Circling, This Unfolds), con passi nella direzione della più specifica ambient techno (Plastic People ad esempio). Il disco subisce anche le influenze della techno (Love Cry) e del bass'n'heay (Reversing). E' un disco piuttosto vario, per questo probabilmente si è parlato di "elettronica" in generale.

lev (ha votato 8 questo disco) alle 18:29 del 20 febbraio 2010 ha scritto:

RE: RE:

eh eh, io con tutti questi stili non ci capisco una mazza, perciò mi fido sulla parola. comunque volevo solo dire che uno pur essendo appassionato di certa elettronica, questa magari la conosce molto bene. volevo riferirmi al fatto che si diceva che questo disco è piaciuto anche a chi di elettronica ne mastica poca. ed io mi son chiesto: "ma quale elettronica?" ma quante cazzo di volte ho detto elettronica?

lev (ha votato 8 questo disco) alle 18:30 del 20 febbraio 2010 ha scritto:

RE: RE: RE:

"questa magari NON la conosce molto bene"

target (ha votato 4 questo disco) alle 18:24 del 20 febbraio 2010 ha scritto:

In questi casi la parola chiave è "IDM". C'è sempre qualcuno che si fa bello dicendo "è intelligent dance music, man", e in questo caso mi beo di essere io.

synth_charmer (ha votato 6 questo disco) alle 18:34 del 20 febbraio 2010 ha scritto:

RE:

"C'è sempre qualcuno che si fa bello dicendo "è intelligent dance music, man" io non l'ho detto perchè era troppo semplicistico, l'IDM è una sovracategoria che include varie classificazioni, tra cui l'ambient techno presente in questo disco. Certo è che c'è un numero esagerato di sotto-categorie nella musica, in alcuni casi si sfiora il ridicolo secondo me.

lev (ha votato 8 questo disco) alle 18:45 del 20 febbraio 2010 ha scritto:

RE: RE:

ma và?! e io che pensavo che IDM stesse per "incredible depeche mode"

bargeld (ha votato 5 questo disco) alle 12:39 del 21 febbraio 2010 ha scritto:

Uno dei più grandi giornalisti musicali specializzati in elettronica che io conosca ha scritto a proposito di questo disco: "è che se vuoi andare 'dritto', devi andarci giù un po' 'pesante', perchè sennò le miniature da affascinanti si fanno stucchevoli e inutili.". Beh sono totalmente d'accordo. Ed è pure calzante quello che scrive Luca: “l’eco che ti rimbomba in testa quando sei in discoteca”. Io le discoteche le ho frequentate solo occasionalmente per compiacere i miei amici, e quell'eco l'ho sempre trovata fastidiosa! Un piacevole sottofondo, nulla più, in my humble opinion.

synth_charmer (ha votato 6 questo disco) alle 14:06 del 21 febbraio 2010 ha scritto:

RE:

il tuo giornalista ha centrato in pieno. Ora voglio assolutamente sapere chi è

bargeld (ha votato 5 questo disco) alle 17:12 del 21 febbraio 2010 ha scritto:

te lo dico in privato!

Mr. Wave (ha votato 7 questo disco) alle 14:23 del 22 febbraio 2010 ha scritto:

Brillante e convincente opera plasmata da diverse sfumature stilistiche; dal IDM alla microhouse, dal glitch al dubstep, effigiata al meglio dalla lunga ed articolata (Love Cry), dal puzzle giocoso di ''Sing'', dalla efflorescenza folktronica sghemba di ''This Unfolds'', dal drone subacqueo di ''Reversing'' , dalla microhouse fluida e morbida di ''Plastic People'' ed infine dall'electro-tribalismo casalingo di ''She Just Likes to Fight'', descritto magistralmente dal bravissimo Minutolo (...fra penne che battono sconnesse su tavoli e bottiglie [cit.]...). Voto: 7.5/10

4AS (ha votato 7 questo disco) alle 16:28 del 23 febbraio 2010 ha scritto:

Carino, però parlare di capolavoro mi sembra eccessivo. In fondo è un disco dance ben fatto ma nulla di particolarmente sconvolgente. Se questo è candidato a disco dell'anno siamo messi male...

