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R Recensione

8/10

Radiohead

The King Of Limbs

Parlando un paio d'anni fa (forse un po' troppo esageratamente bene) di In Rainbows lo si definiva un disco che suonava ormai squisitamente “classico”, portando avanti il discorso intrapreso con Hail to the thief, ossia un voler “raccogliere i frutti cresciuti dai semi sparsi in un lustro straripante dal punto di vista creativo” senza la volontà di sedersi ma mostrando di voler “esplorare fino in fondo le potenzialità offerte dalle passate scoperte”.

Mi scuso fin da subito per l'autocitazione, sperando non venga presa come segno di smisurata immodestia. Il fatto però è che The king of limbs sembra ulteriormente confermare quelle precise parole. L'album infatti, pur essendo estremamente breve per i soliti canoni cui siamo abituati (37 minuti per otto brani) sembra strutturarsi su due grandi direttive: la prima parte più votata all'elettronica, nel tentativo di riallacciarsi al filone Amnesiac-Kid A, la seconda rievocante ampiamente certe atmosfere struggenti e liriche tipiche di Ok Computer. Il tutto però realizzato senza separazioni rigide ma con innesti e intrecci reciproci, quasi come se le due anime del gruppo vivessero una vita propria coscienti l'una dell'esistenza dell'altra.

Ne viene fuori un dualismo che rende la prima parte decisamente più intrigante e dinamica, fin dall'iniziale Bloom: tribalismo dinamico steso su un tappeto liquido di synth in loop. Basi alla Four Tet che si scontrano con le ritmiche selvagge di gente come i Liars, il tutto (estremamente affascinante nella sua raffinatezza) addolcito dal cantato malinconico di Thom Yorke.

Viene poi Morning Mr Magpie: a farla da padroni le basi dinamiche che lo rendono un brano alla Autechre grattugiato con un po' di Liars. Continua a sussistere un arioso e ben esposto cantato di Yorke a conferire umori sad-pop all'insieme.

Più ibrida invece Little By Little, che smorza i toni e trova il suo perno portante su un modello prossimo alle atmosfere cupe e fiabesche di Hail to the thief.

E' un attimo però, perchè Feral è puro suono Warp che sembra inserirsi in quel cosiddetto post-dubstep di cui si è iniziato a parlare recentemente per dischi come quelli di James Blake e Magnetic Man. In realtà forse era tutto già stato fatto dieci anni prima in Amnesiac, ma non potevamo mica pensare che avessero inventato il post-dubstep prima ancora che esistesse...

Lotus Flower, primo singolo del disco, introduce alla seconda parte, probabilmente più suggestiva e immediata, anche se non così brillante per qualità compositiva. Sulla graticola finiscono proprio Lotus Flower (tiene desti giusto la drumming robusta ma il resto appare privo di mordente e di particolari spunti melodici) e il finale incredibilmente piatto e anonimo di Separator.

E' pur vero però che Codex e Give Up The Ghost sono due gioiellini degni di entrare nel miglior campionario del gruppo: la ritmica del pianoforte, l'utilizzo degli archi e il modo in cui si apre un varco la voce di Yorke portano ad accostare Codex al modello “storico” di Pyramid Song, anche se priva del suo genio artistico. La seconda è una ballatona struggente e bucolica in cui la dimensione soul prende il sopravvento, giocando sapientemente su loop vocali e pochi scarni accordi. Pur essendo delle revisioni poco originali delle atmosfere malinconiche del periodo Ok Computer (pensare a pezzi come Lucky) i due brani diventano però i momenti di maggiore intensità emotiva del disco, forse per la messa al bando dell'elettronica semi-sperimentale (e di conseguenza per l'immediato impatto delle liriche), forse per quell'alone di magnifica poeticità classica così squisitamente tipica di un gruppo come i Radiohead. Come se suonassero musica classica insomma...

Tirando le somme The king of limbs è un buon disco (assestabile sui livelli qualitativi di Hail to the Thief) ma privo di quel particolare spunto creativo e di quella solidità e compattezza che aveva anche solo il suo predecessore In Rainbows. Forse tutto sommato ci si poteva aspettare qualcosa di più... Però diamine, si parla dei Radiohead!

(dal sito ufficiale del gruppo è possibile scaricare il disco a 7 € per il download a 320kbps o 11 € per i relativi file in formato wav)

V Voti

Voto degli utenti: 6,8/10 in media su 104 voti.
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B-B-B 7,5/10
Lelling 7,5/10
VDGG 7/10
Alcini 6/10
K.O.P. 3/10

C Commenti

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Filippo Maradei (ha votato 8 questo disco) alle 0:27 del 22 febbraio 2011 ha scritto:

Un disco più difficile di "In Rainbows" anche per la scelta particolare delle ritmiche, molto secche e scure; una "terza via" minimalista, in perfetto equilibrio tra profondità dub e sensualità blues, che di fatto abbandona le tracce ariose di "In Rainbows" (apologia e lirica manifesto dell'estetica barocca pop-soul) per seguire le linee più cupe e sottili dello Yorke solista. Mi piacciono molto "Bloom", "Feral", Lotus Flower" e "Give Up The Ghost", intrise sì di una certa retorica electro, eppure dannatamente suggestive per asimmetrie, tappeti sonori stratificati e giochi di luce (poca) e ombra (tanta). Un album forse troppo breve, ma che dimostra per l'ennesima volta l'estro creativo del gruppo e che si pone come nuovo tassello mancante alla loro produzione. Bella la rece, peraltro di gran responsabilità, e bello l'album.

Cas (ha votato 7 questo disco) alle 0:48 del 22 febbraio 2011 ha scritto:

Diciamo che la collaborazione con Flying Lotus ha fatto bene a Yorke e soci! Non tanto per le influenze stilistiche legate al calderone post-dubstep, comunque evidenti (Feral, come hai giustamente scritto...che meraviglia), quanto per la rinnovata vitalità con cui i Radiohead affrontano la loro nuova prova sonora. Un disco vivo e pulsante, sognante ma non intorpidito, capace di offrire grandi spunti (i fiorenti echi world hasselliani di Bloom, le involuzioni sonore minimal di Mr.Magpie, il gonfiarsi magnetico ed ipnotico di Lotus Flower...), eccellenti flashback (Little by Little) ed inaspettate sorprese (dai, Separator è splendida, con quel pattern (a)ritmico in levare, la voce fluttuante, gli elementi che prendono posizione per poi fondersi ed intrecciarsi, mai sopra le righe...). Insomma, con molto garbo e pochissimo hype i Radiohead vanno ad esplorare la loro matrice più elettronica, giocando con suoni densi e un mood minimal permeante e sospeso. Aspetto di assorbire il tutto per bene e ripasso per il voto

synth_charmer (ha votato 7 questo disco) alle 0:57 del 22 febbraio 2011 ha scritto:

se da un lato il parallelo col dubstep lo sento piuttosto forzato, dall'altro è in effetti vero che James Blake non è poi tanto distante da qui (la cosa però non è sicuramente intenzionale). Più azzeccato mi è sembrato invece un certo paragone con il wonky e Flying Lotus, che ho letto anche in queste pagine. D'accordo invece sul fatto che il disco che ci somiglia di più è Hail To The Thief. C'è lo stesso spirito di destrutturazione votato alla creazione di un nuovo sound, da prendere per intero e non per singoli momenti. In questo caso è interessante l'incursione nel dub, col loro solito corredo di affinità jazz e con certe movenze glitch che rendono il tutto più frizzante. In questo senso ci sono dei buoni momenti, faccio spiccare Bloom e Lotus Flower. Ma nel complesso la riuscita del disco è parziale. Come già detto, non ho apprezzato Codex e Give Up The Ghost, non perché sono male in sé, ma perchè le sento troppo aderenti alle idee degli Unkle, mi sanno un po' di già sentito, un calo di originalità. E poi, l'ultima Separator è la summa di ciò che nei Radiohead NON voglio sentire: premura verso la melodia, verso l'armonia, verso una certa fruibilità immediata. Verso la direzione che avevano provato con In Rainbows, insomma. Ed è stato proprio ascoltando le due facce di questo The Kings Of Limbs che ho capito cosa non mi era affatto piaciuto nel precedente album. Entusiasmo contenuto, dunque, per me. Se fosse durato di più, forse, si poteva essere più generosi, ma così pochi momenti non riusciti hanno un effetto più vistoso. Però insomma, sono vivi!

crisas (ha votato 7 questo disco) alle 1:00 del 22 febbraio 2011 ha scritto:

crisas

Un album fine e maturo, godibilissimo ma forse poco interessante per chi ha amato come me l'evoluzione da Okcomputer a Amnesiac ed in parte hail to the thief. So che l'evoluzione stilistica non può essere illimitata, altrimenti non sarebbero umani, mi sa che sono stato abituato troppo bene dai radiohead e quindi sia questo album che il precedente mi sono parsi si belli ma "normali" per dei geni come loro.

