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R Recensione

7,5/10

Lucio Battisti

L'Apparenza

Cosa separa il meraviglioso equilibrio di “Don Giovanni” dalla techno-funk robotica e sempre più impalpabile de “La Sposa Occidentale” e dei dischi bianchi che verranno (fino al delirio di onnipotenza di “Hegel”)?Semplice: “L'Apparenza”, ovvero l'album che segna la rottura definitiva con tutti gli schemi pregressi, il lavoro che mette (definitivamente) in cantina la forma canzone spalancandoci le porte di un mondo radicalmente nuovo.

L'amore di Lucio per la new-wave e la musica elettronica non conosce più confini, e Londra è il luogo ideale dove esprimerlo a gran voce, contornato da professionisti e arrangiatori di prim'ordine (Robin Smith, già all'opera su “Don Giovanni”).

L'Apparenza” è un disco complesso e imprevedibile, che perde qualcosa in termini di leggerezza rispetto al capolavoro “Don Giovanni”. Si incammina lungo sentieri vaporosi ed esili, sempre più vicini al minimalismo, e che pure riescono a suonare “sinfonici”: qui sta buona parte della loro straniante bellezza.

Per la prima volta, Battisti rovescia l'ordinario procedimento compositivo: non plasma più il testo sulle movenze tortuose della melodia, ma trae ispirazione direttamente dalle parole di Panella, trasformando le sue poesie in canzoni.

La svolta è a suo modo epocale e la fruibilità dei pezzi, inevitabilmente, ne risente. Le linee melodiche diventano eteree, inafferrabili, nascono e si sviluppano al di fuori degli schemi tipici e tendono a non prendere mai forma, quasi potessero roteare all'infinito.

Lo spartito diventa imprevedibile negli intricati svolgimenti armonici, nei complessi incastri della struttura melodica, nella totale mancanza di strofe e di refrain ortodossi.

È chiaro che Lucio non vuole più assecondare nessuno se non sé stesso e la propria lucida capacità visionaria.

Ecco allora che “A Portata Di Mano” ti disorienta anche al centesimo ascolto, e non riesce proprio ad imprimersi fino in fondo nel cervello, perché la libertà di forme diventa astrazione pura.

Il testo è una provocazione per tutti coloro che hanno celebrato lunghi viaggi in auto con “Acqua Azzurra, Acqua Chiara” sparata nello stereo.

I movimenti delle mani disegnano architetture impossibili ma cercare un senso è impresa ardua, perché giochi di parole, assonanze e immagini libere prendono presto il sopravvento e allora non rimane che abbandonarsi senza provare a capirci qualcosa (tanto è inutile).

Il testo di “Specchi Opposti” ritorna per un istante sulla terra e prova a descrivere il muro che impedisce a due persone di comunicare (“Ero distratto / Tu ti davi da fare / E non c'eri affatto / Oppure ti muovevi con un ronzio d'insetto che m'assopiva”), ma la musica è diventata descrizione pura: i sintetizzatori avvolgono una melodia che pare abbozzare un passaggio memorabile prima di dissolversi nel nulla, ed il risultato è spiazzante e geniale come pochissime altre intuizioni “pop” (se ancora possiamo invocare il concetto di pop).

Il brano che dà il titolo all'album tiene sempre viva l'attenzione, riciclando all'infinito un breve frammento melodico, mentre il testo si addentra nel tema della poetica del dubbio, attraverso un susseguirsi di immagini surreali.

Per Nome” è un semplice crescendo di basi elettroniche che sfocia in una atipica sinfonia, mentre “Dalle Prime Battute” riesce ad essere quasi commovente nella sua glaciale impassibilità.

Tutto rimane lontano, pallido e sbalorditivo come ogni idea rivoluzionaria.

La cosa incredibile è che questo pugno nello stomaco rappresenta solo il primo passo verso territori ancor più inesplorati.

È però anche vero che, nei tre lavori successivi, verrà meno quel bagliore di luce che consente ancora di considerare sufficientemente godibile, per quanto complessa ed immateriale, la musica de “L'Apparenza”.