REBBY (ha votato 1 questo disco) alle 19:56 del 23 febbraio 2010 ha scritto:

Il mio uno è politico, porta pazienza Luca, non

ce l'ho con te. Il disco sinceramente non lo merita (dal 5 al 7 van bene tutti).

synth_charmer (ha votato 6 questo disco) alle 20:10 del 23 febbraio 2010 ha scritto:

RE:

Rebby, i tuoi metodi politici sono quantomeno discutibili e estremi, ma... se ti candidi alle primarie, hai il mio voto

lev (ha votato 8 questo disco) alle 20:31 del 23 febbraio 2010 ha scritto:

rebby, giuro che questa non l'ho capita.

Luca Minutolo, autore, alle 21:11 del 23 febbraio 2010 ha scritto:

Tranquillo Rebby, non lo prendo come un fatto personale...Comunque mi fa piacere che si sia scatenato questo bel polverone!!

Roberto_Perissinotto (ha votato 8 questo disco) alle 17:33 del 2 marzo 2010 ha scritto:

Allora...la musica elettronica mi appassiona e perciò non potevo non sentirmi questo disco, che è il "caso" del mese. Anche per me parlare di capolavoro è francamente troppo, ma è davvero un bel disco! Insieme alle ultime uscite di Fuck Buttons e Burial il meglio dell'elettronica sentita recentemente...i Fuck Buttons vengono da un altro pianeta, invece con Burial trovo molti punto in comune: ma se quest'ultimo vince in espressività, la musica di Four Tet ha una matrice stilistica invidiabile. Una miniatura, si diceva; certo. Ma di una bellezza soave. Le illuminazioni di Love Cry, Circling e Plastic People me le ricorderò per un bel pezzo.

drug me (ha votato 3 questo disco) alle 21:48 del 5 marzo 2010 ha scritto:

Ma davvero vi piace sta roba? Sono quasi sicuro che mio figlio con la sua pianola casio farebbe impallidire sto tizio! Scherzo, ma mica tanto!

fabfabfab (ha votato 7 questo disco) alle 14:10 del 7 marzo 2010 ha scritto:

RE:

Magari non proprio così (oppure tuo figlio è un prodigio! ), ma anche io devo ridimensionare i miei pur tiepidi entusiasmi iniziali. Una volta tolto dal lettore non ne ho mai sentito la mancanza. Da 7 a 6.

hiperwlt (ha votato 7 questo disco) alle 11:50 del 8 marzo 2010 ha scritto:

non sono un gran conoscitore della scena elettronica -dubstep-idm (anche se ultimamente mi sta appassionando: vedi burial, dj sprinkles,the bug, la compilation hyperdub ecc) però, però...questo disco m'ha preso subito, l'ho trovato particolarmente "comunicativo", un ascolto diretto e avvolgente, mai stancante. "angels echoes" e "plastic people" su tutte. per altro, questo ragazzo mi sembrava di averlo già "visto", avevo delle reminiscenze circa una t-shirt gialla "india", scorrazzate per i club londinesi e una copertina psichedelica: sono andato a spulciare i vecchi numeri di Blow Up e infatti...era lui (numero 128, intervista di Luca Collepiccolo). se l'avete in casa andate a rileggerla, è molto interessante. e ora sotto con "everything ecstatic"!