Due lavori di arrivo o assestamento del gruppo inglese, non ha caso Yorke con Eraser , quindi da solista, ha potuto dare più corpo e sfogo alla sua creatività.

crisas (ha votato 7 questo disco) alle 1:01 del 22 febbraio 2011 ha scritto:

non a caso !

bill_carson (ha votato 6 questo disco) alle 9:52 del 22 febbraio 2011 ha scritto:

un discreto disco...

di cui rimarrà poco e nulla e che non influenzerà nessuno.

non completamente riuscito. 3-4 ottimi brani, per il resto un saggio su come "elettronicheggiare" a vuoto.

cresce con gli ascolti cresce. 6 pieno.

luin (ha votato 7 questo disco) alle 11:21 del 22 febbraio 2011 ha scritto:

Dei Radiohead si apprezza sempre la volontà di dare una diversa impronta stilistica ad ogni album, e anche con quest'ultima svolta hanno capito l'aria che tira. Qui però mi hanno convinto di meno, un po' per il senso di incompletezza (vedremo poi se ci sarà effettivamente nuovo materiale), un po' per alcuni pezzi che non funzionano del tutto (soprattutto nel finale). Mi ha fatto piacere però vedere l'importanza che si è data alle percussioni.

drammaturgo (ha votato 8 questo disco) alle 13:03 del 22 febbraio 2011 ha scritto:

album assestante

buon album con ottime tracce (tra tutte lotus flower e non solo per come balla yorke)...noto in questo disco una linea vocale estremamente matura ed evoluta di yorke...delicatissima...la musica è secca ed assestante.

salvatore (ha votato 6 questo disco) alle 13:35 del 22 febbraio 2011 ha scritto:

Interessante, affascinante e intelligente e, a suo modo, emotivo (ed è questo il lato che più mi aggrada), ma le canzoni? Ho capito, non era questo il loro obiettivo e la loro intenzione, mi sta bene! Massimo (sincero, non retorico) rispetto... Alla fine eccellono in tutto quello che fanno (brit pop, alt rock psichedelico - e qui hanno toccato le vette assolute, a mio avviso - elettronica, avanguardia, dub e tanto altro ancora); il problema è proprio il campo scelto questa volta che non mi interessa particolarmente.

I Radiohead non sono furbi in questo loro cavalcare l'onda della tendenza imperante e nemmeno presuntuosi nel farlo, semplicemente hanno il talento, l'intelligenza e la curiosità di confrontarsi con l'attualità.

Disco stimolante ma niente di più. Della serie, "bravi i ragazzi, si impegnano, ma potrebbero fare mooooolto di più!!!!" Diamine, si parla dei Radiohead...

Brani preferiti: Codex (elegiaca ed emozionante con un piano che martella il cuore; una delle cose più belle fatte dal gruppo negli ultimi anni), Separator, Lotus Flower e, forse, Little by Little (che si riallaccia al recente - non recentissimo - passato.

6 1/2, arrotondato per difetto, per il senso di fastidio che avverto quando ripenso al loro passato.

gull (ha votato 7 questo disco) alle 19:25 del 22 febbraio 2011 ha scritto:

Lo sto ascoltando, da quando è uscito, ogni giorno.

Lavoro da metabolizzare con calma, che va approfondito e che cresce e ti entra dentro con gli ascolti.

A mio avviso è buono (forse molto buono, mi do ancora qualche ascolto, tanto mi piace ed è un piacere farlo!), peccato solo per le ultime due tracce, che a mio modesto avviso chiudono male i giochi (l'ultima in particolare mi sembra proprio modesta).

Un'altra considerazione ancora: sembra proprio che manchi qualcosa. Una seconda parte sembra quanto meno auspicabile (ed anche probabile a mio avviso).

george (ha votato 8 questo disco) alle 19:31 del 22 febbraio 2011 ha scritto:

secondo me cresce sempre più....

Lazarus (ha votato 1 questo disco) alle 15:05 del 23 febbraio 2011 ha scritto:

RE:

arriva ai 7-inches?

lui e' ormai peggio di bono, sparatelo

sto brano merita 1 la presa per il culo

skyreader alle 11:13 del 23 febbraio 2011 ha scritto:

Il secondo album solista di T. Yorke!

Dai, diciamoci la verità: questo è il secondo disco solista di Yorke! Ciò non vuole essere una offesa perché io adoro "The Eraser". Non riesco a esprimermi sul voto: assimilare e "affezionarsi" a questa musica richiederà tempo. Sulle prime, l'esigo uso della melodia ad appannaggio delle sovrastrutture sonore e delle sottotrame finemente elettroniche non mi ha pienamente "coinvolto". Però per mesi ho mantenuto il "broncio" anche a "In Rainbows", che poi invece ho assimilato e di cui apprezzato ognni microsecondo, divenendo uno dei miei dischi preferiti dei RH. La recensione di Alessandro è puntuale e precisa. Però in una disamina avrei sicuramente tirato in ballo "The Eraser", con il quale trovo ampi momenti di vicinanza.

galassiagon alle 14:38 del 23 febbraio 2011 ha scritto:

dischetto per impasticcati.

a scuola se prendevi 7 eri felice...

galassiagon alle 14:39 del 23 febbraio 2011 ha scritto:

RE:

ma poi i radiohead fanno musica difficile?

ma smettiamola

gull (ha votato 7 questo disco) alle 15:13 del 23 febbraio 2011 ha scritto:

re: "a scuola se prendevi 7 eri felice" + "sparatelo sto brano merita 1 la presa per il culo"

galassiagon & stoke(d): ma che commenti fate?

Sembrate voi gli impasticcati ahahah (scherzo eh!).

Invece, seriamente. La musica dei Radiohead non sempre è così semplice ed immediata. Talvolta lo è (in "In rainbows" lo è senz'altro, almeno secondo me), altre un pò meno. Poi certo non fanno avanguardia e anche queste nuove tracce sono facilmente fruibili.

Però, realmente, questo nuovo lavoro ha bisogno di essere ascoltato parecchie volte (possibilmente senza pregiudizi) per essere ben assimilato.

A me piace. Non è paragonabile ai loro migliori lavori (il famoso trio che sappiamo tutti), ma a mio avviso è un buon disco.

gull (ha votato 7 questo disco) alle 15:18 del 23 febbraio 2011 ha scritto:

Anzi, lo voto e gli do un bel 7 così sono felici!

galassiagon alle 15:41 del 23 febbraio 2011 ha scritto:

RE:

Innanzi tutto dei Radiohead non trovo una cosa interessante in tutta la loro carriera. Di tutta la loro proverbiale capacità innovatrice non ne vedo traccia alcuna. Anzi direi che il loro approccio alla musica è involuto come nel peggiore progressive. La loro svolta elettronica è stata la più grande paraculata della storia (rendere appettibile all'indie l' unz unz per chi si vergogna dell'unz unz). Sono proprio l'antitesi del rock'n'roll. Che Elvis li mandi all'inferno e senza antidepressivi.

Emerson Lake and Palmer questo vi meritate.

gull (ha votato 7 questo disco) alle 15:53 del 23 febbraio 2011 ha scritto:

RE: RE:

Ma perché stai così incacchiato?

