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R Recensione

8/10

Rone

Spanish Breakfast

Ricordo la compilation “At the Controls” di James Holden come manna dal cielo. Una serie di brani che al suo interno riuscivano ad acquisire una profondità obliqua dalle mille sfaccettature, capace di coniugare gli stili degli artisti (Aphex Twin, Plastikman, Harmonia e tanti altri) in un mix che sanguinava passione. Che fosse elettronica, techno, trance, ambient, non importava. Il risultato era molto più che la somma delle parti. Gestalt docet.

Ma così finisco per divagare. Anche Agoria un anno dopo (2007) pubblicò un “At The Controls” e conteneva, tra artisti di indubbio valore (Efdenim, Swayzak, Plaid, Bauhaus) anche il debutto di Rone, “Bora”, brano malinconico e fumoso, scandito da una cassa dritta e un delicato synth ambientale perfetto per un tramonto. Fu così che Agoria lo preso sotto la sua protezione e lo accasò presso l'etichetta InFiné di cui è co-fondatore (tra le sue file pezzi grossi come Apparat, Murcof e Arandel) e gli diede il “la” per una (si spera) lunga e fruttuosa carriera.

Erwan Castex, in arte Rone, è un dj e produttore parigino che prima di fare musica esordì come regista. Per fortuna cambiò rotta, dico io, perché il suo primo album “Spanish Breakfast” del 2009 fu e rimane tuttora un lavoro di genuina bellezza. Un'opera affascinante frutto di un'abile sintesi di richiami ambient, techno e house condita dal tocco francese morbido e delicato di Erwan. Il trait d'union di cui si serve Rone è l'eleganza capace di donare alle dieci tracce del suo debutto una piacevole leggerezza. Dalla title track “Spanish Breakfast” scandita da dolci tintinni, una ritmica mai eccessiva e un synth che flebile va a donare al pezzo un'aura malinconica, alla successiva “Belleville” che apre gli orizzonti della precedente verso un'ambient solare che piacerebbe all'Aphex Twin di “Selected Ambient Works 85-92”. E poi viene riproposta “Bora” con l'aggiunta del vocalist Alain Damasio (scrittore francese di fantascienza) che anticipa il ritmo trascinante di “Tasty City”. Ogni singolo brano di “Spanish Breakfast” va a donare carattere ad un'opera che trasuda passione, e forse la traccia che più di ogni altra riassume il “lapis”, la pietra pura scoperta da Rone è “La Dame Blanche”. Ritmo, synth travolgente e un sax che con il suo andare e venire confeziona la pietra filosofale di Rone con tanto di fiocchetto.

Spanish Breakfast” è un disco da tramonto e allo stesso tempo notturno, illuminato da una dancefloor per ballare a occhi chiusi. Giù il cappello.

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Voto degli utenti: 7/10 in media su 2 voti.
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