Roberto_Perissinotto (ha votato 8 questo disco) alle 16:20 del 16 marzo 2010 ha scritto:

Ma a nessuno, sentendo il ritmo di Love Cry, viene in mente She Wants To Move dei NERD?

superPOP girl (ha votato 7 questo disco) alle 23:34 del 20 marzo 2010 ha scritto:

carino

ma abbiamo anche sentito di meglio no? dopo una settimana di ascolti è già accantonato da parte mia e...assolutamente inferiore rispetto di "Rounds"

Roberto (ha votato 8 questo disco) alle 0:12 del 7 aprile 2010 ha scritto:

L' udito, se opportunamente ma illecitamente stimolato, può sortire prodigi. L' album in questione, dopo i primi deludenti ascolti, presa l' "ardua" e (in)dipendente decisione di servirmi di sostanze che aggrediscono con forza la faringe, ha manifestato tutto quel che di buono si va dicendo. Descrivere con minuzia nei particolari in cosa consiste un tale sentito apprezzamento, richiederebbe una costosa seduta di psicoanalisi da parte del sottoscritto attualmente sul lastrico. Nonché il reiterato rischio di far visita a luoghi malfamati causa approvvigionamento. Consiglio pertanto di ascoltare "There is Love in You" coadiuvati da un amplificatore dei sensi adatto. L' esperienza non vi deluderà. Direi il contrario.

(Sento adesso bussare alla porta con violenza . . . penso già a quando mi verrà concessa l' ora d' aria . . .)

Bellerofonte (ha votato 4 questo disco) alle 14:35 del 7 aprile 2010 ha scritto:

Se questo è il miglior disco dell'anno fino ad ora, io sono Topolino

george (ha votato 5 questo disco) alle 1:06 del 11 aprile 2010 ha scritto:

scusate....

secondo me è tutto già sentito....e sinceramente anche troppe volte...

l'ho votato solo ora perchè gli ho concesso numerosi ascolti ma....

Filippo Maradei (ha votato 6 questo disco) alle 16:13 del 6 maggio 2010 ha scritto:

Voto esagerato: è disco carino, ma il dubstep è ben altro, Burial docet.

Addirittura tra i dischi dell'anno... no, no.

tramblogy (ha votato 4 questo disco) alle 18:48 del 7 maggio 2010 ha scritto:

piuttosto strano poi,,,uscito e mai spodestato

ndrangheta o mafia?

Luca Minutolo, autore, alle 20:03 del 7 maggio 2010 ha scritto:

Non penso...Solamente un gran bel disco

REBBY (ha votato 1 questo disco) alle 9:00 del 14 maggio 2010 ha scritto:

modulo_c, che a suo tempo diede 9, dice sulla rece

di Scuba che questo disco è una cagata! Da un estremo all'altro eh. No, non è una cagata, ma

neanche il miglior disco 2010, suvvia Luca eheh.

Io ribadisco la mia posizione, che è poi quella

di Loson (siamo a metà torre, in tutti i sensi eheh): dal 5 al 7 van tutti bene. Pentiti anche

tu Luca così che possiamo chiedere la revoca del

voto ahahah

Luca Minutolo, autore, alle 9:07 del 14 maggio 2010 ha scritto:

Giammai!! Hahahaaa!!

Filippo Maradei (ha votato 6 questo disco) alle 9:32 del 14 maggio 2010 ha scritto:

Sono stato io a dire che era una cagata, e lo ribadisco: anzi, il 6 che ho dato come voto, dopo un altro paio d'ascolti, mi sembra pure troppo.

REBBY (ha votato 1 questo disco) alle 9:45 del 14 maggio 2010 ha scritto:

Si ho visto, ma modulo_c s'è detto d'accordo...

synth_charmer (ha votato 6 questo disco) alle 10:10 del 14 maggio 2010 ha scritto:

che vita grama eh rebby? Avremo mai una classifica anche lontanamente vicina a quella nostra personale? beh, ognuno ha le proprie preferenze, io ancora piango perchè non capisco come possa esser sparito l'ultimo These New Puritans, è un'ingiustizia peggiore di questo Four Tet primo.

synth_charmer (ha votato 6 questo disco) alle 10:18 del 14 maggio 2010 ha scritto:

e comunque sto disco è l'abbaglio più clamoroso della storia!