It's only rock&roll (o progressive, o indie, o pop, o disco ecc... -chiama la musica dei Radiohead come preferisci).

Take it easy (così dimostro di conoscere tre parole di inglese, che fa tanto figo!).

galassiagon alle 16:00 del 23 febbraio 2011 ha scritto:

RE: RE: RE:

Appena esce un disco dei Radiohead mi innervosisco,non so il perchè.

Per essere onesti 2+2=5 era un gran bel pezzo.

REBBY (ha votato 7,5 questo disco) alle 15:45 del 23 febbraio 2011 ha scritto:

Sisi, lo diceva anche Stoke(d) qui sotto dai, su...bono.

Filippo Maradei (ha votato 8 questo disco) alle 18:28 del 23 febbraio 2011 ha scritto:

...e nel frattempo, altrove nella rete, "The King of Limbs" diventa improvvisamente "Il Re dei Limbi"... XD

fabfabfab (ha votato 5 questo disco) alle 18:40 del 23 febbraio 2011 ha scritto:

RE: @Fil

...

Filippo Maradei (ha votato 8 questo disco) alle 19:36 del 23 febbraio 2011 ha scritto:

RE: RE: @Fil

Tranquillo, hanno corretto prontamente anche questo: ormai gli facciamo da curatori editoriali! XD

4AS (ha votato 5 questo disco) alle 18:41 del 23 febbraio 2011 ha scritto:

... Ed io che pensavo di essere cattivo nei confronti dei Radiohead! Paragonato a galassiagon sono un agnellino... Proverò anche con The kings of limbs, ma se non mi sono appassionato con gli altri dubito che ce la farò con questo.

Ivor the engine driver alle 10:05 del 24 febbraio 2011 ha scritto:

sentito una sola volta, la prima impressione è quella che scrivono molti su "Eraser" parte seconda. La cosa che un po' mi lascia perplesso, è il voler per forza rispecchiare i loro ascolti (almeno da quello che si evince in rete) del momento, col rischio di sembrare un disco tributo al dubstep, o a Flying Lotus. Ecco ci trovo, per ora, poco "cuore" in sto disco.Boh vedremo, anche Kid A mi fece questo effetto al tempo (anche se già le canzoni si facevano notare subito)

4AS (ha votato 5 questo disco) alle 17:18 del 24 febbraio 2011 ha scritto:

Il singolo "Lotus Flower" mi è piaciuto, a conti fatti è la migliore del disco. Anche "Bloom" non mi dispiace, quel ritmo tribal-psichedelico è abbastanza coinvolgente. E' proprio vero che "Codex" cerca di ricreare il climax di Pyramid Song, ma il risultato è fallimentare. "Feral" è imbarazzante, Four Tet di quarta mano. Il resto lo avrebbe potuto scrivere qualsiasi band di rock indipendente. E' troppo poco per un disco così breve. Mi meraviglia l'8 dato a questo disco. Ancor più incomprensibile il 10 a In Rainbows (????), neanche fosse un disco epocale, non so un "Rock Bottom" di Wyatt o un "Hex" dei Bark Psychosis. Non voglio dare troppa importanza a un numero, però ciò dimostra quanto si è poco obiettivi nel giudicare questa band.

Bellerofonte alle 21:27 del 24 febbraio 2011 ha scritto:

di sicuro a primi ascolti meglio di in rainbows.. le ritmiche prendono, anche se osservandolo proprio sotto questo punto di vista l'album sembra spaccato a metà.. almeno questa una mia impressione iniziale

NathanAdler77 (ha votato 8 questo disco) alle 23:12 del 25 febbraio 2011 ha scritto:

Ode al Re dei Limbi!

Meno "piacione" dei precedenti (aggettivo da prendere sempre con le molle nel caso degli oxfordiani), una riuscita via di mezzo tra "Kid A" e l'esordio solista del "gatto miagolante" Yorke. Belle "Bloom", in scia alla recente collaborazione con Flying Lotus, i Liars dubstep di "Morning Mr. Magpie" e l'ombrosa "Codex" (su cui aleggia lo "spleen granitico" di Scott Walker ghghgh). "Separator" è una meraviglia cosmica.

Sor90 (ha votato 7 questo disco) alle 22:07 del 28 febbraio 2011 ha scritto:

Non ha deluso le aspettative, però, insomma, non mi ha completamente conquistato, colpa degli episodi più elettronici, poco centrati... Laddove si riallacciano al passato (introducendo comunque nuove sfumature) invece sono sempre in ottima forma, la seconda parte decisamente migliore "Codex" si una figlia di "Pyramid Song" ma lo stesso evocativa, "Lotus Flower" all'inizio la vedevo poco adatta come singolo, ma ha uno strano modo di ficcarsi in testa. Mi chiedo fra vent'anni se saranno ancora qui dove andranno a finire i Radiohead!

farmerjohn (ha votato 8 questo disco) alle 22:48 del 28 febbraio 2011 ha scritto:

il disco soul dei radiohead

Lobo alle 18:11 del 4 marzo 2011 ha scritto:

Oddio no, i Radiohead no! Il disco neanche lo ascolto, tanto sarà la solita truzzata mielosa, e tutti ad eccitarsi come bambinette con la voce strozzata di Thom Yorke... a proposito, che fine ha fatto la tipa che lo chiamava per nome come se fosse suo cugino?

bart alle 19:30 del 4 marzo 2011 ha scritto:

RE:

Ma che t'ha fatto Thom Yorke.

prociobeo (ha votato 7 questo disco) alle 2:36 del 6 marzo 2011 ha scritto:

Direi che la bellezza di questo disco sta nel fatto che da quando è uscito lo avrà ascoltato tutti i giorni e ogni volta colgo qualcosa di nuovo

dario1983 (ha votato 8 questo disco) alle 17:30 del 6 marzo 2011 ha scritto:

8 tracce

L'ho appena ascoltato. Premettendo che i Radiohead sono la mia band preferita e quindi sono di parte, sarà un disco destinato a girare a lungo nel mio stereo, dato che sembra confermare l'umore che mi causano tutti i loro album: all'inizio non mi piacciono, poi me ne innamoro al quarto-quinto ascolto. Fu così per Kid a, per In rainbows e credo anche per questa nuova uscita.

Finalmente un disco "all'antica": otto canzoni che vanno dritte al sodo e zero riempitivi! Mentalità che sembra provenire dritta dagli anni '70 e '80. E' un peccato che l'industria discografica abbia rovinato parecchi album, altrimenti capolavori, costringendo gli artisti ad allungare il brodo con riempitivi inutili per arrivare alle fatidiche 12-13 tracce! Spero che in molti seguano l'esempio dei Radiohead.

lev (ha votato 7 questo disco) alle 23:05 del 9 marzo 2011 ha scritto:

ennesima conferma della loro bravura. per il voto ripasso. alto comunque.

ammazzatartufi (ha votato 6 questo disco) alle 1:32 del 11 marzo 2011 ha scritto:

la sufficienza

Quoto skyreader: qui c'è solo Yorke.Dove sono finite le parti di chitarra di Greenwood?I primi 4 pezzi si salvano ma ho rimpianto i tempi di Ok Computer.Un disco mediocre, quasi piatto; pezzi troppo uguali fra di loro e parti che durano troppo tutte uguali (compresa la voce che è due album che non cambia MAI).

Il classico gruppo che si rovina col tempo.Peccato

dario1983 (ha votato 8 questo disco) alle 13:26 del 11 marzo 2011 ha scritto:

RE: la sufficienza

E cosa ti aspettavi? Hanno inciso tre album pietre miliari consecutivi! Sono essere umani anche loro! Comunque è troppo presto per valutarlo. Bisogna "farlo invecchiare" un pò.

ammazzatartufi (ha votato 6 questo disco) alle 14:02 del 11 marzo 2011 ha scritto:

RE: RE: la sufficienza

boh cioè...un album inutile.Avrei aspettato 1,2,5,10,100 anni in più, ma alla fine tiri fuori un album della madonna (vedi i Tool o i Verdena che non hanno cacato fuori album a caso ogni anno).Oh poi non fraintendetemi eh, bellissimo Radiohead è solo che gli ultimi due album se li potevano tranquillamente risparmiare

Emiliano alle 13:34 del 11 marzo 2011 ha scritto:

Bella recensione, davvero. Il disco, ovviamente, mi fa schifo.