V Voti

Voto degli utenti: 8,5/10 in media su 12 voti.
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Franco 8,5/10
ROX 8,5/10

C Commenti

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tramblogy (ha votato 8 questo disco) alle 15:34 del 18 aprile 2013 ha scritto:

Un disco consumato. Bellissimo!

Totalblamblam (ha votato 9 questo disco) alle 22:01 del 18 aprile 2013 ha scritto:

per me è un capolavoro da nove...lo ascolto anche più di don giovanni e ho detto tutto

FrancescoB, autore, (ha votato 7,5 questo disco) alle 9:04 del 19 aprile 2013 ha scritto:

Io preferisco il precedente e non di poco, ma anche qui siamo ai vertici della musica italiana. Il voto riflette un po' anche l'esigenza di selezionare all'interno della discografia di Lucio il gigante.

Totalblamblam (ha votato 9 questo disco) alle 20:07 del 20 aprile 2013 ha scritto:

non vedo perché solo della musica italiana..l'avesse prodotto un pincopallino qualsiasi inglese avremmo gridato al miracolo. vebbè se devi selezionare nella disco di lucio tre sono le gemme assolute: questo , don e anima latina stavo per scrivere latrina nella fretta ghhggh

FrancescoB, autore, (ha votato 7,5 questo disco) alle 9:50 del 21 aprile 2013 ha scritto:

Beh ci sono almeno "Il Nostro Caro Angelo" (per me un 8 secco), "La batteria il contrabbasso eccetera" (altro 8 secco), "Amore e non Amore" (vicinissimo a questo, per quanto mi riguarda). Qui ero indeciso, poi ho optato per il 7,5, ma si sa i numeri sono semplificazioni variabili...Parlo di musica italiana non per sminuire ma per contestualizzare, comunque.

FrancescoB, autore, (ha votato 7,5 questo disco) alle 9:51 del 21 aprile 2013 ha scritto:

Ah, ho dimenticato "Umanamente uomo" che è un altro capolavoro o quasi. Insomma la scelta è molto ampia, e dire che i singoli di successo stanno quasi tutti nei primi due album-raccolta (che restano imprescindibili, peraltro).

NathanAdler77 (ha votato 7,5 questo disco) alle 1:46 del primo maggio 2013 ha scritto:

Del Battisti classico tutta l'epopea dal '71 al '74 va dall'otto secco al nove: vette assolute "Amore E Non Amore", "Umanamente Uomo: Il Sogno" ("Il Fuoco" è una cosa mostruosa nel panorama italiano dell'epoca), l'immenso "Il Nostro Caro Angelo" e "Anima Latina". Per me Lucio vale quanto Verdi.

Franco (ha votato 8,5 questo disco) alle 21:58 del 20 aprile 2013 ha scritto:

Splendido.

ROX (ha votato 8,5 questo disco) alle 8:23 del 21 aprile 2013 ha scritto:

Bellissimo

Totalblamblam (ha votato 9 questo disco) alle 11:27 del 21 aprile 2013 ha scritto:

non sono quelli che citi sullo stesso livello dell'apparenza ( IMHO)

FrancescoB, autore, (ha votato 7,5 questo disco) alle 15:51 del 21 aprile 2013 ha scritto:

Beh dai Stoke qui entriamo proprio dentro valutazioni personali! "L'Apparenza" rimane un discone cui avrei potuto tranquillamente assegnare un 8, l'importate è goderselo e lasciarsi conquistare dalle sue imponenenti cattedrali di vetro

Totalblamblam (ha votato 9 questo disco) alle 16:32 del 21 aprile 2013 ha scritto:

julian la prossima volta cercherò di dare una valutazione impersonale

FrancescoB, autore, (ha votato 7,5 questo disco) alle 17:13 del 21 aprile 2013 ha scritto:

Svegliato male Stoke? Nulla da ridire sul tuo giudizio, ma neanche sul mio ovviamente, questo intendevo dire. Nessuna polemica!

Totalblamblam (ha votato 9 questo disco) alle 22:44 del 21 aprile 2013 ha scritto:

affatto! con la tragica di mahler come potevo svegliarmi male?