Luca Minutolo, autore, alle 11:11 del 14 maggio 2010 ha scritto:

I gusti son gusti, e comunque una classifica rispecchia l'andamento generale...Come ad alcuni quest'album può non piacere (scelta più che rispettabile) per altri può essere un gran disco (e andrebbe rispettato anche questo punto di vista)

REBBY (ha votato 1 questo disco) alle 11:18 del 14 maggio 2010 ha scritto:

Si Luca però diciamo la verità qui più che l'andamento generale conta il 9 che gli hai

dato tu. E' matematica non ci si scappa eheh

Luca Minutolo, autore, alle 11:22 del 14 maggio 2010 ha scritto:

si, ma è anche vero che la classifica "scorrevole" è fatta dai voti degli utenti, mentre quella della redazione viene stilata a fine anno...E poi ho ritenuto, e ritengo ancora, che There Is Love In You sia un disco da 9...I motivi è inutile ripeterli, basta leggere la recensione...

REBBY (ha votato 1 questo disco) alle 15:42 del 14 maggio 2010 ha scritto:

La classifica "scorrevole" utenti è determinata in

primo luogo dal voto del recensore e poi anche dal

voto degli utenti. Four tet è primo in classifica

perchè ha beccato l'unico 9 dato da un recensore.

Con un voto più basso non lo sarebbe più. Chiaro

che non discuto la tua libertà di voto eheh

target (ha votato 4 questo disco) alle 16:16 del 14 maggio 2010 ha scritto:

Sarebbe primo comunque, rebby, anche con un 8 del recensore, dal momento che conta anche la quantità di voti ricevuti (ovvio che se fossero tutte insufficienze, non sarebbe primo; ma in questo caso i votoni dati dagli utenti sono molti - basta vedere i primi 10-11). E' senza dubbio il disco che finora è piaciuto di più a più utenti. E per inciso io devo ancora ascoltarlo. E per doppio inciso penso che non lo farò neppure.

REBBY (ha votato 1 questo disco) alle 16:24 del 14 maggio 2010 ha scritto:

Se lo dici tu, però se avesse preso 7 no eheh

target (ha votato 4 questo disco) alle 16:34 del 14 maggio 2010 ha scritto:

No, sarebbe secondo dopo i Beach House! E proprio il fatto che i Beach House siano lì nonostante un 7 del recensore dimostra che l'opinione degli utenti conta eccome. E il fatto che il mio disco dell'anno navighi in 25esima posizione e un altro candidato in 84esima dimostra che vaffanculo i voti. Che conta altro, madonnapellegrina. Ma noi, rebby, che siamo vecchie volpi, lo capiamo. Altri no...

synth_charmer (ha votato 6 questo disco) alle 18:03 del 14 maggio 2010 ha scritto:

RE:

Grande target ci voleva proprio un parere autorevole (da "moderatore" finalmente ). E poi, la classifica del gradimento utenti è una cosa che ci contraddistingue dalle altre webzine, ed è uno strumento estremamente interessante sull'effetto che i dischi hanno (ancor più delle statistiche di vendita, in cui entrano in gioco altri fattori). Non prendiamola come una cosa personale, sui nostri gusti/recensioni/capacità di giudizio, su

salvatore (ha votato 4 questo disco) alle 20:26 del 14 maggio 2010 ha scritto:

RE:

"No, sarebbe secondo dopo i Beach House! E proprio il fatto che i Beach House siano lì nonostante un 7 del recensore dimostra che l'opinione degli utenti conta eccome": Beach House for president ))))))) Ma Beach House chi?

ozzy(d) (ha votato 5 questo disco) alle 17:32 del 14 maggio 2010 ha scritto:

a me ha fatto discretamente cagare

sbaiubern (ha votato 7 questo disco) alle 19:01 del 12 giugno 2010 ha scritto:

Niente di eclatante, ma, soprattutto, nettamente inferiore a Pause e a Rounds

Nucifeno (ha votato 9 questo disco) alle 16:09 del 8 agosto 2010 ha scritto:

FAVOLOSO

Per ora questo e il disco della Monàe sono i dischi dell'anno. A breve anche il cd dei Black Keys.

folktronic (ha votato 8 questo disco) alle 11:57 del 13 novembre 2010 ha scritto:

tra i miei preferiti dell' anno....ha dei pezzi minori, ma quelli maggiori.....