REBBY (ha votato 7,5 questo disco) alle 17:10 del 11 marzo 2011 ha scritto:

il penultimo dei Radiohead è un tartufo d'Alba e l'ultimo un tartufo di Norcia...eheh

swansong (ha votato 4 questo disco) alle 19:23 del 11 marzo 2011 ha scritto:

Ma che palle!

Ma dove sono finiti i veri Radiohead? Dove sono finiti quei mostri rock di "Pablo honey" e "The Bends"? Morti e sepolti direte voi, qui c'è il futuro del rock. Sì vabbe! Rock senza chitarre e batteria non è rock, non è alternative rock, non è art rock è solo elettronica (e son sicuro che, nel genere, c'è pure qualcuno che la fa meglio) e perciò io vi lascio questi, quelli precedenti di In Rainbows e quelli precedenti ancora di Kid A e Amnesiac..Che palle tutta 'sta elettronica, sti campionamenti, non se ne può più..un gruppo che è diventato parodia di se stesso e che, oltretutto, pare la brutta copia del lavoro solista di York...

Dr.Paul (ha votato 6 questo disco) alle 19:29 del 11 marzo 2011 ha scritto:

Ma dove sono finiti i veri Radiohead?

si sono sciolti nel 2001!! sono durati otto anni precisi come i beatles!! )))

luin (ha votato 7 questo disco) alle 20:09 del 11 marzo 2011 ha scritto:

@swansong: ti invidio se riesci ad ascoltare Pablo Honey per intero senza collassare

salvatore (ha votato 6 questo disco) alle 20:38 del 11 marzo 2011 ha scritto:

"Ma dove sono finiti i veri Radiohead?

si sono sciolti nel 2001!! sono durati otto anni precisi come i beatles!! )))"

... e qui scatta il quotone!!!

4AS (ha votato 5 questo disco) alle 1:38 del 12 marzo 2011 ha scritto:

Se non ci fosse stato scritto RADIOHEAD su quella copertina, questa semi-ciofega di disco non se la sarebbe ca**ta nessuno!

4AS (ha votato 5 questo disco) alle 1:50 del 12 marzo 2011 ha scritto:

(e invece me la sono ca**ta pure io)

dario1983 (ha votato 8 questo disco) alle 11:44 del 12 marzo 2011 ha scritto:

Ragazzi forse siete un pò troppo severi.Va bene che io non posso essere troppo obiettivo perchè sono il mio gruppo preferito, ma non mi sembra così orrendo. Il tempo dei capolavori finisce per chiunque. Tutte le grandi band della storia hanno dato il meglio nei primi 4-5 dischi, poi il calo è inevitabile. C'è solo da valutare se si rasenta il patetico e il ridicolo (vedi: Metallica), se si timbrano cartellini, comunque degni di nota (vedi R.E.M.), se ci si rassegna alle mode, con pessimi risultati (vedi: Bowie anni '80)o se si va per tentativi allo scopo di assestarsi, pur tenendo sempre alto il marchio di fabbrica. Questo è il caso dei Radiohead.

galassiagon alle 16:09 del 12 marzo 2011 ha scritto:

RE:

Se fai musica sperimentale (?) puoi fare anche 400 dischi che sembrano belli. Il problema è capire se sono belli veramente.

Visto il fanatismo tutto effeminato intorno a Yorke e compagni, a loro fa comodo coprirsi di pseudo sperimentalismo, cosicchè da diventare degli orsacchiotti di peluche da stringere per colmare le grige giornate dei giovani debosciati.

ammazzatartufi (ha votato 6 questo disco) alle 17:09 del 12 marzo 2011 ha scritto:

RE: RE:

Quoto galassiagon veramente....tanto e ancora tanto e tanto.Specie il punto interrogativo fra parentesi che racconta tantissime cose.bravo

dario1983 (ha votato 8 questo disco) alle 19:01 del 12 marzo 2011 ha scritto:

RE: RE:

Come prevedevo! Tutti pronti a lodare e urlare al miracolo nel momento in cui si commentano album imprescindibili come Ok computer, per poi finire col demolire una band al primo passo falso (anche se, come ho detto, è tutto da dimostrare che quest'album sia un "passo falso"). La stessa gente che li definiva dei geni, adesso li demolisce con un "ma alla fine cosa avranno mai fatto di speciale?", "finti alternativi". I fatti oggettivi sono che i Radiohead sono stati la band più importante, in quanto a seminalità, genialità ed influenza, dalla morte del Grunge ad oggi, a prescindere che piacciano o meno e a prescindere se The king of the limbs sia una ciofeca o meno. Trovatemi un altro gruppo che recentemente abbia sfornato una triade come Ok computer, Kid a, e Amnesiac e mi rimangio tutto. Fino a quel momento c'è poco da discutere. La recente versione dei Radiohead è criticabile per l'appiattimento sulla figura dominante di Yorke e per il suo modo di cantare ormai troppo predefinito e poco eclettico. E forse, come ha ben detto Swan Song, per l'uso scriteriato dell'elettronica (mi piacerebbe scoprire il ruolo di O'Brien in quest'album, dato che a differenza di Greenwood, non è un versatile polistrumentista), cosa molto singolare per un quintetto con tre chitarre!

Harlan1985 (ha votato 8 questo disco) alle 12:24 del 12 marzo 2011 ha scritto:

Dite quel che volete...

...ma io non riesco a smettere di ascoltarlo. Ha qualcosa che mi spinge a riprendere l'ascolto daccapo. Un fascino sottile ma inesorabile. Non sarà il loro capolavoro, ma trovarne di gruppi che a quasi vent'anni dall'esordio non hanno toppato un disco, e che cercano di continuo nuove strade da percorrere...

4AS (ha votato 5 questo disco) alle 12:46 del 12 marzo 2011 ha scritto:

... La cosa che mi lascia perplesso è che l'ultimo dei White Lies si è preso un 3 solo perchè è un disco derivativo, revival ecc.. La solita storia... Invece almeno la sufficienza se la meritava. O cmq non il 3. Questo invece prende 8. Io non sono un fan, però dai basta coccolarli, anche sta presa per i fondelli dello scaricamento a pagamento dal sito è grottesca quanto il disco.

Peasyfloyd, autore, alle 13:56 del 12 marzo 2011 ha scritto:

siamo arrivati a confrontare white lies e radiohead? Signori miei suvvia, un po' di dignità!

4AS (ha votato 5 questo disco) alle 14:46 del 12 marzo 2011 ha scritto:

RE:

Ho confrontato i due ultimi dischi non le rispettive carriere. Quello che hai appena detto è la cosa più scontata e prevedibile che potevi dire

Filippo Maradei (ha votato 8 questo disco) alle 16:36 del 12 marzo 2011 ha scritto:

RE: Ho confrontato i due ultimi dischi non le rispettive carriere.

Ma puoi pure confrontare la bruttezza dei due cantanti, l'acconciatura dei capelli, la dentatura... i Radiohead sempre di un altro livello rimangono. Tiè, faccio pure il finto alternativo snob citandoti Palahniuk: "il peggiore dei pompini sarà sempre meglio, per dire, della più profumata delle rose", e i White Lies al massimo possono essere una margheritina striminzita (specialmente dopo l'ultimo album).

4AS (ha votato 5 questo disco) alle 19:14 del 12 marzo 2011 ha scritto:

RE: RE: Ho confrontato i due ultimi dischi non le rispettive carriere.

