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R Recensione

8/10

ADULT.

Resuscitation

“Che musica vuoi ascoltare?”

“Su, metti qualcosa di forte”

E una luce folle si accende dentro i miei occhi. Perchè se mi chiede qualcosa di forte, sa che da me riceverà qualcosa di elettronicamente forte. Quindi indosso i guantoni di amianto, perché le acque dalle quali stavolta pescherò l’accompagnamento musicale possono essere urticanti. L’electroclash: la scossa più elettrizzante del decennio appena trascorso.

“Vuoi andarci giù morbido, duro, o pesantissimo?”

I distinguo sono doverosi, perché la roba forte può essere assunta in dosi più o meno massicce. Se si sceglie un approccio prudente, l’ideale è procedere lungo il versante più aderente alla forma dell’electro-pop, popolato da esemplari ben fatti come il #1 dei Fischerspooner o Light & Magic dei Ladytron. Ascolti godibili senza grossi eccessi, ottimi come approccio graduale ed equilibrato alla materia. Gli stomaci più forti, invece, possono affrontarne il lato più acid, più compulsivamente vicino agli ambienti techno/house: dischi come Kittenz And Thee Glitz di Felix Da Housecat o la Nuit Blanche dei Vive La Fête, ricchi di energia punk riversata su sintetizzatori e hard beat.

Resuscitation, invece, è l’album riservato a chi si vuole lanciare in picchiata nello stile più estremo. Se l’electroclash rappresenta una decisa accelerazione del mondo electro, qui la lancetta del tachimetro sconfina nella zona rossa di preallarme.

Gli ADULT. hanno sempre rappresentato il blocco più hardcore del genere, attivando nella loro discografia una forte resistenza al processo di evoluzione verso il mondo pop che si è verificato subito dopo gli inizi. Resuscitation, il loro primo full-length, esprime al meglio i loro tratti distintivi: alte velocità, composizioni sonore strabordanti, stile ben piantato dentro la techno e a debita distanza dalle forme pop, suoni completamente sintetici, una metallica voce androgina che striscia glaciale lungo il disco.

I toni di Resuscitation sono aspri, ma non perdono mai quell’attitudine a scatenarsi che contraddistingue l’electroclash. Anche tracce più sfrenate come Human Wreck e New Object sono in grado di trascinare l'ascoltatore. I mondi che si aprono presentano un alto tasso di acidità, ma si prova un perverso piacere a lasciarsi scottare da essi.

Nonostante sia un album che di fatto raccoglie i singoli usciti in precedenza, Resuscitation possiede grande compattezza. Percorre varie sfumature a base di deep electro (gli spasmi a bassissima frequenza di Lost Love, le oscillazioni ipnotiche di Mouth To Mouth), inventa una sorta di techno-punk (il noise asfissiante di Pressure Suit, le ruvide sferragliate di Contagious), ma di fatto l’atmosfera è uniforme: un concentrato di torbide ossessioni, claustrofobie, sensazioni di disorientamento. In poche parole, è il fascino della follia tradotta in musica.

Gli ADULT. riescono a sintetizzare tutti i sintomi inequivocabili degli eccessi. Hand to Phone rappresenta le percezioni distorte tipiche dei rave, filtrate dall’effetto dell’ecstasy. Nausea e Skinlike vomitano synth affilati su beat drogati e fitti tappeti elettronici. Dispassionate Furniture e Private Conversations sono le malate convulsioni di bassi troppo potenti, che esplodono vicinissimi dentro una pista chiusa e fumosa. Ascoltare Resuscitation è pericoloso come maneggiare nitroglicerina liquida: mette in circolo un fiume di adrenalina e manda in fibrillazione le connessioni nervose. È un disco fatto per animi disadattati, per i momenti in cui si ha voglia di esplodere e svuotarsi da scorie letali. Ma è rischioso affrontarlo con incoscienza, perché la miccia è corta.

“Ehm.. ho paura di non essere pronto per cose estreme. E se facessimo qualcosa di spensierato?”

Appunto.

V Voti

Voto degli utenti: 8/10 in media su 1 voto.
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Lepo 8/10

C Commenti

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Lepo (ha votato 8 questo disco) alle 13:11 del 6 settembre 2013 ha scritto:

Probabilmente la cosa migliore dell'electroclash. Destabilizzante.