Luce Opaca (ha votato 8 questo disco) alle 22:06 del 9 dicembre 2010 ha scritto:

four tet

ipnotico e geniale

Peasyfloyd (ha votato 9 questo disco) alle 14:11 del 16 dicembre 2010 ha scritto:

non mi sono ancora espresso? Disco dell'anno!

synth_charmer (ha votato 6 questo disco) alle 17:01 del 16 dicembre 2010 ha scritto:

RE:

Neanch'io mi sono espresso fino in fondo, ne approfitto! ma è mai possibile che i due dischi più apprezzati in questo portale siano un album dubstep vecchio di 5 anni e un altro di idm stile fine anni '90? E tutti gli sforzi da parte mia per guidarvi verso le ultime frontiere in ambito elettronico a che servono? Popolo di paleolitici!! ma riuscirò a erudirvi, a costo di metterci anni, mannaggia a voi!

Filippo Maradei (ha votato 6 questo disco) alle 17:12 del 16 dicembre 2010 ha scritto:

RE: RE:

Ma molla Magnetic Man e sentiti Memory Tapes e gli Have a Nice Life! E pure Dj Shadow! XD

loson (ha votato 6 questo disco) alle 17:58 del 16 dicembre 2010 ha scritto:

RE: RE:

"ma riuscirò a erudirvi, a costo di metterci anni, mannaggia a voi!" ----> E' una minaccia? XD

REBBY (ha votato 1 questo disco) alle 17:27 del 16 dicembre 2010 ha scritto:

erudito o no questo è il dilemma eheh

Diceva tanto ma tanto più sotto una non più tanto giovane marmotta (eheh): il disco è piaciuto (in particolare ndr) a chi non è patito dell'elettronica; e ribadiva appena più sopra un vecchio caprone (hihi): è un disco trasversale e furbetto.

loson (ha votato 6 questo disco) alle 17:56 del 16 dicembre 2010 ha scritto:

RE: erudito o no questo è il dilemma eheh

Ahahah, e la marmotta e il caprone si preser per mano e andarono insieme incontro alla sera... XD

Riascoltato in questi giorni, giusto per vedere se scattava qualcosa ma... niente. Dispiace dirlo, ma Four Tet è diventato il prototipo/stereotipo di artista elettronico su misura per un pubblico indie mediamente adulto il quale, evidentemente accecato dai buoni sentimenti che straripano dal maghetto Fortette (come se il cuore nell'elettronica ce l'avesse messo lui, ma per piacere...), arriva a stravedere anche per un lavoro - questo - per me tenacemente mediocre. Ovviamente non tutti coloro ai quali il disco è piaciuto rientrano nella categoria di cui sopra, ma il discorso quello resta. E ciò, lo confesso, mi rattrista parecchio.

synth_charmer (ha votato 6 questo disco) alle 19:33 del 16 dicembre 2010 ha scritto:

RE: per un pubblico indie mediamente adulto il quale, evidentemente accecato dai buoni sentimenti..

ecco, bravo los. Adesso prendiamo uno per uno tutti questi indiani mediamente adulteri, li chiudiamo in una stanza buia semi-riscaldata e gli facciamo sentire come ci si emoziona con l'elettronica nel 2010. Tu porti Owens (o chi per lui), io Trentemoller e Arandel

zanmat (ha votato 5 questo disco) alle 23:47 del 21 dicembre 2010 ha scritto:

...ipnoticamente noioso!