La mia intenzione non era di fare il paladino difensore dei White Lies, quello era solo un esempio. Per me il loro ultimo disco è sufficiente, non va oltre. Voi invece continuate a fare i paladini dei Radiohead, anche quando vi vendono un disco mediocre come questo che però, rispetto all'ultimo dei White Lies, è ben mascherato da "elettronica-alternativa-sperimentale", in realtà è tutta forma e zero sostanza, non c'è un pezzo memorabile in questo disco che possa giustificare quell'8 messo dal recensore. Tutto qui.

NathanAdler77 (ha votato 8 questo disco) alle 18:25 del 12 marzo 2011 ha scritto:

I Radiohead negli ultimi 15 anni hanno inciso nella musica popolare come pochi altri...E ancora oggi suonano coerenti e contemporanei, c'è poco da fare. Altro che "White Lies" e amenità varie.

ammazzatartufi (ha votato 6 questo disco) alle 19:48 del 12 marzo 2011 ha scritto:

questo è già il secondo passo falso...

bargeld (ha votato 7 questo disco) alle 12:09 del 13 marzo 2011 ha scritto:

RE: questo è già il secondo passo falso...

dopo Pablo Honey? )

salvatore (ha votato 6 questo disco) alle 12:21 del 13 marzo 2011 ha scritto:

"Se non ci fosse stato scritto RADIOHEAD su quella copertina, questa semi-ciofega di disco non se la sarebbe ca**ta nessuno!"

4AS, personalmente per me il discorso è letteralmente inverso. Nel senso che se non avessi letto Radiohead forse sarei stato più generoso nel giudizio e nel voto (6), visto che spunti interessanti in questo "the king of limbs" ne ho trovati. Proprio però il fatto che si parla di Radiohead - e che da loro, visto quello a cui ci hanno abituato, era lecito aspettarsi qualcosa di più -, sono stato particolarmente critico. Ora, il cd dei white lies non lo conosco bene, ma, dopo aver visto sulla scheda di quell'album voti che andavano dal 3 al 9, mi sono incuriosito e, senza alcun pregiudizio, l'ho ascoltato... Insomma, credo che veramente un paragone sia improponibile, polemiche a parte. E non parlo di carriere, ma di singoli brani. A maggior ragione, se qui è un 6, lì non si può andare oltre un 4, a mio avviso. Non si tratta di coccolarli, i Radiohead, e di perdonare loro tutto, ma di essere consci della loro grandezza e riconoscere il loro talento anche in un cd sicuramente meno ispirato degli altri.

4AS (ha votato 5 questo disco) alle 14:21 del 13 marzo 2011 ha scritto:

RE:

Non sono d'accordo con te. Però sono opinioni personali, non c'è problema. Un cd come questo mi ha lasciato il vuoto, quindi non vedo perchè debba riconoscere per forza la grandezza dei Radiohead anche quando questa grandezza non c'è. Ovvio poi che la carriera dei Radiohead è nettamente superiore a quella dei White Lies (anche perchè i Radiohead girano da moltissimi anni...). Poi io non sono mai stato un loro fan, nessun loro disco per intero lo trovo perfetto. Mi piacciono solo dei singoli brani (come in questo, dove, ad esempio, ho trovato molto buona "Lotus Flower"). Questo è un altro motivo per cui non metterei mai 10 a un disco dei Radiohead, qui si vota l'opera nella sua interezza.

galassiagon alle 17:31 del 13 marzo 2011 ha scritto:

dai abbassate il voto , abbiate coraggio! abbassate anche in Rainbow , non avete vergogna?

ma zio cane influenzate futuri fruitori di musica rock, che pensiate che facciano se vedono un 10?

ma veramente siete vergognosi!!!

infantili, fans da quattro soldi, vi meritate l'ergastolo nel fango del festival di Reading.

Filippo Maradei (ha votato 8 questo disco) alle 18:46 del 13 marzo 2011 ha scritto:

RE:

Ma dico, Galassia, c'hai preso per un pungiball?! Modera i termini, 'ché non siamo in un blog o in una taverna-chat.

target (ha votato 6 questo disco) alle 17:42 del 13 marzo 2011 ha scritto:

?

Peasyfloyd, autore, alle 18:32 del 13 marzo 2011 ha scritto:

diamine credevo che le accuse meritorie di ergastole le avrei avute per accuse politiche, mica per una recensione dei Radiohead...

galassiagon alle 18:55 del 13 marzo 2011 ha scritto:

ok. ma queste critiche così pungenti e pure volgari ve le cercate proprio Voi che gridate al capolavoro come per ordinare la pizza.

Causa-effetto. La colpa è vostra. Se non raccogliete le critiche queste si induriscono.

galassiagon alle 19:04 del 13 marzo 2011 ha scritto:

ma non si potrebbe far si che il voto sia in progress? cioè a ogni votazione degli utenti il votosi rinnova con una media?

infatti all'inizio credevo che fosse così..

fine ot.

Filippo Maradei (ha votato 8 questo disco) alle 19:26 del 13 marzo 2011 ha scritto:

RE:

No, non è possibile: con tutti gli spammoni e i troll che girano tra queste pagine non ne usciremmo vivi, sarebbe la fiera del voto fasullo; che poi, tra l'altro, facendo come dici tu non ci sarebbe più quel margine di coerenza tra il contenuto di recensione e il voto espresso. E comunque il giudizio numerico del recensore vale solo come trampolino (o fossa) di partenza, gli altri che vengono espressi tra i commenti alterano eccome i sali-scendi dell'album in classifica.

salvatore (ha votato 6 questo disco) alle 19:13 del 13 marzo 2011 ha scritto:

Non si tratta di non raccogliere, bensì di non condividere...

galassiagon alle 19:32 del 13 marzo 2011 ha scritto:

bella risposta! bravo, le opinioni degli altri non contano nulla.

guarda i voti dei vari utenti a sto disco e a in rainbows , molti sono più bassi. ma tu non vuoi condividere, vuoi imporre!

io propenderei a una media dei voti di tutti

Peasyfloyd, autore, alle 19:36 del 13 marzo 2011 ha scritto:

RE:

prenderemo in considerazione il suo parere, caro dott. galassiagon, e le faremo senz'altro sapere al più presto, non si preoccupi.

galassiagon alle 19:34 del 13 marzo 2011 ha scritto:

mi riferivo alla risposta di salvatore eh!

vabbeh vai con i trampolini di 10 metri...

scusate e grazie

salvatore (ha votato 6 questo disco) alle 19:42 del 13 marzo 2011 ha scritto:

Galassiagon, guarda che non ti seguo più, adesso. Tu hai detto che avevi alzato i toni perché non si raccoglievano le critiche. Io ho semplicemente risposto che magari non si tratta di non raccoglierle o, peggio, ascoltarle, ma semplicemente non condividerle... Se secondo me stai dicendo delle assurdità (mettiamo il caso :/) non vedo perchè debba darti ragione. Tutto qui! Comunque grazie per il bravo! Fa sempre piacere sentirselo dire

galassiagon alle 19:54 del 13 marzo 2011 ha scritto:

Ok, ma se io come altri scriviamo che questo disco come l'altro sono sopravvalutati, tu non raccogli il messaggio?

Se per me il miglior disco mai sentito è esempio il secondo dei Soft Machine, ma in parecchi mi dicono che forse esagero, qualche dubbio me lo pongo, in tutta tranquillità...

Le diverse opinioni arricchiscono, non ti pare?

PetoMan 2.0 evolution alle 8:42 del 14 marzo 2011 ha scritto:

Scusa Galassiagon, ma francamente non capisco il tuo disappunto. Dici che le opuinioni altrui e i diversi punti di vista arricchiscono, bene, ed infatti qui ci sono le diverse opinioni. Ci sono un sacco di opinioni diverse in questa pagina mi pare. Pensi forse che ci sia in giro qualcuno così ingenuo da fidarsi ciecamente solo del parere del recensore senza leggere i commenti sottostanti? Ma diamine, questo è un sito di recensori amatoriali, semplici appasionati di musica che dicono la loro, non è mica il Sacro Consiglio degli Sacri Espertoni Intenditori Musicologi. Ma anche se fosse, stiamo parlando di musica, mica di meccanica applicata, non esiste giusto e sbagliato, esistono solo le opinioni, che siano più o meno condivisibili, restano opinioni.