NathanAdler77 (ha votato 7,5 questo disco) alle 1:33 del primo maggio 2013 ha scritto:

Capolavoro Battisti-Panella a fianco dell'inarrivabile "Don Giovanni", comunicativo e genialmente melodico anche se in "apparenza" complesso: un miracolo. "Allontanando" e "Specchi Opposti" farebbero la fortuna di decine e decine di presunti autori pop nostrani.

FrancescoB, autore, (ha votato 7,5 questo disco) alle 11:52 del 2 maggio 2013 ha scritto:

Ah beh Nathan, su questo ti quoto. Lucio volava troppo in alto per la concorrenza melodica e neo-melodica, tanto che azzardare un paragone con quasi chiunque altro è offensivo. L'apparenza si mangia in un nulla decine di discografie di tanti pseudo artisti pop nostrani.

dissonante (ha votato 10 questo disco) alle 8:17 del 13 ottobre 2013 ha scritto:

A mio avviso il momento più perfetto, più visionario e coeso, ma non di meno rivoluzionario, dell'intera produzione battistiana, ed uno dei picchi dell'intera musica italiana. L'opera si chiude con una canzone di là dello spazio e del tempo, "Lo scenario", dove Battisti raggiungono un vertice non più eguagliato di espressività

"Forse è questo che tu non vorresti riuscire a capire:

che favorevole è come essere contro

e in mezzo c'è una zona di silenzio,

difficile e anche un po' recalcitrante,

dove un parere vale quello che vale.

E' l'ombra trasparente o niente che traspare

silenziosamente".

Un manifesto poetico, musicale, esistenziale, nel quale Lucio ci consegna il suo più autentico testamento. Brividi e applausi.

datrani (ha votato 9 questo disco) alle 14:37 del 16 maggio 2014 ha scritto:

I miei genitori l'hanno avuto in regalo che ero piccolino, il disco era appena uscito. E' rimasto incelofanato per anni, probabilmente lo è ancora adesso, e non ho mai capito il perchè. Poi, sentendo parlare quasi sempre male o molto male dell'ultima produzione di Battisti, un'idea me l'ero fatta. Da poco finalmente sono riuscito ad ascoltarlo e riascoltarlo, e sono senza parole. Un capolavoro che è inutile paragonare agli altri di Lucio, tanto ogni suo album suona come unico. Peccato che in Italia siamo rimasti ancora attaccati alla figura del cantante di "Dieci ragazze per me", quando Battisti si era reinventato almeno una decina di volte!! E, azzardo, la produzione con Pannella è di un altro livello rispetto a quella con Mogol, Anima Latina a parte...

Paolo Nuzzi (ha votato 9 questo disco) alle 12:33 del 9 marzo 2016 ha scritto:

Lo adoro, per me alla pari di Don Giovanni e la sposa occidentale, poi leggermente sotto tutti gli altri, in particolare Cosa succederà alla ragazza? non proprio centrato. Sebbene io sia legatissimo al primo Battisti, in effetti il periodo Panella è proprio altra cosa, eccezion fatta per Anima Latina. Io ho un debole per E Già, perchè è proprio il disco che non ti aspetti, specie per quei testo un po' naif. Ottimo Francesco, as usual.

tramblogy (ha votato 8 questo disco) alle 18:24 del 9 marzo 2016 ha scritto:

prova a riascoltarlo, pesantemente....csar è un mondo avanti.

Paolo Nuzzi (ha votato 9 questo disco) alle 6:31 del 10 marzo 2016 ha scritto:

Lo riascolterò, mi ci sto dedicando proprio in questi giorni, grazie per il consiglio

unknown alle 17:48 del 10 marzo 2016 ha scritto:

sono tutti fantastici i dischi di battisti del dopo mogol...è davvero difficile scegliere il migliore

però mi pare che dalla stragrande maggioranza sia stato scelto il peggiore " E già" ..per me invece è un discone

il disco new wave di battisti per eccellenza spero che qualche anima buona gli dedichi una recensione

Truffautwins (ha votato 9,5 questo disco) alle 2:53 del 23 novembre ha scritto:

Un disco incredibilmente bello, baciato dagli dei. Sette capolavori. Per nome è una canzone buona ma non eccezionale. Per quanto mi riguarda decisamente superiore a Don Giovanni, sia musicalmente che per il notevole lavoro di Panella.