R Recensione

7,5/10

David Rothenberg Bernhard Wöstheinrich Jay Nicholas

Cool Spring

David Rothenberg è un musicista jazz, filosofo e naturalista che mette volentieri il suo clarinetto al servizio di uno speciale dialogo con la natura, che include duettare con i suoni emessi da uccelli o cetacei, per poi proporre i risultati in alcune  conferenze/concerti di ineccepibile caratura scientifica in tutto il mondo.

Bernhard Wöstheinrich è un artista visuale che dipinge con la musica ed i rumori, produce sotto il moniker The reduntant cocker, e gestisce Iapetus, non un’etichetta discografica, quanto una specie di vetrina on line di musiche creative ed anomale, incluse quelle di alcuni Crimsoniani, con base a Berlino,un posto affascinante che vale una visita anche per il cospicuo materiale disponibile gratuitamente, inclusa l’opera in questione.

Jay Nicholas è un bassista ed ingegnere del suono che ha lavorato con David Bowie, Wyclef Jean, Neville Brothers and Wu-Tang Clan.

Insieme, i tre musicisti hanno composto un’opera di grande fascino, che unisce dimensione terrena ed immaginazione, suoni della natura e sonorità aliene in un idioma per il quale viene da scomodare l’aggettivo “nuovo”. I disegni sonori di Wostheirich ed il suono disteso del clarinetto di Rothenberg creano affreschi in costante movimento fra terra e spazio, sublimati dall’incessante motore ritmico del basso di Nicholas, elemento essenziale nella definizione del clima sonoro del disco, lontano anni luce dalle astrazioni ambient che dominano numerosi lavori d’avanguardia elettronica.

Cool spring” inizia proprio da un’intricata ragnatela del basso, a guidare lo svolgersi di un lento ma inesorabile percorso di processione costellato dai noises elettronici : quando entra in scena la rassicurante sonorità del fiato umano, sembra di scendere dalle stelle a casa, magari una casa del futuro, e la processione diventa corsa, il clima si accende ed i suoni si raggrumano attorno ad  uno speciale groove uomo/macchine che conduce fino alla fine.

Stick insect undisguised” è tutta affidata alle atmosfere elettroniche e stranianti delle macchine di Bernhard Wöstheinrich, contorno a quello che appare un dialogo fra indistinti esseri, ospitato in camera d’eco.

It s’all in the cloud” abbina l’etereo e cristallino clima delle tastiere cosmiche ad una potente propulsione dub, sulla quale il clarinetto ricama melodie ricche di ancestrali richiami fra occidente ed oriente.

One leap takes you there”: una sorta d’alieno carillon in dialogo con il ripetuto pattern del basso, si trasforma gradatamente in ostinato riff kraut che non sarebbe del tutto fuori posto  in un contesto techno. Dove porti quel salto cui accenna il titolo, sembra più che mai il vuoto punteggiato dalle luci stellari.

Dystopia is cheap”: le ampie volute del clarinetto sono edificate su un risonante ed iterativo tappeto di suoni elettronici, e l’incipiente sottotesto del basso è ancora elemento che fornisce propellente ritmico e struttura per la ribollente sezione finale. Funk da fantascienza per l’utopia negativa a poco prezzo.

Le definizioni vanno per una volta lasciate da parte: “Cool Spring” è un viaggio della mente che ognuno può mappare come crede, a patto di affidarsi senza timori e pregiudizi ai tre anfitrioni di questo universo immaginario.

Consigliato a curiosi ed inquieti esploratori.

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