PetoMan 2.0 evolution alle 8:50 del 14 marzo 2011 ha scritto:

Poi parli di un voto che dovrebbe essere assegnato dalla collettività degli utenti. Bene, già c'è. Qui tutti gli iscritti possono votare il disco. Che c'è? Manca in alto il voto medio del'utenza? Ma che cavolo, dai, i voti sono tutti qui, se proprio ritieni vitale sapere il voto medio, prenditi una calcolatrice e calcolatelo da solo. Ma poi, è così importante? Cioè, che hai problemi d'udito? Da solo non riesci a stabilire se questo disco è bello o brutto? Te lo devono dire gli altri? "State influenzato futuri fruitori di musica, che pensate che facciano se vedono un dieci?" Un chissenefrega no? E poi che dovrebbero fare? Ascolterebbero il disco, se poi lo riterrano bello o brutto dipende da loro. Ma cosa credi, che son tutti deficienti lobotomizzati? No no, per fortuna non è così.

PetoMan 2.0 evolution alle 8:55 del 14 marzo 2011 ha scritto:

Le opinioni altrui arricchiscono, si è vero. Ma ci si può arricchire anche senza cambiare idea. Tu non parli di arricchimento, parli di condizionamento, che è una cosa ben diversa. Poi hai scelto proprio il disco sbagliato per questo tipo di lamentele. Fra le nuove uscite discografiche mi pare sia quella che più abbia spaccato critica e pubblico. Non vedo proprio quale sia il problema. Trovami un sito musicale dove tutti sono d'accordo nel ritenerlo un capolavoro e ti pago da bere. A me queste sembrano seghe mentali e basta

PetoMan 2.0 evolution alle 9:08 del 14 marzo 2011 ha scritto:

Insomma, alla fine il punto è sempre lo stesso. A te il disco non piace e vorresti che tutti dicessero che fa schifo. E poi dove sarebbe lo scandalo nel dare 8 a questo disco? Non piace neanche a me, ma mi pare che in giro per il web ci sia decisamente di peggio; c'è un pazzoide ad esempio, considerato da molti un vero intenditore (ma tu pensa!), che ha messo 6/10 ad "Axis: Bold as Love" e 7/10 a quelli che cantavano I'm a Barbie Girl... ma per fortuna non mi pare che la cosa abbia convinto proprio tutti.

swansong (ha votato 4 questo disco) alle 10:04 del 14 marzo 2011 ha scritto:

@swansong: ti invidio se riesci ad ascoltare Pablo Honey per intero senza collassare

Beh caro luin...comincia pure a rosicare! pensa che io non ti invidio affatto se anche riesci ad arrivare a metà di 'sta ciofeca elettronica senza scappare al bagno...

Il fatto è che 'sti qua sono arrivati ad un punto tale di venerazione isterica collettiva per cui anche si mettessero a scoreggiare al microfono (scusate i ripetuti francesismi), verrebbero comunque considerati nuovi alfieri dell'avanguardia. Per me ci stanno prendendo per il culo da 10 anni a sta parte..mi fa rabbia perchè si stanno sputtanando una carriera e l'altra cosa che non mi riesco sinceramente a capire è come possano alcuni aver amato non dico The Bends, ma Ok Computer e poi osannare Kid A o Amnesiac..boh misteri della musica!

galassiagon alle 13:08 del 14 marzo 2011 ha scritto:

Vabene! Visto che il recensore con il suo vascello si è infilato nel golfo della Musica, le tempeste che si trova ad affrontare sono specchi della sua anima. Esagerando eh...

Hai ragione Peto su tutto, la storia dei voti, la visibilità degli interventi...

Ma questa è una questione di orgoglio artistico, non rinunceremo mai NOi a rompere le palle sui Radiohead. Proposta :

ci vorrebbe una contro recensione su tutti i loro lavori, per una riscrittura della storia del gruppo più importante (nel bene e nel male) degli ultimi 15 anni.

Filippo Maradei (ha votato 8 questo disco) alle 13:39 del 14 marzo 2011 ha scritto:

RE:

Ma voi chi?! Sei per caso a capo di una cospirazione segreta anti-Radiohead stile "Stay Behind" 2.0?! La recensione in questione è ottima, come la maggior parte su questi lidi: approfondita, motivata, con precisi riferimenti e punti di contatto musicali, oltre che scritta molto bene; puoi criticare il voto del recensore, non essere d'accordo sul suo giudizio e allo stesso tempo esprimere il tuo - altrettanto valido, se argomentato - con tanto di voto personale. Dopodiché basta, stop, non puoi mettere in piedi una crociata "contro il sistema", le sue "regole" e i suoi contenuti. Non ti pare?

ammazzatartufi (ha votato 6 questo disco) alle 13:43 del 14 marzo 2011 ha scritto:

secondo me la parte divertente di tutto questo è che ogni volta che i Radiohead o il loro front man fanno una minima scoreggina saltano fuori delle discussioni di dimensioni inimmaginabili.

Dovevano pensarci loro a fare un album chiamato Untouchables XD ma ci hanno già pensato i Korn 9 anni fa...

ammazzatartufi (ha votato 6 questo disco) alle 13:44 del 14 marzo 2011 ha scritto:

anche nel mi gruppo di amici è così...incredibile

galassiagon alle 13:48 del 14 marzo 2011 ha scritto:

Perchè no una contorecensione? è una buona idea.

Anche per i Beatles o Bowie. Inasomma per quegli artisti che hanno diviso.

Sarebbe l'unico sito ad avere 2 recensioni.

Innovazione gente!

paolo gazzola (ha votato 6 questo disco) alle 13:58 del 14 marzo 2011 ha scritto:

Re: Controrecensione

Il sito contempla già l'ipotesi della controrecensione. Certo, bisogna trovare la persona che abbia le giuste motivazioni per volerla fare, nonché gli argomenti. Tu sembreresti già un buon candidato...

paolo gazzola (ha votato 6 questo disco) alle 14:04 del 14 marzo 2011 ha scritto:

Perché ho inserito un commento sotto i Radiohead, porc... Casella e-mail ingolfata per tutto l'anno... :/

galassiagon alle 14:14 del 14 marzo 2011 ha scritto:

non sono molto ferrato con la musica post 90, non troverei molte argomentazioni e riferimenti.

Magari qualcun altro volontario? su!

NathanAdler77 (ha votato 8 questo disco) alle 15:09 del 14 marzo 2011 ha scritto:

Secondo me il vero "passo-falso" dei Radiohead rimane "Hail To The Thief"...E chi non concorda si merita i raggi laser anti-Muslera. ghghgh

bart alle 15:22 del 14 marzo 2011 ha scritto:

Dai brani che ho ascoltato qui, quest'ultimo disco mi sembra abbastanza simile ad Amnesiac. Comunque continuano a non entusiasmarmi.

fabfabfab (ha votato 5 questo disco) alle 19:04 del 17 marzo 2011 ha scritto:

Mah. Ci sono momenti francamente trascurabili ("Separator"), dove si mettono a scrivere per davvero vengono fuori anche cose buone ("Bloom", "Lotus Flower"). Secondo me il tutto è sempre meno Radiohead e sempre più Thom Yorke (che infatti ha appena pubblicato dei singoli con Burial e Four Tet, a conferma della nuova direzione). Certo questo disco è poca cosa (anche quantitativamente) ma non capisco chi continua a ribadire che "i Radiohead sono quelli dei primi due album"... i gusti son gusti, ma a me sembra lampante che le cose interessanti le abbiano fatte dopo. Non voto perchè aspetto l'uscita della seconda parte. Perchè c'è una seconda parte, no?

swansong (ha votato 4 questo disco) alle 16:45 del 18 marzo 2011 ha scritto:

non capisco chi continua a ribadire che "i Radiohead sono quelli dei primi due album"...

eh eh eh.... beh, caro Fabio, io sono fra quelli che si fermano ai primi due dischi, poi poco niente...del resto, passami la banalità, il mondo è bello perchè è vario e proprio perchè i gusti sono gusti, io dico che quest'album fa cagare. Non condivido quindi la tua opinione per cui "è lampante che le cose interessanti le abbiano fatte dopo..", ma la rispetto molto. Del resto, sono uno di quelli che si incazza non poco quando sento gli oltranzisti "barrettiani" che sostengono che i veri PF sarebbero solo quelli del pifferaio...

