R Recensione

7,5/10

Deca

Onirodrome Apocalypse

Confermandosi uno dei più grandi alchimisti del suono, con il suo decimo album ufficiale Deca perfeziona oltre ogni aspettativa il suo stile e la sua creatività visionaria, portando avanti di un ulteriore passo la sperimentazione musicale globale attraverso le tecnologie elettroniche.

Denso, teso, abissale e quantomeno inquietante, “Onirodrome Apocalypse” percorre in otto capitoli i meandri dell’universo subconscio, trascinando l’ascoltatore in un’esperienza sensoriale che trasforma le vibrazioni del suono in visione e percezione profonda. Percorsa da un leit-motiv subliminale di “rumori” indefinibili, l’intera opera è un monumento di atmosfere ansiogene e apparizioni rivelatorie, come ben definisce quell’ Apocalypse del titolo che si aggancia alla dimensione onirica dell’altrettanto accattivante neologismo Onirodrome.

Ispirato al suo omonimo romanzo – ad oggi ancora inedito – che egli stesso ha definito “un’ipotesi nichilista sul futuro dell’umanità”, il disco evolve con acutezza e precisione le intuizioni del capolavoro “Simbionte” (pubblicato nel 2002) mettendo in gioco processi creativi geniali. Deca produce infatti la maggior parte dei suoni manipolando e filtrando all’eccesso registrazioni di voci umane e rumori ambientali, ricavandone timbri assolutamente originali e stupefacenti che sembrano usciti da un sintetizzatore. E sebbene alcune parti addizionali siano poi eseguite dichiaratamente con delle tastiere, il magma portante che scorre in questo racconto è frutto di un uso della tecnologia che sposa ed insemina gli echi del mondo circostante.

Pochissime e cadenzate le parti ritmiche, ma incisive ove presenti; scenari metafisici alternati ad improvvisi squarci di astrazione; incursioni neoclassiche di organo e cori che contrappuntano segnali alieni e deliri digitali.

Tra i pezzi più notevoli “Alba Oscura”, “Cronotorsione”, “Victor Enigma” e “Onirodrome”.

Dopo quasi trent’anni di variegata ed onorata carriera, Deca (l’italianissimo Federico De Caroli) dimostra di aver saputo mettere a frutto creatività e mestiere senza alcun compromesso, restando di nicchia e contemporaneamente riaffermandosi come uno dei più importanti artisti della scena elettronica internazionale… e aggiungerei non solo di quella.

Annotazione particolare per le suggestive immagini di copertina, che si intuisce riprendano narrazioni surreali e oniriche: ascensori dalle pulsantiere enigmatiche, grattacieli incatenati e corridoi sinistri, cieli sulfurei.

V Voti

Voto degli utenti: 8/10 in media su 1 voto.
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Giamby 8/10

C Commenti

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Giamby (ha votato 8 questo disco) alle 18:37 del 29 ottobre 2014 ha scritto:

Fosse un'opera prima si potrebbe gridare al miracolo, perchè la musica di questo disco rasenta la perfezione in molti sensi. Ovviamente i miracoli non accadono quasi mai e trattandosi del decimo lavoro di un mezzo genio, posso comunque dire che Onirodrome Apocalypse supera di gran lunga la media (mediocre) della roba che circola oggi.