Charisteas (ha votato 5 questo disco) alle 20:55 del 18 marzo 2011 ha scritto:

Coi Radiohead ho un rapporto di amore-odio: Ok Computer lo ritengo perfetto in ogni tratto, mi piace The Bends, non adoro Kid A e dimentico volentieri tutto ciò che è venuto dopo (tranne due singoli di Hail To The Thief: A Wolf At The Door e 2+2=5), questo disco compreso.

fabfabfab (ha votato 5 questo disco) alle 2:00 del 20 marzo 2011 ha scritto:

E certo Swan, sono io il primo a sostenere la soggettuvuta (quasi)totale. Infatti non ho parlato di "cose belle" ma di "cose interessanti" (sembro un pubblicitario sgonfio con ste definizioni...). Intendo dire, magari ti piacciono i primi due e ok, che sono dischi sostanzialmente rock. Però dopo hanno fatto altro, hanno "osato" questo concediglielo. Diciamo che non sono morti dopo i primi due dischi, come potremmo dire di tanti altri (Interpol, Oasis, Strokes, Coldplay...) hanno fatto altro (che ad alcuni può piacere meno) ma non hanno ripetuto la stessa solfa all'infinita, nè hanno tentato "colpi di mano" in chiave "commerciale" (odio questa parola...). Insomma i Radiohead a me poi non è che facciano brillare gli occhi, ma almeno questo "coraggio", questo "merito" mi sembrava importante....

fabfabfab (ha votato 5 questo disco) alle 2:02 del 20 marzo 2011 ha scritto:

RE:

Vabbè "soggetuvuta" è una lingua mia che parlo coi miei amici immaginari ...

swansong (ha votato 4 questo disco) alle 10:56 del 22 marzo 2011 ha scritto:

The Thom Yorke Electro Band...

Ecco vedi Fabio...giustissimo quello che dici, ma sebbene sia condivisibile il punto di partenza, lo è di meno la conclusione...Un conto è ciò che può piacere di più a me della loro discografia (i primi due dischi), altro è ciò che hanno proposto dopo. Ti do atto che, in effetti, quanto esibito su OK Computer sia senz'altro interessante e, ad ampi tratti, degno dei più sbavosi elogi, ma, se posso dirla tutta, io faccio molta fatica ad arrivare in fondo senza che mi scappi uno sbadiglio..per non parlare, poi, dei successivi lavori sempre più pieni di elettronica e sperimentazioni concettuali...insomma, per farla breve, ciò che contesto non è tanto che sperimentino qualcosa di nuovo (ed in effetti quanto fatto fra OkC e KA può sicuramente "spacciarsi" per innovazione e smarcamento da quanto sino ad allora prodotto), bensì che si ritengano le derive elettroniche degli ultimi lavori come qualcosa di interessante...a me pare che ci stiano prendendo in giro...piuttosto dico allora che le cose migliori uscite dalla penna di Yorke siano finite tutte dentro The Ereaser. Quel progetto, che mi ha fatto apprezzare, poi, anche In Rainbows (più per "continuazione" che per reale valore artistico), aveva un senso ed era giusto confinarlo in un progetto solista, ma poi basta! Non possono uscire lavori come IR o KoL e spacciarli come Radiohead, sono il prosieguo del lavoro solista di Yorke ed usciti pure peggio! Cambiassero nome almeno..

REBBY (ha votato 7,5 questo disco) alle 11:53 del 22 marzo 2011 ha scritto:

E perchè dovrebbero cambiar nome, son sempre loro non è cambiata la formazione. E' anche stimabile che una band si rimetta in discussione, con progetti tra loro spesso diversi (anche se è chiaro che i singoli brani non nascono dal nulla eh). Poi magari uno continuerà a preferire i soliti album (Ok computer, Amnesiac, Hail to the thief) amen, ma sono un gruppo importante e soprattutto ancora vivo!

swansong (ha votato 4 questo disco) alle 12:29 del 22 marzo 2011 ha scritto:

RE:

massì REBBY! che vuoi che ti dica..la mia era solo una provocazione..

casadivetro (ha votato 4 questo disco) alle 4:53 del 23 marzo 2011 ha scritto:

s.o.s. qualcuno tolga il biberon col bibitone dubstep dalle manine di Tommasino Yorke.

sandra12 alle 18:08 del 2 aprile 2011 ha scritto:

disco difficile , da metabolizzare . 8/10 mi sembra un po' eccessivo come voto , anche la votazione di in rainbows pero' mi sembra eccessiva.

DucaViola (ha votato 5 questo disco) alle 10:58 del 9 aprile 2011 ha scritto:

Comprato e ascoltato già tre volte. Forse poche? Non so. Mi aspettavo qualcosa di più di 33 minuti, 8 brani ed elettronica a iosa. Sembra che oggi per essere all'avanguardia sia necessario infarcire gli album di loop e lamenti. Io non sono daccordo. I Radiohead sono uno dei miei gruppi preferiti, ma ammettere, da parte mia, un semi-flop artistico ha qualcosa a che fare con l'onestà intellettuale. Poi ci sono alcuni bei momenti, ma per me tutti legati a quando decidono di avvicinarsi a qualcosa che sembra una canzone. Loop e lamenti sono stati già ben collaudati dai Radiohead in altri album, quando in manera ossessiva, quando velatamente nascosti tra brani di venatura più classica. Non sarebbe ora di voltare pagina?

4AS (ha votato 5 questo disco) alle 13:02 del 9 aprile 2011 ha scritto:

RE:

Che coraggio a comprare un disco così brutto originale! Scherzo...(mica tanto). Gli appassionati di musica sono ancora molto legati al supporto... Perlomeno per me è così.

lev (ha votato 7 questo disco) alle 17:11 del 9 aprile 2011 ha scritto:

4AS

ma tu non fai testo, i radiohead li detesti!

anch'io ho comprato il disco, addirittura il vinile! (su amazon costa poco più del cd). chissà forse non ne valeva la pena, ma per me comprare il vinile, vale sempre la pena.

ammetto che all'inizio mi aveva entusiasmato un pò troppo, col gli ascolti è un pò calato. ora con il 33 giri però me lo sto gustando abbastanza. anch'io come duca viola apprezzo di più i brani formato "canzone". little by little e lotus flower soprattutto. alla fine, nella mia personale classifica dei dischi dei radiohead questo va dritto al penultimo posto, davanti a pablo honey.

4AS (ha votato 5 questo disco) alle 16:29 del 10 aprile 2011 ha scritto:

RE: 4AS

In realtà non ho mai detto di detestarli, ma che li considero sopravvalutati dalla critica. Ammetto di essere stato troppo severo con Amnesiac (al quale ho rifilato un 6) che cmq continuo a non considerare un capolavoro. Per me un capolavoro, o meglio, un disco da 10, è un disco in cui tutti i pezzi sono stupendi e, valore aggiunto, è anche storicamente importante (non è il caso di Amnesiac). Mi sembra palese che nei dischi dei Radiohead c'è sempre qualche riempitivo. Questo non merita neanche 5 (sono stato generoso), è un'accozzaglia di elettronica scadente, inoltre, come dici tu, con il tempo è pure peggiorato.

Dirty Frank alle 15:39 del 10 aprile 2011 ha scritto:

provocazione? forse...

Io i Radiohead non li ho mai approfonditi, mai. Quesito: prima di arrivare a questo disco ho deciso per una full immersion, molto, molto lenta e accurata, nella loro discografia, dall'esordio in poi. Ora, pensate sia uno sfigato, da amante del rock, per non averlo fatto a tempo debito oppure provate invidia per la mia "prima volta"?

4AS (ha votato 5 questo disco) alle 16:51 del 10 aprile 2011 ha scritto:

... Chiudo qui, sennò ripeto sempre le stesse cose e vi (mi) annoio.

bestropicalia (ha votato 8 questo disco) alle 23:35 del 23 aprile 2011 ha scritto:

8 pieno

Un buon disco, a mio parere, con alcuni picchi come Codex e Morning Mr Magpie..decisamente un passo avanti rispetto all'immobilismo di "In Rainbows"...

DucaViola (ha votato 5 questo disco) alle 18:13 del 27 aprile 2011 ha scritto:

RE: 8 pieno

ad "in rainbow" erano immobili... e qui si sono mossi... e in quale direzione scusa? Secondo me l'unica mossa che hanno fatto è stato impacchettare il disco con la firma Radiohead. Forse sono tardo...

daferrara (ha votato 9 questo disco) alle 19:13 del 29 aprile 2011 ha scritto:

sicuramente in questo disco non troviamo il giusto connubio tra tecnica e emozione con un certo sbilancio a favore della prima rispetto alla seconda. ascoltandolo a lungo, ho maturato l'idea che si tratti di un'operazione assolutamente coraggiosa, un nuovo tassello nell'evoluzione musicale del gruppo. io sono convinto che qualcosa bolla ancora in pentola. i geni in ogni caso non si discutono mai e questi lo sono!

DucaViola (ha votato 5 questo disco) alle 8:58 del primo maggio 2011 ha scritto:

RE:

I "geni" si discutono eccome, specialmente quando la storia non ha ancora messo il timbro su lavori imbarazzantemente recenti. Se poi si vuol dare per scontata la grandezza di qualcosa è un altro paio di maniche. Certo, come dici tu, ci vuole un bel coraggio ad aspettare così tanti anni e fare un lavoro di 33 minuti, 8 tracce e una fucina di lamenti ed elettronica obsoleta. "Court of the Crimson King" dei King Crimson era un lavoro coraggioso... giusto per fare un esempio tra un mare di esempi che potrei fare. Per quanto mi riguarda, per come la vedo io, che non credo negli esseri superiori, sono convinto (lo scrivo e lo sottolieno), che questo album oltre a non essere un capolavoro, non è neanche bello. Ma tanto ormai basta una loro scoreggia per far gridare alcuni al miracolo.

DucaViola (ha votato 5 questo disco) alle 8:59 del primo maggio 2011 ha scritto:

... a me in rainbows piace moltissimo

senzaverso (ha votato 8 questo disco) alle 18:42 del 6 maggio 2011 ha scritto:

RE:

Forse fra qualche tempo si capirà meglio il valore di questo disco. Mi sembra però che non offra solo spunti interessanti ma suoni e ritmi che riescono ad agganciarsi e a convivere tra di loro come il jazz e certi riferimenti ai Liars

un resoconto lo trovi su www.mentinfuga.com

DucaViola (ha votato 5 questo disco) alle 13:54 del 7 maggio 2011 ha scritto:

RE: RE:

forse sì, forse no. Forse stò dicendo un mucchio di cretinate o forse qualcuno è intimorito dal rimbombo di un nome quale Radiohead.

hiperwlt (ha votato 6 questo disco) alle 17:26 del 12 novembre 2011 ha scritto:

a mio parere, tre pezzi eccellenti("separator", "lotus flower" e "little by little") sono pochi quando con soli 8 brani in scaletta, cerchi continuamente di rifare il verso ai vari flying lotus - e derive glitch annesse -, senza apportare, in pratica, nulla di più. l'ho detto, finalmente

ozzy(d) alle 18:15 del 12 novembre 2011 ha scritto:

si accettano scommesse sul piazzamento del "re dei limbi" nella classifica di fine anno.

ulanbator86 (ha votato 8 questo disco) alle 14:14 del 11 marzo 2012 ha scritto:

fatico ancora dopo un anno a togliere dalla mia playlist "lotus flower", "codex" , "give up the ghost" "bloom"....album splendido nei momenti a tratti soul e si sente marcatamente l'influenza tribale dei liars...

REBBY (ha votato 7,5 questo disco) alle 11:59 del 28 marzo 2012 ha scritto:

Secondo me diceva bene George più di 13 mesi fa eheh

Kid A (ha votato 8 questo disco) alle 23:38 del primo novembre 2012 ha scritto:

Mah, va bene che sono di parte perchè sono un grande fan dei radiohead, ma questo disco l'ho apprezzato molto. A mio avviso va considerato come una traccia unica di 40 min...che raggiunge il suo apice con Lotus Flower ( uno dei pezzi più belli dei radiohead). Curato, come al solito, nei minimi dettagli...

Infantino01 (ha votato 7,5 questo disco) alle 19:15 del 22 marzo 2013 ha scritto:

Un ottimo album che nella mia libreria personale non deve mancare. Non mi piacciono, anche dopo ascolti ripetuti, le tracce "Feral","Bloom" e raggiunge appena la sufficenza "Morning Mr Mapie" le altre non mi stancherei mai di ascoltarle.

"Little by little"è una traccia cresciuta tantissimo con gli ascolti che adesso non posso fare a meno di riascoltare più e più volte al giorno."Lotus Flower" mi è piaciuta fin dal primo ascolto molto bella anche questa. "Codex" è di una bellezza assoluta, uno dei picchi più alti raggiunti dai Radiohead che supera, a mio gusto personale, anche "Pyramid song". "Give up the Gost" è di una struggezza commovente , una canzone che ti prende fin dal primo ascolto. Per chiudere in bellezza un album che, per me, non conosce vie di mezzo (o canzoni che mi piacciono troppo o canzoni troppo brutte, per fortuna, queste ultime sono solo 2) ecco un'altra perla chiamata "Separator" canzone di indiscutibile pregio. Eterni Radiohead.

Infantino01 (ha votato 7,5 questo disco) alle 17:21 del 18 maggio 2013 ha scritto:

Devo modificare in positivo la mia opinione dopo ripetuti ascolti e soprattutto dall'album live tratto da tale album "The Kings of Limbs-Live on the basement". Feral mi piace sempre di più e lo stesso dicasi per "Bloom". le versioni live di tali tarcce sono poi, qualcosa di eccezionale. Che dire, questo disco ed, in generale tutta la produzione Radiohead,è come il vino buono, più invecchia più migliora.

madcat alle 13:40 del 25 marzo 2013 ha scritto:

boh, a me sembra il punto più basso raggiunto dai radiohead, se la gioca coll'esordio

Infantino01 (ha votato 7,5 questo disco) alle 17:23 del 18 maggio 2013 ha scritto:

Devo modificare in positivo la mia opinione dopo ripetuti ascolti e soprattutto dall'album live tratto da tale album "The Kings of Limbs-Live on the basement". Feral mi piace sempre di più e lo stesso dicasi per "Bloom". le versioni live di tali tarcce sono poi, qualcosa di eccezionale. Che dire, questo disco ed, in generale tutta la produzione Radiohead,è come il vino buono, più invecchia più migliora.

bill_carson (ha votato 6 questo disco) alle 18:21 del 18 maggio 2013 ha scritto:

il lavoro in studio non si giudica dal live

bill_carson (ha votato 6 questo disco) alle 18:21 del 18 maggio 2013 ha scritto:

il lavoro in studio non si giudica dal live

baronedeki (ha votato 5,5 questo disco) alle 17:11 del 6 agosto 2016 ha scritto:

Grande band art rock pessima band elettronica quando lo capiranno di usare l'elettronica in maniera meno invasiva

Robinist (ha votato 6 questo disco) alle 17:20 del 11 ottobre 2016 ha scritto:

I Radiohead mi piacciono tantissimo ma non capisco tutte queste lodi al cantato di Yorke come se fosse quello il punto forte del gruppo, da Ok Computer ha deciso di cantare sempre allo stesso modo!

baronedeki (ha votato 5,5 questo disco) alle 17:54 del 11 ottobre 2016 ha scritto:

Concordo con Robinist . Da punto di forza la voce di Yorke e' diventata uno dei punti deboli dei Radiohead.